giovedì 3 settembre 2026

“Sarà Per Un Altro Giorno”, il nuovo singolo di Farmakon

 

“Sarà Per Un Altro Giorno”, il nuovo singolo di Farmakon, rappresenta il terzo e ultimo capitolo del percorso tematico iniziato con “Maledetto Ciao” e proseguito con “Te Ne Vai”.

Al centro del brano c’è ancora una volta un incontro desiderato e mai realmente avvenuto. Con l’arrivo della fine dell’estate, la quiete e l’immobilità della stagione riportano alla mente un amore rimasto soltanto una possibilità, frenato dalla timidezza e dall’incapacità di agire. Ma mentre l’estate scivola via, arriva anche il momento di abbandonare le speranze e accettare ciò che non è stato.

Sul piano musicale, “Sarà Per Un Altro Giorno” prosegue il percorso pop-punk già esplorato da Farmakon nel precedente “Zeitgeist”. La sezione ritmica mantiene una presenza costante anche nei passaggi più raccolti, alternandosi all’apertura più energica e dinamica dei ritornelli.

A completare il sound tornano gli elementi ambientali ormai caratteristici del progetto: synth e tastiere accompagnano batteria, basso, chitarre e voci, creando un’atmosfera sospesa che attraversa l’intero brano e ne sottolinea il senso di malinconia e attesa.

Con “Sarà Per Un Altro Giorno”, Farmakon mette così il punto finale a una storia fatta di desiderio, distanza e occasioni mancate: la consapevolezza che, a volte, ciò che abbiamo aspettato non arriverà e che non resta che lasciarlo andare.

Davide Cera, cantante e polistrumentista piemontese già apertosi la strada nell’universo musicale con la rock band Thunder System, nel 2023 decide di aprire il progetto solista Farmakon, imponendosi la più totale libertà stilistica.

I suoi brani, scritti in italiano, amalgamano il rap (passione sepolta riscoperta dopo quasi dieci anni) con il pop, il rock e il metal, senza rinunciare al cantato e agli hook melodici.

Il 23 agosto 2024 ha pubblicato il suo primo singolo intitolato “Segno Di No”, che rappresenta un tentativo di comprendere come affrontare un futuro affatto incerto e di cui non si conosce la destinazione.

Il 20 giugno 2025 esce il singolo “Uno Alla Volta”, apripista per l’EP “Farmakon” – il suo primo lavoro da solista, pubblicato poi il 15 agosto 2025; il brano, incentrato sulle violenze umane che dominano il mondo di oggi, presenta l’unione di sonorità rap e hard rock, muovendosi tra barre, riff, assoli e breakdown.

Il 18 luglio è la volta di “Te Ne Vai”, brano emo/pop-punk dall’aria estiva che racconta di un amore desiderato ma incapace di essere messo in atto.

Il 20 marzo 2026 Farmakon torna con il singolo “Zeitgeist”, il primo in anticipazione del full-length album di prossima uscita, in cui è evidente la riflessione sul passato e sui conti da fare con la crescita personale, spesso foriera di ricordi malinconici e nostalgici, seguito dall’ultimo “Sarà per un altro giorno”.

ASCOLTA “SARÁ PER UN ALTRO GIORNO”!

https://ffm.to/farmakon-saraperunaltrogiorno

“Monet”, il nuovo singolo di Aguzzi

 

Un amore impressionista, tra fragilità, cicatrici e il desiderio di lasciarsi andare, questo il cuore di “Monet”, il nuovo singolo di Aguzzi, un brano che racconta una bellezza lontana dalla perfezione, fatta di sfumature, malinconia, fragilità e cicatrici. Una bellezza autentica, difficile da definire e proprio per questo capace di lasciare un segno.

La canzone nasce dal tentativo, quasi impossibile, di cogliere questa bellezza e riuscire a raccontarla attraverso le proprie parole. Al centro c’è una persona che porta con sé le proprie ferite, ma che proprio da quelle ferite riesce a far emergere alcune delle parti più belle di sé, trasformando la fragilità in qualcosa di nuovo.

Il riferimento a Claude Monet diventa così la metafora attorno alla quale si costruisce il brano: quella raccontata da Aguzzi è una sorta di amore impressionista, da osservare nelle sue sfumature più che nei suoi contorni. Luminoso, imperfetto e impossibile da afferrare completamente, proprio come un’immagine che cambia a seconda della luce e dello sguardo di chi la osserva.

