martedì 27 ottobre 2026

CLAUDIA CANTISANI – esce “Ombra”

Il cantautore scrive, compone, arrangia e produce un brano interamente per Claudia Cantisani, coronando un sodalizio artistico nato da una profonda affinità musicale.

Sergio Caputo ha segnato oltre un decennio della canzone italiana e continua a essere un cantautore molto seguito, protagonista da anni di fortunate stagioni teatrali. Da sempre dedito alla propria produzione artistica, ha scelto raramente di scrivere per altri, con una significativa eccezione: il testo di “Susanna” per Adriano Celentano.

Con “Ombra”, questa scelta incontra oggi Claudia Cantisani: Caputo firma infatti per lei un brano inedito, curandone scrittura, composizione, arrangiamento e produzione.

Un incontro artistico che affonda le radici in una lunga sintonia musicale.

Per Cantisani, Caputo è da sempre un faro e un riferimento fondamentale, un’affinità riconosciuta fin dagli esordi.

Nel 2013, recensendo il suo album “Storie d’amore non troppo riuscite” sul Corriere della Sera, il critico musicale Mario Luzzatto Fegiz la descriveva come una sorta di «versione femminile di Sergio Caputo».

“…con testi ironici e l’atteggiamento di chi non vuol prendersi troppo sul serio, possiamo definire la Cantisani una versione femminile del Sergio Caputo di “Un sabato italiano”, attenta a cogliere gli aspetti “leggeri” della vita…” Recensione di Mario Luzzatto Fegiz da “Sette” de “Il Corriere della Sera.

Il dialogo tra i due prosegue nel 2018, quando Caputo firma le note di copertina dell’album “Non inizia bene neanche questo weekend”, e si concretizza ulteriormente nel 2023 con “Sabrina sul petrolio”: Cantisani rivisita “Blu elettrico”, brano particolarmente amato da Caputo, che partecipa alla registrazione suonando la chitarra. Con “Ombra”, il legame artistico raggiunge un nuovo traguardo, trasformandosi in una collaborazione completa, in cui Caputo mette la propria sensibilità musicale al servizio dell’universo interpretativo di Claudia.

“Sono sempre molto contento quando ascolto della canzone jazz al femminile, ma quando sento una voce come quella di Claudia Cantisani sono contento ancor di più. Una voce così non si sentiva dai tempi di Caterina Valente e di Mina; una voce elastica e fluida, che va dritta alle note senza svolazzi e gorgheggi e taglia dritto attraverso l’orchestra senza mai perdersi in ghirigori leziosi. Il fatto che sia lei a scriversi le canzoni mi rende ancora più felice, perché ciò vuol dire che Claudia Cantisani crede in ciò che canta, e ce lo porge con garbo mai sguaiato, privo di quei virtuosismi da prima donna di cui accennavo. Mi auguro che molti altri, se non tutti, vedano in lei una promessa che verrà sicuramente mantenuta, se solo le verrà dato lo spazio che merita.”

(Dalle note di copertina di Sergio Caputo “Non inizia bene neanche questo weekend” 2018)

Il singolo affronta il tema dell’Ombra nella prospettiva della psicologia junghiana: quella parte di noi che custodisce aspetti della personalità che tendiamo a nascondere o rifiutare. Un confronto con sé stessi che diventa materia narrativa e musicale, dando voce alle contraddizioni e alle zone meno illuminate dell’identità.

“La canzone, scritta da Sergio Caputo e stupendamente interpretata da Claudia Cantisani, è la storia di una partita aperta fra la protagonista e la propria ombra, che appare e scompare a suo piacimento, mettendo a dura prova la sua “padrona di casa”, la quale però non la disdegna del tutto” (Sergio Caputo)

Claudia Cantisani è didatta, vocalist e compositrice laziale d’origine e lucana d’adozione. Formata in canto lirico al Conservatorio “Gesualdo Da Venosa” di Potenza, approfondisce la scrittura al C.E.T. di Mogol e si specializza nel jazz con la tecnica Vocal Power di Elisabeth Howard, di cui è insegnante certificata.

Artista poliedrica, pubblica diversi album, tra cui “Storie d’amore non troppo riuscite” (2013), “Non inizia bene neanche questo weekend” (2018) e “Sabrina sul petrolio” (2023), collaborando con nomi come Joe Amoruso, Sergio Caputo, Andrea Agresti e Alessandro Haber.

Nel 2025 esce il singolo “L’uomo del sì”, in duetto con Petra Magoni, mentre nel 2026 pubblica “Il Venditore di Rose”, dando avvio a un nuovo capitolo del suo percorso artistico.

