venerdì 23 ottobre 2026

“Innsbruck Rendezvous”, il secondo EP in studio dei GoodMorning Cernobyl’

 

Il secondo EP in studio dei GoodMorning Cernobyl’, “Innsbruck Rendezvous”, segna un’evoluzione stilistica rispetto al precedente album “No Time To Fear”. Se nel primo lavoro a dominare era il punk ’77, con questo nuovo EP la band sceglie di sperimentare sonorità e concetti diversi, pur mantenendo come punto di partenza un sound grezzo e veloce.

L’obiettivo è superare i confini del classico “three-chord wonder”, esplorando una varietà di situazioni, suoni e tematiche che si intrecciano in un flusso di coscienza collettivo, capace di riflettere la sensibilità e la visione di ciascun membro della band.

TRACKLIST

UNDERFAITH – Ad aprire “Innsbruck Rendezvous” è una visione critica e diretta su temi attuali e controversi. Nel mirino finiscono le imposizioni estetiche e comportamentali, le guerre e le crociate moderne condotte in nome della fede. Un riff grezzo e frontale e un ritmo serrato trasformano l’energia del punk più ruvido e veloce in una riflessione cruda e onesta su quanto le ideologie influenzino anche i gesti più quotidiani.

MURDERER CITY – Uno sguardo tagliente e lucido sulla metropoli moderna, una città assassina che divora identità e natura umana in nome dell’omologazione imposta dal sistema. Un sistema che promette redenzione, ma finisce per anestetizzare: scandisce le giornate a ritmo di frenesia, impone orizzonti grigi e ripetitivi e soffoca immaginazione e creatività.

BRAVE NEW PEOPLE – Rabbia, velocità e zero compromessi: un brano che si trasforma in un vero e proprio manifesto di protesta contro l’alienazione e la claustrofobia sociale. “There’s time for heroes! Brave new people!” è il grido che si staglia sopra un muro di suono, dando voce a un’urgenza di cambiamento che non ammette compromessi. Puro impatto, pura ribellione.

TENSE/RESISTENCE – Un conflitto estenuante tra individuo e sistema, in cui la pressione costante dell’ambiente esterno si insinua nell’interiorità fino a trasformarsi in uno scontro personale. Il brano restituisce il ritratto sonoro di una tensione senza via di fuga, di una lotta impari che spinge l’individuo fino al limite della sopportazione.

HARAR – Considerato da molti un precursore dello spirito punk per la forza rivoluzionaria della sua scrittura, libera dalle convenzioni e dai dogmi del suo tempo, Arthur Rimbaud rappresenta il punto d’incontro ideale con l’universo sonoro dei Good Morning Cernobyl. La sua attitudine anticonformista e la sua tensione verso la libertà trovano così una naturale corrispondenza nell’identità della band.

I Good Morning Cernobyl’ nascono a Perugia nel 2018 con l’obiettivo di proporre un punk diretto e senza compromessi, con testi in inglese. Nel 2020 pubblicano l’omonimo EP d’esordio autoprodotto, realizzato con il supporto de La Cura Dischi e Jap Perù Records.

La pandemia interrompe l’attività live, ma la band continua a lavorare a distanza pubblicando il video di “Murderer City” e lo split di cover “Coverbyl #1 – Playing the Lock-down”. Con la riapertura dei concerti riprende l’attività dal vivo, affermandosi rapidamente nella scena punk del Centro Italia e iniziando la lavorazione del primo album.

Nel marzo 2023 esce “No Time to Fear”, accolto positivamente dalla critica italiana e internazionale e trasmesso da diverse radio europee, ottenendo ottimi riscontri anche sulle piattaforme di streaming. L’uscita del disco è accompagnata da un’intensa attività live, seguita dalla pubblicazione della cover di “Bite It You Scum” di GG Allin e da un tour in Germania.

Nel 2024 la band prosegue l’attività concertistica, condividendo il palco anche con The Rumjacks e The Drowns, mentre lavora al nuovo album.

Nel 2024 entrano nel roster Sorry Mom!, pubblicando i singoli “Brave New People”, “Underfaith”, “Murderer City”, “Tense/Resistance” “Harar”, tutti inseriti nell’EP “Innsbruck Rendezvous” uscito ad ottobre 2026.

La formazione è composta da Giuliano Picciafuoco (voce e chitarra), Massimo Margaritelli (voce e basso), Lorenzo Bonamente (voce e batteria) e Francesco Panunzi (voce e chitarra).

