martedì 14 aprile 2026

“Aura” è il nuovo singolo degli Anførsyn

 

“Aura” è il nuovo singolo degli Anførsyn, un brano che segna un viaggio profondo nell’interiorità umana, dove il conflitto non si manifesta più nel mondo esterno ma dentro la mente e l’anima dell’individuo.

In questa nuova traccia, una mente che non riesce più a fidarsi di se stessa si trova improvvisamente di fronte all’irruzione dell’inspiegabile nella quotidianità. La lotta diventa così interiore: per raggiungere le stelle, l’individuo deve confrontarsi con una nuova parte di sé, con la propria ombra e con la propria oscurità.

“Aura” rappresenta la rivelazione improvvisa di un’identità frammentata, la presa di coscienza delle contraddizioni che definiscono la natura umana e del buio che ognuno porta dentro di sé. Un’oscurità che, solo una volta accettata e integrata, può condurre a una nuova completezza e a un senso di unità.

Il brano esplora il senso di colpa e la perdita di fiducia nei propri sensi, suggerendo che la caduta non è più quella dell’angelo di “Fallen Angel”, precipitato dal cielo sulla terra, ma un processo più sottile e profondo: una caduta interiore, che avviene dentro la coscienza stessa dell’individuo.

Gli Anførsyn sono un trio alternative rock italiano. Guidati dalla necessità condivisa di creare musica e da una forte determinazione, hanno fatto dell’imprevisto la loro forza – e il loro nome. La band, composta da Cleo, Save e Ronny, si è consolidata nel 2024 e ha perfezionato un sound in grado di bilanciare potenza e dolcezza.

Gli Anførsyn hanno cominciato il loro viaggio con l’EP “De Sidera” (uscito nell’aprile 2025 e anticipato dall’uscita del singolo “Fallen Angel”), trattando temi quali il destino e la lotta per raggiungere le stelle. Forti di una grande sintonia e instancabile energia nei live, hanno calcato palchi come quello del Milano Film Fest, del Rock’n’Roll e del Legend Club, guadagnando anche la vittoria del premio Stefano Ronzani al prestigioso contest Rock Targato Italia. E adesso sono pronti a conquistare chiunque cerchi musica che abbia cuore e fame.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=0I_KplyKo7s

MILDRED – esce “Se il mondo finisse domani”

 

“Se il mondo finisse domani” è un brano che esplora con profondità l’urgenza dei sentimenti in un’epoca in cui tutto appare fragile e provvisorio. Al centro della narrazione del nuovo singolo dei Mildred emerge una relazione intensa e irrisolta, costruita tra silenzi, distanza e desiderio.

Il pezzo restituisce un ritratto emotivo autentico, in cui l’amore si configura come qualcosa di fluido e mutevole: difficile da trattenere, ma al tempo stesso impossibile da dimenticare. Attraverso immagini evocative e una forte carica emotiva, il brano invita l’ascoltatore a confrontarsi con ciò che resta non detto e con la vulnerabilità dei legami umani.

“Se il mondo finisse domani” trasforma così l’incertezza in poesia, offrendo uno sguardo intimo e universale sull’amore contemporaneo.

I Mildred nascono nel 2016 e si affermano fin da subito con l’album d’esordio “Il Primo”, che regala da subito alla band importanti riconoscimenti. Il singolo “Mostro” entra in rotazione esclusiva su Sky e RockTv e, mentre intraprende un tour nel Nord Italia, il gruppo ottiene sia la nomina di “band del mese” su diverse webzine, sia spazio in emittenti di rilievo come Radio Lombardia nel programma “Linea Rock”.

Nel 2018 i Mildred tornano in studio e, a novembre, pubblicano il secondo album “Il Colore Degli Inverni”, accolto positivamente da pubblico e critica, con recensioni su magazine nazionali come Rumore e Rockerilla. Il disco raggiunge la 12ª posizione della Rock Chart di iTunes.

Nel corso degli anni, la band ha calcato numerosi palchi italiani, aprendo i concerti di artisti di primo piano come Lacuna Coil, Eugenio Finardi, Rezophonic, Shandon, Piotta e Phil Campbell.

Importanti anche i risultati ottenuti nei contest: finalisti ad Arezzo Wave 2019 e tra le prime 8 band selezionate per la finalissima di Sanremo Rock al Teatro Ariston, su oltre 1500 partecipanti.