ASCOLTA “OMBRA”!

https://benext.lnk.to/ombra

 

lunedì 26 ottobre 2026

Woda Woda – il nuovo singolo “Codardo Maledetto”

 

Con il nuovo singolo “Codardo Maledetto”, i Woda Woda puntano l’arco contro chi crede che il proprio tornaconto sia una ragione sufficiente per calpestare la vita altrui. Contro chi si nasconde dietro il cinismo di un “la vita va così”, come se la responsabilità fosse un dettaglio trascurabile.

Il brano mette sotto accusa senza attenuanti la vigliaccheria di chi prospera sulle conseguenze delle proprie azioni, fregandosene dell’impatto sul prossimo. “Chi te lo dà il diritto di uccidermi così?” è la domanda fondamentale, il nucleo politico e umano del pezzo, che richiama il principio elementare formulato da Albert Camus: “La libertà è, prima di tutto, non mentire”. Perché sottrarsi alla verità del danno provocato significa partecipare alla sua perpetuazione.

Sul piano musicale, la denuncia prende corpo in una sfuriata hard rock: riff essenziale e incalzante, voce in contrattacco e una sezione ritmica veloce e possente.

L’arco dei Woda Woda scaglia frecce esplicite e dirette contro chi confonde il successo con l’impunità, contro chi avanza come un carro armato, incurante di ciò che resta sotto i cingoli.

“Ogni tuo giorno hai distrutto la vita di qualcuno”: qui non c’è una metafora da addolcire, ma il conto di una responsabilità. Nessuna assoluzione per quel potere, esercitato anche lontano dai palazzi e dalle uniformi. Quello di chi decide per sé e scarica sugli altri il prezzo delle proprie scelte.

Nati nel 2020, i Woda Woda hanno costruito negli anni un percorso originale all’interno della scena rock italiana, sviluppando una forte identità artistica fondata sulla contaminazione tra musica, narrazione e simbolismo.

Dopo i primi singoli “Medusa”, “Portando la Pelle a Casa” e “Divano Giallo”, la band ha proseguito il proprio cammino con “We Are Biker Guys”, “P.U.B. (Prendimi, Usami e Buttami)”, “Sesso & Vino” e “Daisy”, consolidando uno stile che alterna ironia e critica sociale con atmosfere legate al rock più classico.

Tra il 2025 e il 2026 prende forma il progetto più ambizioso della band: “L’Ultimo Testamento”. Attraverso la figura di angeli caduti — Lucifer, Leviathan, Samael, Asmodeus e Behemoth — i Woda Woda costruiscono un universo narrativo che mette in discussione le tradizionali contrapposizioni tra bene e male, accompagnando l’ascoltatore in un viaggio tra conoscenza, dubbio e ricerca della verità, cambiando radicalmente sound e approccio compositivo.

L’uscita dei singoli “Veleno” e “Lady Mazikeen” anticipa la pubblicazione dell’album “L’Ultimo Testamento”, avvenuta il 16 gennaio 2026. Il disco rappresenta il primo capitolo di una saga più ampia che comprende anche un fumetto dedicato e introduce personaggi come Caino, Lucifer, Lady Mazikeen e i Demoni Maggiori all’interno di una narrazione destinata a svilupparsi nel tempo.

Nel corso del 2026 la Legione affronta importanti cambiamenti ed oggi i Woda Woda sono composti da Lucifer (voce), Leviathan (batteria), Behemoth (chitarra) e Paymon (basso).

La band è attualmente al lavoro sul nuovo concept album “L’Estinzione è Qui!”, un’opera che vedrà gli angeli caduti osservare l’umanità contemporanea dopo millenni di silenzio. Guerre, avidità, corruzione, manipolazione e ricerca del profitto diventeranno il punto di partenza di una nuova riflessione sul destino dell’uomo e sul mondo che egli stesso ha costruito.

Ad anticipare questo nuovo capitolo, nel luglio del 2026 è stato pubblicato “Sulla Luna”, il primo singolo estratto dall’album ed oggi è la volta di “Codardo Maledetto”, una denuncia feroce contro l’arroganza del potere e l’indifferenza di chi mette il proprio interesse davanti alla vita degli altri.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=p8NU4yqy25k

domenica 25 ottobre 2026

Love Ghost – pubblicano “Turpentine This House” / “Pointless”, singoli tratti dall’album “Thirteen”

 

“Thirteen” è probabilmente l’album più vulnerabile che abbia mai realizzato. 13 è l’età che avevo quando fui espulso da scuola, l’età in cui iniziai a sentirmi fuori posto. Credo che gran parte di questo disco nasca proprio da quella sensazione di osservare il mondo dall’esterno, senza farne parte. È un album di grunge acustico nello stile del Midwest, incentrato sull’isolamento, sull’identità e sul tentativo di trovare qualcosa di bello anche negli aspetti più cupi della vita. Sembra una raccolta di ricordi che forse avrei dovuto seppellire. Tredici brani in uscita venerdì tredici. “Turpentine This House” e “Pointless” fanno parte dell'album “Thirteen”.

