lunedì 8 giugno 2026

ANOMALIA è il nuovo singolo di LAPARTEINTOLLERANTE

ANOMALIA è il nuovo singolo dell’eclettico duo romano LAPARTEINTOLLERANTE, un brano che si configura come una preghiera distorta, un’invocazione rivolta a qualcosa che non ha nome né forma: un’entità indefinita, un errore nel sistema, forse l’unica possibilità di interrompere un ciclo che sembra inevitabile.

Nel ritornello, il bisogno diventa esplicito: fermare il mondo, spezzare la continuità di un meccanismo che obbliga a recitare per esistere. Il protagonista non finge per scelta, ma per sopravvivenza, fino a rimanere intrappolato nella propria costruzione, in una realtà dove identità e rappresentazione finiscono per confondersi.

La città diventa il teatro di questa alienazione: un loop senza colpi di scena, dove il vero orrore non è l’imprevisto, ma la ripetizione. Il grido “per questa città io non ho rispetto” rappresenta il rifiuto di un sistema che normalizza la finzione, trasforma ogni esperienza in performance e sacrifica persone e ambiente in nome del profitto.

In questo scenario, la preghiera all’anomalia assume il valore di un desiderio radicale: che qualcosa rompa l’equilibrio apparente, che la realtà si inceppi, che il mondo si fermi davvero per lasciare spazio a ciò che è stato soffocato.

Dal punto di vista musicale, ANOMALIA traduce questa tensione in una corsa rock serrata, febbrile e contagiosa. L’energia del brano è diretta e ruvida, attraversata da un’attitudine irriverente che ne amplifica la forza espressiva. I cori, cifra distintiva di LAPARTEINTOLLERANTE, trasformano la voce individuale in un grido collettivo, rendendo il brano un’esperienza tanto personale quanto condivisa.

Tra tensione e liberazione, tra umanità e straniamento, ANOMALIA è un pezzo che vive di contrasti e che racconta il disagio contemporaneo con un linguaggio immediato, potente e autentico, confermando ancora una volta la capacità di LAPARTEINTOLLERANTE di coniugare energia sonora e profondità di contenuto.

LAPARTEINTOLLERANTE (LPI) è un duo rock italiano composto da Agostino Mattei Cecere (voce, chitarra) e Leonardo Carfora (polistrumentista, voce).

La loro energia travolgente li ha portati a essere scelti da importanti organizzazioni che operano sul territorio nazionale, tra cui GREENPEACE, FRIDAYS FOR FUTURE, EXTINCTION REBELLION ed EMERGENCY, con le quali si sono esibiti in occasione di cortei e manifestazioni di rilievo, come gli Scioperi Globali per il Clima 2025 e 2026.

Il duo è stato intervistato dalla RAI in occasione del Festival di Sanremo 2025 e 2026 e ha aperto il concerto di Vasco Rossi alla Visarno Arena di Firenze il 6 giugno 2025.

LAPARTEINTOLLERANTE trasforma la propria musica in un grido generazionale, portato sul palco attraverso un sound crudo, viscerale e immediato. Il progetto nasce da una forte urgenza espressiva e dalla volontà di affrontare temi sociali centrali, come l’ambientalismo e i diritti civili e sociali.

Con i singoli “ADESSO”, “TRAGEDIA POP” e “DISOBBEDIENZA”, LPI si distingue nell’attuale scena pop-rock italiana per una cifra stilistica riconoscibile e una forte identità artistica, confermandosi come una delle realtà emergenti più interessanti e in crescita anche a livello internazionale.

ASCOLTA “ANOMALIA”!

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LATITUDINE 45 – “PARLA PARLA” è il nuovo singolo

 

“Parla Parla” è il nuovo singolo dei Latitudine 45, un brano che racconta con ironia e lucidità la difficoltà di godersi un momento di pausa senza essere continuamente interrotti dal caos della quotidianità.

Il pezzo prende vita attorno a una scena semplice e universale: una birra al bar che diventa rapidamente il punto di incontro (e scontro) tra nostalgia, conversazioni inattese e presenze improvvise. Tra “bei tempi andati” evocati dai nostalgici e amici che riemergono dal passato, la quiete si dissolve lasciando spazio a un flusso continuo di stimoli e distrazioni.