Attualmente i Mildred sono al lavoro su un nuovo album, previsto in uscita nel 2026.

ASCOLTA “SE IL MONDO FINISSE DOMANI”!

https://benext.lnk.to/simfd

BIG BOSS MAN – “Acida” – UN OMAGGIO ALL’ICONICO BRANO DEI PROZAC +

 

I Big Boss Man pubblicano il loro nuovo singolo: una reinterpretazione di uno dei brani più iconici dei Prozac+, simbolo di un’intera generazione cresciuta tra gli anni ’90 e la scoperta del punk.

Per la band non si tratta semplicemente di una cover, ma di un ritorno alle origini, a quell’immaginario fatto di cassette doppiate, nastri riavvolti con una penna e pomeriggi passati ad ascoltare musica in cameretta. Un periodo in cui inquietudine, spontaneità e urgenza espressiva definivano l’identità musicale di molti giovani.

Con questo nuovo singolo, i Big Boss Man scelgono di mantenere intatto quello spirito: un suono essenziale, diretto e senza filtri. La reinterpretazione è costruita su una formula volutamente minimale — basso e batteria — per restituire tutta l’energia e l’immediatezza dell’attitudine punk.

«Per noi non è solo una canzone», racconta la band. «È infanzia, anni ’90, inquietudine, cassette doppiate riavvolte con la penna e la scoperta del punk. Noi lo abbiamo fatto così: ingenuo, da cameretta. Basso e batteria. Nessun compromesso.»

Il risultato è una versione personale e autentica che rende omaggio a un classico, riportandolo a una dimensione intima e viscerale, fedele allo spirito DIY che ha sempre caratterizzato il punk.

Nati nel 2015 in una piccola città della costa toscana, i BIG BOSS MAN sono un duo punk con un approccio minimalista: basso/voce e batteria, senza chitarra, ma con l’impatto di una band al completo.

Il risultato è un suono che sembra quello di un quartetto rock: un muro di rumore sporco, potente e diretto in faccia.

Il bassista suona un improbabile basso rosa a forma di margherita, ma il suono è tutto fuorché delicato: ruggisce distorto mentre la batteria pesta senza tregua, come un’intera sezione ritmica in rivolta.

Ad aprile 2025 esce il loro primo album self-titled, un full length di 9 tracce che arriva diretto e senza filtri, mescolando furia punk e vibrazioni dance-punk.

Con una formazione ridotta all’osso e una produzione grezza ma efficace, i BIG BOSS MAN fanno della semplicità la loro arma più potente.

Il suono è diretto, urgente e trascinante. Niente riempitivi: basso distorto, batteria tirata al limite e un’attitudine che riporta al DIY più autentico.

Zero fronzoli. Solo energia pura.

Punk lives. No Guitar. No Compromise.

ASCOLTA “ACIDA”!

https://orcd.co/bigbossman-acida

lunedì 13 aprile 2026

Gli Zona presentano “L’Ottavo Gioco”

 

Gli Zona presentano “L’Ottavo Gioco”, il loro quarto lavoro in studio che consiste in un full length da dieci tracce.

L’album è un assalto sonoro che mastica il fango del post-hardcore svedese di Breach e Cult of Luna per sputarlo fuori con l’urgenza teatrale del Teatro degli Orrori. In un mondo asettico e frenetico che corre a velocità folle verso lo schianto, l’album attinge alla violenza dei Sick of it All e al nichilismo degli Entombed, descrivendo una realtà di “preti senza croce” e alienazione tecnologica.

Dai testi emerge una fame rabbiosa: non si tratta di bere, ma di vomitare il sale di un’esistenza che non ci appartiene. Tra il demone Asmodeo che scava dall’interno e uno stress che non lascia scampo, gli Zona invitano a scappare da ciò che non approviamo. È un disco di pugni chiusi e scelte radicali, dove l’unica salvezza è mordere la vita prima che l’orizzonte inghiottisca tutto.

Citando la band: “benvenuti nella Zona: qui nevica nero”.

“L’Ottavo Gioco” è stato registrato e mixato presso gli Ivory Tears Music Works Studio da Alessandro Del Vecchio e Andrea Seveso.

TRACKLIST

SDN
Una fuga continua da una realtà che non concede tregua. Il mondo diventa un luogo inabitabile per chi non trova pace.