“Turpentine This House” è un brano alternative rock acustico e ricco di pathos dei Love Ghost; è il secondo singolo che anticipa il loro prossimo album, Thirteen, in uscita a novembre. Scritta all’indomani dell’incendio Eaton — che costrinse la famiglia del frontman ad abbandonare la propria casa — la canzone esplora i temi della perdita, dello sradicamento e della sensazione complessa che si prova nel vedere svanire il luogo che un tempo si chiamava casa. Fondendo la scrittura cruda tipica dell’emo con la grinta e l’intimità del rock americano del Midwest, “Turpentine This House” appare al contempo profondamente personale e capace di risuonare con l’esperienza di chiunque. Il brano è caratterizzato da una strumentazione essenziale, un’interpretazione vocale carica di emozione ed una narrazione introspettiva.

“Pointless” racconta la storia di un viaggio dell’eroe con un risvolto inaspettato: l’antagonista non è una forza esterna, bensì il protagonista stesso. Il brano esplora la battaglia interiore legata alla depressione, il confronto con la propria mente e, infine, il rifiuto delle aspettative sociali a favore di una vita autentica. Nel profondo, “Pointless” parla della consapevolezza che, a volte, la battaglia più dura non è contro il mondo, ma contro quella versione di sé che il mondo ci ha insegnato a diventare. La canzone ripercorre quel cammino che va dall’isolamento e dall’insicurezza verso l’accettazione di sé, interrogandosi su cosa significhi davvero essere l’eroe della propria storia. Il testo cattura questa tensione con versi come: “Ogni strada porta a Roma / Immagino sia ora di tornare a casa / Ma nessuno ti dice mai / Che ogni eroe deve combattere da solo”.

Link video “Turpentine This House” : https://www.youtube.com/watch?v=RjD5P7LN7EI

Link video “Pointless:” https://www.youtube.com/watch?v=4ao63vYfSJM

Link streaming Spotify “Turpentine This House” e “Pointless” : https://open.spotify.com/intl-it/album/1Zt85DbaNF41kpUbqLM5MU

Biografia:

I Love Ghost sono una band alternative rock che fonde hard rock, metal, pop-punk, sonorità acustiche, rap e goth in uno stile unico e personale. I loro brani possiedono un'anima poetica ed emo, affrontando spesso di petto temi quali i traumi e le sfide legate alla salute mentale. Selezionati per il programma Rockpalast (trasmesso in tutta la Germania), si sono esibiti dal vivo in quattro continenti. Nel 2025 hanno suonato al Warped Tour di Los Angeles insieme ai Wiplash. In Messico hanno collaborato con artisti quali Wiplash, Adan Cruz, Ritorukai, Blnko e altri ancora.

A livello internazionale, hanno lavorato con The Skinner Brothers (Regno Unito) e Rico Nasty, oltre a realizzare un intero album con SKOLD. Hanno ottenuto riconoscimenti e menzioni da testate come Rolling Stone Magazine (oltre dieci volte), Sonic Seducer, Playboy, Time-Out Mexico, Clash Magazine, Alternative Press e molte altre. In Messico hanno vinto il Monster Award 2026 come miglior band rock. Hanno recentemente concluso il loro tour da headliner "Anarchy and Ashes", esibendosi in Austria, Polonia, Svizzera, Germania e Regno Unito; inoltre, tengono frequentemente concerti in tutto il Messico.

Website: https://www.loveghost.com

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Instagram: https://www.instagram.com/loveghost_official

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venerdì 23 ottobre 2026

“Innsbruck Rendezvous”, il secondo EP in studio dei GoodMorning Cernobyl’

 

Il secondo EP in studio dei GoodMorning Cernobyl’, “Innsbruck Rendezvous”, segna un’evoluzione stilistica rispetto al precedente album “No Time To Fear”. Se nel primo lavoro a dominare era il punk ’77, con questo nuovo EP la band sceglie di sperimentare sonorità e concetti diversi, pur mantenendo come punto di partenza un sound grezzo e veloce.

L’obiettivo è superare i confini del classico “three-chord wonder”, esplorando una varietà di situazioni, suoni e tematiche che si intrecciano in un flusso di coscienza collettivo, capace di riflettere la sensibilità e la visione di ciascun membro della band.

TRACKLIST

UNDERFAITH – Ad aprire “Innsbruck Rendezvous” è una visione critica e diretta su temi attuali e controversi. Nel mirino finiscono le imposizioni estetiche e comportamentali, le guerre e le crociate moderne condotte in nome della fede. Un riff grezzo e frontale e un ritmo serrato trasformano l’energia del punk più ruvido e veloce in una riflessione cruda e onesta su quanto le ideologie influenzino anche i gesti più quotidiani.