Dal punto di vista sonoro, “Parla Parla” si muove tra due registri complementari: una prima parte caratterizzata da chitarra e basso in equilibrio quasi all’unisono, dal suono fresco e rilassato, che progressivamente si apre a un rock più pungente e nervoso, in cui riaffiorano pensieri legati a impegni, responsabilità e incombenze quotidiane.

Il brano riflette così una serata qualunque vista attraverso lo sguardo di chi cerca evasione dal lavoro, dalle spese e da una routine sempre più soffocante.Le voci si sovrappongono, la percezione si frammenta e il bisogno di leggerezza si scontra con una realtà che continua a inseguire il protagonista.

Tra ironia e disillusione, “Parla Parla” restituisce un ritratto autentico della contemporaneità, trasformando un momento ordinario in una fotografia lucida del senso di alienazione moderna.

Il progetto LTD45 nasce da un incontro quasi casuale durante una festa di compleanno, dall’intuizione di Andreino che riunisce Dj Ego e Bulby, dando vita a una nuova direzione musicale. Da questo primo nucleo prende forma un sound originale che fonde hard rock, reggae, dub e hip hop, caratterizzato da forte impatto sonoro e grande libertà espressiva. Dopo un periodo di ricerca e selezione, la formazione si completa con l’ingresso di Phobia alla voce e Dj Raiz alle scratch, elementi che contribuiscono a definire l’identità della band.

Con il tempo, la band affronta alcuni cambi di formazione: Dj Ego prosegue anche il suo percorso solista, continuando però a partecipare attivamente al progetto con idee e contributi creativi, mentre la chitarra solista passa nelle mani di Marco, che porta con sé esperienza, nuove idee e una forte personalità musicale, rafforzando ulteriormente il sound del gruppo.

Attraverso prove, sperimentazioni e un primo demo, i Latitudine 45 iniziano a farsi conoscere come una realtà in crescita nella scena. Nonostante le evoluzioni, il gruppo mantiene coesione, energia e una forte attitudine live, evolvendosi senza perdere la propria identità. Oggi i Latitudine 45 stanno lavorando a un nuovo disco previsto per il 2026, con l’obiettivo di rinnovare e spingere ancora più in là il proprio sound, mantenendo intatta l’energia che li contraddistingue fin dagli inizi.

ASCOLTA “PARLA PARLA”!

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PIANO 9 – è uscito “Elettrodi per cuori spenti”

Nel nuovo album Elettrodi per cuori spenti, i PIANO 9 raccontano storie che nascono talvolta dall’esperienza diretta, altre volte da sogni, immagini, suggestioni cinematografiche, fatti di cronaca o riflessioni sul sociale e sul mondo che ci circonda.

Ogni brano custodisce al proprio interno un “cuore spento”, immobile come la batteria scarica di un’automobile in panne. L’elettrodo diventa allora lo strumento che, come una scintilla, restituisce a quel cuore la possibilità di ripartire. Verso dove, nessuno può saperlo. Una ripartenza che non sempre conduce a un esito positivo e che non sempre rappresenta un bene.

A volte ciò che riaccende il cuore è la semplice consapevolezza del proprio dolore; altre volte è una reazione, un impulso a rialzarsi. In altri casi, si riparte con la rabbia come compagna di viaggio e valvola di sfogo.

Amore, odio, introspezione, rassegnazione, le storie degli ultimi e la forza del sogno: sono questi gli elementi che i PIANO 9 hanno intrecciato per dare vita a Elettrodi per cuori spenti. Un album fatto di suoni ruvidi e abrasivi che si alternano a momenti più fluttuanti e delicati; passaggi brutali lasciano spazio a urla di disperazione e a improvvise tregue di apparente calma.

Un disco che, già nelle sue sonorità, profondamente radicate nell’alternative rock e nel grunge, porta con sé un forte senso di disagio, rabbia e frustrazione nei confronti di un mondo che, giorno dopo giorno, sembra scavarsi la fossa con le proprie mani.

TRACKLIST

BSD: ispirata più al Dracula di Coppola che al romanzo di Bram Stoker, è un viaggio nelle disperazioni e nei tormenti del cuore, di un amore impossibile, perduto e maledetto, una riflessione sul diverso, sul mostruoso, sull’ipocrisia e l’intolleranza del senso comune dei cosiddetti “normali”.

