venerdì 13 marzo 2026

“No Attitude” è la prima grande fatica di AUT!

 

“No Attitude” è la prima grande fatica di AUT! che, dopo due EP e diversi singoli, rilascia il suo primo disco sul quale ha lavorato per tutta la durata del 2025.

Dieci pezzi densi di cruda attitudine punk, nati in un panorama dove quest’espressione si svuota sempre più del suo significato, con la spinta di andare oltre la solita comoda formula. Mixando un ecosistema di influenze, dal proto-punk più rumoroso alle atmosfere dance-oriented della New Wave, prende vita un sound variegato ma allo stesso tempo coerente per tutta la durata dell’album.

La provincia, dimora per eccellenza degli outsider, torna ad essere un luogo fertile per l’ispirazione e l’osservazione, da una posizione forzatamente svantaggiata e quindi defilata, delle storture e delle contraddizioni della contemporaneità, questa volta immersa in un’era digitale dove l’irrequietezza che tipicamente precede i grandi cambiamenti è palpabile.

TRACKLIST

SWAMPLAND YUPPIES

Trader, crypto, life coach, mindset.

Oggi anche tu puoi diventare milionario con una app, comodamente dal divano, senza nessuna esperienza o competenza.

Lasciati alle spalle la tua vecchia vita da pezzente provincialotto, costretto a lavorare per campare, e vivi la vita agiata degna delle persone che contano, fatta di macchine sportive, escort e vacanze in paradisi tropicali.

Se vuoi, puoi. O, se non altro, puoi crederci.

METAL HEAD

Un ritratto spietato, tragicomico e senza trucchi delle rare creature che popolano le calde e bruciate campagne della Pianura Padana, quando l’acqua paludosa si ritrae per lasciare spazio al fango crepato dall’arsura, ed esse migrano verso il più vicino bar, in cerca di fresche bevande alcoliche.

VOID

I soldi non fanno la felicità: a quella ci pensa l’ignoranza.

STRAIGHT LINE

Adolescenti annoiati, una sala slot dall’odore stantio, gratta e vinci consumati in fretta, personaggi bizzarri e sostanze che circolano. È questo lo scenario che fa da sfondo a “Straight Line”, una scheggia punk che mescola riff grezzi di chitarra e pulsazioni sintetiche con la velocità martellante del rock’n’roll e del garage elettronico di fine anni ‘70.

PROGRESS

Una traccia che riflette sulla quantità o qualità? Mille morti sul lavoro all’anno possono essere l’ennesima statistica eccellente del Made in Italy?

NYQUIL

Brano denuncia sul pericolo delle nuove “droghe digitali”, mostrando come la dipendenza da tecnologia e mondo online possa colpire chiunque: nessuna famiglia è davvero al sicuro.

SOME PEOPLE

Il lato oscuro delle relazioni: passione, conflitto e abuso. Con un tono crudo e diretto, la canzone rompe gli schemi delle classiche canzoni d’amore e mostra una realtà più dura e scomoda.

BUY MYSELF A FRIEND

Se tutto può essere comprato o noleggiato, se le persone sono sempre più disconnesse, è così impensabile acquistare un amico, su misura, nuovo di zecca?

REITERATE

Non c’è niente di più rock che salire sul palco e scimmiottare vecchi artisti esteri defunti, mentre il pubblico si ingozza di panini unti e birra sgasata. Naturalmente dietro lauti compensi, come comanda la legge della domanda e dell’offerta.

MONDAYS

Il brano di chiusura del disco ha un messaggio universale: lunedì nero. Ogni lunedì è un lunedì nero.

ASCOLTA “NO ATTITUDE”!

https://benext.lnk.to/noattitude

giovedì 12 marzo 2026

“Tous Pareils Tous Différents” è il nuovo singolo di STENOX

 

“Tous Pareils Tous Différents” è il nuovo singolo di STENOX, un brano che si sviluppa su un battito rituale e ipnotico in cui elettronica e materia acustica si intrecciano in una trama dal carattere tecno-sciamanico.

Elemento distintivo del brano è la presenza dello strumento giapponese A-frame, che entra come una lama sonora: tocchi graffianti e incisivi che aggiungono colore e tensione alla struttura musicale.