MURDERER CITY – Uno sguardo tagliente e lucido sulla metropoli moderna, una città assassina che divora identità e natura umana in nome dell’omologazione imposta dal sistema. Un sistema che promette redenzione, ma finisce per anestetizzare: scandisce le giornate a ritmo di frenesia, impone orizzonti grigi e ripetitivi e soffoca immaginazione e creatività.

BRAVE NEW PEOPLE – Rabbia, velocità e zero compromessi: un brano che si trasforma in un vero e proprio manifesto di protesta contro l’alienazione e la claustrofobia sociale. “There’s time for heroes! Brave new people!” è il grido che si staglia sopra un muro di suono, dando voce a un’urgenza di cambiamento che non ammette compromessi. Puro impatto, pura ribellione.

TENSE/RESISTENCE – Un conflitto estenuante tra individuo e sistema, in cui la pressione costante dell’ambiente esterno si insinua nell’interiorità fino a trasformarsi in uno scontro personale. Il brano restituisce il ritratto sonoro di una tensione senza via di fuga, di una lotta impari che spinge l’individuo fino al limite della sopportazione.

HARAR – Considerato da molti un precursore dello spirito punk per la forza rivoluzionaria della sua scrittura, libera dalle convenzioni e dai dogmi del suo tempo, Arthur Rimbaud rappresenta il punto d’incontro ideale con l’universo sonoro dei Good Morning Cernobyl. La sua attitudine anticonformista e la sua tensione verso la libertà trovano così una naturale corrispondenza nell’identità della band.

I Good Morning Cernobyl’ nascono a Perugia nel 2018 con l’obiettivo di proporre un punk diretto e senza compromessi, con testi in inglese. Nel 2020 pubblicano l’omonimo EP d’esordio autoprodotto, realizzato con il supporto de La Cura Dischi e Jap Perù Records.

La pandemia interrompe l’attività live, ma la band continua a lavorare a distanza pubblicando il video di “Murderer City” e lo split di cover “Coverbyl #1 – Playing the Lock-down”. Con la riapertura dei concerti riprende l’attività dal vivo, affermandosi rapidamente nella scena punk del Centro Italia e iniziando la lavorazione del primo album.

Nel marzo 2023 esce “No Time to Fear”, accolto positivamente dalla critica italiana e internazionale e trasmesso da diverse radio europee, ottenendo ottimi riscontri anche sulle piattaforme di streaming. L’uscita del disco è accompagnata da un’intensa attività live, seguita dalla pubblicazione della cover di “Bite It You Scum” di GG Allin e da un tour in Germania.

Nel 2024 la band prosegue l’attività concertistica, condividendo il palco anche con The Rumjacks e The Drowns, mentre lavora al nuovo album.

Nel 2024 entrano nel roster Sorry Mom!, pubblicando i singoli “Brave New People”, “Underfaith”, “Murderer City”, “Tense/Resistance” “Harar”, tutti inseriti nell’EP “Innsbruck Rendezvous” uscito ad ottobre 2026.

La formazione è composta da Giuliano Picciafuoco (voce e chitarra), Massimo Margaritelli (voce e basso), Lorenzo Bonamente (voce e batteria) e Francesco Panunzi (voce e chitarra).

ASCOLTA “INNSBRUCK RENDEZVOUS”!

https://orcd.co/goodmorningcernobyl-innsbruckrendezvous

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biovoid – esce “I Pray And Obey”

 

Con “I Pray And Obey”, i biovoid affrontano il tema del confronto con le proprie incertezze e del peso delle scelte quotidiane, dando voce a quel senso di smarrimento che accompagna i momenti più difficili della vita.

Il brano racconta un percorso di vulnerabilità e introspezione, in cui la ricerca di un punto di riferimento si intreccia con la necessità di trovare dentro di sé la forza per andare avanti. Attraverso immagini che evocano il dolore, il bisogno di calore e la ricerca di stabilità, emerge la volontà di affrontare gli ostacoli senza lasciarsi spezzare dalle difficoltà.

È proprio nel superamento dei dubbi e delle esitazioni che prende forma una nuova consapevolezza: le esperienze vissute, anche quelle più dolorose, possono diventare strumenti di crescita e trasformazione.

“I Pray And Obey” si sviluppa così come una riflessione sulla resilienza e sulla capacità di ritrovare una direzione, fino a raggiungere una rinnovata forza interiore.

Un brano che esplora il confine tra fragilità e determinazione, trasformando la ricerca di una guida in un percorso di resistenza e rinascita personale.

