venerdì 27 marzo 2026

“Phantom Humanity”, il nuovo singolo di Pino Scotto

 

Fuori il nuovo singolo di Pino Scotto “Phantom Humanity”, brano estratto dall’ultimo album “The Devil’s Call”.

“Phantom Humanity” fotografa una società svuotata, ormai assuefatta a ogni nefandezza. “God of game and God of war bring me to insanity / you turn away still you want more from this phantom humanity”: l’umanità è ridotta a uno stuolo di fantasmi, da cui gli dei del gioco e della guerra continuano a pretendere sempre di più. Agli occhi di chi muove le pedine, l’essere umano diventa invisibile, ridotto a semplice ingranaggio.

Nel videoclip si osserva un Pino disorientato, che vaga tra palazzi moderni con uno sguardo perplesso, come se cercasse una risposta che non arriva. Che senso ha tutto questo? Che senso ha un mondo in cui la violenza si espande e l’odio diventa abitudine, mentre l’essere umano perde progressivamente contatto con sé stesso, intrappolato tra nuove forme di schiavitù, dipendenze e una direzione che si dissolve?

Con il suo linguaggio diretto, Pino Scotto mette a nudo le crepe del presente: una realtà in cui si cercano appigli in dogmi religiosi, ideologie e identità culturali, come se potessero riempire un vuoto che continua ad allargarsi. Eppure nulla sembra davvero muoversi.

L’hard blues di “Phantom Humanity” si inserisce in questo scenario come un tentativo di riportare calore umano dentro città fredde, automatiche, disumanizzate, per ridare corpo alla società inconsistente in cui viviamo.

Pino Scotto, carismatico e grintoso singer dalle marcate influenze blues, dotato di una voce profonda e graffiante, incarna da sempre la rappresentazione iconica del rocker nazionale.

La sua carriera inizia al termine degli anni ’70, quando incide il primo45 giri con i Pulsar; dopo qualche tempo diviene frontman dei Vanadium, con cui realizza nove grandi album, l’ultimo nel 1995. Il suo primo album solista in lingua italiana “Il Grido Disperato di Mille Bands” è del 1992 e lo porta in tour con il suo Jam Roll Project.

Nel 1997 viene pubblicata la compilation “Segnali di fuoco”, accompagnata dall’omonimo libro “Lo scotto da pagare” e nel 2000 “Guado”. Nel 2003 torna sulle scene con i Fire Trails, un progetto creato assieme al chitarrista Steve Angarthal, con cui incide due nuovi album e da subito partono in tour aprendo il concerto dei Deep Purple a Milano. Già dall’inizio della sua storia con i Fire Trails, collabora con l’emittente televisiva Rock Tv che gli affida la conduzione del programma Database ancora in onda oggi su Plex.

Nel 2008 esce “Datevi Fuoco”, una raccolta dei migliori brani in italiano da solista riarrangiati e cantati con tanti “special guest”, che dà origine a un tour di oltre 150 concerti in tutta Italia. “Buena Suerte”, album di inediti RnR (2010), ospita artisti come Caparezza, i The Fire e Kee Marcello (ex Europe). Nel2012 Pino Scotto pubblica il settimo album “Codici Kappaò” e devolve gli introiti del secondo CD dell’edizione speciale al progetto Rainbow, iniziativa a sostegno dei bambini meno fortunati. Dopo il cover album “Vuoti di memoria” (2014), nel 2018 esce “Eye for an Eye”, ottavo album di inediti in inglese. L’album del 2020 “Dog Eat Dog” ottiene un grande successo di pubblico e di critica.

Il ritorno post pandemia sui palchi di Pino avviene nel 2023 in duo acustico; questo gli fa ritrovare l’entusiasmo per cui riparte con un lungo tour con la sua band e pubblica l’album “Live n’ Bad”,un progetto intenso e coinvolgente, che racchiude tutta la grinta e l’anima della sua musica.

L’ultimo disco “The devil’s call”, uscito nel 2025, abbraccia le sonorità delle origini, blues, rock ‘n’ roll, southern senza dimenticare la potenza dell’hard rock. Anticipato dai singoli “True friend” e “No fear no shame”, questo album riflette la ruvidità della voce di Pino anche nei testi, rabbiosi e di denuncia. Forte dell’ottimo riscontro ricevuto dalla critica di settore, l’artista sta portando “The devil’s call” in tutta Italia grazie a un lungo tour insieme alla sua band.