Oblomov: Oblomov, ispirato al classico di Gončarov, racconta una vita di procrastinazione, di auto-sabotaggio e disconnessione dalla realtà. Non è solo indolenza, ma anche astio verso un mondo fatto di scadenze, impegni, responsabilità verso gli altri e verso se stessi. L’oblomovismo è ciò che ne scaturisce: una sorta di ozio dello spirito, una inerzia cosciente eppure dolorosa, l’incapacità di muovere quel passo che porterebbe nella direzione giusta (forse), per indolenza, per paura, per fastidio, per non essere parte di una realtà scandita da ritmi frenetici e burocrazie claustrofobiche che coinvolgono società e sentimenti.

Tossicomania: brano dalle sonorità care al grunge e all’alternative rock con tappeti sonori inizialmente onirici, preludio di una esplosione disperata e rabbiosa. È una canzone che esplora i lati oscuri e imperscrutabili dell’animo umano, che affronta in maniera consapevole la sofferenza, poiché la dipendenza di cui si parla, sia essa legata a una relazione, una sostanza, o a uno stato del proprio essere, ci blocca, incapaci di reagire pur coscienti di cosa sarebbe giusto fare, pur avendo la soluzione a pochi passi da noi.

Anarcolettica: pezzo che catapulta l’ascoltatore in un viaggio contrastante tra la realtà vissuta e quella immaginata, tra un mondo pieno di bruttezze e ingiustizie ed uno ideale, dove tutto ciò che si desidera, può succedere, magicamente. Anarcolettica è uno sconfinamento onirico e anarchico per chi non riesce a trovare il proprio posto nello schifo del reale. Una riflessione su sogno e libertà, sempre più spesso frustrati e mortificati, ancor prima di spiccare il volo.

Canile: è un brano che urla tutta la sua rabbia per la dignità degli ultimi, per chi, pur avendo sbagliato, non avrà possibilità di redenzione, osteggiato da un sistema che brutalizza e non aiuta. Il pezzo analizza e riflette sulle aberrazioni dell’istituzione carceraria, vista non come possibilità di riscatto, di cambiamento e reinserimento nella collettività, bensì come svilimento, brutalizzazione e disprezzo della vita umana. Il parallelo tra il penitenziario e il canile è rappresentato proprio dallo stato di abbandono che molti detenuti vivono, senza speranza, senza futuro, senza più un mondo pronto ad accoglierli ancora.

Interno noia: giocando e parafrasando il termine tecnico legato al cinema (interno giorno/notte), Interno noia, è una sceneggiatura introspettiva, una sorta di autoanalisi che trova nella noia per la vita e per il reale una costante, il soggetto è vulnerabile, insensibile agli stimoli esterni eppure qualcuno o qualcosa potrà salvarlo. Supportata da un impianto sonoro che cambia intensità e dinamiche, Interno Noia è l’invito a mettersi a nudo e ad analizzarsi, cercando in una coltre di nebbia fatta di dubbi, insicurezze e paure, una scintilla per ricominciare.

M: ispirata al capolavoro omonimo di Fritz Lang, M racconta le ambivalenze e le soggettività multiple in conflitto, che albergano nel protagonista del film, Hans Beckert terribile serial killer di bambine eppure uomo mite e rispettabile nella vita di tutti i giorni, La tentazione irresistibile, il desiderio di uccidere, ma allo stesso tempo la consapevolezza dell’orrore delle proprie azioni, costruiscono un’impalcatura tenuta in piedi da suoni oscillanti, quasi dolci, ad altri assai più brutali, a segnare ancora una volta le ambiguità e le conflittualità nella mente di un serial killer.

Cinghie: la vera storia di George Stinney Jr. messa in musica. Le sofferenze atroci patite dal più giovane condannato a morte nel Novecento negli Stati Uniti. La pena alla sedia elettrica di un ragazzino afroamericano innocente, messo alla gogna negli anni’40 per il duplice omicidio di due bambine, giudicato in un solo giorno da una giuria composta interamente da bianchi. Una vicenda intrisa di razzismo e suprematismo bianco, una ingiustizia che ha fatto i conti con la verità, solo 70 anni dopo. Stupore, paura, suoni taglienti e urla disperate, gli ingredienti di un brano che invita a fare i conti con chi, ancora oggi, comanda il mondo a danno degli ultimi e dei più deboli.