I biovoid sono un progetto musicale italiano nato nel novembre 2017 dall’incontro tra Massimiliano Guida (voce) e Domenico Giordano (chitarra e basso), con il coinvolgimento di Adriano Giordano nella fase iniziale.

Fin dagli esordi, il progetto si distingue per la volontà di fondere linguaggi musicali differenti, dando vita a un sound personale e difficilmente riconducibile a un unico genere, capace di alternare atmosfere intime a sonorità elettroniche e sperimentali.

Dopo la pubblicazione dei primi singoli, il percorso dei Biovoid evolve con l’ingresso di Fortunato Serranò, fonico e polistrumentista, che assume un ruolo centrale nello sviluppo della produzione e degli arrangiamenti. Il suo contributo segna una svolta nella ricerca sonora del progetto, orientandolo verso una maggiore cura dei dettagli, un’esplorazione più approfondita delle texture e una visione produttiva sempre più definita.

Parallelamente alla ricerca musicale, i biovoid sviluppano un immaginario visivo che accompagna e amplifica la loro identità artistica. Fondamentale è la collaborazione con Francesco “Deddì” Calendini, autore delle cover art di diversi brani, tra cui “Invincible” e “No Land”. Il dialogo tra musica e arti visive si arricchisce nel tempo grazie al contributo di altri artisti, tra cui Giampiero Wallnofer, autore della copertina di “Hypnagogia”, e Roberto Recchioni, che firma l’artwork di “Far Beyond”, primo singolo pubblicato con l’etichetta Sorry Mom!.

Nel 2025 i Biovoid pubblicano “Invincible”, un brano alternative rock dal forte impatto emotivo che affronta il tema della fragilità e della capacità di restare saldi di fronte alle difficoltà. Il videoclip ufficiale ottiene importanti riconoscimenti in ambito cinematografico, venendo selezionato e premiato al Festival Internazionale del Cinema di Salerno e al The Hague Film Festival.

Questa fase segna un ulteriore momento di maturazione artistica per i biovoid, che consolidano un percorso in cui musica e immagine si intrecciano in modo sempre più consapevole. Un progetto in continua evoluzione, che fa della sperimentazione sonora, dell’introspezione e della ricerca visiva gli elementi fondamentali della propria identità.

ASCOLTA “I PRAY AND OBEY”!

https://benext.lnk.to/ipao

giovedì 22 ottobre 2026

I Tune A Ton presentano “GAME OVER”

 

I Tune A Ton presentano “GAME OVER”, un singolo che unisce l’energia del rock alternativo a sfumature funk, dando vita a un sound potente, moderno e diretto. Chitarre graffianti, ritmiche incalzanti e linee melodiche incisive si intrecciano in un brano dal forte impatto, capace di coniugare immediatezza e ricerca sonora.

Al centro del pezzo c’è la resilienza, raccontata attraverso le difficoltà che attraversano la vita quotidiana: il fallimento, il senso di impotenza e la pressione di una società che chiede continuamente di dimostrare il proprio valore. “GAME OVER” affronta queste sensazioni senza filtri, trasformandole in un invito a reagire, ritrovare il proprio equilibrio e imparare a guardare gli ostacoli da una prospettiva diversa.

Il progetto dei Tune A Ton nasce proprio dall’esigenza di dare voce a chi si trova ad affrontare le proprie battute d’arresto, ricordando che anche una sconfitta può diventare un punto di partenza. La musica si fa così espressione di una rivalsa personale, in cui la forza non sta nell’evitare le cadute, ma nella capacità di rialzarsi senza perdere sé stessi.

Con “GAME OVER”, i Tune A Ton trasformano le difficoltà in un messaggio di consapevolezza e rinascita: perché ogni fine può aprire la strada a un nuovo inizio, affrontando le sfide con lucidità, determinazione e la voglia di ripartire.

I Tune A Ton sono una band funk-rock originaria di Alba (CN), composta da cinque musicisti: Francesco Mossio alla voce, Giorgio Marengo alla chitarra, Umberto Bubbio a organo e tastiere, Riccardo Brandino al basso e Gabriele Costa alla batteria. Uniti dalla passione per il groove e dalla voglia di portare sul palco un sound fresco e personale, propongono un repertorio interamente originale.

La loro musica nasce dall’incontro tra funk, rock e blues, con influenze pop e linee vocali che alternano melodie e sezioni rap. Il risultato è un mix dinamico e contemporaneo, caratterizzato da ritmiche incisive, energia e una forte attitudine live, capace di coinvolgere il pubblico fin dalle prime battute.

A ottobre 2025 pubblicano “Funky Seaside”, il loro primo EP, composto da quattro brani inediti dalle sonorità marcatamente funk, che raccontano e definiscono l’identità musicale della band.