La linearità della composizione viene continuamente interrotta da inserti vocali e sonori ironici, piccoli cortocircuiti che aprono spazi di straniamento e invitano l’ascoltatore a muoversi tra ritmo, sorpresa e gioco percettivo.

Le liriche, recitate tra francese, spagnolo e dialetto dell’Alto Veneto, assumono la forma di uno scioglilingua astratto: un catalogo di automatismi umani che confondono, si ripetono e rallentano il cambiamento.

Una traccia che costruisce un paesaggio sonoro in bilico tra ritualità, sperimentazione elettronica e ironia linguistica, trasformando il ritmo in uno spazio di riflessione e movimento.

STENOX è un artista poliedrico, viaggiatore ed esploratore di terre e anime, riconosciuto a livello internazionale per le sue opere.

Compositore fin dalla giovane età, è stato ispirato dal padre musicista. Polistrumentista e cantautore, ha iniziato la sua carriera nel punk rock per poi evolversi in vari generi. Ha suonato, cantato e scritto brani per diverse band, mentre oggi incide musica sia nel suo studio che durante i suoi viaggi.

Le sue opere spaziano tra musica, cortometraggi, installazioni d’arte con cristalli, installazioni sonore ed espressione della sua creatività e innovazione

La sua musica è oggi definibile world music, grazie alle influenze assorbite dai suoi viaggi, con sonorità elettroniche, tribali e sperimentali. Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni private e museali, e collabora con artisti di diverse discipline, portando la sua visione unica in ogni progetto.

Il suo primo lavoro da solista, il brano e video “L’Om”, è stato presentato all’India Art Fair presso l’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi. Partecipa a progetti collaborativi come SONA, un’installazione sonora sul ciclo dell’acqua realizzata con Sebastian Meyer. In India ha anche girato il cortometraggio “Honkey Donkey” con l’artista Nitin Chauhan.

Stefano vive e lavora tra le colline del Prosecco, Venezia e il resto del mondo.

ASCOLTA “TOUS PAREILS TOUS DIFFÉRENTS”!

https://bit.ly/47gM0dV

KARDON – “Pyramid”, UNA VERSIONE ATTUALE DELLA HIT DI MATO GROSSO

 

Il celebre brano dance “Pyramid”, pubblicato nel 1994 dal progetto Mato Grosso, torna oggi in una veste completamente rinnovata. A firmare la nuova versione è Kardon, DJ e produttore italiano basato a Milano, che propone una reinterpretazione Melodic Techno intensa e coinvolgente.

Con questa nuova produzione, Kardon riesce a catturare fedelmente le atmosfere magiche e suggestive dell’originale, mantenendone intatto il fascino che ha reso il brano un punto di riferimento della scena dance degli anni ’90. Allo stesso tempo, il produttore introduce un ritmo più forte e deciso, arricchito da sonorità contemporanee e da una struttura sonora potente, pensata per i dancefloor di oggi.

La nuova versione di “Pyramid” rappresenta quindi un ponte tra passato e presente: un omaggio rispettoso a un classico della musica dance, reinterpretato attraverso l’energia e la sensibilità elettronica di Kardon.

Kardon è un musicista, produttore e DJ italiano con base a Milano.

Inizia i suoi primi passi come DJ negli anni ’90, imparando a mixare con i vinili grazie alla passione del padre per la musica degli anni ’80 e ’90.

La sua esperienza come producer inizia nei primi anni 2000, principalmente come mashupper e remixer. Questa esperienza gli permette di essere trasmesso sulle più importanti emittenti radiofoniche nazionali (Radio Deejay e m2o, all’interno di Deejay Time di Albertino), fino ad arrivare alla produzione del suo primo brano originale, “Virus”, pubblicato nel 2019.

L’avventura continua con la pubblicazione di nuovi brani e remix su alcune delle più importanti etichette italiane e internazionali, tra cui Blanco Y Negro, Ensis Records, Tactical Records, Major Underground (sublabel di Sony Music), Media Records, G-Mafia Records e Four Stripes Records.