ASCOLTA “INNSBRUCK RENDEZVOUS”!

https://orcd.co/goodmorningcernobyl-innsbruckrendezvous

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biovoid – esce “I Pray And Obey”

 

Con “I Pray And Obey”, i biovoid affrontano il tema del confronto con le proprie incertezze e del peso delle scelte quotidiane, dando voce a quel senso di smarrimento che accompagna i momenti più difficili della vita.

Il brano racconta un percorso di vulnerabilità e introspezione, in cui la ricerca di un punto di riferimento si intreccia con la necessità di trovare dentro di sé la forza per andare avanti. Attraverso immagini che evocano il dolore, il bisogno di calore e la ricerca di stabilità, emerge la volontà di affrontare gli ostacoli senza lasciarsi spezzare dalle difficoltà.

È proprio nel superamento dei dubbi e delle esitazioni che prende forma una nuova consapevolezza: le esperienze vissute, anche quelle più dolorose, possono diventare strumenti di crescita e trasformazione.

“I Pray And Obey” si sviluppa così come una riflessione sulla resilienza e sulla capacità di ritrovare una direzione, fino a raggiungere una rinnovata forza interiore.

Un brano che esplora il confine tra fragilità e determinazione, trasformando la ricerca di una guida in un percorso di resistenza e rinascita personale.

I biovoid sono un progetto musicale italiano nato nel novembre 2017 dall’incontro tra Massimiliano Guida (voce) e Domenico Giordano (chitarra e basso), con il coinvolgimento di Adriano Giordano nella fase iniziale.

Fin dagli esordi, il progetto si distingue per la volontà di fondere linguaggi musicali differenti, dando vita a un sound personale e difficilmente riconducibile a un unico genere, capace di alternare atmosfere intime a sonorità elettroniche e sperimentali.

Dopo la pubblicazione dei primi singoli, il percorso dei Biovoid evolve con l’ingresso di Fortunato Serranò, fonico e polistrumentista, che assume un ruolo centrale nello sviluppo della produzione e degli arrangiamenti. Il suo contributo segna una svolta nella ricerca sonora del progetto, orientandolo verso una maggiore cura dei dettagli, un’esplorazione più approfondita delle texture e una visione produttiva sempre più definita.

Parallelamente alla ricerca musicale, i biovoid sviluppano un immaginario visivo che accompagna e amplifica la loro identità artistica. Fondamentale è la collaborazione con Francesco “Deddì” Calendini, autore delle cover art di diversi brani, tra cui “Invincible” e “No Land”. Il dialogo tra musica e arti visive si arricchisce nel tempo grazie al contributo di altri artisti, tra cui Giampiero Wallnofer, autore della copertina di “Hypnagogia”, e Roberto Recchioni, che firma l’artwork di “Far Beyond”, primo singolo pubblicato con l’etichetta Sorry Mom!.

Nel 2025 i Biovoid pubblicano “Invincible”, un brano alternative rock dal forte impatto emotivo che affronta il tema della fragilità e della capacità di restare saldi di fronte alle difficoltà. Il videoclip ufficiale ottiene importanti riconoscimenti in ambito cinematografico, venendo selezionato e premiato al Festival Internazionale del Cinema di Salerno e al The Hague Film Festival.

Questa fase segna un ulteriore momento di maturazione artistica per i biovoid, che consolidano un percorso in cui musica e immagine si intrecciano in modo sempre più consapevole. Un progetto in continua evoluzione, che fa della sperimentazione sonora, dell’introspezione e della ricerca visiva gli elementi fondamentali della propria identità.

ASCOLTA “I PRAY AND OBEY”!

https://benext.lnk.to/ipao

giovedì 22 ottobre 2026

I Tune A Ton presentano “GAME OVER”

 

I Tune A Ton presentano “GAME OVER”, un singolo che unisce l’energia del rock alternativo a sfumature funk, dando vita a un sound potente, moderno e diretto. Chitarre graffianti, ritmiche incalzanti e linee melodiche incisive si intrecciano in un brano dal forte impatto, capace di coniugare immediatezza e ricerca sonora.

Al centro del pezzo c’è la resilienza, raccontata attraverso le difficoltà che attraversano la vita quotidiana: il fallimento, il senso di impotenza e la pressione di una società che chiede continuamente di dimostrare il proprio valore. “GAME OVER” affronta queste sensazioni senza filtri, trasformandole in un invito a reagire, ritrovare il proprio equilibrio e imparare a guardare gli ostacoli da una prospettiva diversa.

Il progetto dei Tune A Ton nasce proprio dall’esigenza di dare voce a chi si trova ad affrontare le proprie battute d’arresto, ricordando che anche una sconfitta può diventare un punto di partenza. La musica si fa così espressione di una rivalsa personale, in cui la forza non sta nell’evitare le cadute, ma nella capacità di rialzarsi senza perdere sé stessi.