Nel 2026 i Tune A Ton partecipano al Vicenza Rock Contest, conquistando il primo posto, il premio della critica e diversi riconoscimenti individuali per i componenti della band. Il 16 luglio dello stesso anno prendono parte a Sanremo Rock, vincendo la competizione e conquistando l’accesso alla fase successiva, in programma il 4 settembre a Ferrara, per le finali del Nord Italia.

ASCOLTA “GAME OVER”!

Spotify: https://bit.ly/4iBQvVh

YouTube: https://bit.ly/4BjW0Al

Apple Music: https://bit.ly/48ezJ9z

Deezer: https://bit.ly/47SyFbD

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“Concrete in My Veins” è il nuovo singolo degli Stoned Turtle

 

“Concrete in My Veins” è il nuovo singolo degli Stoned Turtle, un brano che mette in musica il peso delle ferite, dei silenzi e di tutto ciò che, accumulandosi nel tempo, finisce per irrigidire il nostro modo di stare al mondo. Il cemento del titolo scorre nelle vene, occupa lo spazio del battito e lascia dietro di sé una traccia spettrale: “Concrete in my veins, the heartbeat’s just a ghost”. Il corpo continua a esistere, ma qualcosa al suo interno si è pietrificato.

La scrittura si basa su attriti e dualità: le voci si rispondono, basso e chitarre dialogano in uno stimolante botta e risposta, le coordinate dell’alternative metal in stile Breaking Benjamin si rivestono di una ruvidità grunge di scuola Alice in Chains. La musica stessa diventa così un confronto continuo, una lotta fra ciò che trattiene e ciò che preme per uscire.

Il videoclip riprende questa immagine in un edificio abbandonato, tra pareti di cemento a vista e superfici ricoperte di graffiti. I materiali grigi, segnati dal tempo e dall’incuria, incontrano il colore lasciato sui muri: tracce di vita che incrinano l’immobilità. L’alienazione viene espressa anche dalla presenza della band stessa: non a caso, pur suonando nello stesso luogo, non compare mai insieme. Come nella canzone, anche qui qualcosa si fa strada dentro una struttura apparentemente condannata a restare com’è. Il colore non cancella il degrado, ma apre uno spazio, suggerisce un possibile movimento che può portare lontano da una condizione immutabile.

Nel testo, la svolta arriva quando il dolore smette di essere una prigione e diventa qualcosa da infrangere: “Rise up from the mud, a light that cannot die”. Cancellarlo non è possibile, ma si può uscirne seguendo quel bagliore di luce. “I won’t yield to the static, I remain the storm” condensa il punto di rottura: smettere di subire l’immobilità e trovare la forza della tempesta per incrinare anche la materia più resistente.

Gli Stoned Turtle nascono a Genova nel 2018 con i piedi nel grunge e la testa in sonorità più sperimentali e pesanti.

Dopo il debutto con il primo disco omonimo registrato al Blackwave Studio di Fabio Palombi (Nerve, Burn The Ocean), la band ha intrapreso un percorso di crescita e nel 2024 ha integrato un nuovo cantante e chitarrista, spingendo il sound verso una dimensione più densa e compatta, alzando l’asticella senza mai tradire l’energia viscerale degli esordi.

Questa nuova maturità è esplosa nell’EP “Nothing Left But Silence” (ottobre 2025), dove il rock d’impatto di brani come Beheaded ha confermato un’attitudine autentica che non ha paura di sporcarsi le mani con influenze metal.

Il 2026 segna il momento della spinta definitiva: l’ingresso nel roster di Sorry Mom! (Marco Biondi, Luca Bernardoni) e l’uscita del singolo “Human” (aprile 2026) consolidano un progetto ormai totalmente a fuoco e consapevole.

Il videoclip ufficiale di Human esce ad aprile 2026 in anteprima per TuttoRock Magazine.

A luglio 2026 la band si affida nuovamente alle sapienti mani di Fabio Palombi (Blackwave Studio) per registrare un nuovo disco intitolato “Before the Light Goes Out” contenente 8 brani inediti, frutto di un anno di lavoro in sala prove.

A differenza del precedente “Nothing Left But Silence”, i nuovi brani si focalizzano maggiormente sul riffing, su brani più diretti e su sonorità ancora più vicine all’Alternative e al Metal, pur mantenendo la matrice Grunge e 90’s.

L’uscita dell’album è prevista per i primi mesi del 2027 e sarà preceduta dall’uscita di due singoli.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=yUXs6FWGl8U

mercoledì 21 ottobre 2026

“Nella ruota del topo”, nuovo singolo dei Black Project

 

C’è una corsa che occupa le giornate, prosciuga le forze e lascia sempre al punto di partenza. È quella raccontata da “Nella ruota del topo”, nuovo singolo dei Black Project, che punta lo sguardo sulle storture del lavoro contemporaneo: contratti da firmare, banche da soddisfare, ritmi che divorano il tempo e un sistema che impone di correre senza concedere una vera via d’uscita.