I PIANO 9 nascono nel 2011 a Roma, e sono attivi sulla scena alternative grunge italiana da tempo, il nome della band prende spunto dal film di Ed Wood intitolato “Plan 9 From Outer Space”, considerato dalla critica, il peggiore di tutti i tempi.

Dopo diversi live nella capitale esordiscono discograficamente nel 2019 con “Overboooking”, disco che è una voce nel silenzio di un mondo che spesso ignora chi si mette di traverso.

Nel 2025, dopo un cambio di formazione, la band si ritrova in studio con nuovo materiale ma soprattutto, con un approccio più maturo e consapevole che li porta verso suoni e riflessioni diverse rispetto al passato, con uno sguardo attento verso sé stessi e verso il mondo in cui viviamo.

Con la guida di Valerio Fisik in fase di registrazione, mix e mastering, i nuovi brani rispecchiano in maniera fedele atmosfere acide, torbide, ma allo stesso tempo dense di melodie che scuotono l’animo umano, pervadendolo di una sensazione di disagio fascinoso, in cui testi e suoni si fondono.

Cinque musicisti uniti dalla passione per sonorità e concept oscillanti tra disadattamento, introspezione e impegno, cinque sensibilità diverse eppure convergenti in un fuoco che brucia e si alimenta ogni giorno di più.

Nel 2026, la band ha dato alla luce un nuovo album intitolato “Elettrodi per cuori spenti”, lavoro che è un manifesto di intenzioni, suoni graffianti, urla ed esistenziale disagio, in perfetto stile PIANO 9.

ASCOLTA “ELETTRODI PER CUORI SPENTI”!

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domenica 7 giugno 2026

“Drugs & Death”, il nuovo singolo dei The Roowens

 

“Drugs & Death”, il nuovo singolo dei The Roowens, è un brano intenso e carico di emozione che affronta il tema della sofferenza familiare di fronte alla dipendenza e alla perdita di sé.

La canzone racconta le vicissitudini di una famiglia costretta a confrontarsi con il male e il dolore, attraverso lo sguardo di un padre che assiste impotente allo smarrimento del proprio figlio nel più oscuro dei labirinti. Un racconto diretto e autentico, privo di giudizi o prese di posizione, che lascia spazio alla complessità delle esperienze umane e alla difficile ricerca di una via d’uscita.

Da questa lotta per riconquistare la propria vita nasce indirettamente “Drugs & Death”, un brano caratterizzato da chitarre aperte, un basso potente e un ritornello malinconico che amplifica la carica emotiva del racconto.

Dal punto di vista sonoro, il singolo richiama le atmosfere del rock alternativo californiano, evocando il fascino oscuro e decadente della Los Angeles underground: una città notturna, inquieta e viziosa che fa da sfondo ideale a una storia di dolore, resistenza e speranza.

Con “Drugs & Death”, i The Roowens confermano la loro capacità di trasformare temi profondi e attuali in musica intensa e coinvolgente, capace di colpire l’ascoltatore tanto per la forza del messaggio quanto per l’impatto delle sue sonorità.

I The Roowens, attivi dal 2022, nascono con un forte legame alle sonorità punk rock, che rappresentano la base identitaria del progetto. Nel corso del tempo, la band ha sentito l’esigenza di ampliare il proprio linguaggio musicale, aprendo la propria ricerca a sonorità più mature, curate e sfaccettate.

Anche il songwriting si è evoluto, orientandosi verso un rock diretto e immediato, pensato per un ascolto accessibile ma mai semplificato, mantenendo intatta l’energia delle chitarre distorte e un immaginario ben definito: il sound californiano, la strada e le motociclette, elementi che continuano a rappresentare l’universo estetico e narrativo della band.

ASCOLTA “DRUGS & DEATH”!

https://orcd.co/theroowens-drugsdeath

venerdì 5 giugno 2026

“Burnout”, il nuovo singolo degli Awake Tomorrow

 

Ci sono giornate che sembrano identiche alla precedente e altre che finiscono senza lasciare traccia.