I suoi lavori sono supportati dai migliori DJ di tutto il mondo e il suo radioshow “Kardon Selection” è trasmesso da diverse radio italiane e internazionali, tra cui Ibiza Underground Radio (Ibiza), Mystic Radio (Argentina), Bang Radio (Argentina), Radio Milodica (Colombia), Electric Radio (UK), Radio Sirio (FM Sicilia), Radio Like (FM Lombardia) e Radio Top 1.

Conduce inoltre una delle più importanti classifiche dance italiane, AREA 51 CLUB CHART, che rappresenta uno dei riferimenti per la prestigiosa Italian Club Chart di Dancedirectory.

ASCOLTA “PYRAMID”!

https://orcd.co/kardon-pyramid

mercoledì 11 marzo 2026

BINGE DRINKERS – esce “The Empire of Rage”

 

La parola chiave del nuovo singolo dei Binge Drinkers è una sola: rabbia.

Già dal titolo, “The Empire of Rage”, evoca un immaginario quasi cinematografico. L’effetto megafono del chorus amplifica questa visione: come se, dall’alto di una torre immensa, si potesse osservare l’impero costruito dai soldati–alter ego del protagonista. Guerrieri che indossano armature di metallo rosso incandescente, forgiate da molecole di pura ira.

“The Empire of Rage” si colloca su un crinale preciso della tradizione heavy: da una parte l’attitudine ruvida dei Motörhead, dall’altra la violenza controllata dei Pantera, omaggiati anche nella copertina del singolo. Il risultato che esce dalla fonderia è una lega sonora tagliente di hard rock, speed e heavy metal: un’arma leggera ma micidiale, che alterna raffiche di colpi rapidi e affilati a passaggi più secchi, scanditi da una ritmica quasi marziale.

Le liriche nascono in uno dei momenti più bui vissuti dal cantante. Un periodo in cui, come racconta lui stesso, “Black was the only colour and feeling. Emptiness and wrath in me”. Quando “Bad words I can only kick out, a good at nothing / There’s no other duty I can do quite well”, il senso di frustrazione sfocia nell’isolamento, fino alla percezione di essere “Refused by life and honour, in search of nowhere”.

È qui che l’impero della rabbia si rivela per quello che è davvero: una fatica effimera e inutile che porta solo a un vicolo cieco, perché “Life is a run in a dead end”.

Non ci sono soluzioni qui, né una redenzione dichiarata.

C’è solo la fotografia di una caduta: quella di chi, un tempo in cima alla torre, ora si ritrova confuso davanti a un muro, fermo a cercare una via d’uscita.

I Binge Drinkers nascono nel 2013, per iniziativa del bassista e cantante Simone Tepedino, che decide di ampliare i propri orizzonti musicali dopo anni nel thrash metal.

Il progetto prende forma con un mix unico di hard rock, blues e heavy metal. Il primo demo omonimo viene registrato nel luglio 2013 presso gli Art Distillery Studios, sotto la supervisione di Claudio Mulas.

Nel corso degli anni, diversi membri si sono alternati nella band, ma l’energia delle loro performance live è rimasta costante, portandoli a suonare in noti locali della scena rock italiana.

Nel 2019, con una nuova formazione, registrano l’EP “A Rock’n’roll Odyssey”.

La line-up attuale si stabilizza con l’arrivo del chitarrista Mattia Andreotti e del batterista Moreno Vicini, che li accompagna anche nella partecipazione alle finali nazionali di Sanremo Rock nel 2020, sul palco del Teatro Ariston.

Nel 2022 pubblicano l’EP “Muerte – An apology of V acts”, un concept dedicato alla morte secondo la visione spagnola.

Nell’agosto 2024 la band entra nel roster di Sorry Mom!, firmando un contratto di management che prevede l’uscita di nuovo materiale.

ASCOLTA “THE EMPIRE OF RAGE”!

https://orcd.co/bingedrinkers-theempireofrage

martedì 10 marzo 2026

Luminol – Con “Flusso Elettrico” presentano un brano intenso e immersivo

 

Con “Flusso Elettrico” i Luminol presentano un brano intenso e immersivo che esplora il bisogno urgente di evadere dalla routine e dal rumore della mente. Attraverso un intreccio di sonorità pulsanti e immagini evocative il pezzo racconta un viaggio notturno fatto di impulsi, luci distorte, sensazioni contrastanti e battiti accelerati, dove la musica diventa un linguaggio emotivo condiviso.