AMICO FRAGILE
Una fiamma breve, intensa, destinata a spegnersi. Un pensiero rivolto a chi non c’è più e a ciò che resta dopo.

PRETI SENZA CROCE
Un paesaggio apocalittico in cui i riferimenti crollano e nuove divinità pagane emergono dal letame. Un ordine diverso prende spazio senza chiedere legittimazione.

LO STRESS DELLA SICCITÀ
La menzogna nei rapporti umani si deposita come una siccità che consuma il terreno: tutto si svuota, nulla riesce più a crescere. Resta la sensazione di non riconoscere chi si ha accanto e di perdere ogni punto fermo.

DESERTO
La malattia cronica entra come un chiodo fisso, altera il ritmo sonno-veglia e deforma la percezione. Anche i gesti più semplici diventano ostacoli continui.

200 ALL’ORA
Due amici si ritrovano dopo anni e si riconoscono in un istante. La musica diventa un punto di contatto prima dell’impatto, mentre scorrono bilanci e traiettorie finite contro un muro.

ASMODEO
Il confronto con ciò che non si può evitare. Incontrare il maligno è la prova decisiva, di fronte alla quale siamo tutti impotenti.

L’OTTAVO GIOCO
Arriva il momento in cui non è più possibile rimandare: una scelta che pesa tutta insieme. L’idea di tenere tutto sotto controllo si incrina, lasciando emergere ciò che non regge.

IN FONDO AL MONDO
Quando tutto sembra perduto, un gesto inatteso può cambiare direzione. Una presenza che arriva inaspettata può fare la differenza.

ZONA
Un ingresso diretto, senza mediazioni. Un invito che ha il tono di una sfida, sporco e frontale.

La band nasce a Vigevano alla fine del 1994 per iniziativa di Francesco Capasso (Edda, Alligator, Septic Project, Miura, Adam Carpet) e Diego Quartara (Node, Merkel Market, Matra). Fin dagli inizi costruisce un percorso autonomo di genuino hardcore/crossover arricchito da un pungente cantato in italiano, portando dal vivo brani propri e condividendo il palco con realtà internazionali e italiane come Alice Cooper, Madball, NOFX e Timoria. Tra il 1994 e il 2000 pubblica due album in studio per la Omar Gru di Omar Pedrini e un disco dal vivo, accompagnati da un’attività live continua.

Dopo una lunga pausa, il progetto riprende con l’ingresso di Marco Di Salvia (Yak, Node, Merkel Market, Pino Scotto, Edge of Forever, Hardline) e Luigi Modugno aka Lo Slavo (Yak, Merkel Market, Bultaco DC). Il nuovo corso prende forma con “Anormalità”, presentato alle Laroomlive Sessions 2020 e pubblicato da Laroom Records. Negli anni successivi la band lavora a nuovo materiale, sviluppando una serie di brani che confluiscono nel percorso attuale, registrati ancora presso Ivory Tears Music Works Studio con la produzione curata internamente.

ASCOLTA “L’OTTAVO GIOCO”!

https://orcd.co/zona-lottavogioco

venerdì 10 aprile 2026

“Restare a guardare”, il nuovo singolo dei Nakhash

 

Il nuovo singolo dei Nakhash “Restare a guardare” è una riflessione lucida e disturbante sulla condizione dello spettatore contemporaneo. In un mondo iperconnesso e costantemente bombardato da immagini, notizie e emergenze, l’informazione perde progressivamente il suo peso specifico e si trasforma in intrattenimento. Guerre, crisi climatiche, violenza politica e collassi sociali scorrono sullo stesso piano: tutto diventa simultaneo, consumabile, e noi sempre più anestetizzati.

Il brano mette in scena questa paralisi morale. “Restare” non è una scelta eroica, ma una condanna: chi resta è chiamato a guardare, a subire, a contemplare senza intervenire. È il ritratto di una società che ha smarrito la capacità di reagire, intrappolata in un flusso continuo di stimoli che genera assuefazione invece che consapevolezza.

Il testo alterna immagini surreali e crudezza quotidiana, creando un cortocircuito emotivo che riflette la confusione del presente. La ripetizione ossessiva diventa un elemento centrale: il ritornello che si incastra su sé stesso richiama il loop informativo dei media e dei social, un eterno presente che non produce memoria né cambiamento.

