venerdì 6 novembre 2026

ROCKTRAIN SLAVES – ecco “Lose Yourself”

 

Ci sono momenti in cui sembra di aver smarrito la propria identità, intrappolati in una quotidianità fatta di imposizioni, falsità e compromessi. Eppure, dentro di noi, continua a bruciare un’energia che chiede soltanto di essere liberata. È da questa tensione che nasce “Lose Yourself”, il nuovo brano dei RockTrain Slaves: un invito a fermarsi, lasciarsi andare e dimenticare tutto, almeno per una notte, per ritrovare se stessi.

Perdersi nel caos, abbandonare le convenzioni e concedersi un momento di autentica libertà. Non una soluzione definitiva ai problemi, né la promessa di un mondo senza conflitti, ma un’occasione per rompere le gabbie della quotidianità e riconnettersi con la propria essenza. Perché, come suggerisce il brano, non esiste arcobaleno senza prima una tempesta.

Dal punto di vista sonoro, “Lose Yourself” affonda le proprie radici nel rock americano degli anni Settanta. L’apertura è affidata a un riff in accordatura aperta che richiama le atmosfere della Bayou, territorio e immaginario profondamente legati alla tradizione musicale statunitense. Le percussioni ipnotiche disegnano il paesaggio sonoro, mentre il basso ne sostiene la struttura con profondità e carattere.

L’invocazione “Give us a band, a rocking land” segna il momento in cui il brano prende definitivamente quota, lasciandosi alle spalle la palude per entrare nel vivo di un’esplosione rock. Gli intrecci delle chitarre rafforzano l’impatto della composizione, mentre il solo di slide guitar accompagna il pezzo verso un finale feroce e viscerale.

Registrato in presa diretta e con un ricorso minimo alle sovraincisioni, “Lose Yourself” restituisce un suono diretto, essenziale e senza artifici. Una scelta precisa, pensata per catturare l’energia e la spontaneità della band, trasportando l’ascoltatore idealmente nel mezzo di un live dei RockTrain Slaves e restituendone tutta l’essenza.

I RockTrain Slaves nascono a Bologna nel 2004 dall’incontro di due amici d’infanzia, accomunati da una visione precisa della musica: fondere le diverse influenze e tradizioni che hanno segnato il loro percorso artistico, dal Delta Blues al rock degli anni Settanta, dando vita a un repertorio originale e scegliendo fin da subito di non affidarsi al classico circuito delle cover band.

Nell’aprile 2008 pubblicano il loro primo album autoprodotto, “The Rain Can Wait”, una raccolta di brani inediti distribuita da Self/Hitland Records nei negozi e sulle principali piattaforme digitali. Il disco apre alla band le porte di importanti palcoscenici italiani, portandola a esibirsi in alcuni dei festival blues più prestigiosi del Paese, tra cui il Pistoia Blues Festival 2008, e ad aprire i concerti di autentiche leggende della scena internazionale come Johnny Winter e Dickey Betts & The Great Southern.

Dopo anni di intensa attività live e l’ingresso di una seconda chitarra, nell’ottobre 2014 arriva il secondo album in studio, “Another Place”, composto interamente da brani originali e accolto positivamente dalle radio locali e dalla stampa specializzata.

Nel corso di circa dieci anni di attività, i RockTrain Slaves superano le 250 esibizioni dal vivo, consolidando un’identità musicale radicata nel rock blues più autentico e viscerale, capace di esprimersi con la stessa energia sul palco e in studio.

Dopo una pausa forzata dovuta alla pandemia, la band torna al lavoro su nuovo materiale e realizza l’EP “All The Rest”, pubblicato nel 2023.

All’inizio del 2026 i RockTrain Slaves rientrano in studio per registrare tre nuovi brani inediti: “Soulshine”, “Lose Yourself” e “Goodmorning Devil”. Un nuovo capitolo del percorso artistico della band, che nel corso dell’anno porterà le nuove produzioni sulle principali radio e piattaforme digitali.