Il “flusso elettrico” diventa metafora di connessione, tensione e liberazione: un loop ipnotico capace di unire due anime smarrite nel caos contemporaneo, alla ricerca di un momento autentico di verità o di estasi. Il brano si muove tra lucidità e smarrimento, tra attrazione e bisogno di controllo, dando vita a un’esperienza sonora intensa e quasi sensoriale.

I Luminol costruiscono con questo nuovo singolo un universo sonoro in cui la musica diventa l’unica ancora capace di tenere vivi e presenti, trasformando il disorientamento in energia e il desiderio in movimento.

I Luminol sono un progetto musicale bresciano nato nel 2022 che fonde sonorità elettroniche e atmosfere dark pop con testi intensi e fortemente visivi. Le loro canzoni raccontano tensioni emotive, desideri, trasformazioni interiori e scenari quasi cinematografici, dando vita a un immaginario sonoro immersivo e riconoscibile.

L’identità del progetto si distingue anche sul palco: atmosfere blu, luci LED integrate nei costumi e una presenza scenica magnetica trasformano ogni live in un’esperienza immersiva e ad alto voltaggio.

Nel novembre 2024 pubblicano il loro primo EP. Nello stesso anno sono finalisti al Cantagiro 2024 con il brano “Natura Morta”, successivamente inserito nella compilation ufficiale 2025 presentata a Sanremo.

Nel 2026 i Luminol sono pronti a pubblicare nuovi singoli e a consolidare il loro percorso sulla scena live italiana, continuando a sviluppare un linguaggio sonoro che unisce elettronica, tensione emotiva e immaginario visivo.

I Luminol sono la luce che rivela ciò che resta nascosto.

ASCOLTA “FLUSSO ELETTRICO”!

https://orcd.co/luminol-flussoelettrico

“Silver Lining”, la nuova traccia degli Short Art Fair Enough e Francesca Simonis

 

Fuori “Silver Lining”, la nuova traccia degli Short Art Fair Enough e Francesca Simonis. Il brano si presenta come un invito alla resilienza, affrontando il senso di smarrimento attraverso un dialogo simbolico con la luna, qui immaginata come presenza stabile e immutabile a cui affidare pensieri e preghiere.

Tra immagini di stanchezza e continui richiami a non arrendersi, il testo si muove alla ricerca di quel “silver lining” – il lato luminoso nascosto dietro le difficoltà – necessario per superare il peso del fallimento e ritrovare una direzione.

Dal punto di vista sonoro, “Silver Lining” fonde un’anima bluesy con incursioni elettroniche che arricchiscono il tessuto musicale. Il brano evolve progressivamente: da un ritmo binario iniziale si sviluppa verso un incalzante tempo in 5/4 nelle sezioni a maggiore intensità dinamica, una scelta compositiva che traduce in musica la tensione e l’incertezza raccontate nel testo.

“Silver Lining” unisce introspezione lirica e ricerca sonora, trasformando fragilità e dubbio in una spinta verso la resistenza e la possibilità di ricominciare.

Gli Short Art Fair Enough nascono in Campania in un’epoca segnata da cambiamenti globali. Al centro c’è Francesca, voce e autrice del progetto, che nel 2019 inizia a comporre brevi brani chitarra e voce, quasi fossero frammenti di diario sonoro.

A trasformare queste “istantanee” intime in canzoni strutturate è l’incontro con Aldo Capasso, compositore e arrangiatore con un background eclettico e una spiccata sensibilità musicale. Insieme danno forma a un progetto che prende profondamente sul serio la ricerca emotiva e artistica.

Il nome “Short Art Fair Enough” – che può essere tradotto come “Arte breve, tanto basta” – racchiude la loro visione dell’espressione artistica: bastano pochi istanti di autenticità per lasciare un segno. Con l’ingresso di Igor Di Martino alla chitarra e Marco Fazzari alla batteria, il progetto diventa una band a tutti gli effetti, portando in scena un sound che fonde l’alternative rock anni ’90, armonie jazz e tensioni più graffianti del rock.

Nel gennaio 2025, nel giorno simbolico del Blue Monday, esce il primo EP del gruppo, “Act1”: un lavoro che raccoglie il senso di questo percorso musicale e umano, tra malinconia, introspezione e una voglia viscerale di verità emotiva.