Tra la voglia di comprendere l’altro e la consapevolezza che non tutto possa essere spiegato, “Monet” lascia infine spazio a un invito semplice e liberatorio: ballare insieme e smettere, almeno per un momento, di pensare a tutto il resto.

Aguzzi è un cantautore pop italiano che trasforma impressioni, momenti, ricordi e contraddizioni in canzoni sincere. Ogni brano nasce da esperienze vissute e dalla ricerca di qualcosa che rimanga, anche quando tutto cambia.

Il suo ultimo singolo si intitola “Monet” .

ASCOLTA “MONET”!

https://orcd.co/aguzzi-monet

mercoledì 2 settembre 2026

“Under The Same Moon”, il nuovo singolo di DJ Speciale

È disponibile dal 28 agosto 2026 “Under The Same Moon”, il nuovo singolo di DJ Speciale, un brano dalle sonorità Deep House che unisce atmosfere avvolgenti e sognanti a una dimensione più intima ed emotiva.

Groove morbidi e synth atmosferici costruiscono un tappeto sonoro raffinato e coinvolgente, capace di mantenere insieme la componente più evocativa del brano e quella più immediata e ballabile. Un equilibrio che accompagna l’ascoltatore in una dimensione sospesa, notturna, in cui musica ed emozioni procedono nella stessa direzione.

Al centro di “Under The Same Moon” c’è il tema della vicinanza nonostante la distanza. Il brano racconta un legame che prova a superare i chilometri e trova nella luna un simbolico punto d’incontro: anche quando due persone sono lontane, possono alzare gli occhi e ritrovarsi sotto lo stesso cielo.

La luna diventa così una presenza complice, capace di accorciare idealmente le distanze e trasformare un sentimento vissuto da lontano in qualcosa di condiviso. “Under The Same Moon” racconta proprio questa connessione, affidandola a un sound Deep House elegante e sognante, pensato per emozionare senza rinunciare al ritmo.

DJ Speciale, nato a Palermo nel 1976, è DJ, produttore e “polistrimpellista”, con la radio e la musica nel sangue fin da giovanissimo. A soli 13 anni entra per la prima volta nella regia di una radio palermitana e, appena un anno dopo, debutta in discoteca come DJ nei pomeriggi del sabato.

Nel 1998 approda a Radio Italia Network, prima a Bologna e successivamente a Milano. È in questo periodo che nasce il nome DJ Speciale, destinato presto ad accompagnare anche la sua attività discografica. Da qui prende forma un percorso che intreccia costantemente dancefloor e radio: pubblica singoli da club come Mystical River, Tradimiento e Destiny e dà vita al progetto Trio Maluma insieme a Roberto Santini, Marco Biondi e Manuela Donghi, con brani come Again e I Like To Party. Negli anni firma inoltre diversi remix e singoli, anche in collaborazione con Tony H, il progetto Industries of Lust con Simone Onorante e, nel 2004, la produzione Try Me insieme a Billy More.

Dal 2006 è Sound Designer di Radio 24, dove firma la veste sonora di programmi come I Magnifici e Il Falco e il Gabbiano con Enrico Ruggeri, Destini Incrociati e diversi podcast d’autore, tra cui Mi chiamo Cristina, pubblicato nel 2026 con la voce di Ambra Angiolini.

Nel 2020 cura il sound design di Radio 105 e Radio 105 TV, mentre nel 2022 lancia insieme a Marco Biondi School To Radio, corso di radiofonia e comunicazione rivolto alle scuole primarie, secondarie e ai licei di Milano.

Con oltre 25 anni di esperienza tra radio e produzione musicale, DJ Speciale porta oggi nel suo percorso artistico le due anime che da sempre lo accompagnano: il groove del club e il mondo della radio, uniti da una continua ricerca sul suono.

ASCOLTA “UNDER THE SAME MOON”!

https://orcd.co/djspeciale-underthesamemoon

 

martedì 1 settembre 2026

I BLACKCOW tornano con “E ti diranno”

I BLACKCOW tornano con “E ti diranno”, un nuovo singolo che mette al centro il pensiero critico e la libertà di scelta, in un momento storico in cui informazioni, opinioni e narrazioni arrivano da ogni direzione e diventa sempre più importante imparare a metterle in discussione.