Musicalmente, la contaminazione tra indie, pop, alternative rock e sporcature dance rafforza il senso di ambiguità del brano: il corpo è invitato a muoversi mentre il testo racconta l’immobilità, la festa convive con il disastro. È una contraddizione voluta, che rispecchia la nostra capacità di ballare mentre tutto crolla.

“Restare a guardare” non offre soluzioni né proclami. È una fotografia scomoda, un atto di accusa silenzioso che costringe l’ascoltatore a riconoscersi nello sguardo che osserva senza intervenire.

I Nakhash nascono nel 2014, con l’obiettivo di produrre inediti. La formazione vede Elisabetta Rosso alla voce, synth e chitarra ritmica, Riccardo D’Urso, come chitarra solista e seconde voci, Davide Manzocco come seconda chitarra e seconde voci, Simone Bussa al basso e Andrea Mastroberardino alla batteria.

Nel 2015 vincono il San Jorio Festival con il singolo Crossroads e cominciano il primo tour, ospiti di palchi come Asti Musica, Collisioni, Hiroshima Mon Amour e Viper.

Attraverso l’Emergenza Festival si presentano sul palco dell’Alcatraz come una delle migliori quattro band italiane nella musica emergente. Seguono collaborazioni con musicisti e produttori di calibro nazionale mantenendo un sound grezzo, con l’anima rock ma sporcato da contaminazioni pop, indie, alt e grunge.

Nel 2023 è uscito l’album “Cosa Resta”, e l’ultimo singolo dell’album “Romantica”è stato nominato il mio miglior singolo di gennaio 2023 da SkyTg24.

Nel 2025 i Nakhash sono stati selezionati come finalisti di Musicultura e stanno attualmente lavorando al nuovo progetto in uscita.

ASCOLTA “RESTARE A GUARDARE”!

https://ffm.to/nakhash-restareaguardare

Gli Unkle Kook presentano il loro secondo album “Frenzy”

 

Gli Unkle Kook presentano il loro secondo album “Frenzy”: non un disco, ma un campo di forze in continua tensione. Dieci brani si infilano come schegge dentro una crepa aperta senza preavviso, prodotti da Brutture Moderne, che qui agisce più come detonatore che come rifinitore. Frenzy è il rumore costante di un’epoca che accelera senza direzione, il battito irregolare di una società che scambia la velocità per progresso.

Il mondo che emerge è un sistema in escalation permanente: conflitti che si moltiplicano, tensioni che non esplodono mai del tutto e restano sospese, come una sirena lontana che continua a fendere l’aria. Il disco prende posizione, rifiuta la neutralità, scarta ogni forma di conforto. I ricchi si dilatano fino a perdere consistenza, i poveri si assottigliano fino a sparire, mentre nel mezzo una folla oscilla sul bordo, ipnotizzata dal movimento.

Gli Unkle Kook non cercano risposte: comprimono la disuguaglianza in ritmo, piegano la rabbia in struttura, trasformano la confusione in linguaggio. “Frenzy” accompagna un presente che non chiede più il permesso.

Se il lato A si presenta come un’esca lucida, il lato B affonda e resta.

TRACKLIST

OH YEAH OH NO

Ti cattura con l’entusiasmo e lo restituisce deformato, quasi contro di te.

CANNED TUNA

Sa di sopravvivenza industriale, fredda e ripetitiva.

ASAFA

Corre senza respiro, sempre sul punto di cedere.

ALBINO CHAMELEON

Muta pelle di continuo senza trovare un vero nascondiglio.

THE WEDDING

Celebra un’unione che ha già il sapore della resa.

DOLL DOHL

Mette a nudo corpi ridotti a merce.

FRANKLY

Una confessione asciutta, senza possibilità di assoluzione.

ROMEO IN ISTANBUL

Sposta l’amore dentro coordinate instabili e mobili.

SURFOLERO

Non cerca onde, ma si muove tra detriti.

GIBRALTAR

Un confine che pesa più di quanto lasci intendere.