ASCOLTA “PHANTOM HUMANITY”!

https://benext.lnk.to/thedevilscall

giovedì 26 marzo 2026

“My City” è il nuovo singolo dei The Roowens

 

“My City” è il nuovo singolo dei The Roowens, un brano che si presenta come una dedica intensa e nostalgica alla propria città natale. Attraverso un racconto fatto di ricordi e immagini del passato, la band ripercorre gli anni della giovinezza, quando tutto sembrava possibile e le strade della città erano il palcoscenico delle prime esperienze e dei primi sogni.

Il brano è uno sguardo malinconico ma pieno di affetto verso una città che cambia nel tempo, ma che continua a vivere e a cantare nonostante gli anni e la stanchezza che si accumula. “My City” diventa così una riflessione sulla memoria, sull’appartenenza e sul legame profondo con il luogo in cui si cresce.

Il sound richiama il classic rock più autentico, dal sapore senza tempo, proprio come Ravenna, la storica capitale bizantina. Una città che al tramonto si accende di arte, colori, vino e musica, trasformandosi in un luogo sospeso tra passato e presente.

“My City” è, prima di tutto, una dichiarazione d’amore: è qui che siamo nati, è qui che vogliamo vivere.

I The Roowens, attivi dal 2022, nascono con un forte legame alle sonorità punk rock. Con il passare del tempo la band ha però sentito l’esigenza di ampliare il proprio orizzonte musicale, esplorando sonorità più mature e ricercate.

Anche il songwriting si è evoluto, orientandosi verso un rock diretto e di facile ascolto, senza però rinunciare all’energia delle chitarre distorte e all’immaginario che da sempre accompagna la band: il sound californiano, la strada e le motociclette.

Negli ultimi due anni i The Roowens hanno scelto di concentrarsi soprattutto sul lavoro in studio e sulla scrittura di nuovi brani, mettendo temporaneamente in secondo piano l’attività live.

Da questo percorso è nato un lavoro più intimo e curato, che la band non vede l’ora di condividere con nuovi ascoltatori e con chi li segue fin dagli inizi.

ASCOLTA “MY CITY”!

Spotify: https://bit.ly/4sA78Ex

MASSIMILIANO MARTELLI – esce “MURO DI GOMMA”

 

Esce “Muro di Gomma”, il nuovo singolo di Massimiliano Martelli, un brano che unisce suggestioni sonore new age a un’atmosfera intensa e malinconica.

La canzone si sviluppa attraverso sonorità eteree che avvolgono l’ascoltatore, accompagnando strofe quasi narrate e incisi più concisi. Le combinazioni melodiche evocano ambientazioni noir, richiamando le atmosfere di una vera e propria colonna sonora cinematografica.

Il testo racconta il percorso interiore di una persona che, con il passare del tempo, finisce per chiudersi sempre più in sé stessa, isolandosi dal mondo e dagli altri. Quando finalmente trova il coraggio di chiedere aiuto per liberarsi da quella che è diventata una prigione quotidiana, si scontra però con il silenzio: nessuno sembra ascoltare.

“Muro di Gomma” è un brano che invita a riflettere sull’isolamento emotivo e sulla difficoltà di comunicare il proprio dolore, trasformando una storia personale in un racconto universale.

Massimiliano Martelli è un cantautore romano dalla scrittura intima e autentica, capace di raccontare la complessità dell’essere umano con uno sguardo lucido ma sempre empatico.

Cresciuto tra Cinecittà e Centocelle, si avvicina alla musica da autodidatta, con un percorso che intreccia esperienze artistiche e umane.

Dopo un lungo periodo di silenzio creativo, segnato dall’attività di operatore sociosanitario nei quartieri difficili della capitale, nel 2018 inizia una collaborazione con Alessio Ventura e Dario Benedetti (DHAMM) che lo porta a pubblicare come artista indipendente tra il 2019 e 2022 gli EP “2019” e “Complicazioni inutili” e nel 2023 il singolo “Dalla stessa parte”.

Per i singoli “Più di ieri” e “Fulmine”, usciti nel 2022, collabora invece col produttore Walter Babbini.

Dal 2023 avvia un nuovo percorso musicale collaborando con Maurizio Mariani, culminato con l’uscita nel 2024 dell’EP “Quanto pesa la felicità”, che comprende i brani “Starò bene”, “Crescere” e “Non basterà”.

Da giugno 2025 ha avviato una nuova collaborazione con la label/management Sorry Mom! con l’uscita a luglio del singolo “Conta il viaggio”, primo tassello del suo nuovo progetto discografico e a novembre con l’uscita del secondo singolo “Connessi”. Nel 2026 seguirà la pubblicazione di un terzo singolo e l’uscita dell’album EP che conterrà oltre a nuovi brani anche i tre singoli estratti.