Il brano nasce come un invito a non accettare passivamente ciò che ci viene raccontato, ma a interrogarsi, approfondire e verificare le fonti prima di costruire le proprie convinzioni. Un messaggio che assume un significato ancora più forte in un presente segnato dalla velocità con cui circolano le informazioni e dal peso che media e social network possono avere sulla percezione della realtà.

“E ti diranno” parla quindi della possibilità di scegliere e ragionare con la propria testa, senza lasciare che luoghi comuni, dogmi o condizionamenti sociali, familiari, politici e religiosi determinino automaticamente il nostro modo di vedere il mondo. Al centro resta l’individuo, con la propria unicità e il diritto di costruire consapevolmente le proprie scelte.

Anche musicalmente i BLACKCOW scelgono una strada poco convenzionale. La band definisce il sound del singolo un “funky stilizzato”, un mix che parte da una ritmica funk e incorpora elementi di rock melodico e fraseggi di derivazione jazz. I riff di pianoforte dialogano con le chitarre, mentre nel ritornello spicca il caratteristico giro armonico di chitarre in levare, che contribuisce a dare al pezzo un’identità immediatamente riconoscibile.

Con “E ti diranno”, i BLACKCOW uniscono così contaminazione musicale e riflessione, trasformando il brano in un invito semplice ma necessario: ascoltare ciò che ci viene detto, senza rinunciare mai a farsi delle domande.

I BLACKCOW nascono nel maggio 2025 in provincia di Padova dall’incontro di musicisti con una solida esperienza alle spalle. Il progetto prende vita da un’idea del batterista Andrea Bolpato, che riunisce alcuni vecchi compagni di viaggio: il bassista Luigi Gazzola e il cantante Luca Bortolato. Alla formazione si aggiunge Il Dottore, figura enigmatica e chitarrista dal carattere fuori dagli schemi, mentre nel marzo 2026 l’ingresso del tastierista Davide Scattolin, musicista attivo nel panorama musicale attuale, completa la line-up.

Il sound dei BLACKCOW si muove tra rock italiano e alternative, con un approccio diretto ed energico e una forte influenza delle sonorità degli anni Novanta. Le radici musicali dei componenti affondano proprio in quel periodo, attraverso diverse esperienze live maturate negli anni, tra progetti di musica originale, cover dei grandi classici degli anni Settanta e reinterpretazioni di band italiane e internazionali.

Un background eterogeneo che oggi confluisce nel progetto BLACKCOW, dove esperienze e influenze differenti trovano spazio in un’identità musicale personale e in continua evoluzione.

ASCOLTA “E TI DIRANNO”!

https://orcd.co/blackcow-etidiranno

 

lunedì 31 agosto 2026

“Aramilanima” è il nuovo singolo dei Drop Circles

“Aramilanima” è il nuovo singolo dei Drop Circles, un brano che mette insieme riff grunge e voce nu metal in un calderone ribollente scuro, graffiante e aggressivo.

Le chitarre ruvide incidono il brano con cambi di dinamica e contrasti che accompagnano una voce sempre diversa nel modo di colpire, che oscilla tra controllo ed esplosioni senza preavviso.

Il testo racconta un amore che non cerca di essere rassicurante: meglio una ferita vera che una relazione svuotata, meglio il dolore palpabile e reale che l’assenza di qualsiasi cosa da sentire.
Asfalto, aghi di pino e ferite diventano tracce concrete di un legame che chiede un prezzo per restare vivo. Anche la quotidianità entra nel racconto, nel brindisi amaro alla “solita vita”, condivisa nonostante le sue crepe.

La richiesta precisa che dà il titolo al brano suona come un incarico: entrare dentro, scavare, smuovere ciò che è rimasto immobile, metterci il cuore, anche quando farlo significa rischiare di farsi male.

L’anima diventa terreno fertile da lavorare, con la possibilità che proprio dalla sofferenza emerga qualcosa di diverso.

La scrittura in italiano va dritta al punto, senza cercare riparo nella retorica né nelle sovrastrutture, mentre la musica ne amplifica la componente più istintiva. La sensibilità del grunge e i contrasti del nu metal compongono il linguaggio più espressivo per raccontare quei graffi troppo profondi per essere ignorati.

I Drop Circles nascono nella primavera del 2011 dalle ceneri di alcune band della scena rock fiorentina. Fin dagli esordi sviluppano una proposta radicata nelle sonorità di Seattle, arricchita nel tempo da influenze che spaziano dal nu metal all’indie rock, mantenendo una forte coerenza stilistica e una chiara identità compositiva.