ASCOLTA “LOSE YOURSELF”!

https://ffm.to/rocktrainslaves-loseyourself

“Balla finché vuoi”, il nuovo singolo degli Officina Blu

 

Non sempre serve capire cosa ci succede per trovare il modo di andare avanti. A volte basta alzare il volume e smettere di trattenersi. È da qui che parte “Balla finché vuoi”, il nuovo singolo degli Officina Blu: un brano che trasforma il movimento in una risposta alle tensioni quotidiane, senza cercare soluzioni facili né impartire lezioni di vita.

“Metti in fila giorni e notti, metti in fila i guai”: la routine prova a imporre il suo ordine, ma qualcosa rompe la sequenza. Le corde vibrano, il ritmo prende spazio e il corpo trova una via d’uscita che la testa, da sola, non riesce a indicare.

Il sound mescola anima southern rock, sfumature blues e ritmiche country, con un passo trascinante che invita a muoversi senza troppi calcoli. La musica non cancella i problemi, ma cambia per un momento il modo di stare dentro le cose.

“Dentro quelle rotte scarpe sai soltanto tu come si sta” è il passaggio che restituisce al brano la sua dimensione più personale. Ognuno conosce la propria strada, comprese le deviazioni e le fatiche che non si vedono da fuori.

Gli Officina Blu scelgono così di lasciare spazio all’istinto, alla voglia di ridere e a quella libertà imperfetta che non ha bisogno dell’approvazione di nessuno.“Balla finché vuoi” non promette che domani sarà tutto più semplice: invita a non aspettare che lo diventi per concedersi il presente.

Alzare il volume, trovare il proprio passo, ripartire. Per una volta, senza dover spiegare perché.

Officina Blu è una rock blues band italiana che fonde il sound classico del rock con un’impronta moderna e personale. Le influenze blues, il rock d’autore e un’attitudine diretta danno vita a brani intensi, costruiti su chitarre incisive, una sezione ritmica solida e testi che raccontano storie, emozioni e frammenti di vita.

La band è composta da Matteo Favretto (MisterMat) alla voce e chitarra, Mattia Fattoretto al basso e Davide Piovesan alla batteria. Insieme portano sul palco uno spettacolo energico e autentico, dove ogni canzone nasce dalla passione per la musica suonata senza compromessi.

Con un’identità sonora riconoscibile e uno sguardo rivolto al futuro, Officina Blu continua il proprio percorso artistico attraverso la scrittura di musica originale e l’attività live, affermandosi come una realtà capace di parlare sia agli amanti del rock più classico sia a chi cerca un sound contemporaneo e genuino.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=Lip9h9o51Hw

I Sogno di Lenia tornano Con “Scusa”

 

Con “Scusa”, i Sogno di Lenia raccontano la fine di un’amicizia e quel momento in cui un rapporto, consumato dall’indifferenza e dal silenzio, arriva al punto di rottura. Un brano rock intenso e viscerale, che mette al centro la difficoltà di lasciarsi alle spalle una persona con cui si è condiviso molto.

La storia è narrata dal punto di vista di una protagonista ormai logorata dalla distanza emotiva dell’altra persona. «Non sopportavo più l’indifferenza» è la frase che segna la svolta e accompagna la decisione di lasciare la casa condivisa. Ma all’orgoglio ferito si alterna il ricordo di una complicità che continua a riaffiorare, soprattutto di notte: «Ti penso la notte ancora in quella via, ridere scherzare insieme a te». È il contrasto tra la necessità di allontanarsi e la nostalgia per ciò che è stato a dare al brano la sua tensione emotiva.

Anche sul piano musicale, “Scusa” si sviluppa attraverso contrasti. Le strofe, più intime e raccolte, sono sostenute da un basso corposo e da arpeggi puliti, mentre le chitarre graffianti e una ritmica solida accompagnano l’apertura verso ritornelli potenti. A guidare il racconto è una voce femminile versatile, calda e confidenziale nei passaggi più delicati, capace di farsi grintosa e carica di pathos nei momenti di maggiore intensità.

Nel finale, la rabbia lascia spazio a una vulnerabilità inattesa. Il rapporto non si è ricomposto, la distanza resta, eppure la protagonista trova la forza di abbattere le proprie difese e pronunciare quella parola rimasta in sospeso: «Scusa».