Con “GAME OVER”, i Tune A Ton trasformano le difficoltà in un messaggio di consapevolezza e rinascita: perché ogni fine può aprire la strada a un nuovo inizio, affrontando le sfide con lucidità, determinazione e la voglia di ripartire.

I Tune A Ton sono una band funk-rock originaria di Alba (CN), composta da cinque musicisti: Francesco Mossio alla voce, Giorgio Marengo alla chitarra, Umberto Bubbio a organo e tastiere, Riccardo Brandino al basso e Gabriele Costa alla batteria. Uniti dalla passione per il groove e dalla voglia di portare sul palco un sound fresco e personale, propongono un repertorio interamente originale.

La loro musica nasce dall’incontro tra funk, rock e blues, con influenze pop e linee vocali che alternano melodie e sezioni rap. Il risultato è un mix dinamico e contemporaneo, caratterizzato da ritmiche incisive, energia e una forte attitudine live, capace di coinvolgere il pubblico fin dalle prime battute.

A ottobre 2025 pubblicano “Funky Seaside”, il loro primo EP, composto da quattro brani inediti dalle sonorità marcatamente funk, che raccontano e definiscono l’identità musicale della band.

Nel 2026 i Tune A Ton partecipano al Vicenza Rock Contest, conquistando il primo posto, il premio della critica e diversi riconoscimenti individuali per i componenti della band. Il 16 luglio dello stesso anno prendono parte a Sanremo Rock, vincendo la competizione e conquistando l’accesso alla fase successiva, in programma il 4 settembre a Ferrara, per le finali del Nord Italia.

ASCOLTA “GAME OVER”!

Spotify: https://bit.ly/4iBQvVh

YouTube: https://bit.ly/4BjW0Al

Apple Music: https://bit.ly/48ezJ9z

Deezer: https://bit.ly/47SyFbD

Amazon Music: https://bit.ly/3VX07lH

“Concrete in My Veins” è il nuovo singolo degli Stoned Turtle

 

“Concrete in My Veins” è il nuovo singolo degli Stoned Turtle, un brano che mette in musica il peso delle ferite, dei silenzi e di tutto ciò che, accumulandosi nel tempo, finisce per irrigidire il nostro modo di stare al mondo. Il cemento del titolo scorre nelle vene, occupa lo spazio del battito e lascia dietro di sé una traccia spettrale: “Concrete in my veins, the heartbeat’s just a ghost”. Il corpo continua a esistere, ma qualcosa al suo interno si è pietrificato.

La scrittura si basa su attriti e dualità: le voci si rispondono, basso e chitarre dialogano in uno stimolante botta e risposta, le coordinate dell’alternative metal in stile Breaking Benjamin si rivestono di una ruvidità grunge di scuola Alice in Chains. La musica stessa diventa così un confronto continuo, una lotta fra ciò che trattiene e ciò che preme per uscire.

Il videoclip riprende questa immagine in un edificio abbandonato, tra pareti di cemento a vista e superfici ricoperte di graffiti. I materiali grigi, segnati dal tempo e dall’incuria, incontrano il colore lasciato sui muri: tracce di vita che incrinano l’immobilità. L’alienazione viene espressa anche dalla presenza della band stessa: non a caso, pur suonando nello stesso luogo, non compare mai insieme. Come nella canzone, anche qui qualcosa si fa strada dentro una struttura apparentemente condannata a restare com’è. Il colore non cancella il degrado, ma apre uno spazio, suggerisce un possibile movimento che può portare lontano da una condizione immutabile.

Nel testo, la svolta arriva quando il dolore smette di essere una prigione e diventa qualcosa da infrangere: “Rise up from the mud, a light that cannot die”. Cancellarlo non è possibile, ma si può uscirne seguendo quel bagliore di luce. “I won’t yield to the static, I remain the storm” condensa il punto di rottura: smettere di subire l’immobilità e trovare la forza della tempesta per incrinare anche la materia più resistente.

Gli Stoned Turtle nascono a Genova nel 2018 con i piedi nel grunge e la testa in sonorità più sperimentali e pesanti.

Dopo il debutto con il primo disco omonimo registrato al Blackwave Studio di Fabio Palombi (Nerve, Burn The Ocean), la band ha intrapreso un percorso di crescita e nel 2024 ha integrato un nuovo cantante e chitarrista, spingendo il sound verso una dimensione più densa e compatta, alzando l’asticella senza mai tradire l’energia viscerale degli esordi.

Questa nuova maturità è esplosa nell’EP “Nothing Left But Silence” (ottobre 2025), dove il rock d’impatto di brani come Beheaded ha confermato un’attitudine autentica che non ha paura di sporcarsi le mani con influenze metal.