La figura del topo in gabbia rispecchia l’assurdità di questo meccanismo: muoversi senza avanzare, consumare la propria esistenza per tenere in funzione una macchina che restituisce sempre meno. Poi qualcosa si incrina. Il contratto viene strappato, le catene spezzate, la fuga diventa una scelta concreta. Non c’è, però, una libertà già pronta ad aspettare dall’altra parte. C’è un precipizio, il vuoto lasciato dalle vecchie certezze, la paura di non sapere cosa verrà dopo. È proprio qui che il brano trova il suo nodo più umano: uscire dalla gabbia significa rinunciare anche alla sicurezza che la gabbia, per quanto soffocante, sembrava garantire.

Sul piano musicale, i Black Project scelgono le asperità del nu metal, con un basso in primo piano e le corde a costruire un impianto ruvido, attraversato da scratch fin dall’apertura. Le strofe affidate al rap incalzano il racconto, il ritornello melodico rende più universale quello “sguardo perso” che non ha “il coraggio di guardare oltre il precipizio”, mentre il growl del bridge porta in superficie la rabbia rimasta compressa fino a quel momento. Un impasto che può parlare a chi ha apprezzato gli Extrema insieme a J-Ax e che osserva il conflitto tra obbedienza e autodeterminazione.

Meglio una gabbia che garantisce stabilità o un tuffo nell’ignoto?

I Black Project nascono nel 2019 a Bienate, alle porte di Milano, dall’incontro di musicisti uniti dalla voglia di costruire un’identità sonora personale.

Il progetto prende forma dopo esperienze maturate dai componenti dentro e fuori la musica, con il primo brano “Veleno”, registrato con Mattia Stancioiu, batterista dei Labyrinth.

Nel novembre 2023 pubblicano “Mr. Nessuno”, album d’esordio composto da nove tracce e frutto di due anni di ricerca e sperimentazione. Il disco intreccia influenze rock e metal con atmosfere moderne, riflettendo le diverse radici musicali della band.

Nel 2024 il gruppo si distingue al concorso “Zocca – Paese della Musica”, classificandosi nelle prime posizioni; il risultato li porta ad aprire per Vasco Rossi allo stadio San Nicola di Bari, il 19 giugno dello stesso anno.

Sempre nel 2024, i Black Project raggiungono le Finali Nazionali di Sanremo Rock.

Nel 2026 entrano nel roster dell’etichetta indipendente Sorry Mom!, inaugurando una nuova fase del proprio percorso basata su una ricerca sonora più consapevole, anche grazie all’evoluzione della formazione. Oggi la band prosegue il proprio cammino ampliando i confini del suo linguaggio, tra radici rock, metal, rap e sensibilità melodica.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ROqJ5eD4tNA

martedì 20 ottobre 2026

THE ROOWENS – esce “Motorcycle Blues”

Un’ode alla motocicletta e all’emozione della strada, tra atmosfere dilatate, spirito blues e il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle.

Chiudere gli occhi, ascoltare il rombo del motore e lasciarsi trasportare. Con “Motorcycle Blues”, i The Roowens trasformano la passione per le due ruote in un’esperienza musicale intima e viscerale, un omaggio alla libertà del viaggio e a quelle sensazioni che soltanto la strada sa regalare.

Una strada panoramica e deserta, il tramonto all’orizzonte, il profumo dell’aria che si mescola a quello della benzina: sono queste le immagini evocate dal brano, che racconta un legame profondo con la motocicletta e con l’emozione di viaggiare senza fretta, seguendo soltanto il proprio istinto. Perché chi ama le due ruote conosce bene quella sensazione di assoluta libertà, difficile da descrivere a parole, ma forse capace di trovare nella musica la propria espressione più autentica.

“Motorcycle Blues” si sviluppa come un viaggio sonoro disteso e dilatato, libero da costrizioni e convenzioni, proprio come un percorso in moto in cui a contare non è la destinazione, ma ogni singolo istante vissuto lungo la strada. Il brano invita l’ascoltatore a immergersi nelle sue atmosfere, lasciando spazio alle sensazioni e al piacere di perdersi nel momento.

Con questa traccia, i The Roowens condividono una passione che diventa linguaggio musicale e racconto personale. Basta immaginarsi in sella, mentre il sole scende all’orizzonte e la strada si apre davanti a sé: per qualche minuto, non esiste nient’altro.

Perché a volte la libertà ha il suono di un motore, il ritmo di un blues e tutto il tempo del mondo davanti.