Non una promessa di riconciliazione, ma un gesto liberatorio e doloroso, che chiude il racconto lasciando emergere tutta la fragilità di chi, nonostante tutto, non ha dimenticato.

I Sogno di Lenia nascono a Bologna nell’estate del 2024 dall’incontro tra la cantante Elena Masera e il chitarrista Davide Buzzoni. Quella che inizialmente si presenta come una sfida si trasforma presto in un’esigenza artistica: dare forma a frammenti di vita attraverso parole e musica, muovendosi tra sonorità alt-rock, suggestioni nostalgiche e influenze contemporanee.

La sintonia tra i due è immediata e prende forma in brani in italiano che raccontano contrasti, fragilità e stati d’animo profondi, alternando il peso delle esperienze vissute alla ricerca di momenti di felicità.

Elemento centrale del progetto è la voce di Elena Masera, potente, calda ed espressiva, capace di passare da interpretazioni intime e raccolte a momenti di grande intensità. A dialogare con la sua vocalità sono i riff graffianti e gli assoli energici della chitarra di Davide Buzzoni.

Nel 2025 la formazione si completa con l’ingresso di Fabio Fruci al basso e Sandro Sparano alla batteria. Con una sezione ritmica solida e dinamica, i Sogno di Lenia definiscono ulteriormente la propria identità sonora, dando vita a un rock energico, attraversato da tensioni emotive e contrasti.

ASCOLTA “SCUSA”!

https://orcd.co/sognodilenia-scusa

giovedì 5 novembre 2026

“A caccia di storie”, il nuovo singolo dei Fiori nei Giardini Chiusi

 

Di giorno le storie sembrano scorrere inosservate, confuse nel rumore della quotidianità. È quando tutto si fa più silenzioso, soprattutto di notte, che acquistano contorni più nitidi e rivelano dettagli inaspettati. Da questa prospettiva nasce “A caccia di storie”, il nuovo singolo dei Fiori nei Giardini Chiusi, un brano che racconta il desiderio di osservare ciò che ci circonda, lasciarsi sorprendere dagli incontri e trovare significati anche nei particolari apparentemente più insignificanti.

Una ricerca senza una destinazione prestabilita, guidata dalla curiosità e dalla voglia di continuare a scoprire. Ogni incontro diventa l’occasione per entrare in una nuova dimensione, ogni storia che si conclude lascia spazio alla possibilità di trovarne un’altra. È un movimento continuo, fatto di osservazione, ascolto e desiderio di rimettersi in cammino.

Anche musicalmente, “A caccia di storie” segue questo percorso, costruendo un crescendo progressivo che accompagna lo sviluppo del racconto. Il brano si apre con il passo misurato di una ballata, attraversando atmosfere intime e raccolte che, poco alla volta, acquistano corpo e intensità. La tensione cresce fino a lasciare spazio a un finale più energico e decisamente rock, in cui la musica amplifica l’impulso a lasciarsi alle spalle ciò che è conosciuto per andare incontro a nuove esperienze.

Con “A caccia di storie”, i Fiori nei Giardini Chiusi raccontano la curiosità come una forma di movimento e di apertura verso il mondo: la spinta a non smettere di cercare, osservare e lasciarsi attraversare dalle storie degli altri, perché, in fondo, ogni risposta può diventare l’inizio di una nuova ricerca.

Fiori Nei Giardini Chiusi è un progetto musicale veronese che si muove nel territorio del rock d’autore italiano, intrecciando una scrittura attenta, sensibilità melodica e ricerca sonora.

Al centro del progetto ci sono canzoni che esplorano le relazioni umane, le contraddizioni della quotidianità e le dimensioni più intime dell’esperienza personale. Testi e musica si incontrano in un sound costruito su chitarre, basso e batteria, capace di alternare energia e tensione a momenti più introspettivi e atmosfere raccolte.

La band ha pubblicato quattro singoli: “Ancora un’altra settimana”, “Muoviti tutto intorno”, “Fiori nei giardini chiusi” e “A caccia di storie”, portando parallelamente avanti un percorso live attraverso festival, rassegne e concerti.