A marzo 2026 esce il nuovo singolo “Silver Lining”. Gli Short Art Fair Enough sono un progetto in continua evoluzione, pronto a sperimentare e contaminarsi, sempre alla ricerca di una musica che parli al cuore di chi ascolta e sappia restituire senso anche al silenzio.

ASCOLTA “SILVER LINING”!

https://orcd.co/shortartfairenoughfrancescasimonis-silverlining

lunedì 9 marzo 2026

“Decima Max” è il secondo singolo estratto dall’EP LGBT-

 

“Decima Max” è il secondo singolo estratto dall’EP LGBT-, parte di un progetto narrativo e visivo attivo anche fuori dai confini di Spotify e in uscita nei prossimi mesi. È una canzone che nasce dove oggi si consuma il vero logoramento: nella routine. Non quella epica o “motivazionale”, ma quella fatta di settimane pesanti, giornate infinite e corpi che si trascinano mentre le teste fingono di reggere. È un brano sul burnout come condizione stabile, su una Milano simbolo di tutto ciò che costa troppo: soldi, energie, dignità. Un luogo dove perfino il desiderio di “stare bene” diventa una prestazione.

Il protagonista non è un eroe né una vittima, ma un essere umano al burro. Uno che prova a stare in piedi tra lavoro, ansia e un’idea di futuro che resta bloccata in caricamento, dove un bilocale a Porta Romana è un miraggio lontano. Nel testo ogni dettaglio è quotidiano e per questo spietato: chiavi che spariscono, micro-umiliazioni e quella rabbia silenziosa che cresce quando ti accorgi che stai pagando troppo per sentirti sempre meno.

Poi arriva il ritornello e la narrazione si ribalta. “Zio, sono in forma come a 18 anni”diventa un mantra, una bugia necessaria, l’auto-gasamento di chi non ha davvero recuperato ma per tre minuti si convince di essere invincibile.

Qui il calcetto non è sport ma rito e adrenalina usata come cerotto.

È la “Decima Max”, l’ennesima partita, l’ennesima dose di energia che ti fa sentire vivo prima del crollo successivo.

Musicalmente il brano spinge su un hard rock ad alto tasso di groove con influenze crossover, incastrato dentro un’anima pop. Il pezzo corre e morde, trasformando il caos emotivo in un hook da stadio in miniatura. La musica costruisce il tapis roulant della routine, mentre la voce registra il collasso e lo trasforma in posa.

“Decima Max” non offre soluzioni e non cerca redenzione. Osserva il punto esatto in cui il disagio diventa identità.

Racconta la città e la testa, quella che si sente in colpa quando cede e si sente un genio quando resiste un altro giorno. È la colonna sonora di chi sta male ma si esalta lo stesso, di chi è in burnout ma si celebra come se avesse appena segnato il gol della vita. Perché il punto non è essere davvero in forma, ma continuare a giocare.

I Leggero Burnout sono un progetto musicale milanese composto da quattro musicisti. La loro produzione trasforma ansie generazionali, relazioni interrotte, dinamiche di seduzione fallimentari e fantasie di riscatto in un racconto sonoro del disagio contemporaneo.

Il sound del progetto attraversa diversi linguaggi — rock, elettronica, punk, pop, jazz e blues — rielaborati attraverso una scrittura ironica, tagliente e attenta all’osservazione dei comportamenti e delle contraddizioni emotive del presente.

Nel 2026 la band pubblica con Sorry Mom! i singoli “You are all Pisellas” e “Decima Max”, entrambi estratti dall’EP “LGBT-“.

ASCOLTA “DECIMA MAX”!

https://ffm.to/leggeroburnout-decimamax

I Das Asimov tornano sulla scena musicale con “Dopamina”

 

I Das Asimov tornano sulla scena musicale con “Dopamina”, il nuovo singolo che indaga i labirinti dell’attrazione e l’instabilità del desiderio.

“Dopamina” non è il racconto di un incontro, ma la cronaca di un’attesa elettrica. Il testo mette a fuoco il momento più instabile e affascinante del rapporto umano: quello degli sguardi che non trovano conferma e dei segnali lasciati volutamente in sospeso. In questo limbo di incertezza, i Das Asimov rintracciano una tensione crescente che diventa l’unica vera via di fuga dalla banalità del quotidiano.