Il 2026 segna il momento della spinta definitiva: l’ingresso nel roster di Sorry Mom! (Marco Biondi, Luca Bernardoni) e l’uscita del singolo “Human” (aprile 2026) consolidano un progetto ormai totalmente a fuoco e consapevole.

Il videoclip ufficiale di Human esce ad aprile 2026 in anteprima per TuttoRock Magazine.

A luglio 2026 la band si affida nuovamente alle sapienti mani di Fabio Palombi (Blackwave Studio) per registrare un nuovo disco intitolato “Before the Light Goes Out” contenente 8 brani inediti, frutto di un anno di lavoro in sala prove.

A differenza del precedente “Nothing Left But Silence”, i nuovi brani si focalizzano maggiormente sul riffing, su brani più diretti e su sonorità ancora più vicine all’Alternative e al Metal, pur mantenendo la matrice Grunge e 90’s.

L’uscita dell’album è prevista per i primi mesi del 2027 e sarà preceduta dall’uscita di due singoli.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=yUXs6FWGl8U

mercoledì 21 ottobre 2026

“Nella ruota del topo”, nuovo singolo dei Black Project

 

C’è una corsa che occupa le giornate, prosciuga le forze e lascia sempre al punto di partenza. È quella raccontata da “Nella ruota del topo”, nuovo singolo dei Black Project, che punta lo sguardo sulle storture del lavoro contemporaneo: contratti da firmare, banche da soddisfare, ritmi che divorano il tempo e un sistema che impone di correre senza concedere una vera via d’uscita.

La figura del topo in gabbia rispecchia l’assurdità di questo meccanismo: muoversi senza avanzare, consumare la propria esistenza per tenere in funzione una macchina che restituisce sempre meno. Poi qualcosa si incrina. Il contratto viene strappato, le catene spezzate, la fuga diventa una scelta concreta. Non c’è, però, una libertà già pronta ad aspettare dall’altra parte. C’è un precipizio, il vuoto lasciato dalle vecchie certezze, la paura di non sapere cosa verrà dopo. È proprio qui che il brano trova il suo nodo più umano: uscire dalla gabbia significa rinunciare anche alla sicurezza che la gabbia, per quanto soffocante, sembrava garantire.

Sul piano musicale, i Black Project scelgono le asperità del nu metal, con un basso in primo piano e le corde a costruire un impianto ruvido, attraversato da scratch fin dall’apertura. Le strofe affidate al rap incalzano il racconto, il ritornello melodico rende più universale quello “sguardo perso” che non ha “il coraggio di guardare oltre il precipizio”, mentre il growl del bridge porta in superficie la rabbia rimasta compressa fino a quel momento. Un impasto che può parlare a chi ha apprezzato gli Extrema insieme a J-Ax e che osserva il conflitto tra obbedienza e autodeterminazione.

Meglio una gabbia che garantisce stabilità o un tuffo nell’ignoto?

I Black Project nascono nel 2019 a Bienate, alle porte di Milano, dall’incontro di musicisti uniti dalla voglia di costruire un’identità sonora personale.

Il progetto prende forma dopo esperienze maturate dai componenti dentro e fuori la musica, con il primo brano “Veleno”, registrato con Mattia Stancioiu, batterista dei Labyrinth.

Nel novembre 2023 pubblicano “Mr. Nessuno”, album d’esordio composto da nove tracce e frutto di due anni di ricerca e sperimentazione. Il disco intreccia influenze rock e metal con atmosfere moderne, riflettendo le diverse radici musicali della band.

Nel 2024 il gruppo si distingue al concorso “Zocca – Paese della Musica”, classificandosi nelle prime posizioni; il risultato li porta ad aprire per Vasco Rossi allo stadio San Nicola di Bari, il 19 giugno dello stesso anno.

Sempre nel 2024, i Black Project raggiungono le Finali Nazionali di Sanremo Rock.

Nel 2026 entrano nel roster dell’etichetta indipendente Sorry Mom!, inaugurando una nuova fase del proprio percorso basata su una ricerca sonora più consapevole, anche grazie all’evoluzione della formazione. Oggi la band prosegue il proprio cammino ampliando i confini del suo linguaggio, tra radici rock, metal, rap e sensibilità melodica.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ROqJ5eD4tNA

martedì 20 ottobre 2026

THE ROOWENS – esce “Motorcycle Blues”

Un’ode alla motocicletta e all’emozione della strada, tra atmosfere dilatate, spirito blues e il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle.