Dopo diversi cambi di formazione, il gruppo raggiunge una line-up stabile che permette di consolidare il lavoro in studio e l’attività dal vivo.

Nel corso degli anni i Drop Circles si esibiscono su numerosi palchi tra Toscana, Emilia-Romagna e Lazio, costruendo un percorso fondato soprattutto sulla produzione di materiale originale.

Tra le esperienze più significative figurano la finale nazionale di Sanremo Rock 2021 al Teatro Ariston e le aperture per Marlene Kuntz, Manuel Agnelli, Punkreas, Zen Circus e Sick Tamburo.

ASCOLTA “ARAMILANIMA”!

https://orcd.co/dropcircles-aramilanima

 

I Dirty Heavens presentano il nuovo singolo “Rhoads”

 

I Dirty Heavens presentano il nuovo singolo “Rhoads”, un brano che attraversa la tradizione hard rock con una propria voce, fatta di chitarre, polvere e strada.

Il sole ha già scaldato l’asfalto. La polvere si solleva dietro di noi, gli alberi scorrono ai lati della strada e la luce apre il percorso davanti agli occhi. Alla radio passa una canzone. È il momento in cui ci si chiede se un’occasione sia davvero finita o se ci sia ancora il tempo di afferrarla: “I’m not waiting for the last train to come, I should’ve known that life goes by fast”.

“Rhoads” racconta la possibilità di ritrovare qualcosa che sembrava perduto e di guardare avanti con quell’entusiasmo istintivo che avevamo da bambini, prima che imparassimo a metterlo in discussione. Ogni scelta apre una strada diversa. Alcune si interrompono, altre si incrociano, altre ancora sembrano portarci lontano da ciò che stavamo cercando. Ma è proprio attraversando queste deviazioni che il percorso prende forma. Anche quando abbiamo la sensazione di esserci persi, quello che incontriamo lungo la strada continua a far parte della destinazione.

“This hymn is yours, I ran out of ink, so let it work deep inside your guts”: quando l’inchiostro per tracciare la mappa è finito, non resta che seguire l’istinto e godersi il viaggio. La vita è fugace e il tempo corre, ma nonostante le deviazioni arriveremo sempre a destinazione in un modo o nell’altro.

I Dirty Heavens sono una rock band nata a Bari nel 2023. Capitanati da Lucrezia ‘Dirty Hell’ Lamacchia alla voce e chitarra ritmica, Chris Salerno alla chitarra solista, e la sezione ritmica di Alessio Virno (basso) e Angelo Porcelli (batteria), la band scolpisce un sound ruvido, viscerale e carico di emozione.

La loro musica nasce dalle ceneri del grunge e dell’hard rock anni ’80, guardando alla forza melodica del pop-rock dei primi 2000.

Il loro album d’esordio ‘Drive’ (2026) racconta un viaggio interiore tra determinazione e frustrazione, percorrendo una strada che non esiste ancora.

È una raccolta di inni alla libertà e all’autodeterminazione, in cui ogni brano si definisce come un frammento di vetro infranto: autonomo, ma indispensabile per comporre l’immagine complessiva dell’album.

ASCOLTA “RHOADS”!

Spotify: https://short-url.cc/1Criw

venerdì 28 agosto 2026

I FENTZ tornano con “A Time to Heal”

 

I FENTZ tornano con “A Time to Heal”, un brano che racconta quel momento delicato in cui si prende coscienza della fine di un legame che ha lasciato ferite profonde e si comprende, lentamente, che è arrivato il momento di lasciarlo andare.

Ad aprire il singolo è un arpeggio clean, tenue e intenso, che introduce immediatamente in una dimensione introspettiva e sospesa. È il suono di una consapevolezza che prende forma poco alla volta, prima che l’ingresso delle chitarre distorte, accompagnate da un basso pulsante e da una batteria energica, trasformi il brano in un percorso catartico. La crescita musicale segue così quella emotiva, dando voce al conflitto tra il desiderio di restare ancorati a ciò che è stato e la necessità di andare avanti.

Al centro di “A Time to Heal” c’è infatti una persona ancora emotivamente coinvolta, alla ricerca di un contatto e di una comprensione che dall’altra parte non arrivano più. Distanza e chiusura diventano allora il punto di partenza per una nuova consapevolezza: riconoscere che quel rapporto si era trasformato in un “losing game”, destinato a consumare chi continuava a viverlo.