Fiori Nei Giardini Chiusi prosegue così la propria ricerca artistica, dando forma a un’identità musicale in cui la forza del racconto incontra le diverse sfumature del rock.

ASCOLTA “A CACCIA DI STORIE”!

https://linktr.ee/fiorineigiardinichiusi

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mercoledì 4 novembre 2026

“Solo me stesso”, il nuovo singolo dei Flussi

 

In un mondo in cui ogni pensiero sembra dover circolare, essere riconoscibili non significa necessariamente essere compresi. Da questa distanza tra ciò che mostriamo e ciò che siamo nasce “Solo me stesso”, il nuovo singolo dei Flussi Inversi: una riflessione sull’identità, sui compromessi e sulla difficoltà di trovare la propria voce dentro il rumore del presente.

“Vorrei trovare il mio posto senza mai accettare un compromesso”: il desiderio espresso nel testo non è quello di isolarsi, ma di non dover rinunciare a una parte di sé per essere accettati. La dimensione personale si confronta così con un mondo definito “virale”, dove la velocità della comunicazione non garantisce la profondità dell’ascolto.

Musicalmente, il brano sviluppa questa tensione attraverso un impianto New Prog dinamico, costruito come un flusso di coscienza. Le sonorità eteree che aprono e chiudono il pezzo delimitano una struttura circolare, mentre la parte centrale concentra pensieri e contraddizioni in una progressione che rinuncia alla consueta alternanza tra strofa e ritornello. La forma segue il movimento della mente, con le sue accelerazioni e i suoi ritorni.

Ma il punto d’arrivo non è la difesa ostinata dell’io. “Ed ora che ho spento quella parte di orgoglio che sento” introduce un passaggio decisivo: abbassare le proprie difese non significa tradire la propria identità, ma rendere possibile un incontro. È qui che la fragilità smette di essere un limite e diventa disponibilità verso l’altro.

“Solo me stesso” tiene insieme due esigenze che spesso sembrano inconciliabili: restare fedeli a ciò che si è e riuscire a raggiungere chi ci sta intorno. Perché parlare a milioni di persone ha senso soltanto se, nel tentativo di farsi ascoltare, non si perde la propria voce.

I Flussi Inversi sono un progetto musicale nato dall’incontro tra il compositore e pianista Orazio Saracino, il producer e sound engineer Alex Grasso e il cantante e paroliere Flavio Paternesi, entrato nella formazione nel 2022.

La loro musica unisce ricerca sonora, tecnica strumentale e una forte componente narrativa.

L’esordio discografico, “Terra e Anima”, intreccia progressive rock, jazz, elettronica, musica per film e influenze gypsy, con la partecipazione di musicisti ospiti di rilievo.

Con il secondo album, “Noi”, composto da undici tracce, la band sviluppa una direzione più compatta e contemporanea.

Il trio definisce il proprio linguaggio come New Prog, una rilettura moderna del progressive rock italiano, distante dalle sonorità vintage degli anni Settanta.

Strutture fluide e accessibili convivono con ritmi articolati, passaggi strumentali complessi e il superamento dei tradizionali schemi della canzone.

La scelta di scrivere in italiano è centrale nella ricerca espressiva del gruppo.

Al centro di “Noi” c’è l’essere umano, raccontato attraverso fragilità, paure e desiderio di riscatto in una società precaria.

Grazie a influenze trasversali e a una cura meticolosa della produzione, i Flussi Inversi costruiscono un’identità musicale in cui sperimentazione e intensità emotiva procedono insieme.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=4XKjYppJB3E

martedì 3 novembre 2026

A-Frame, il nuovo album di Stenox

 

A-Frame, il nuovo album di Stenox, non nasce come un progetto discografico unitario, ma prende forma nel corso degli anni, attraverso viaggi, incontri e suggestioni raccolte in luoghi lontani: dal Rajasthan al Ladakh, dal nord della Thailandia al sud dell’India, dal Nepal all’Iran. È in questi territori che i brani hanno progressivamente trovato la propria identità, spesso insieme alle immagini, dando vita anche ad alcuni dei cortometraggi che accompagnano il progetto.