Chiudere gli occhi, ascoltare il rombo del motore e lasciarsi trasportare. Con “Motorcycle Blues”, i The Roowens trasformano la passione per le due ruote in un’esperienza musicale intima e viscerale, un omaggio alla libertà del viaggio e a quelle sensazioni che soltanto la strada sa regalare.

Una strada panoramica e deserta, il tramonto all’orizzonte, il profumo dell’aria che si mescola a quello della benzina: sono queste le immagini evocate dal brano, che racconta un legame profondo con la motocicletta e con l’emozione di viaggiare senza fretta, seguendo soltanto il proprio istinto. Perché chi ama le due ruote conosce bene quella sensazione di assoluta libertà, difficile da descrivere a parole, ma forse capace di trovare nella musica la propria espressione più autentica.

“Motorcycle Blues” si sviluppa come un viaggio sonoro disteso e dilatato, libero da costrizioni e convenzioni, proprio come un percorso in moto in cui a contare non è la destinazione, ma ogni singolo istante vissuto lungo la strada. Il brano invita l’ascoltatore a immergersi nelle sue atmosfere, lasciando spazio alle sensazioni e al piacere di perdersi nel momento.

Con questa traccia, i The Roowens condividono una passione che diventa linguaggio musicale e racconto personale. Basta immaginarsi in sella, mentre il sole scende all’orizzonte e la strada si apre davanti a sé: per qualche minuto, non esiste nient’altro.

Perché a volte la libertà ha il suono di un motore, il ritmo di un blues e tutto il tempo del mondo davanti.

Attivi dal 2022, i The Roowens nascono da una forte affinità con le sonorità punk rock, radice di un’identità musicale che nel tempo si è evoluta, aprendosi a nuove influenze e a un approccio più maturo e ricercato.

La crescita del progetto si riflette anche nel songwriting, che si orienta verso un rock diretto, immediato e accessibile, senza perdere l’energia delle chitarre distorte e l’attitudine rock che contraddistingue la band.

A definire l’immaginario dei The Roowens contribuiscono atmosfere e suggestioni ben precise: il sound californiano, il fascino della strada e la passione per le motociclette. Elementi che si intrecciano nella loro musica, dando forma a un’identità in continua evoluzione, capace di coniugare spontaneità, energia e una rinnovata ricerca sonora.

ASCOLTA “MOTORCYCLE BLUES”!

https://orcd.co/theroowens-motorcycleblues

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“Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01

Un riff blues conturbante apre “Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01, e prepara il terreno a una voce che sembra aver perso ogni punto di riferimento. La linea vocale sale fino alla vetta, si sporge nel vuoto e precipita, come un carrello sulle montagne russe che non concede al passeggero il tempo di capire cosa lo aspetta. Le note riproducono così lo stesso sbandamento raccontato dal brano: un continuo cambio di quota per chi non riesce più a distinguere il confine fra immaginazione e sogno.

“Benzodiazepine” racconta il delirio provocato dalla privazione del sonno, quando il dolore impedisce di riposare e la coscienza rimane accesa, incapace però di governare ciò che accade nella mente.

Da settimane rabbia, paura e disperazione si rincorrono senza concedere tregua, fino a presentarsi ogni sera, puntuali alle sette, per riprendersi tutto lo spazio disponibile. Il corpo diventa estraneo, persino le mani sembrano appartenere a qualcun altro, mentre le lacrime non accennano a fermarsi.

In questo circuito, le benzodiazepine promettono una pausa: nove minuti di fila in cui il rumore può finalmente interrompersi, prima che la giostra riparta da capo. Non c’è una vera via d’uscita in quell’intervallo, soltanto il sollievo provvisorio di chi è arrivato al limite e vorrebbe smettere di combattere. Quando anche il riposo diventa irraggiungibile, resta un desiderio essenziale, quasi disarmante nella sua semplicità: essere stretti in un abbraccio, sentire qualcuno vicino, trovare un modo perché tutto questo finisca.

Gli After Midnight 00.01 affidano alla voce il compito di attraversare questo precipizio emotivo, seguendone gli scarti e le accelerazioni. Le montagne russe di “Benzodiazepine” non portano verso un traguardo: girano dentro una notte che sembra non finire mai, alla ricerca di una tregua abbastanza lunga da poter tornare a respirare.

“Benzodiazepine” è contenuta nell’album “After Midnight 00:01”.

Gli After Midnight 00.01 nascono nel 2017 tra Nuoro e Dorgali dall’incontro tra Andrea Ledda e Mario Fancello, musicisti accomunati da una forte passione per il rock legato alla strada, al viaggio e alla dimensione live. Insieme a loro prendono parte al progetto Antonio Senette al basso e Francesco Masuri alla batteria, contribuendo alla costruzione delle prime basi sonore della band.