La guarigione, però, non avviene all’improvviso. È un processo lento, fatto di introspezione, silenzi e accettazione. Anche i ricordi non scompaiono, ma perdono gradualmente la loro forza, fino a diventare “fading stars”: immagini ancora presenti, ma sempre più lontane e meno capaci di fare male.

“A Time to Heal” diventa così un brano sulla rinascita interiore, lontano dalla rabbia e dal desiderio di rivalsa. Al centro rimane invece il coraggio di attraversare la propria fragilità, accettare ciò che non può più essere cambiato e scegliere finalmente di andare avanti.

Perché a volte guarire significa proprio questo: smettere di inseguire ciò che continua a ferirci e concedersi il tempo necessario per ricominciare.

I FENTZ nascono nel 2021, all’indomani della pandemia, quando il desiderio di tornare a suonare e condividere la musica dal vivo diventa irresistibile. È in questo contesto che Luigi Giannuzzi (chitarra) e Vito De Michele (basso), danno vita a un progetto capace di fondere atmosfere sognanti, profondità emotiva e potenti muri di distorsione.

Il nome della band rende omaggio a Rudolf Fentz, protagonista di una celebre leggenda metropolitana: un presunto viaggiatore nel tempo catapultato in un’epoca che non gli appartiene. Questo senso di disorientamento, ricerca e appartenenza permea profondamente l’identità del gruppo. In un panorama musicale sempre più dominato dalla tecnologia, i FENTZ scelgono infatti di riscoprire il fascino autentico delle chitarre elettriche, degli amplificatori valvolari e dei pedali analogici, privilegiando un approccio diretto ed emotivo alla composizione.

Dopo anni di militanza in realtà che spaziano dal Metal all’Alternative Rock — tra cui Bio-Eraser e No Broken Bottom — Luigi e Vito intraprendono questa nuova avventura con l’obiettivo di esplorare territori sonori differenti.

Nel 2022 si unisce alla band Sante Corbacio, batterista e amico di lunga data. Il suo drumming energico e dinamico contribuisce a consolidare l’identità sonora del progetto, aggiungendo ulteriore profondità e coesione alle nuove composizioni.

L’anno successivo segna un’importante evoluzione artistica. Alla ricerca di sonorità ancora più ampie e stratificate, i FENTZ decidono di ampliare la formazione con una seconda chitarra. Danilo Rotolo, già membro degli Osian e compagno di Vito e Sante nei No Broken Bottom, entra così a far parte della band. Poco dopo, Michele Scagliusi, già voce dei Leland Did It, completa la line-up definitiva portando al progetto la propria sensibilità interpretativa.

Il 2024 rappresenta una tappa fondamentale nel percorso della band. I FENTZ completano infatti la scrittura e la produzione del loro album d’esordio,registrato presso il Death Star Studio con il supporto di Marco Fischetti. Le tracce che compongono il disco raccontano un viaggio emotivo intenso e catartico, sospeso tra memoria e trasformazione, smarrimento e rinascita: un percorso che richiama simbolicamente la storia di Rudolf Fentz e il suo eterno vagare tra tempi e dimensioni.

Nel 2026 Michele Scagliusi lascia la band. Al suo posto viene ingaggiato Giuseppe Milillo (ex Dry Stone Wall), che diventa così la nuova voce dei FENTZ.

ASCOLTA “A TIME TO HEAL”!

https://orcd.co/fentz-atimetoheal

Epigrafi – ecco “Atlas”

 

Con il nuovo singolo “Atlas”, gli Epigrafi arrivano al punto più delicato di “Dedalus”, il concept che trova nella sezione conclusiva, “Paradiso perduto”, il suo momento di massima tensione.

Amal sta per risvegliarsi. E con lei rischia di dissolversi il mondo onirico che ha creato: un universo destinato a esistere soltanto finché il suo sonno continuerà a sostenerlo.

Il protagonista lo sa e prende una decisione che non lascia spazio a una via di ritorno: sostituirsi ad Amal. Sarà lui a sostenere quel mondo, a impedirne la scomparsa, permettendole di tornare alla realtà. Come Atlante, accetta di portare sulle proprie spalle un intero universo. Il prezzo è il proprio sonno, senza fine.

Ma prima della separazione c’è ancora un ultimo sguardo.