Da esperienze apparentemente distanti è emerso, nel tempo, un filo conduttore: una riflessione sulla possibilità di coesistere, con l’altro, con ciò che è diverso e con la natura, di cui l’essere umano è parte integrante.

Sul piano sonoro, A-Frame attraversa elettronica, pulsazioni tribali e rituali, elementi acustici, canto e spoken word, costruendo un paesaggio musicale cinematico e materico, attraversato da una dimensione temporale arcaica e profonda. Lingue, voci e suggestioni raccolte lungo il viaggio confluiscono in dieci brani che diventano frammenti di un unico percorso: un’esplorazione che si muove tra paura e fiducia, identità e trasformazione, distanza e appartenenza.

A Journey in Search of Coexistence.

TRACKLIST

Hands Shaking (The Man Is Shaking)

Ad aprire il disco una miscela di elettronica, pulsazioni rituali e melodie orientali che costruiscono una tensione ipnotica, mentre la voce attraversa paura, fiducia e affidamento al Dharma. Il brano culmina in una chiusura graffiante costruita sul suono campionato di una chitarra distorta. È accompagnato da un cortometraggio girato in Ladakh, dove acqua e roccia raccontano nascita, conoscenza, morte e rinascita.

No Pares de Crear

Nasce da una base musicale di Bashmantan (Beppe Piol), dove batteria elettronica e chitarra acustica effettata si intrecciano alle melodie e alle tastiere di Stenox. La sua voce calda attraversa dialetto veneto, spagnolo e basco, evocando il tempo come una forza trascendente. Un brano intimo e sognante, un invito a non smettere di creare, a immaginare e a rinnovarsi.

LÀ MI DO

Preludio teatrale che evolve in una trance electro sperimentale e ipnotica: sillabe musicali diventano mantra, tra ironia e tensione spirituale.

No More Piss On Earth

Brano essenziale e tagliente, con un groove ripetitivo di ispirazione kraut rock e un’energia electro/industrial. Il titolo gioca volutamente tra peace e piss: una provocazione netta, senza giri di parole.

Ja Ma Tacu Sulawe

Brano sperimentale e rituale in cui Stenox intreccia ritmi etnici, elettronica e acustica. Intrecci improvvisati, una percussione giapponese e inserzioni imprevedibili di voce e suono accompagnano liriche in una lingua inventata dal sapore mediterraneo, dando vita a un paesaggio sonoro giocoso, enigmatico e immaginifico.

A-Frame

Il singolo che accompagna l’uscita dell’album, è stato inciso nell’oasi di Siwa e intreccia elettronica graffiante e atmosfere orchestrali epiche. Dalla trama sonora affiora la parola “acqua”, pronunciata in diverse lingue come un mantra. Il cortometraggio che lo accompagna, girato interamente a mano in un acquario, richiama nei suoi fondali il lago Titicaca e l’idea di questo elemento primordiale come custode della memoria dell’umanità.

Iran Iran

Nasce da un giro di chitarra di Bashmantan (Beppe Piol), sul quale la voce di Stenox si sviluppa come un monologo meditativo, facendo affiorare la componente cantautoriale della sua scrittura. Un leggero innesto di synth nel finale amplia il respiro emotivo del brano. Nato da un lungo viaggio in Iran, è un tributo al suo popolo, alla sua cultura e alla sua resilienza, e una denuncia della repressione del governo.

Honkey Donkey

Pop-electro globale a groove ipnotico: tarantella, accenti indiani e pulsazioni tribali si fondono in un mantra ritmico. In dialetto, da un detto di guerra, riflette su isteria collettiva e distruzione delle risorse; dal vortice iniziale a un finale più dolce e aperto. Parte del progetto audiovisivo Honkey Donkey girato in India.

Tous Pareils Tous Differènts

Ritual/tribal techno elettroacustica con spoken-word multilingue. Uno scioglilingua astratto mette a nudo gli automatismi umani, trovando nel richiamo all’ascolto reciproco (“Mi scolte ti parla” — lo ascolto, tu parli) la bussola per riscoprirci tutti compagni di viaggio, eppure ognuno con la propria irriducibile diversità.