Dopo un primo periodo dedicato anche alle cover, il gruppo concentra progressivamente il proprio lavoro sulla scrittura di brani originali, sviluppando un’identità costruita attorno a hard rock, blues ed energia dal vivo.

Il nome After Midnight 00.01 nasce dalle prove notturne della band, ma col tempo assume un significato più simbolico: il momento esatto in cui qualcosa si mette in moto e il viaggio comincia.

Nel 2024 esce il primo singolo ufficiale, “Dirty Blues”, che inaugura il percorso discografico della band.

Nello stesso periodo la formazione cambia volto con l’ingresso di Andrea Burattin e Nicola Ceccato, musicisti già attivi nei Panorama Kaiser e nel progetto elettronico Ekreep.

Il 2025 porta diversi singoli e la pubblicazione fisica dell’album “After Midnight 00:01” in una limited edition di 100 copie numerate contenente il brano esclusivo “After Midnight”.

A gennaio 2026 il disco arriva finalmente sulle piattaforme digitali, accompagnato dal singolo “This Song Is a Lie”, dall’edizione in CD e dalla stampa in vinile. La band porta il progetto in tour tra Sardegna e penisola italiana con il “Rock in Progress Tour”, mentre prosegue il lavoro sul nuovo materiale in studio.

Oggi gli After Midnight 00.01 collaborano con Sorry Mom! per management, promozione e sviluppo del progetto.

ASCOLTA “BENZODIAZEPINE”!

https://ffm.to/aftermidnight0001-aftermidnight0001

 

I Latitudine45 tornano con “Fosforo”

 

I Latitudine45 tornano con “Fosforo”, un singolo introspettivo che esplora il peso del tempo, la perdita di identità e la ricerca di autenticità nella vita moderna.

Una traccia profonda, sincera e diretta, che racconta la lotta quotidiana per non smarrire se stessi e continuare a credere nei propri sogni.

Con “Fosforo”, i Latitudine45 danno voce a chi cerca di orientarsi in una quotidianità sempre più frenetica, dominata da convenzioni sociali, relazioni superficiali e connessioni filtrate dagli schermi. Il tempo scorre inesorabile, le maschere da indossare diventano parte della routine e il bisogno di rapporti autentici si scontra con una realtà cittadina che anestetizza, svuota e allontana da ciò che conta davvero.

In questo scenario, il rifugio nel mondo digitale sembra offrire una via di fuga, ma rischia di trasformarsi in un ulteriore elemento di alienazione. I ricordi si fanno sfocati, la memoria vacilla e l’identità personale sembra dissolversi in un avatar, fino a rendere difficile riconoscere chi eravamo e quanto siamo cambiati. È il ritratto di una società fredda e individualista, in cui la ricerca di connessioni profonde si scontra con una crescente sensazione di solitudine.

Eppure, “Fosforo” non si ferma alla disillusione. Sotto il senso di vuoto emerge una scintilla di resistenza, una spinta a reagire e a ritrovare la propria direzione. Il brano si apre così alla speranza e alla volontà di difendere la propria autenticità, senza rinunciare ai sogni e alla possibilità di costruire un futuro diverso.

Con una scrittura intima e diretta, i Latitudine45 trasformano il disorientamento contemporaneo in una riflessione personale e universale, dando voce a quella tensione tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che vorremmo ancora diventare.

“Fosforo” è una traccia da ascoltare e ritrovare nelle proprie giornate, capace di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio interiore che, anche nei momenti di maggiore incertezza, lascia spazio alla possibilità di ripartire.

I Latitudine45 (LTD45) nascono dall’incontro quasi casuale tra musicisti durante una festa di compleanno. È l’intuizione di Andreino a dare il via al progetto, riunendo Dj Ego e Bulby attorno a una visione musicale capace di superare i confini dei generi. Prende così forma un sound originale e contaminato, in cui hard rock, reggae, dub e hip hop si fondono in un mix dal forte impatto sonoro e dalla spiccata libertà espressiva.

Dopo una prima fase di ricerca e sperimentazione, la formazione si completa con l’ingresso di Phobia alla voce e Dj Raiz agli scratch, contribuendo a definire ulteriormente l’identità sonora della band.

Nel corso del tempo, il progetto attraversa diversi cambi di formazione. Dj Ego porta avanti anche il proprio percorso solista, continuando a collaborare attivamente con il gruppo attraverso idee e contributi creativi. Alla chitarra solista arriva Marco, che mette a disposizione la propria esperienza e personalità musicale, arricchendo il sound della band con nuove prospettive.

Tra prove, sperimentazioni e la realizzazione di un primo demo, i Latitudine45 iniziano a consolidare la propria identità e a farsi conoscere nella scena musicale.