Dal punto di vista sonoro, il brano riflette perfettamente l’irrequietezza del titolo. La struttura è sorretta da un pulsare continuoimmerso in atmosfere tese.

Con “Dopamina”, i Das Asimov confermano la loro ricerca sonora viscerale, capace di unire introspezione psicologica e potenza rock in un unico flusso elettrico.

Das Asimov è un progetto musicale nato nel 2020 che fonde post-punk e new wave anni ’80 con atmosfere psichedeliche e sonorità evocative. I testi, interamente in italiano, esplorano la complessità della natura umana, tra fragilità, introspezione e riflessioni filosofiche.

Nato a Imola come trio (Fabio, Stefano e Nicola), Das Asimov pubblica il demo Luminescenza (autoprodotto) e i singoli Mandalay Bay e Fantasmi, registrati al Loto Studio 2.0 con Gianluca Lo Presti. Successivamente si uniscono Daniele (batteria) e Giorgia (cori, voce, video e grafica), completando la formazione attuale.

La band ha partecipato a festival ed eventi locali, condividendo il palco con realtà indipendenti di rilievo, e il 12 aprile 2025 ha aperto il concerto dei Diaframma a Ferrara per il tour di “40 anni di Siberia”. Da giugno 2025 Das Asimov collabora con Sorry Mom! per la promozione del nuovo album, in uscita nel 2026.

ASCOLTA “DOPAMINA”!

https://orcd.co/dasasimov-dopamina

SEBASTIANO MONCATA – esce “The Liar Druid”

 

“The Liar Druid” è la quinta traccia dell’ultimo disco di Sebastiano Moncata, “An (Extra) Ordinary Day – A Proclassic Rock Album”, un concept strumentale ambientato in un universo fantasy, arricchito da una serie di illustrazioni che guidano l’ascoltatore attraverso le diverse atmosfere musicali, raccontando, brano dopo brano, l’assurda giornata di uno Gnomo.

Il brano si distingue per il suo carattere prog e per sonorità fortemente evocative, che richiamano mondi immaginari e paesaggi fantastici.

Nella narrazione, lo Gnomo – protagonista di un viaggio oscuro e tortuoso – dopo aver attraversato un fitto bosco giunge alla capanna di un druido. Qui, dal vecchio saggio, scopre le ragioni che lo hanno intrappolato in quello che sembra essere un viaggio temporale. Grazie a una misteriosa pozione, il protagonista trova la chiave per proseguire il proprio cammino con una nuova consapevolezza.

Dal punto di vista musicale, “The Liar Druid” è strutturato in quattro parti e si sviluppa come un vero e proprio percorso sonoro.

L’inizio richiama uno stile pop rock, con una melodia affidata al flauto traverso. Il brano prosegue poi su un ritmo dispari che enfatizza i movimenti del druido intento a preparare la pozione. Segue un passaggio ispirato al sound di Seattle dei primi anni ’90, caratterizzato da chitarre acerbe e dissonanti, fino a culminare in un momento di estasi: la rivelazione dello Gnomo, affidata a un intenso assolo di chitarra.

Con “The Liar Druid”, Sebastiano Moncata prosegue il suo percorso musicale tra progressive rock e immaginario fantasy, dando vita a una narrazione sonora ricca di atmosfere e suggestioni.

Sebastiano Moncata nasce ad Avola. Appassionato di musica sin da piccolo, terminati gli studi classici si iscrive al Conservatorio G.B. Martini di Bologna, dove si laurea col massimo dei voti in Chitarra, sotto la guida del Maestro Piero Bonaguri.

Nel 2013 firma un contratto con l’etichetta Green Production per la distribuzione di un EP strumentale di musica Progressive/alternative Rock dal titolo “That strange garrett” con il duo J&M.

Nel 2019 consegue il Diploma di II livello con il massimo dei voti e lode.

Studia presso l’ Estonian Academy of Music and Arts di Tallinn e nel 2021 segue i corsi di perfezionamento presso l’Accademia Chigiana di Siena, sotto la guida del Maestro Oscar Ghiglia.

