Simone Pittarello firma con “Sole Nero” un incontro improbabile che prende forma tra legno consumato e bicchieri vuoti: un’osteria veneta fuori dal tempo, dove Charles Baudelaire, Jimi Hendrix, Johann Sebastian Bach e Andy C condividono lo stesso tavolo. Da lì nasce un brano che tiene insieme tensioni lontane, scrittura d’autore e aperture sonore che sfiorano la world music.
”Sole Nero” entra in una zona sospesa, dove il dolore non si esaurisce ma resta in circolo, come una presenza costante.
L’immagine centrale è chiara e insistente: “quel Sole Nero che brucia fin qui tutta la notte / e non tramonta più” e che diventa protagonista del lyric video, creando ambientazioni di ombre suggestive.
Non c’è alternanza, non c’è sollievo, solo una luce rovesciata che scalda e consuma allo stesso tempo. Il protagonista si muove dentro questa esposizione continua, cercando un modo per restare intero mentre qualcosa si sgretola.
Il tradimento si insinua senza dichiararsi apertamente, lasciando spazio a una frattura più sottile: “colpiscimi alle spalle e poi fidati di me”. È una dinamica che confonde, che tiene insieme bisogno e difesa, desiderio di abbandono e resistenza.
Da qui nasce una tensione che attraversa tutto il brano, fino a farsi richiesta esplicita nel ritornello: “non lasciarlo andare via, come fosse niente / Sole Nero che ha portato via un’altra parte di me”. Trattenere o lasciar andare diventa un equilibrio instabile, continuamente rimesso in discussione.
La scrittura segue questa oscillazione, alternando immagini fredde e improvvisi slanci, fino a un punto in cui la fragilità prende parola: “piccolo cuore mio di tenebra che splendi”. Dentro questa contraddizione si apre uno spazio inatteso, dove ciò che ferisce continua anche a illuminare, senza risolversi mai del tutto.
Musicalmente, il brano si muove tra cantautorato e rock d’autore, lasciando filtrare suggestioni ritmiche e timbriche che ampliano il paesaggio sonoro senza disperderlo. Le influenze convivono senza sovrapporsi, come se provenissero davvero da quel tavolo affollato e fuori asse.
Alla fine resta una domanda sospesa, quasi detta a mezza voce: il conto, chi lo paga davvero?
Simone Pittarello è un polistrumentista e cantautore padovano dotato di una voce potente e versatile. Attivo dalla fine degli anni ’90, ha lavorato come turnista, compositore SIAE e docente. Suona batteria, basso, chitarra, pianoforte, tastiere, tromba, percussioni e naturalmente la voce.
Nel corso degli anni ha partecipato a più di 35 progetti discografici, collaborando con numerose formazioni tra rock, cantautorato e ricerca vocale.
Parallelamente alla carriera musicale, ha svolto un intenso percorso di studio sulla vocalità, collaborando con il CNR e approfondendo gli esperimenti di Demetrio Stratos, esperienza che lo ha portato alla pubblicazione del trattato divulgativo “La Voce Libera” e all’attività di insegnante di canto dal 2009.
Nel 2013 vince tre premi al concorso nazionale Note d’Autore e nel 2014 il suo album autoprodotto “Esco un attimo” riceve una nomination al Premio Tenco. Dopo varie produzioni e collaborazioni, nel 2023 torna al percorso solista con l’album “Lo Sconosciuto”, seguito da una serie di singoli pubblicati con Sorry Mom! ed Engine Records.
ASCOLTA “SOLE NERO”!
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