Mille non più

Una lode a Madre Terra nata durante un viaggio in bicicletta tra i Pirenei. La musica, dolce e avvolgente come il testo, nasce da un gesto spontaneo su GarageBand e mantiene l’autenticità del momento. Con un tono cantautoriale intimo e meditativo, il brano esplora il legame fragile tra l’uomo e la natura, l’istinto perduto e la trasformazione continua che attraversa ogni cosa.

Stefano Curto, in arte Stenox, è un autore sonoro e materico la cui ricerca artistica si sviluppa attraverso un linguaggio multidisciplinare che intreccia musica, cinema, arti visive, installazione, scultura e pratica di ricerca sul campo. Al centro del suo lavoro si trovano il viaggio, l’ascolto e la trasformazione come strumenti di indagine e creazione.

L’esperienza diretta di lunghi percorsi attraverso Europa, Asia, Medio Oriente e Africa rappresenta la principale fonte di ispirazione e materia viva della sua produzione. Da questi attraversamenti nascono opere che fondono dimensione sensibile e sperimentazione, oggi presenti in importanti collezioni private e istituzionali.

Nel suo percorso artistico, Stenox è parte del macro-progetto “Aframe”, dedicato alla relazione tra essere umano e natura. Tra i suoi lavori figurano inoltre “L’Om”, presentato all’India Art Fair presso l’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, e il cortometraggio “Honkey Donkey”, realizzato in India in collaborazione con l’artista Nitin Chauhan.

Parallelamente alla musica, Curto sviluppa una ricerca nell’arte materica. Attraverso l’uso di migliaia di cristalli e minerali applicati individualmente, costruisce superfici e figure nelle quali materia, luce e percezione mutano con il punto di osservazione.

Le sue opere sono entrate in importanti collezioni museali e private internazionali, tra cui il MONA Museum e i Musei Vaticani.

Il suo lavoro continua a evolversi attraverso nuove progettualità e collaborazioni internazionali. Il 9 ottobre 2026 ha presentato a Venezia durante biennale musica “SONA”, un progetto sviluppato insieme a Sebastian Meyer e dedicato al tema dell’acqua e dell’ascolto profondo.

Musica, cinema, viaggio, materia e ascolto della natura convergono nel percorso di STENOX. Il suo primo album solista, A-FRAME, raccoglie esperienze, immagini, e

incontri nati in diversi luoghi del mondo e li porta verso una nuova dimensione musicale, cinematografica e performativa.

ASCOLTA “A – FRAME – A Journey in Search of Coexistence”!

https://orcd.co/stenox-aframe-ajourneyinsearchofcoexistence

venerdì 30 ottobre 2026

“Chronic Dreams”, il nuovo singolo dei Green Rose

Un’autostrada, i finestrini abbassati, la musica alta e nessuna particolare fretta di arrivare. “Chronic Dreams”, il nuovo singolo dei Green Rose, racconta la libertà di ritagliarsi uno spazio fuori dalla routine, condividendo la strada, le notti e le risate con gli amici e con la cannabis come strumento per mettere in pausa pensieri e preoccupazioni per qualche ora.

“Friends by my side, laughter in the air” sintetizza il mood di questa esperienza collettiva fatta di complicità e momenti senza programmi, mentre il ritornello insiste su “Chronic dreams, floating free”, catturando la leggerezza di una piccola parentesi in cui sentirsi lontani dalle pressioni quotidiane.

Quale genere migliore di uno street glam ispirato ai Guns ‘n’ Roses per questo brano divertente, senza sovrastrutture e basato sull’immediatezza, sull’energia e sul piacere di suonare?

“Chronic Dreams” è la colonna sonora di un girovagare notturno da condividere, quando la destinazione conta meno delle persone a bordo e il viaggio in sé è un motivo più che sufficiente per partire.

Nata nel 2022 dall’iniziativa di Crash, la band prende forma con l’ingresso del batterista Anton e si completa nel 2023 con l’arrivo del bassista Enry.