Dal 2019 si dedica al repertorio contemporaneo per chitarra; commissiona al compositore Roberto Tagliamacco una serie di brani per chitarra sola, eseguiti all’interno dello spettacolo teatrale “Capricci del ‘900”- regia di Giuseppe Liotta.

Nel 2021 pubblica con l’etichetta Dotguitar il primo disco di chitarra classica solista, con musiche di R. Tagliamacco; nel 2025 esce invece “Memorias de España”(Dotguitar), una raccolta di brani di musica spagnola e sudamericana di Autore arrangiata per chitarra, violino e voce.

Cresciuto a pane e rock, si è sempre dedicato alla composizione di musica dalle influenze grunge/prog.

Nel 2025 compone, suona, e produce “An (Extra) Ordinary Day – A Proclassic Rock Album”, un concept strumentale con ambientazione fantasy, impreziosito da un libretto di illustrazioni che guida l’ascoltatore attraverso le magiche e surreali scene che si dipanano brano dopo brano.

E’ docente di chitarra presso la scuola media a indirizzo musicale di Busseto.

ASCOLTA “THE LIAR DRUID”!

Spotify: https://bit.ly/40aQI91

venerdì 6 marzo 2026

Black Project – il nuovo singolo “Questa è la via”

 

Con il nuovo singolo “Questa è la via”, i Black Project propongono un nu-metal crossover cupo, debitore alle sonorità buie dei Korn e alla modernità melodica dei Breaking Benjamin, ma filtrato attraverso una scrittura in italiano, che ne amplifica impatto concettuale ed emotivo. Le due voci – maschile e femminile – non sono un semplice espediente timbrico, ma rappresentano dialogo, conflitto, eredità che si confronta con coscienza. Le mani sapienti di Mattia Stancioiu (Elnor Studio) hanno cucito un suono limpido, definito e personale su questo brano che, nonostante le radici ben piantate negli stilemi di genere, non ha il sapore dell’imitazione.

“Questa è la via” affronta l’inquietudine silenziosa dovuta all’assenza di obiettivi e all’apatia, quello stallo che descrive la sensazione di essere spettatori della propria vita.

Ma quanto di questa paralisi è responsabilità individuale e quanto è frutto di ciò che abbiamo ereditato?

“Ho creduto che fosse il tempo / avrebbe agito al posto mio”: la delega a un fattore esterno e l’illusione che qualcosa o qualcuno possa decidere per noi diventano anestesia.

Per svegliarsi dal torpore ci si ritrova costretti a scavare. Nelle paure, nei falsi sorrisi, nelle cicatrici che nutrono avvoltoi. È un atto doloroso ma necessario, un’archeologia dell’identità che sostituisce l’immobilità con un movimento interiore.

Se scavando si realizza “Che un uomo perso senza una strada / Senza un passato, senza una via / È un uomo infetto senza più tempo”, la soluzione non è sempre immediata. “La soluzione è l’illusione di un infinito non so perché”.

Il primo passo è ammettere che “Siamo gli eredi di un passato, ma oggi non è ieri”.

Anche se siamo figli di un’educazione, di traumi, di silenzi e aspettative, non siamo condannati alla replica.

L’eredità esiste, ma non è una sentenza. Sta a ognuno di noi trovare la strada.

I Black Project nascono nel 2019 a Bienate, alle porte di Milano, dall’incontro di musicisti uniti da una visione sonora comune e dalla volontà di costruire un’identità intensa e riconoscibile. Il primo passo arriva con il singolo “Veleno”, prodotto da Mattia Stancioiu, già batterista dei Labyrinth: una collaborazione che definisce fin da subito ambizione e direzione artistica del progetto.

Dopo l’album d’esordio “Mr. Nessuno” (2023), nel 2024 aprono a Vasco Rossi allo Stadio San Nicola di Bari e raggiungono le Finali Nazionali di Sanremo Rock, consolidando la propria presenza nella scena italiana.

Nel 2026 i Black Project entrano nel roster di Sorry Mom!, inaugurando una nuova fase artistica: una formazione evoluta e un sound più maturo e consapevole, pronto a superare i confini già tracciati.

ASCOLTA “QUESTA È LA VIA”!

https://orcd.co/blackproject-questaelavia