Nel volto di Amal cerca una risposta a una domanda che lo accompagna fino all’ultimo istante: quello che ha visto nei suoi occhi era davvero un sentimento o soltanto qualcosa che il suo desiderio ha trasformato in realtà? Il dubbio non riguarda soltanto lui.

È il riflesso della scelta di Amal, divisa tra il peso di accettare il sacrificio e la tentazione di portarlo con sé, oltre il confine del sogno.

Poi lei sorride. Non serve altro. In quello sguardo rimane una luce che mette a tacere l’incertezza e rivela ciò che le parole non potrebbero più spiegare: tra i due esiste qualcosa che il risveglio non può cancellare.

Musicalmente, “Atlas” si muove su una struttura prog-death metal, attraversata da incursioni metalcore. Contrasti, cambi di tensione e passaggi più articolati accompagnano una storia costruita attorno al sacrificio, alla perdita e a un legame che continua a esistere anche quando i due mondi sono costretti a separarsi.

In “Dedalus”, il confine tra sogno e realtà si è ormai assottigliato fino quasi a scomparire. In “Atlas” resta una sola domanda: quanto di noi siamo disposti a lasciare dall’altra parte, pur di permettere a qualcuno di tornare indietro?

Gli Epigrafi nascono nel 2016 a Bassano del Grappa dall’incontro tra Pietro, Enrico, Riccardo e Jacopo, uniti dalla volontà di costruire un linguaggio personale partendo da influenze come Death, Opeth e Dimmu Borgir.

Dopo i primi brani pubblicati online e l’esordio con “Sublime and Vain”, la band inizia un’intensa attività live tra concerti e contest nel circuito veneto. Negli anni successivi la formazione cambia con l’ingresso di Alberto alla batteria e Mattia al basso, aprendo il suono a influenze prog e metalcore senza perdere l’impronta estrema delle origini.

Durante il periodo pandemico entra anche il chitarrista Riccardo, contribuendo alla nascita di “Dedalus”, concept diviso in tre sezioni — Purgatorio, Inferno e Paradiso Perduto — ispirato a un immaginario distopico di matrice dantesca. Nel 2022 la band registra l’EP “PH1 (Purgatorio)” presso La Distilleria Produzioni Musicali, mentre nel 2023 torna dal vivo conquistando il primo posto come miglior band metal e miglior gruppo vicentino al Vicenza Rock Contest.

Attualmente gli Epigrafi collaborano con Sorry Mom! e proseguono lo sviluppo di “Dedalus”. Dopo i singoli “Arcadia” e “Maelström” e l’EP “Ep2silon”, che accompagna il passaggio dal Purgatorio all’Inferno del concept, a maggio 2026 la band conclude il capitolo dell’Inferno con il singolo The Room, aprendo ufficialmente il percorso verso l’ultima parte del concept, Il Paradiso Perduto.

Il primo brano previsto per questa nuova sezione è “Atlas”.

ASCOLTA “ATLAS”!

https://ffm.to/epigrafi-atlas

mercoledì 26 agosto 2026

Luke Style torna con “Gangsta”, il nuovo singolo

 

IL BRANO RILEGGE CON IRONIA E SPIRITO CRITICO L’IMMAGINARIO FATTO DI SOLDI, VIOLENZA E PERIFERIA

Luke Style torna con “Gangsta”, un nuovo singolo che nasce da una riflessione sulla trap e sul rap contemporanei e, in particolare, su alcuni temi e cliché ricorrenti all’interno di una parte della scena.

Sesso, droga, violenza, soldi e case popolari: elementi che tornano spesso nei testi e nella costruzione di un immaginario in cui la provenienza dalla periferia sembra diventare quasi un requisito per acquisire credibilità. Con “Gangsta”, Luke Style parte proprio da questa rappresentazione per osservarla da un punto di vista differente.

«Anch’io vengo dalle case popolari, ma faccio rock», spiega l’artista. Una frase che racchiude il senso del brano e diventa il punto di partenza per mettere in discussione l’equazione tra provenienza sociale, atteggiamento e identità musicale.

“Gangsta” gioca così con pose, codici e stereotipi legati a un certo racconto della cultura trap, ridimensionandone la retorica e mostrando ciò che può nascondersi dietro l’ostentazione di forza, denaro e trasgressione.