ASCOLTA “MURO DI GOMMA”!

https://orcd.co/massimilianomartelli-murodigomma

mercoledì 25 marzo 2026

UTELA MALIT – esce “Raw”

 

Gli Utela Malit pubblicano l’EP “Raw”, cinque brani che affondano le radici nel rock e nell’hard rock degli anni Settanta, evocando l’attitudine e l’immaginario di icone come Aerosmith, Led Zeppelin, The Rolling Stones, Jefferson Airplane e Jimi Hendrix.

Il lavoro recupera l’essenza più autentica di quel linguaggio musicale: chitarre calde e dirette, groove classico e un approccio istintivo alla scrittura. I testi, invece, si muovono su un piano più intimo e personale, esplorando emozioni, spiritualità e il rapporto con la musica, con sé stessi e con gli altri.

La copertina raffigura un’aquila antropomorfa, dai colori vividi, intenta a suonare la chitarra con intensa concentrazione. L’immagine riflette la natura di Anna, mastermind e voce della band: radicata e concreta, ma al tempo stesso proiettata verso l’infinito creativo. Le mani, dedite all’arte, e lo sguardo aperto alla creazione in ogni sua forma raccontano il desiderio di partecipare al mondo, sia quello finito che quello infinito, con sensibilità e misura. Una discrezione evocata simbolicamente dalla notte e dalla luna, elementi che avvolgono e custodiscono questa visione.

TRACKLIST:

TIME FOR LOVE

Il brano è un inno all’amore e all’intimità che da esso scaturisce, senza tabù e senza freni. L’amore viene raccontato come complicità dentro e fuori dal letto, come eros condiviso ed esaltato, capace di resistere e reagire alla quotidianità che spesso una relazione stabile può finire per inibire.

I’M GOING ON

La canzone si snoda tra la volontà di non arrendersi e il grido di un’anima priva delle forze interiori e delle motivazioni necessarie per proseguire. Il protagonista non riesce più a riconoscersi, confuso in una realtà che stride con il volto riflesso nello specchio. Andare avanti significa rinnegare sé stessi; opporsi, invece, equivale a capitolare e distruggere il proprio Io e la concezione che esso ha dell’Amore.

LIKE ME

La canzone racconta l’energia che il “suono” è in grado di generare. Un’energia che può essere tanto creativa quanto distruttiva. Qui il suono assume contorni quasi fisici, come se fosse una persona capace di prendersi cura di un’altra. Un suono che “somiglia”, che si diffonde nell’etere, prende forma e sostanza e finisce per prendere per mano chi si ama.

AIN’T NOBODY FLYING

Si può credere oppure no all’esistenza di una terza dimensione. In questo brano si gioca sugli effetti che episodi apparentemente improbabili possono avere sulla psiche di una persona. Ciò che non si vede non esiste, così come ciò di cui non si può provare l’esistenza… ma nel dubbio resta sempre uno spazio aperto alla possibilità.

AMAZING

Una canzone leggera e solare che racconta il desiderio che può nascere per una persona incontrata per caso. Un’attrazione che porta a incamminarsi lungo un sentiero fatto di bugie e speranze mal riposte. Un gioco sensuale, mai volgare, il cui esito finale resta volutamente sospeso e tutto da scoprire.

Il progetto Utela Màlit nasce circa dieci anni fa con l’intento di proporre un mix di cover e brani inediti, sia in italiano che in inglese. Nel corso degli anni, la band ha subito un’evoluzione significativa, passando dalla formazione iniziale di quattro membri a un power trio, consolidando così un sound più orientato verso il rock e l’hard rock.

Negli ultimi anni, il gruppo ha posto sempre maggiore attenzione alla composizione di brani originali, spinto dal desiderio di esprimere creatività e innovazione accanto al repertorio di cover.

Il cuore e l’anima della band è Anna, cantante, chitarrista e leader del gruppo, nonché autrice degli inediti, a cui si deve anche la scelta del nome Utela Màlit.

Completano la formazione Franco, bassista storico della band e prezioso collaboratore nel corso degli anni, e Mel, batterista esperto e talentuoso, che ha recentemente deciso di unirsi al progetto.

Con un’identità musicale ben definita e una forte spinta creativa, Utela Màlit continua a portare avanti il proprio percorso tra energia rock e sperimentazione sonora.