Un percorso in continua evoluzione, sostenuto da una forte coesione, da un’attitudine live energica e dalla volontà di esplorare nuove possibilità sonore senza perdere la propria essenza.

Oggi i Latitudine45 sono al lavoro su un nuovo disco, previsto per il 2026, con l’obiettivo di spingere ancora più avanti i confini della propria musica e rinnovare un’identità che trova nella contaminazione, nella sperimentazione e nell’energia dal vivo i suoi tratti distintivi.

ASCOLTA “FOSFORO”!

https://benext.lnk.to/fosforo

domenica 18 ottobre 2026

EGO DIVIDED – ecco “The Abyss”

 

Chi ha detto che il death metal debba parlare soltanto di fiamme, sangue e distruzione, senza lasciare spazio a riflessioni filosofiche? Nel secondo album degli Ego Divided, Nietzsche e Schopenhauer diventano riferimenti palesi di un percorso che scava nelle contraddizioni dell’individuo e della società. L’obiettivo di “The Abyss” è squarciare il velo delle illusioni per guardare in faccia l’abisso interiore e collettivo.

Il riferimento è al velo di Maya, il concetto filosofico che descrive l’inganno dei sensi e la difficoltà di accedere alla realtà autentica delle cose. Nella visione di Schopenhauer, il mondo percepito è una rappresentazione e superarne le apparenze richiede vie di liberazione come la pietà, l’ascesi e l’arte, con un ruolo privilegiato per la musica.

Dal risveglio interiore e dalle ossessioni quotidiane di “R.U.S.T.”, “Empty Ego” e “From the Abyss” alle accuse rivolte a finzioni, paranoia e odio in “Reflections”, “Coward’s Mask” e “Fury of Hatred”, il disco allarga progressivamente lo sguardo. “Totally Blind” denuncia la cecità alimentata dai media, “Infernal Blood Sucker” affronta il ripetersi della violenza, mentre “Lake of Blood” mette in relazione la tragedia storica di Geronimo con i conflitti contemporanei. A tenere insieme questi temi è un Melodic Death Metal fatto di riff affilati, ritmiche serrate e aperture melodiche.

“The Abyss” è il secondo album in studio degli Ego Divided, band palermitana che consolida qui la propria identità musicale melodic death metal. Registrato, mixato e masterizzato al Rock Zone Studio di Palermo, il disco raccoglie nove brani dedicati alle zone più contraddittorie della psiche, alle distorsioni della società e alle ferite lasciate dalla storia.

TRACKLIST

R.U.S.T. (REPETITIVE UNCONSCIOUS STERILE THOUGHTS)

L’intro affronta il peso dei pensieri ossessivi e la ricerca di un senso nell’esistenza. Per interrompere il ciclo della sterilità mentale, invita a cambiare prospettiva e a riconoscere il valore di ciò che già ci circonda.

EMPTY EGO

Il brano invita a risvegliare la coscienza e a sottrarsi alle distrazioni del mondo esterno. Guardarsi dentro diventa il primo passo per ritrovare la propria direzione e riattivare l’immaginazione contro il vuoto esistenziale.

REFLECTIONS

La ricerca della ricchezza materiale e l’ossessione per la propria immagine finiscono per oscurare ciò che conta davvero. Il brano richiama il valore della semplicità e di ciò che resiste al tempo, lasciando un segno duraturo.

COWARD’S MASK

Un attacco alle insicurezze che alimentano paranoia e megalomania, nascondendosi dietro il vittimismo e una superiorità di facciata. La maschera protegge dal giudizio altrui, ma coltivare invidia e ostilità immaginarie conduce all’autodistruzione.

INFERNAL BLOOD SUCKER

Una presenza parassitaria attraversa i secoli, nutrendosi di sangue e conoscenza per giustificare i conflitti e deformare la realtà attraverso la menzogna. Di fronte al ripetersi della violenza, il brano esprime il desiderio di spezzare un meccanismo che sembra non conoscere fine.

TOTALLY BLIND

La cecità collettiva di fronte ai problemi sociali viene ricondotta a una comunicazione manipolata, che orienta l’opinione pubblica e scoraggia la partecipazione. Il brano esorta a sottrarsi a questo condizionamento e a sviluppare un pensiero autonomo.

FURY OF HATRED

La psiche diventa teatro di un conflitto fra odio, misantropia, dipendenza e ricerca di solitudine. Rabbia e desiderio di controllo si alimentano a vicenda, fino a sfociare nell’impulso di possedere e distruggere.