Nati a Bologna nel 2019, gli Unkle Kook costruiscono un immaginario sonoro che parte dalla surf music per deformarla in qualcosa di più stratificato e visivo. Chitarre riverberate e desertiche, un sax tagliente e una sezione ritmica compatta definiscono un suono che si muove tra tensione e slancio, senza rinunciare a una vena ironica. Dopo l’EP “Surf Beat” (2021) e il primo album “Coming In Bunches” (2023), la band consolida un percorso fatto di concerti in Italia e all’estero, passando anche per ipalchi come Time in Jazz di Paolo Fresu, Surfer Joe Summer Festival, Heidelberg Musikstrasse, Tutti Matti per Colorno ed altri.

Il 10 aprile 2026 esce “Frenzy”, un nuovo capitolo che amplifica e distorce tutto ciò che li circonda, lasciando addosso una tensione che non si scioglie.

ASCOLTA “FRENZY”!

https://bfan.link/frenzy-1

giovedì 9 aprile 2026

I Rykën tornano con “Rebel”

 

I Rykën tornano con “Rebel”, un singolo che affonda le radici nella tradizione della NWOBHM e la rilancia nel presente con un taglio netto, diretto, senza nostalgia. Chitarre affilate, sezione ritmica serrata e precisa e voce pulita e misurata raccolgono l’eredità di Iron Maiden, Saxon e W.a.s.p. con uno sguardo ben piantato nell’oggi.

“Rebel” è il ritratto di una rottura consapevole, il momento in cui si smette di adattarsi e si sceglie di ridefinire il proprio spazio. “Now I’m gonna rule the night / Gonna break the chains that bind” è la promessa a sé stessi di diventare protagonisti della propria vita. Non si tratta solo di ribellione, ma di costruzione: “I’ll find my own kind” diventa la ricerca di un’identità e di una comunità fuori dagli schemi imposti.

Il cuore del brano pulsa nel chorus, che punta all’essenziale: “Cause I’m a rebel, rebel, rebel, wild and free / Breaking the wall, breaking them all”. Qui la ribellione diventa una presa di posizione contro l’immobilità, contro il peso delle aspettative, contro un sistema che trattiene più di quanto permetta di crescere.

Eppure, sotto la corsa e l’urgenza, non c’è ricerca di eternità, ma il bisogno di lasciare un segno autentico, di vivere secondo una traiettoria scelta e non subita: “I don’t wanna live too long / I just wanna sing my song”. “Rebel” diventa così l’affermazione personale di chi decide di rischiare pur di restare fedele a sé stesso, anche quando la strada si fa incerta.

Dalla grinta di 5 ragazzi del territorio marchigiano nasce nel 2024 la band Heavy Metal Rykën, composta da: Lorenzo Sgariglia alla batteria, Diego Minnucci al basso, Alessandro Tofoni alla chitarra solista, Daniele Pignotti alla chitarra ritmica e Veronica Carlini alla voce.

Nel corso del primo anno insieme il gruppo registra l’album di debutto “Living For Tonight”, riscuotendo successo locale durante il tour estivo.

Ispirandosi alla “New Wave of British Heavy Metal”, i loro inediti combinano tecniche old school con sonorità moderne. Band come Iron Maiden e Judas Priest sono i pilastri del loro stile compositivo.

Nel settembre 2025 la collaborazione con la label Sorry Mom!, segna un punto di svolta per i Rykën che puntano ad ampliare la loro fan base ed arricchire il repertorio con nuovi pezzi, seguendo sempre l’evoluzione della loro identità.

ASCOLTA “REBEL”!

https://orcd.co/ryken-rebel

mercoledì 8 aprile 2026

Zara Broadway torna con “Ugly Face”

Dopo lo sfogo personale raccontato nel brano In My Dreams, nato dalla fine della sua ultima relazione, Zara Broadway torna con un nuovo singolo dal forte carattere: “Ugly Face”.

Il brano nasce da un episodio personale vissuto dall’artista: senza alcuna spiegazione diretta, il gruppo di persone che frequentava ha deciso di allontanarla definitivamente. Una situazione che, tra rabbia e ironia, ha trovato la sua naturale trasformazione nella scrittura.

“Ugly Face” è un pezzo diretto e senza filtri, in cui Zara Broadway si rivolge apertamente a chi ha preso quella decisione. Il testo affronta il tema delle insicurezze nascoste dietro l’apparenza di sicurezza: persone che, pur di difendere la propria immagine o avere consenso, finiscono per costruire narrazioni distorte e indossare maschere destinate prima o poi a cadere.