ASCOLTA “RAW”!

https://orcd.co/utelamalit-raw

“Zeitgeist”, il nuovo brano di Farmakon

 

“Zeitgeist”, il nuovo brano di Farmakon, nasce dal concetto di spirito del tempo— traduzione letterale della parola tedesca che dà il titolo alla traccia.

Da questa idea prende forma una riflessione nostalgica sugli istanti significativi del passato e sul modo in cui il tempo, silenziosamente, modifica ciò che siamo.

Nel brano il tempo viene evocato come un ladro che sottrae piccoli frammenti di noi mentre, quasi distratti, attraversiamo i cambiamenti inevitabili che accompagnano la vita adulta. Da questo sguardo malinconico nasce una narrazione intensa, capace di unire memoria, crescita e consapevolezza.

Dal punto di vista sonoro, “Zeitgeist” si muove su coordinate pop-punk fortemente influenzate da band come All Time Low e Yellowcard. Il brano intreccia basso e batteria serrati con chitarre che oscillano tra riff pulsanti e arpeggi melodici tipici del genere, mentre i synth ampliano la dinamica nei ritornelli, dando maggiore respiro alla traccia.

Con questo singolo Farmakon continua inoltre ad approfondire la dimensione melodica del cantato, mantenendo però l’alta densità verbale che aveva caratterizzato le coloriture rap del precedente EP, in un equilibrio tra energia pop-punk e identità stilistica personale.

Davide Cera, cantante e polistrumentista piemontese già apertosi la strada nell’universo musicale con la rock band Thunder System, nel 2023 decide di aprire il progetto solista Farmakon, imponendosi la più totale libertà stilistica.

I suoi brani, scritti in italiano, amalgamano il rap (passione sepolta riscoperta dopo quasi dieci anni) con il pop, il rock e il metal, senza rinunciare al cantato e agli hook melodici.

Il 23 agosto 2024 ha pubblicato il suo primo singolo intitolato “Segno Di No”, che rappresenta un tentativo di comprendere come affrontare un futuro affatto incerto e di cui non si conosce la destinazione.

Il 20 giugno 2025 esce il singolo “Uno Alla Volta”, apripista per l’EP “Farmakon” – il suo primo lavoro da solista, pubblicato poi il 15 agosto 2025; il brano, incentrato sulle violenze umane che dominano il mondo di oggi, presenta l’unione di sonorità rap e hard rock, muovendosi tra barre, riff, assoli e breakdown.

Il 18 luglio è la volta di “Te Ne Vai”, brano emo/pop-punk dall’aria estiva che racconta di un amore desiderato ma incapace di essere messo in atto.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ApmJreq6wTE

martedì 24 marzo 2026

“Missfortune” è il nuovo singolo dei Dizquait

 

“Missfortune” è il nuovo singolo dei Dizquait, un brano che racconta le emozioni che nascono quando eventi sfortunati finiscono per influenzare una relazione.

Il testo gioca sull’ambivalenza del tema centrale: la sfortuna prende quasi le sembianze di una persona amata, creando un contrasto emotivo che attraversa tutto il brano. Questo intreccio tra sentimento, rimorso e consapevolezza trova la sua espressione nelle sonorità trap e metal, che accompagnano il racconto trasformandolo in una sorta di sfogo musicale.

Il risultato è un brano energico e diretto, costruito su un groove ritmato, fresco ed elettronico. L’incontro tra elementi trap e metal dà vita a un sound crossover che unisce generi diversi mantenendo però un’identità chiara e immediata.

Con “Missfortune”, i Dizquait propongono un pezzo intenso e contemporaneo, dove emozione e sperimentazione sonora si incontrano in modo naturale.

Formati il 19 agosto del 2021 i Dizquait sono un Gruppo musicale Crossover (Electronic alternative rock/ Pop-punk) composto da 3 elementi: Alessio De Felice alla voce , Tommaso Moffa alla chitarra e Francesco Turchi al basso. Per via dei loro percorsi musicali indipendenti, i Dizquait si sono conosciuti a Firenze in studio di registrazione e dopo qualche mese decidono di unirsi in un unico gruppo. Convogliano così le loro molteplici capacità musicali, che spaziano dalla tecnica di produzione e realizzazione musicale alle capacità di live performance, accrescendo la loro voglia di esibirsi, portando un genere Crossover dall’animo inquieto e scatenato. Nei loro brani affrontano temi che abbracciano l’aspetto emotivo generazionale e la dissidenza del panorama sociale che molto spesso disgrega l’animo e accresce la precarietà giovanile, coronando il tutto con un sound senza un’identità etichettabile, ma dalle sonorità decise e riconoscibili.