Con uno sguardo provocatorio e volutamente dissacrante, Luke Style suggerisce che dietro l’immagine del “duro” possano esserci, a volte, fragilità e un bisogno di attenzione molto più semplici di quanto l’apparenza voglia raccontare.

“Gangsta” diventa quindi una critica agli stereotipi e alla necessità di costruirsi un personaggio, raccontata dalla prospettiva di chi conosce la periferia ma ha scelto un linguaggio musicale e un immaginario completamente diversi.

Luke Style è un batterista e cantante con oltre vent’anni di esperienza nella scena rock italiana. Attivo dal 2000 con i The Styles, ha condiviso il palco con artisti come Deep Purple, Vasco Rossi, The Fratellis e Iggy Pop e ha collaborato con J-Ax, esibendosi su palchi come San Siro, Stadio Delle Alpi, Heineken Jammin’ Festival e Festivalbar.

Negli anni, alla batteria si affianca sempre più forte l’esigenza di scrivere, cantare ed esporsi in prima persona, fino alla nascita del progetto solista Luke Style.

Un passaggio decisivo arriva nel 2022 con la scomparsa di Guido Style, frontman dei The Styles. Da questa perdita prende forma un disco nato dall’urgenza di trasformare il dolore, l’assenza e la memoria in musica.

Il progetto di Luke Style si muove oggi tra rock viscerale e attitudine urbana, con chitarre abrasive, ritmiche pulsanti e testi che affrontano rabbia sociale, disillusione, conflitti interiori e contemporaneità. Tra le influenze, Queens of the Stone Age, The Mars Volta, Arctic Monkeys e The White Stripes, rielaborate in una direzione personale e riconoscibile.

ASCOLTA “GANGSTA”!

Spotify: https://short-url.cc/1wPAV

“Diversa da te” è il nuovo singolo di Veronica Howle

 

“Diversa da te” è il nuovo singolo di Veronica Howle, un brano che porta con sé una storia particolare, nata ancora prima dell’incontro tra Veronica e Fabio.

Veronica aveva infatti scritto la canzone diversi anni prima di conoscere Fabio, per poi archiviarla e quasi dimenticarla. Tempo dopo, senza sapere dell’esistenza di quel brano, Fabio compose una musica sorprendentemente vicina alla stessa canzone: mancavano soltanto le parole. Una coincidenza difficile da spiegare, che ha finito per riportare alla luce un pezzo rimasto a lungo nel cassetto e dargli finalmente una nuova forma.

Al centro di “Diversa da te” c’è una relazione ormai conclusa, osservata però lontano dalla rabbia e dal rancore. Gli anni sono passati, le strade si sono separate, ma rimane l’affetto per una persona che ha condiviso un tratto importante della propria vita.

È uno sguardo al passato fatto con la serenità di chi riesce a ricordare con un sorriso, riconoscendo il valore di ciò che è stato senza desiderare necessariamente di tornarci.

A racchiudere il senso del brano è il verso finale, “Il destino ci proteggerà”: un augurio rivolto a chi un tempo è stato vicino e che, nonostante la distanza e il tempo trascorso, continua a occupare un piccolo spazio nella memoria.

Con “Diversa da te”, Veronica Howle racconta così la parte più dolce della fine di una storia: quella in cui l’amore cambia forma, lasciando spazio all’affetto e alla gratitudine per il tempo condiviso.

Veronica Howle è il progetto alternative pop rock della cantautrice lecchese Veronica Sottocornola. Attiva dal 2017 con un primo EP e diversi singoli in italiano e inglese, si distingue per l’intensità emotiva e la capacità di trasformare ferite e rinascite in brani di forte impatto. Ha calcato palchi come il Lecco Pride (2022 e 2023) e preso parte due volte al contest Cover Me, arrivando sempre in finale: il riarrangiamento di Radio Nowhere è stato inserito nella compilation ufficiale, classificandosi secondo al Premio Tenco 2023 come “Miglior album collettivo a progetto”.

Nel 2023 completa le registrazioni del suo secondo EP con la produzione artistica di Pietro Foresti. Si esibisce dal vivo in formazione elettrica e acustica (voce e chitarra). Le sue canzoni raccontano solitudini luminose, rinascite e battiti sospesi tra buio e luce.

Line up: Veronica Sottocornola – voce e Fabio Mariuzzo – chitarra.

ASCOLTA “DIVERSA DA TE”!
https://orcd.co/veronicahowle-finestredicarta