Dopo una prima fase di sviluppo del progetto, dalla fine del 2024 il gruppo intensifica il lavoro su composizione e repertorio, avviando un percorso sempre più orientato all’attività live.

Il 2025 segna una svolta: aumentano i concerti e, durante l’estate, la band entra in studio per registrare il primo album, completato nel dicembre dello stesso anno. La partecipazione al Veneto Rock Contest, a cui il gruppo si iscrive nel settembre 2025, porta nel febbraio 2026 il terzo premio della Giuria Popolare e favorisce l’incontro con uno scout, aprendo la strada alla firma con Sorry Mom!.

Il 2026 si sviluppa tra palchi e nuove uscite discografiche: a febbraio arriva “Rebels”, seguito a marzo da “Saints of My Soul” e a luglio da “Slaughter”,singoli che anticipano il disco d’esordio. Nello stesso anno la band partecipa a Sanremo Rock e al Nicky Show di Canale Italia, ampliando le occasioni per presentare la propria musica. Dopo l’uscita di Enry dalla formazione, avvenuta a fine luglio per ragioni interne, il gruppo prosegue l’attività dal vivo con il supporto di Martin Carpani, bassista dei King Lizard. La band continua oggi a portare avanti i concerti e la pubblicazione dei singoli, in attesa di svelare il primo album.

ASCOLTA “CHRONIC DREAMS”!

https://orcd.co/greenrose-chronicdreams

 

“Punto di rottura”, il nuovo singolo di Domenico Cuccarese

 

Una relazione che si consuma lentamente, tra distanze sempre più profonde e parole che non riescono più a trovare spazio.

Con “Punto di rottura”, il nuovo singolo, Domenico Cuccarese racconta la fine silenziosa di un rapporto, quel momento in cui qualcosa si incrina senza bisogno di esplodere, lasciando emergere una frattura che era già presente.

Il brano si sviluppa attraverso immagini evocative e simboliche: il legno che si spezza, le radici che diventano un muro, un orizzonte che si curva. Metafore di un legame che perde progressivamente la propria solidità, mentre gesti, pensieri e parole non dette alimentano una distanza sempre più difficile da colmare.

Sul piano sonoro, la scrittura intima e introspettiva del cantautorato incontra una produzione pop elettronica dalle pulsazioni dance. Un contrasto che diventa elemento centrale del brano: da una parte l’energia ritmica, dall’altra la fragilità emotiva di un racconto che mette a nudo le difficoltà della comunicazione e il senso di impotenza davanti a una relazione che cambia.

Nato da una prima bozza, successivamente ripresa e trasformata attraverso un lavoro sulla progressione armonica e sulla componente ritmica, “Punto di rottura” trova nella voce il proprio fulcro espressivo. È attraverso di essa che prende forma il bisogno di comunicare, proprio quando trovare le parole giuste sembra diventare sempre più difficile.

Domenico Cuccarese è un cantautore, compositore e produttore musicale originario di Castellammare di Stabia. Si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte e della composizione, dando inizio a un percorso artistico che lo porta, nel 2012, alla pubblicazione di “Viaggio sulle nuvole”, un album strumentale per pianoforte solo.

Dopo una pausa discografica, nel 2023 torna a pubblicare musica originale con brani come “Notti” e “Conosco il mare”, dando forma a una scrittura personale in cui melodia, narrazione ed emozione si intrecciano. Parallelamente, attraverso il progetto Do.Sa.Mi., sviluppa la propria attività di produzione musicale, seguendo in prima persona ogni fase del processo creativo e della costruzione sonora dei suoi brani.

ASCOLTA “PUNTO DI ROTTURA”!

https://orcd.co/domenicocuccarese-puntodirottura

giovedì 29 ottobre 2026

NRG1 – esce “Il Giorno Perfetto”

 

Il Giorno Perfetto è un brano che esplora il rapporto con se stessi, il coraggio di rompere gli schemi e la ricerca di un equilibrio autentico in un mondo che spesso rischia di allontanarci da ciò che siamo davvero.