“Burnout”, il nuovo singolo degli Awake Tomorrow, nasce proprio da quella sensazione di consumo lento, quando la routine smette di essere un’abitudine e diventa una gabbia mentale.

Il brano racconta il momento in cui ci si accorge che qualcosa si è incrinato da tempo. Non c’è un evento preciso, né un responsabile da individuare: c’è soltanto la consapevolezza di un disagio che continua a crescere fino a occupare ogni spazio. Frasi come “I don’t want to be wasted” e “Feel like wanna quit but I can’t, I’m caged in my head” fotografano questa condizione di stallo, appesa tra il desiderio di cambiare e l’incapacità di trovare una via d’uscita immediata.

“Burnout” è una constatazione. Una presa di coscienza del logoramento quotidiano che arriva a una conclusione semplice quanto difficile: accettare la propria condizione è spesso il primo passo per comprenderla davvero. Le sequenze di immagini del videoclip ritraggono l’inizio di un’ordinaria giornata che parte esausta ed esasperata, mentre la band costruisce un alternative metal compatto e nervoso, in cui nell’impatto ritmico e vocale di Korn e Mudvayne si inseriscono interferenze melodiche che guardano agli Alter Bridge. Riff acidi, dinamiche serrate e una struttura vocale che prima accelera nei registri estremi e poi tira il freno a mano nella vulnerabilità, accompagnano le immagini del videoclip. Fino alla fine, in cui un cervello che non si ferma mai, pressato dalla routine, ne subisce le conseguenze.

Formati nel 2023 tra Milano e provincia, gli Awake Tomorrow sono un gruppo di cinque ragazzi, Matteo (voce), Alberto (chitarra solista), Riccardo (Basso, seconda voce e pianista), Davide (batteria) e Samuel (chitarra ritmica) che hanno preso a schiaffi la monotonia a colpi di metal e hard rock. Riff pesanti, sudore in sala prova e un’ironia che li tiene ancora (più o meno) sani, sono gli espedienti che permettono di convogliare caos, frustrazione e giornate storte in un suono tagliente e senza filtri. Sul palco il loro unico obiettivo è di farsi sentire davvero. Non salveranno il mondo, ma di sicuro alzeranno il volume, e magari sveglieranno anche qualcuno lungo la strada.

ASCOLTA “BURNOUT”!

https://orcd.co/awaketomorrow-burnout

giovedì 4 giugno 2026

Gli Eczema tornano con “Metadone”

 

Gli Eczema tornano con “Metadone”, un brano dal forte impatto sonoro e lirico che affonda le radici nel punk rock reinterpretato in chiave postmoderna, cifra stilistica già riconoscibile nella produzione della band.

Attraverso riferimenti a personaggi, luoghi ed eventi, “Metadone” costruisce un immaginario frammentato e contemporaneo, capace di raccontare il disorientamento di un’intera generazione. Sul piano musicale, il pezzo si sviluppa con energia e tensione costante: una batteria dritta e potente accompagna chitarre graffianti e dinamiche serrate, mentre un bridge strumentale più lento e riflessivo interrompe momentaneamente la corsa del brano, amplificandone il contrasto emotivo.

Al centro del testo emerge il senso di disillusione sociale e politica vissuto dai trentenni e quarantenni di oggi, la cosiddetta Generazione Millennial.“Metadone” diventa così il racconto lucido di una resa collettiva, della consapevolezza di promesse mancate e di un futuro immaginato che non si è mai realmente compiuto.

Gli ECZEMA sono un gruppo punk postmoderno italiano formatosi in Sardegna nella prima metà del 2022.

Nel giugno 2023 pubblicano il loro primo singolo, Insulina, seguito da Diarrea nel luglio 2024. Nell’agosto dello stesso anno esce il debut album Diagnosi, un lavoro che mette al centro la corporeità — anche nei suoi aspetti più viscerali — e il tema della malattia come strumento per raccontare le contraddizioni della società contemporanea. Accanto a queste tematiche trovano spazio brani di ispirazione più letteraria, come Sulla spiaggia, influenzato dal romanzo Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami.

Dal punto di vista sonoro, Diagnosi rappresenta la sintesi delle diverse esperienze musicali dei membri della band: il disco attraversa il post punk di Un dio e Pagliaccio, il punk rock classico di Diarrea, fino ad arrivare a incursioni hardcore in Malattia, con influenze hard rock e pop punk.