LAKE OF BLOOD

Il massacro di Kaskiyeh del 1858 e la vicenda di Geronimo diventano il punto di partenza per un parallelismo con le guerre contemporanee. Tradimenti, espropriazioni e propaganda mostrano come la rappresentazione del nemico continui a giustificare la morte degli innocenti, lasciando aperta una domanda: chi perde davvero quando i massacri si ripetono?

FROM THE ABYSS

Squarciare le proprie illusioni significa precipitare in un territorio interiore fatto di angoscia e domande sull’identità e sul senso dell’esistenza. Una volta caduto il velo, tornare all’inconsapevolezza diventa impossibile: resta il confronto con i propri pensieri e la ricerca di una via d’uscita.

Gli Ego Divided sono una band death metal fondata a Palermo nel 2005 dal chitarrista Massimo Masi. Nel corso degli anni hanno sviluppato un linguaggio che accosta la velocità e l’impatto del death metal alle strutture articolate del progressive. Dal 2012, l’ingresso del cantante e paroliere Mauro Tagliavia ha contribuito a definire la dimensione lirica del progetto.

Dopo il debutto omonimo del 2024 e alcuni cambi di formazione, la band ha lavorato al secondo album, “The Abyss”, anticipato dai singoli “Totally Blind”, “Reflections”, “Fury of Hatred” ed “Empty Ego”. Il disco segna l’ingresso ufficiale del chitarrista Ermanno Siino e del batterista Manfredi Mansueto, già negli State of Neptune.

Le registrazioni documentano anche il passaggio fra diverse fasi della formazione: la maggior parte delle parti di chitarra è stata incisa da Siino al fianco di Masi, mentre due brani vedono la partecipazione dello storico chitarrista Alberto Zimone. Mansueto ha registrato quasi tutte le parti di batteria, con l’eccezione di tre tracce affidate a Phil Spinelli dei Tol Morwen.

La formazione attuale comprende Mauro Tagliavia (voce), Massimo Masi (chitarra), Ermanno Siino (chitarra), Alessio Lopes (basso) e Manfredi Mansueto (batteria).

ASCOLTA “THE ABYSS”!

https://orcd.co/egodivided-theabyss

venerdì 16 ottobre 2026

“In 13 Minuti Scarsi”, il nuovo EP di Marco Catch

 

“In 13 Minuti Scarsi”, il nuovo EP di Marco Catch, raccoglie in quattro tracce un racconto intimo e disincantato fatto di aspettative, piccole disillusioni quotidiane e momenti di consapevolezza. Un lavoro essenziale, costruito intorno a sonorità acustiche e a una scrittura diretta e introspettiva, che mette al centro la distanza tra ciò che immaginiamo e ciò che realmente accade. Sullo sfondo, il bisogno di fermarsi, fare i conti con la realtà e provare a ritrovare la propria direzione.

TRACKLIST

Vortice

Un susseguirsi di sensazioni e domande aperte che raccontano il caos della mente e una condizione di profonda inquietudine. Al centro del brano c’è il bisogno di fermarsi, prendere fiato e provare a ritrovare il proprio equilibrio.

Ci Spero Sempre

Una riflessione sulle aspettative, sugli ideali e sulla distanza che spesso li separa dalla realtà quotidiana. Tra ironia e disillusione, il brano racconta la difficoltà, ma anche la necessità, di continuare a credere in qualcosa nonostante tutto.

Per Le Strade

Un ritorno ideale all’infanzia e alla semplicità dei cortili, messi a confronto con un presente più complesso e disilluso. Il brano diventa così un invito a recuperare quella leggerezza e a vivere gli istanti prima che la realtà finisca per imporre le proprie regole.

Il Gitano

Il ritratto di un viandante solitario che attraversa luoghi e distanze alla ricerca di risposte e di qualcosa capace di riaccendere le sue passioni. Una figura in continuo movimento, sospesa tra il timore di lasciarsi alle spalle le proprie ferite e il bisogno di rimettersi in cammino.

Marco Catch è un cantante e compositore attivo sulla scena musicale dai primi anni Duemila. Dal 2010 al 2015 è la voce della rock band Borderline, con cui si aggiudica diversi contest del circuito underground, tra cui Rock Targato Italia, Band of the Year e Zombie Rock, arrivando a esibirsi su palchi come l’Alcatraz di Milano e il Forum di Assago.

Nel 2023 intraprende il proprio percorso solista, orientandosi verso un cantautorato sperimentale nel quale confluiscono la sua esperienza rock e una ricerca musicale più personale. Dal 2024 è inoltre la voce degli Oslavia, formazione alternative rock con cui pubblica nuova musica e porta avanti un’intensa attività live.

ASCOLTA “IN 13 MINUTI SCARSI”!

https://album.link/in-13-minuti-scarsi