Il video musicale riporta l’artista alle sue origini inglesi ed è ambientato nel Cockney London Pub. Qui Zara si esibisce con un’estetica che richiama i primi anni 2000: pelliccia nera, pantaloni maculati, gioielli vistosi, occhiali rosa e una canottiera con la scritta “Diva”. Le immagini alternano momenti al bancone del pub, performance sul palco e scene più spontanee, come le corse in un carrello della spesa insieme a un amico.

Quest’ultimo elemento diventa simbolo di libertà e leggerezza: rappresenta il peso lasciato alle spalle dopo aver scoperto falsità e ipocrisie da parte di persone considerate amiche.

Il video include anche diverse reference cinematografiche e televisive, come il colore rosso che richiama l’estetica di Frankenstein di Guillermo del Toro e il post-it con la scritta “Sing!”, ispirato alla serie britannica Skins.

Il video si chiude con un gesto simbolico e ironico: un saluto fatto con una teiera, quasi a dare appuntamento allo spettatore alla prossima storia.

Zara Broadway (classe 2002) è una cantautrice inglese cresciuta nel Nord Italia, che porta con sé la passione per il canto e la scrittura fin da giovanissima. Durante l’adolescenza si avvicina alla musica iniziando a scrivere e comporre le sue prime canzoni con una chitarra classica, utilizzando pochi accordi essenziali ma ricchi di significato.

Riempie quaderni di testi ispirati alla vita delle persone che la circondano, alle esperienze dei suoi amici e a episodi particolari che la spingono a trasformare emozioni e storie reali in musica.

Con il tempo, Zara inizia a condividere le sue prime bozze su SoundCloud, un passo fondamentale che le permette di prendere consapevolezza del proprio percorso artistico e di credere sempre di più nella sua scrittura.

Negli anni successivi decide di dare forma concreta alla sua ambizione, passando dalla dimensione intima della cameretta a un vero e proprio progetto musicale.

Dopo l’uscita di “Happy Pill”, brano per lei particolarmente significativo, torna con il singolo “In My Dreams”, accompagnato da una copertina realizzata interamente a mano su tela da lei stessa, a conferma del suo approccio autentico e personale all’arte e seguito dall’ultimo “Ugly Face”.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=-Lnt_yQeuG8


martedì 7 aprile 2026

Esce il nuovo singolo di DAEVID, intitolato “TiOdioAmoreMio”

 

Esce il nuovo singolo di DAEVID, intitolato “TiOdioAmoreMio”, un brano che si allontana volutamente dalla classica canzone d’amore per raccontare il lato più complesso e contraddittorio dei sentimenti.

Il pezzo esplora infatti le tensioni interiori che spesso accompagnano una relazione, mostrando come l’amore possa essere attraversato da conflitti, dubbi e battaglie emotive prima di arrivare a una reale accettazione dell’altro.

Nella prima parte del brano, DAEVID mette in luce le criticità che percepisce nella partner e il modo in cui queste generano dissidi e turbamenti interiori. La narrazione è diretta e sincera, quasi un confronto aperto con se stesso e con il rapporto che sta vivendo.

La seconda parte si trasforma invece in un flusso di pensieri più intimo e riflessivo: le difese si abbassano, le armi si depongono di fronte alla forza del sentimento. Rimangono tuttavia alcune domande sospese, segno che l’amore, nella sua essenza più autentica, è fatto anche di incertezze e continua ricerca di equilibrio.

Con “TiOdioAmoreMio”, DAEVID offre così una prospettiva intensa e reale sulle dinamiche di coppia, raccontando un amore imperfetto ma profondamente umano.

Michelangelo Muccioli, in arte DAEVID, è una delle nuove promesse della scena musicale italiana. Fin dall’infanzia, il pianoforte è stato il suo fedele compagno, diventando il segno distintivo di ogni sua composizione. La sua musica si distingue per una scrittura poetica e evocativa, capace di toccare corde profonde e universali.

L’ispirazione per intraprendere la carriera musicale è nata durante un concerto, dove DAEVID, circondato da una folla che cantava all’unisono, ha sentito un profondo cambiamento interiore. Da quel momento, ha deciso di dedicarsi anima e corpo alla musica, iniziando a scrivere brani nel 2022.