Il 2 giugno 2025 è uscito il singolo Diagnosi e a maggio 2026 esce Metadone, il nuovo singolo.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=WmgB8Ks1qxk

“Beaten” è il nuovo singolo delle Rougenoire

 

“Beaten” è il nuovo singolo delle Rougenoire, un brano hard rock costruito attorno a quella fase in cui rabbia, frustrazione e lucidità iniziano a scontrarsi tra loro dopo una delusione difficile da assorbire.

Quando il pensiero ossessivo del desiderio di vendetta toglie il sonno, l’impulso di reagire rischia di trasformarsi in qualcosa di corrosivo. Invece di alimentare vendetta o autocommiserazione, “Beaten” sceglie di incanalare il senso di sconfitta nel movimento.

“I feel beaten / But I’ll use it to break all the pain”: non lasciare che il dolore continui a circolare sottopelle, ma usare la delusione come carburante per sbriciolarlo.

La rabbia rimane, ma perde progressivamente il controllo dello stato d’animo: “Rage can’t win the race”, perché l’obiettivo è non lasciarsi definire da un errore o da una ferita.

Dal punto di vista sonoro, “Beaten” recupera l’impatto dell’hard rock anni Ottanta senza diventare un esercizio nostalgico. Se i piedi sono ben piantati nelle radici di Judas Priest, Europe e Warlock, lo sguardo punta a una direzione più contemporanea con arrangiamento e produzione firmati da Michele Luppi.

Un sound compatto e dalle idee chiare, esattamente come l’armatura scintillante che cresce intorno alle cicatrici quando l’antidoto ha sconfitto il veleno.

Le Rougenoire sono una band alternative/hard rock nata a Milano nel 2005. Cinque personalità diverse danno vita a un sound diretto e senza filtri, con l’intenzione di mettere in musica esperienze e tensioni quotidiane.

All’attivo hanno due album: “The Show”, “MILF” e un EP di prossima uscita prodotto da Michele Luppi.

ASCOLTA “BEATEN”!

https://bit.ly/4fJwSe7

mercoledì 3 giugno 2026

“Resentment and Wrath”, quarto EP dei Binge Drinkers

 

“Resentment and Wrath”, quarto EP dei Binge Drinkers, concentra in cinque tracce hard’n’heavy il momento più diretto, rabbioso e compatto della band.

Il titolo riassume perfettamente il clima del disco: risentimento e ira attraversano sia i testi che l’approccio musicale, dando forma a brani veloci, pesanti e immediati.

Le canzoni affrontano disagio, inadeguatezza, relazioni logorate, falsità quotidiane e la difficoltà di lasciarsi alle spalle errori e frustrazioni. Questa atmosfera si riflette anche nella copertina, che ingloba i membri del gruppo in un manifesto aggressivo e distopico.

TRACKLIST

WRONG
Brano di apertura dell’EP, “Wrong” introduce immediatamente il nucleo del disco. Essere nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, continuando a compiere scelte sbagliate: il brano non prova a correggere questa condizione, ma la accetta come parte integrante della propria identità. L’errore diventa qualcosa in cui abitare, non da cui fuggire.

THE EMPIRE OF RAGE
Attraverso un mix di hard rock, speed e heavy metal, “The Empire of Rage” racconta l’accumulo lento e costante della rabbia durante i momenti più duri della propria vita. Il testo nasce da esperienze personali del cantante Simone Tepedino, che trova sfogo nella creazione di questo brano frontale, aggressivo e senza deviazioni.

UNTRUTH
“Untruth” ruota attorno all’idea di una falsità diffusa e ormai normalizzata. La “non verità” descritta nel testo non coincide con la menzogna esplicita, ma con un sistema di apparenze che attraversa lavoro, politica e relazioni virtuali, alterando continuamente il modo in cui le persone si mostrano e comunicano.

LEAP OF FAITH
Il brano affronta le difficoltà che emergono nel portare avanti una band costruita esclusivamente sulla passione per la musica. Il “salto nel vuoto” del titolo nasce da un’espressione usata da un ex membro del gruppo e diventa il simbolo della necessità di trovare persone realmente disposte a credere nel progetto e a sostenerlo fino in fondo.