Da quest’ amalgama di suoni e idee nasce il nome Dizquait, storpiatura della parola inglese “disquiet” (inquietudine).

ASCOLTA “MISSFORTUNE”!

Spotify: https://bit.ly/3PsbQpe

I Deep As Ocean tornano con la Deluxe Edition di “Dance With Death”

 

I Deep As Ocean tornano con la Deluxe Edition di “Dance With Death”, un’opera espansa che si presenta come un vero e proprio doppio album da ventisette tracce. Un ampliamento narrativo e sonoro che affianca al cuore del disco originale nuove prospettive, con remix, versioni alternative e tracce strumentali che permettono di attraversare ogni sfumatura del progetto. Un’uscita imponente dedicata ai veri amanti del genere che hanno come riferimento As I Lay dying, Bad Omens e I Prevail. Il linguaggio resta quello di un metalcore moderno contaminato da elettronica, costruito su contrasti netti tra violenza sonora e aperture melodiche, ma è soprattutto sul piano tematico che il lavoro trova la sua identità più profonda. Il filo conduttore è il confronto continuo con la fine, intesa come perdita, rottura, cambiamento, e con ciò che inevitabilmente segue: la necessità di ricominciare. Ogni brano diventa un frammento di questo ciclo, tra paure che prendono forma nella mente, relazioni che si sgretolano, identità che vacillano e tentativi di risalita. La “danza con la morte” non è una resa, ma un movimento costante tra attrazione e resistenza, tra il rischio di perdersi e la possibilità di ritrovarsi. Ne emerge un percorso che attraversa buio e luce, caduta e ricostruzione, fino a individuare, anche nei momenti più fragili, una forza interna che continua a spingere avanti.

Tutti i brani sono scritti e interpretati dai Deep As Ocean, mentre produzione, registrazione, mix e mastering sono a cura di Matteo Magni presso i Magnitude Recording Studio.

TRACKLIST

DANCE WITH DEATH
Un’introduzione che racchiude il cuore del disco: il rapporto ambiguo con i propri demoni e con la fine, vista come presenza costante. Una danza pericolosa fatta di attrazione e distanza, in cui il rischio è perdersi, ma anche trovare un modo per esorcizzare ciò che spaventa.

DARK PLACE
Il “posto oscuro” è la mente quando diventa una trappola. Il brano racconta la sensazione di essere bloccati, senza via d’uscita, e il bisogno di un aiuto esterno. Anche una piccola luce può cambiare direzione a ciò che sembra senza soluzione.

MINEFIELD
Un percorso fragile, sospeso sopra paure e paranoie. Si cammina sapendo che si può cadere da un momento all’altro, eppure si continua. È la ripetizione consapevole di errori già vissuti, un meccanismo difficile da interrompere.

LUNAR (INTERLUDE)
Una breve sospensione che introduce un’atmosfera più rarefatta. Un passaggio di transizione che prepara al crollo successivo, lasciando spazio a una dimensione più introspettiva e sospesa.

MOONFALL
La perdita di una certezza viene raccontata come un evento catastrofico. Quando qualcosa di fondamentale crolla, l’impatto è totale e inevitabile, lasciando un vuoto difficile da colmare e una realtà completamente trasformata.

THE DAWN
Dopo la notte, l’alba arriva comunque. Il brano parla della necessità di ricominciare anche quando tutto sembra finito, accettando il dolore come parte del processo e trovando la forza per andare oltre.

POSSESSED
Un incubo che si trasforma in metafora: la lotta contro paure e debolezze che crescono dentro. I demoni non sono esterni, ma nascono nella mente e si alimentano fino a prendere il controllo.

QUICKSAND
Le sabbie mobili rappresentano il conflitto interiore: più si cerca di uscire in fretta, più si sprofonda. A volte l’unica via è fermarsi e accettare l’aiuto degli altri, anche quando la fiducia è fragile.

THE LAST LIGHT
La paura di perdere chi si ama si intreccia al rimpianto. Il brano invita a riconoscere ciò che conta davvero prima che sia troppo tardi, mettendo in discussione le priorità della vita quotidiana.

RED LEAVES
La fine di un amore viene raccontata attraverso l’immagine di una foglia che cade. Il dolore è inevitabile, ma nella caduta si nasconde anche una forma di liberazione, dopo aver cercato invano di restare aggrappati.

RESET / REBUILD
Quando tutto crolla, ricominciare è l’unica opzione. Il brano affronta la ricostruzione personale, pezzo dopo pezzo, lasciando andare illusioni e speranze che non hanno trovato risposta.