Attivi dal 2022, i The Roowens nascono da una forte affinità con le sonorità punk rock, radice di un’identità musicale che nel tempo si è evoluta, aprendosi a nuove influenze e a un approccio più maturo e ricercato.

La crescita del progetto si riflette anche nel songwriting, che si orienta verso un rock diretto, immediato e accessibile, senza perdere l’energia delle chitarre distorte e l’attitudine rock che contraddistingue la band.

A definire l’immaginario dei The Roowens contribuiscono atmosfere e suggestioni ben precise: il sound californiano, il fascino della strada e la passione per le motociclette. Elementi che si intrecciano nella loro musica, dando forma a un’identità in continua evoluzione, capace di coniugare spontaneità, energia e una rinnovata ricerca sonora.

ASCOLTA “MOTORCYCLE BLUES”!

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“Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01

Un riff blues conturbante apre “Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01, e prepara il terreno a una voce che sembra aver perso ogni punto di riferimento. La linea vocale sale fino alla vetta, si sporge nel vuoto e precipita, come un carrello sulle montagne russe che non concede al passeggero il tempo di capire cosa lo aspetta. Le note riproducono così lo stesso sbandamento raccontato dal brano: un continuo cambio di quota per chi non riesce più a distinguere il confine fra immaginazione e sogno.

“Benzodiazepine” racconta il delirio provocato dalla privazione del sonno, quando il dolore impedisce di riposare e la coscienza rimane accesa, incapace però di governare ciò che accade nella mente.

Da settimane rabbia, paura e disperazione si rincorrono senza concedere tregua, fino a presentarsi ogni sera, puntuali alle sette, per riprendersi tutto lo spazio disponibile. Il corpo diventa estraneo, persino le mani sembrano appartenere a qualcun altro, mentre le lacrime non accennano a fermarsi.

In questo circuito, le benzodiazepine promettono una pausa: nove minuti di fila in cui il rumore può finalmente interrompersi, prima che la giostra riparta da capo. Non c’è una vera via d’uscita in quell’intervallo, soltanto il sollievo provvisorio di chi è arrivato al limite e vorrebbe smettere di combattere. Quando anche il riposo diventa irraggiungibile, resta un desiderio essenziale, quasi disarmante nella sua semplicità: essere stretti in un abbraccio, sentire qualcuno vicino, trovare un modo perché tutto questo finisca.

Gli After Midnight 00.01 affidano alla voce il compito di attraversare questo precipizio emotivo, seguendone gli scarti e le accelerazioni. Le montagne russe di “Benzodiazepine” non portano verso un traguardo: girano dentro una notte che sembra non finire mai, alla ricerca di una tregua abbastanza lunga da poter tornare a respirare.

“Benzodiazepine” è contenuta nell’album “After Midnight 00:01”.

Gli After Midnight 00.01 nascono nel 2017 tra Nuoro e Dorgali dall’incontro tra Andrea Ledda e Mario Fancello, musicisti accomunati da una forte passione per il rock legato alla strada, al viaggio e alla dimensione live. Insieme a loro prendono parte al progetto Antonio Senette al basso e Francesco Masuri alla batteria, contribuendo alla costruzione delle prime basi sonore della band.

Dopo un primo periodo dedicato anche alle cover, il gruppo concentra progressivamente il proprio lavoro sulla scrittura di brani originali, sviluppando un’identità costruita attorno a hard rock, blues ed energia dal vivo.

Il nome After Midnight 00.01 nasce dalle prove notturne della band, ma col tempo assume un significato più simbolico: il momento esatto in cui qualcosa si mette in moto e il viaggio comincia.

Nel 2024 esce il primo singolo ufficiale, “Dirty Blues”, che inaugura il percorso discografico della band.

Nello stesso periodo la formazione cambia volto con l’ingresso di Andrea Burattin e Nicola Ceccato, musicisti già attivi nei Panorama Kaiser e nel progetto elettronico Ekreep.

Il 2025 porta diversi singoli e la pubblicazione fisica dell’album “After Midnight 00:01” in una limited edition di 100 copie numerate contenente il brano esclusivo “After Midnight”.

A gennaio 2026 il disco arriva finalmente sulle piattaforme digitali, accompagnato dal singolo “This Song Is a Lie”, dall’edizione in CD e dalla stampa in vinile. La band porta il progetto in tour tra Sardegna e penisola italiana con il “Rock in Progress Tour”, mentre prosegue il lavoro sul nuovo materiale in studio.

Oggi gli After Midnight 00.01 collaborano con Sorry Mom! per management, promozione e sviluppo del progetto.

ASCOLTA “BENZODIAZEPINE”!

https://ffm.to/aftermidnight0001-aftermidnight0001