FORGIVENESS
“Forgiveness” parte da una situazione di immobilità emotiva: l’incapacità di superare errori passati e concedersi la possibilità di cambiare. Il brano racconta gli ostacoli che spesso siamo noi stessi a costruire lungo il percorso verso una nuova direzione.

I Binge Drinkers nascono nel 2013 da un’idea di Simone Tepedino, con l’obiettivo di sviluppare un suono capace di mescolare hard rock, heavy metal e blues senza rigidità stilistiche.

Dopo i primi demo “Binge Drinkers” e “A Rock’n’roll Odyssey”, la formazione si consolida con l’ingresso del chitarrista Mattia Andreotti e del batterista Moreno Vicini.

Nel 2020 la band raggiunge le finali nazionali di Sanremo Rock esibendosi sul palco del Teatro Ariston.

Nel 2022 pubblica l’EP concept “Muerte – An Apology of V Acts”, dedicato alla rappresentazione della morte nella cultura spagnola.

Dal 2024 i Binge Drinkers collaborano con Sorry Mom!, periodo che coincide con l’uscita di nuovo materiale e con la lavorazione di “Resentment and Wrath”.In oltre dieci anni di attività la band ha portato il proprio live in club e festival italiani mantenendo un approccio essenziale, diretto e fortemente legato all’impatto del power trio.

ASCOLTA “RESENTMENT AND WRATH”!

https://orcd.co/bingedrinkers-resentmentandwrath

“Se continui a correre” è il nuovo singolo dei Nessuno Escluso

 

“Se continui a correre” è il nuovo singolo dei Nessuno Escluso, una fotografia lucida di giornate consumate rincorrendo impegni, notifiche, doveri e scadenze, mentre il tempo sembra sfuggire sempre un passo più avanti.

Il brano nasce da una sensazione precisa: quella di vivere costantemente in movimento senza riuscire davvero ad abitare ciò che accade.

La frase “follow the way” attraversa la canzone come una voce automatica che spinge ad andare avanti senza pause, senza deviazioni, senza il tempo necessario per capire dove si sta andando.

Dentro questo flusso si inserisce una domanda semplice e scomoda: quanto rimane di noi quando ogni spazio viene riempito per paura del vuoto? “Dare un senso non è facile se continui a correre” diventa così il centro emotivo del brano, il punto in cui la velocità smette di sembrare una scelta e diventa un riflesso quotidiano.

Anche il videoclip sviluppa questa idea attraverso immagini ripetitive e percorsi che ritornano sempre uguali, seguendo un protagonista intrappolato in movimenti ciclici, come se ogni giornata fosse la copia della precedente.

Sul piano sonoro, “Se continui a correre” sceglie una scrittura alternative rock immediata, nervosa e melodica, pensata per restare addosso senza perdere spontaneità. Un brano diretto, fatto per essere cantato in macchina, tra un semaforo e una fermata dell’autobus, mentre fuori tutto continua a scorrere troppo in fretta.

I Nessuno Escluso nascono nel 2022 dall’incontro tra Massimo Morelli, Marco Miai e Raffaele Polito, evolvendo rapidamente da una dimensione più acustica verso una forma essenziale e decisamente rock.

Dopo i primi singoli — Liberazione 64, Catene, Incontro di Boxe, Niente da te e Con rabbia ed amore — la band consolida un’identità costruita su arrangiamenti asciutti, impatto diretto e testi che osservano fragilità, relazioni e contraddizioni quotidiane senza filtri o sovrastrutture.

Nel 2026 il percorso confluisce nel primo EP della band, raccogliendo i brani pubblicati fino a oggi insieme a nuovi inediti.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=0no1Hy1QyAY

I FENTZ tornano con “A Thousand Suns”, un brano intenso ed evocativo

 

I FENTZ tornano con “A Thousand Suns”, un brano intenso ed evocativo che esplora il confine sottile tra attrazione e dipendenza emotiva, trasformando la luce in una metafora potente e destabilizzante.

L’introduzione malinconica apre le porte a una dimensione sospesa tra chiarore e oscurità, un dualismo che accompagna l’intera composizione. Le chitarre distorte e riverberate irrompono nell’atmosfera iniziale come un lampo improvviso, per poi lasciare spazio a momenti più intimi e riflessivi, fino a culminare in un’esplosione emotiva di grande impatto.