LIFEBLOOD
La “linfa vitale” diventa simbolo della forza interiore che permette di resistere. In mezzo al caos emotivo, resta qualcosa che continua a scorrere e a spingere avanti, impedendo di perdere sé stessi.

MOONFALL REMIX (FEAT. NEROARGENTO)
Una rilettura del brano originale che ne amplia le atmosfere, aggiungendo nuove sfumature e un diverso equilibrio tra elettronica e impatto emotivo.

RED LEAVES (FEAT. HAND OF JUNO) (PIANO VERSION)
Una versione essenziale che mette a nudo il lato più fragile del brano. Il pianoforte accentua il senso di perdita e sospensione, riducendo tutto all’emotività pura.

DARK PLACE – NIGHTCORE
Una reinterpretazione più veloce e incisiva che trasforma l’angoscia del brano in una corsa frenetica, accentuando il senso di urgenza.

MOONFALL – NIGHTCORE
Il crollo emotivo viene spinto su ritmi più serrati, rendendo ancora più instabile e frenetica la percezione della perdita.

DANCE WITH DEATH – INSTRUMENTAL

DARK PLACE – INSTRUMENTAL

MINEFIELD – INSTRUMENTAL

MOONFALL – INSTRUMENTAL

THE DAWN – INSTRUMENTAL

POSSESSED – INSTRUMENTAL

QUICKSAND – INSTRUMENTAL

THE LAST LIGHT – INSTRUMENTAL

RED LEAVES – INSTRUMENTAL

RESET / REBUILD – INSTRUMENTAL

LIFEBLOOD – INSTRUMENTAL

I Deep as Ocean nascono nel 2016 nell’area di Milano, con l’obiettivo di unire sonorità metalcore moderne e una scrittura dal taglio introspettivo.

Fin dall’inizio il progetto combina riff pesanti, parti melodiche e una forte attenzione alla produzione.

Dopo l’EP di debutto “Lost Hopes | Broken Mirrors”, nel 2019 la band pubblica il primo album “Crossing Parallels”, che include “Black Rose” e “Hourglass” (quest’ultimo realizzato in collaborazione con il cantante dei Novelists). L’uscita del disco dà il via a un’intensa attività live, portando i Deep as Ocean a condividere il palco con artisti internazionali come Escape The Fate, Crystal Lake, Bloodyouth e Ghost Iris.

Nel 2022 esce l’EP “Chronicles”, anticipato dal singolo “Second Circle”, in cui la band integra elementi elettronici e atmosfere più cinematiche.

A fine 2024 arriva il secondo album “Dance With Death”, anticipato dal singolo “Dark Place” e focalizzato su temi di cambiamento personale, perdita e trasformazione, mantenendo un equilibrio tra aggressività e melodia.

Tra i vari eventi dal vivo, la band partecipa nel 2025 al festival Summerside, in apertura a Dream Theater, Airbourne e Within Temptation.

Oggi i Deep as Ocean proseguono il loro percorso evolutivo, concentrandosi su una crescita costante nella scena metal contemporanea.

ASCOLTA “DANCE WITH DEATH (DELUXE EDITION)”!

https://benext.lnk.to/dancewithdeath

DIRTY HEAVENS – è uscito “Gave My Life for Rock’n’Roll”

 

Le scelte radicali fanno paura, ma a volte sono inevitabili: quando si prende davvero coscienza della propria natura, ignorarla non è più un’opzione. È in quel momento che la paura lascia spazio all’accettazione. “Gave my Life for Rock’n’Roll” racconta proprio l’inizio di questo percorso, un cammino costruito su sacrificio, dedizione e rinunce. Il ritornello restituisce l’immagine della vetta raggiunta, la fierezza e la quiete che arrivano dopo la salita, quando lo sguardo si apre e la fatica si dissolve davanti a ciò che si è conquistato. La scelta e il sacrificio diventano così una soglia, l’accesso a una dimensione che resta invisibile e incomprensibile a chi non l’ha attraversata.

“Fighting with the wind while you scream, dancing on these streets you’ll never see, sinners welcomed me and now I know what I was born for. I just gave my life for rock’n’roll”: parole che segnano un punto di non ritorno, un’affermazione identitaria che prescinde dal giudizio esterno. Non tutti capiranno, ma smette di avere importanza quando si è esattamente dove si deve essere e ogni cosa trova finalmente un senso.

Piedi ben piantati nell’hard rock dei mostri sacri come Alice Cooper e L.A. Guns, ma sguardo lucido sul presente: i Dirty Heavens invitano a restare focalizzati, a continuare a spingere e a non perdere di vista la propria direzione.