Determinato a migliorare, DAEVID ha partecipato a diversi contest, tra cui il “Je so pazzo Music Festival” e il “Solisti e Duo Italia Contest”, dove ha conquistato il primo premio della giuria popolare. Inoltre, ha trionfato nel U-Music Contest di Bolzano, ricevendo consensi sia dal pubblico che dalla critica.

Nel 2023, DAEVID ha firmato il suo primo contratto con l’agenzia di produzione artistica Time Bomb Music, registrando i suoi primi singoli presso il Tortuga Recording Studio. Il suo impegno e la sua dedizione sono stati premiati nel febbraio 2024 con la firma di un contratto discografico con “Sorry Mom!”, segnando un importante passo avanti nella sua carriera.

ASCOLTA “TIODIOAMOREMIO”!

https://benext.lnk.to/toam

I Naked Run presentano il loro debut album “OSTACOLI”

 

I Naked Run presentano il loro debut album “OSTACOLI”: otto brani che attraversano la quotidianità, muovendosi tra dimensione sociale e personale, fino a sfiorare territori più intimi. I testi scelgono un linguaggio diretto, senza filtri, alternando ironia e tensione, e mettendo a fuoco disagi e situazioni paradossali in cui è facile riconoscersi.

Sul piano sonoro, il disco si sviluppa per contrasti e aperture: dalle chitarre elettriche distorte, compatte e incisive, si passa a momenti più raccolti, tra arpeggi puliti, trame acustiche, inserti di pianoforte e incursioni di synth. Ne emerge un percorso in movimento, dove ogni brano aggiunge un tassello a un quadro più ampio, legato da un filo comune: il confronto continuo con ciò che si incontra lungo il proprio cammino.

TRACKLIST

MICHAEL SCOFIELD

Una critica alla società contemporanea, sempre più esigente e veloce, che spinge fino al logoramento interiore. Il brano interroga il significato stesso della parola “libertà”, mettendone in discussione i contorni.

OGNI GIORNO

Con tono ironico affronta la procrastinazione, la pigrizia e il rimandare costante. Il protagonista si osserva, prova a spezzare la routine, ma resta sospeso in un dubbio aperto.

GLORIA

Episodio ironico ispirato a una vicenda liceale realmente accaduta: una ragazza resta chiusa in bagno dopo la rottura della maniglia. Il racconto prende forma in una ballad in crescendo, leggera e coinvolgente.

VORTICI

Il titolo restituisce l’immagine centrale: un accumulo di emozioni che travolge e si riversa all’esterno senza mediazioni. Ansia, rabbia e insonnia emergono mostrando il loro peso.

COME ME STESSO

Una ballad sincera che riflette sulla crescita personale e invita a non perdere slancio, anche quando il percorso si complica e le aspettative si incrinano.

PPP

Uno sguardo critico verso il potere e le sue contraddizioni: chi si pone al di sopra degli altri finisce per alimentare disordine e incoerenza.

NON HO VOGLIA

Una presa di posizione contro il mondo del lavoro contemporaneo e le sue dinamiche, che mettono i più giovani in condizioni sempre più difficili, lasciando poco spazio alla stabilità.

50 SPECIAL

Un omaggio reinterpretato al celebre brano dei Lunapop e di Cesare Cremonini, riletto attraverso l’identità dei Naked Run.

I Naked Run sono una band pop punk italiana che unisce urgenza emotiva e impatto diretto, con un sound che guarda al pop punk moderno senza perdere l’attitudine cruda delle origini.

Il progetto nasce con l’idea di raccontare senza filtri la realtà quotidiana di una generazione sospesa tra frustrazione, relazioni complicate e voglia di evasione. Le loro canzoni alternano strofe serrate e ritornelli immediati, costruiti per essere urlati sotto palco, mantenendo sempre un equilibrio tra melodia e spinta energetica.

Attivi tra release e live, i Naked Run stanno costruendo il loro percorso passo dopo passo, portando in giro uno show intenso e coinvolgente. L’approccio è concreto e indipendente: molta sostanza, e una forte connessione con il pubblico.

Il 3 aprile pubblicano il loro primo album “OSTACOLI” e, con una direzione artistica sempre più definita, la band si inserisce nella nuova ondata pop punk italiana con l’obiettivo di ritagliarsi uno spazio solido nella scena.

ASCOLTA “OSTACOLI”!

https://orcd.co/nakedrun-ostacoli