Al centro del brano si trova una riflessione sul lato più ambiguo dell’amore idealizzato: un sentimento tanto intenso da diventare accecante.

La metafora dei “mille soli” rappresenta infatti una luce irresistibile ma al tempo stesso distruttiva, capace di confondere, immobilizzare e consumare chi ne rimane affascinato.

Il protagonista della canzone vive una relazione in cui l’altra persona appare luminosa, magnetica e quasi irraggiungibile. In questa attrazione totalizzante, però, perde progressivamente lucidità e la capacità di distinguere la realtà dalle proprie proiezioni emotive. L’immagine della “gabbia” e la necessità di “voltare pagina” segnano il momento della presa di coscienza e della ricerca di una liberazione da un legame che seduce e ferisce allo stesso tempo.

Dietro la luce abbagliante dei “mille soli” si cela infatti un’oscurità interiore fatta di illusioni, dipendenza emotiva e promesse ormai prive di significato.

Attraverso un equilibrio costante tra tensione e vulnerabilità, “A Thousand Suns” sovverte il simbolismo tradizionalmente positivo della luce, trasformandolo in un elemento opprimente e destabilizzante.

I FENTZ nascono nel 2021, all’indomani della pandemia, quando il desiderio di tornare a suonare e condividere la musica dal vivo diventa irresistibile. È in questo contesto che Luigi Giannuzzi (chitarra) e Vito De Michele (basso), uniti da una lunga esperienza musicale e da una comune visione artistica, danno vita a un progetto capace di fondere atmosfere sognanti, profondità emotiva e potenti muri di distorsione.

Il nome della band rende omaggio a Rudolf Fentz, protagonista di una celebre leggenda metropolitana: un presunto viaggiatore nel tempo catapultato in un’epoca che non gli appartiene. Questo senso di disorientamento, ricerca e appartenenza permea profondamente l’identità del gruppo. In un panorama musicale sempre più dominato dalla tecnologia, i FENTZ scelgono infatti di riscoprire il fascino autentico delle chitarre elettriche, degli amplificatori valvolari e dei pedali analogici, privilegiando un approccio diretto ed emotivo alla composizione.

Dopo anni di militanza in realtà che spaziano dal Metal all’Alternative Rock — tra cui Bio-Eraser e No Broken Bottom — Luigi e Vito intraprendono questa nuova avventura con l’obiettivo di esplorare territori sonori differenti. Le loro composizioni alternano momenti di forte impatto sonico a passaggi più eterei e contemplativi, dando vita a paesaggi musicali intrisi di malinconia, tensione e intensità.

Nel 2022 si unisce alla band Sante Corbacio, batterista e amico di lunga data. Il suo drumming energico e dinamico contribuisce a consolidare l’identità sonora del progetto, aggiungendo ulteriore profondità e coesione alle nuove composizioni.

L’anno successivo segna un’importante evoluzione artistica. Alla ricerca di sonorità ancora più ampie e stratificate, i FENTZ decidono di ampliare la formazione con una seconda chitarra. Danilo Rotolo, già membro degli Osian e compagno di Vito e Sante nei No Broken Bottom, entra così a far parte della band. Poco dopo, Michele Scagliusi, già voce dei Leland Did It, completa la line-up definitiva portando al progetto la propria sensibilità interpretativa.

Il 2024 rappresenta una tappa fondamentale nel percorso della band. I FENTZ completano infatti la scrittura e la produzione del loro album d’esordio,registrato presso il Death Star Studio con il supporto di Marco Fischetti. Le tracce che compongono il disco raccontano un viaggio emotivo intenso e catartico, sospeso tra memoria e trasformazione, smarrimento e rinascita: un percorso che richiama simbolicamente la storia di Rudolf Fentz e il suo eterno vagare tra tempi e dimensioni.

Attraverso un sound che unisce suggestioni Alternative Rock, Shoegaze e Post-Rock, i FENTZ trasformano esperienze personali in narrazioni universali, costruendo un immaginario sonoro capace di intrecciare nostalgia e modernità, fragilità e forza, introspezione ed esplosione emotiva.

ASCOLTA “A THOUSAND SUNS”!

Spotify: https://bit.ly/4u5PLLL