I Dirty Heavens sono una rock band nata a Bari nel 2023. Capitanati da Lucrezia ‘Dirty Hell’ Lamacchia alla voce e chitarra ritmica, Chris Salerno alla chitarra solista, e la sezione ritmica di Alessio Virno (basso) e Angelo Porcelli (batteria), la band scolpisce un sound ruvido, viscerale e carico di emozione. La loro musica nasce dalle ceneri del grunge e dell’hard rock anni ’80, guardando alla forza melodica del pop-rock dei primi 2000.

Il loro album d’esordio ‘Drive’ (2026) racconta un viaggio interiore tra determinazione e frustrazione, percorrendo una strada che non esiste ancora.È una raccolta di inni alla libertà e all’autodeterminazione, in cui ogni brano si definisce come un frammento di vetro infranto: autonomo, ma indispensabile per comporre l’immagine complessiva dell’album.

ASCOLTA “I GAVE MY LIFE FOR ROCK’N’ROLL”!

Spotify: https://bit.ly/3PiaYn1

DLEMMA – esce “Keep Me Out”

 

Le DLEMMA firmano con “Keep Me Out” un disco d’esordio che, senza cercare scorciatoie, costruisce un linguaggio preciso in equilibrio tra attrito, irrequietezza e introspezione.

Anticipato dall’impatto diretto di “Don’t Ask Twice”, l’album è una pallina da flipper che rimbalza tra grunge e alt-rock e usa quel codice per accumulare punti mentre racconta una frattura molto attuale. Il tintinnio continuo del segnapunti porta al bisogno di proteggersi dal rumore esterno e, allo stesso tempo, il desiderio di non perdere il contatto con ciò che conta davvero. Mentre le chitarre rappresentano bene questa dualità altalenando tra riff abrasivi e arpeggi malinconici, le ritmiche tengono il passo di un’urgenza costante; a completare il quadro, la voce diventa una crasi catartica, il punto di contatto tra due spinte opposte: chiudersi e restare. Brano dopo brano emerge un racconto realistico e disilluso fatto di relazioni sbilanciate, isolamento, sovraccarico emotivo e tentativi di reazione, dove la distanza non è fuga ma difesa, e la connessione non è mai scontata.

“Keep Me Out” diventa così uno spazio di resistenza personale, un luogo in cui la fragilità non viene nascosta ma attraversata, fino a trasformarsi in presa di posizione.

TRACKLIST

DOG IN A NIGHTGOWN
Apertura immediata e senza filtri: chitarre sature e sezione ritmica serrata accompagnano un’esplosione emotiva che mette a fuoco frustrazione e disorientamento. Il ritornello diventa uno sfogo diretto, pensato per trovare la sua dimensione naturale dal vivo.

DAHLIA
Il brano si costruisce su contrasti netti: parte raccolto e malinconico, per poi aprirsi in un ritornello più acceso. Al centro, la vulnerabilità e le crepe nei rapporti, raccontate attraverso dinamiche che alternano intimità e impatto sonoro.

SOMEHOW
Una traccia che si muove tra assenza e confusione mentale, mantenendo un equilibrio instabile tra delicatezza e tensione. Il ritornello amplia il respiro emotivo, restituendo il senso di smarrimento di una generazione sospesa.

EMPTY DAYS
Atmosfere più dilatate e riflessive introducono un brano che cresce lentamente fino a trovare uno sfogo più denso. Il senso di isolamento emerge senza filtri, sostenuto da un’alternanza tra quiete e saturazione sonora.

UNAWARE
Parte in modo più contenuto per poi prendere una direzione sempre più incalzante. Il tema è l’alienazione e la difficoltà di comunicare, tradotti in un intreccio tra voce ruvida e struttura musicale compatta.

INTERLUDE (DEMO)
Una pausa necessaria: arpeggi essenziali e atmosfera raccolta sospendono momentaneamente la tensione. Un passaggio breve che lascia emergere il lato più fragile del disco e prepara ciò che segue.

KEEP ME OUT
Il centro dell’album: un confronto diretto con il bisogno di tracciare confini personali. Il brano tiene insieme difesa e desiderio di essere compresi, trovando nel ritornello un punto di equilibrio tra spinta e rilascio.

GET OUT (NOW)
Un episodio più frontale, costruito su un andamento deciso e immediato. Il tema è la rottura con dinamiche tossiche, espresso attraverso un approccio diretto e senza mediazioni.