Attraverso un racconto emotivo e contemporaneo, gli NRG1 danno voce a un percorso di introspezione in cui la fragilità si intreccia con il desiderio di libertà e di connessione. Un invito a guardarsi dentro, ad accettare le proprie contraddizioni e a trovare una nuova consapevolezza, senza inseguire modelli di perfezione irraggiungibili.

Perché la perfezione non significa avere tutto sotto controllo, ma imparare a riconoscere la luce anche nei momenti di incertezza. È proprio in questa prospettiva che Il Giorno Perfetto si trasforma in un messaggio di ripartenza e autodeterminazione: la possibilità di scegliere la propria strada, rispettare i propri tempi e ricominciare senza dover rispondere alle aspettative degli altri.

Con questo singolo, gli NRG1 propongono una riflessione sul valore delle scelte personali e sulla possibilità di ritrovare se stessi anche attraverso le proprie fragilità. Perché il giorno perfetto non è qualcosa da aspettare, ma qualcosa da costruire, ogni giorno, a modo proprio.

NRG1 è un duo elettrosynthpop di Verona che fonde energia elettronica e sensibilità live in un sound pulsante e contemporaneo. Il progetto nasce dall’incontro tra Nico Dibono (batteria, percussioni) e George Bora (chitarre, synth), unendo groove organici e trame sintetiche in un equilibrio costante tra istinto e tecnologia.

La loro musica attraversa territori synthpop, house ed elettronici, alternando atmosfere immersive a ritmi ipnotici, pensati per coinvolgere il corpo e la mente. Beat incisivi, linee melodiche evocative e un forte impatto emotivo definiscono l’identità del Duo, un progetto che guarda al dancefloor senza rinunciare alla profondità sonora.

NRG1 è energia in movimento: un viaggio elettronico dove il suono diventa esperienza.

ASCOLTA “IL GIORNO PERFETTO”!

https://distrokid.com/hyperfollow/nrg17/il-giorno-perfetto-3/

IMXDILE – “Solo Per Gioco”, IL NUOVO SINGOLO


 Un brano pop con influenze reggaeton che chiude la stagione estiva e racconta la difficoltà di vivere una relazione senza lasciarsi coinvolgere troppo.

“Solo per gioco” è il nuovo singolo di IMXDILE, un brano dal sound pop contemporaneo, caratterizzato da influenze reggaeton, che chiude la stagione estiva esplorando le contraddizioni di una relazione sospesa tra desiderio, attrazione e paura di lasciarsi andare.

Al centro del brano c’è il tentativo di vivere un rapporto senza prendersi troppo sul serio, mantenendo le distanze per evitare di soffrire. Una dinamica in cui si cerca di stabilire delle regole, convincendosi che tutto possa restare leggero e senza conseguenze, mentre il coinvolgimento emotivo cresce fino a diventare difficile da controllare.

“Solo per gioco” racconta proprio questo equilibrio precario tra la voglia di vivere il momento e il timore di lasciarsi andare davvero. Da una parte c’è il desiderio di proteggersi, dall’altra un’attrazione forte che rende complicato mantenere le distanze. E quando una relazione si interrompe o cambia direzione, restano la nostalgia, l’amarezza e la necessità di voltare pagina per ricominciare.

Con una sonorità fresca e attuale, IMXDILE dà voce a quelle situazioni in cui si prova a tenere tutto sotto controllo, senza fare i conti con ciò che si prova davvero. Perché, a volte, ciò che nasce solo per gioco finisce per coinvolgere molto più del previsto.

IMXDILE, pseudonimo di Diletta Marica Largoni, è un progetto musicale nato a Bassano del Grappa che si muove tra sonorità pop, indie pop e urban.

Appassionata di musica e attiva come cantante fin da piccola, nell’autunno del 2025 decide di dare voce alla propria identità artistica, iniziando a lavorare alla produzione dei suoi brani. Un percorso che in pochi mesi la porta a farsi notare nel panorama musicale emergente: nella primavera del 2026 viene infatti scoperta e messa sotto contratto da Sorry Mom!, management ed etichetta discografica con cui intraprende una nuova fase del proprio percorso musicale.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=iCf_emRe8Cs