DON’T ASK TWICE
Chiusura che riprende e rilancia l’energia del disco: basso in primo piano, chitarre taglienti e un ritornello che non lascia spazio a esitazioni. Un’affermazione netta di autonomia, che definisce il carattere dell’intero lavoro.

Le DLEMMA sono un concentrato di energia alternativa nato a Roma nel 2023dall’incontro tra Emma Leggieri (voce), Emma Sola (voce, basso), Elisa Leggieri (chitarra) e Edoardo Leggieri (batteria). Fortemente influenzato dalle sonorità grunge e dalle sfumature dell’alternative rock, il quartetto si fa portavoce delle inquietudini contemporanee con un approccio diretto e senza filtri. Il loro stesso nome racchiude il cuore della loro poetica: i testi affrontano i “dilemmi” e le contraddizioni che le nuove generazioni vivono ogni giorno, tra difficoltà nel comunicare, bisogno di comprensione e ricerca di connessione in un mondo sempre più frammentato.

Il percorso discografico prende forma nel 2024 con l’esordio di “Alien”, primo singolo che mette subito a fuoco la loro identità. A questo seguono “Stuck”, “Next in Line” e “Does It Matter?”, brani che confluiscono nel loro primo EP “Forget Me Not”, definendo un percorso coerente e in rapida evoluzione.

È però dal vivo che la band trova la sua dimensione più naturale: nell’estate del 2025 le DLEMMA calcano palchi di rilievo, tra cui l’apertura al concerto degli Afterhours nella cornice della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Il tour le porta anche al Festival dell’Economia di Trento, al Rock n’ Beer Festival in Sardegna e fino a Half Moon Putney a Londra, uno dei palchi più iconici della scena live britannica.

Oggi le DLEMMA sono pronte a un nuovo passo: la pubblicazione di “Don’t Ask Twice” anticipa il loro primo album “Keep Me Out”, uscito il 21 marzo 2026 e presentato dal vivo con un release party al Germi di Milano. Un nuovo capitolo che segna un’evoluzione sonora e narrativa, mantenendo intatta l’urgenza che definisce il progetto.

ASCOLTA “KEEP ME OUT”!

https://benext.lnk.to/keepmeout

sabato 21 marzo 2026

“Ansia” è il nuovo singolo di rosewood

 

“Ansia” è il nuovo singolo di rosewood: un brano dalle influenze pop punk arricchito da una forte componente elettronica. Il risultato è una traccia upbeat, energica e ballabile, capace però di mantenere una vena malinconica che attraversa l’intero racconto musicale.

La canzone dà voce proprio all’ansia, personificandola come la più potente tra le ombre che possono prendere il controllo della mente. Una presenza costante e invadente, tossica e impossibile da ignorare.

Nel corso della narrazione, l’ansia si trasforma progressivamente in qualcosa di inquietantemente familiare: una presenza continua, quasi una compagna fedele.

Un paradosso emotivo che porta a percepire perfino la sua assenza come destabilizzante, quando finalmente svanisce.

rosewood è il progetto solista indipendente di Giordano Conti, nato a Terni nell’agosto del 1996. La sua musica racconta il presente con uno sguardo critico ma profondamente umano.

Il progetto nasce da una formazione musicale strutturata e da un percorso di studi dedicato, sviluppandosi come un’esigenza espressiva autentica, lontana dalle mode e dai ritmi imposti dall’industria musicale.

I brani di rosewood osservano la condizione sociale contemporanea attraverso lo sguardo di un giovane di ventinove anni che vive in un mondo precario, spesso distante dai valori fondamentali dell’empatia e della condivisione, ma ancora capace di immaginare possibilità e speranza. La musica diventa così uno strumento per esprimere emozioni, contraddizioni e interrogativi in modo diretto, genuino e senza filtri, utilizzando linguaggi musicali diversi come mezzi espressivi piuttosto che come etichette.

Il progetto esordisce nell’aprile 2020 con “Impersonale”, un album di otto tracce dalle sonorità ambient e post-rock. Tra il 2021 e il 2024 vengono pubblicati sei singoli originali e una reinterpretazione di Helter Skelter. A maggio 2025 esce “Disordine”, EP composto da cinque brani.

Dal vivo rosewood si presenta come un trio essenziale e potente – due chitarre e batteria supportate da sequenze – portando sul palco un set eclettico costruito attorno agli inediti del progetto e consolidando una forte dimensione live come parte centrale del percorso artistico.

ASCOLTA “ANSIA”!

Spotify: https://bit.ly/47KvEKw