venerdì 17 luglio 2026

I Dear Lunacy tornano con “Abbastanza”

 

I Dear Lunacy tornano con “Abbastanza”, un brano intenso e generazionale che affronta una domanda universale quanto difficile da ignorare: “Sarò mai abbastanza?”

Il singolo esplora il peso delle aspettative che accompagnano la crescita e le relazioni, interrogandosi su cosa significhi essere all’altezza delle richieste degli altri, delle persone che abbiamo amato e di una società che sembra avere sempre una risposta pronta. Attraverso un testo sincero e diretto, “Abbastanza” racconta la sensazione di rincorrere continuamente standard che cambiano forma, tra sogni ambiziosi, insicurezze, fallimenti e il desiderio profondo di essere finalmente riconosciuti per ciò che si è davvero.

Il brano si fa portavoce di una generazione che spesso fatica a trovare il proprio posto nel mondo, ma che continua a cercarlo con determinazione, trasformando fragilità e dubbi in una forza condivisa.

Dal punto di vista musicale, “Abbastanza” unisce l’energia del pop-punk alla sensibilità dell’emo contemporaneo, costruendo un sound caratterizzato da chitarre incisive, ritornelli immediati e una scrittura autentica.

Il risultato è una canzone capace di trasformare inquietudini personali e rabbia repressa in un vero e proprio coro collettivo, nel quale riconoscersi e sentirsi meno soli.

I Dear Lunacy sono una band emo-punk nata in Brianza dal progetto solista di Davide Pasquale, in arte David Lunacy, voce e chitarra ritmica del gruppo.

Il progetto prende forma nel 2023, quando Davide inizia a trasformare in canzoni un diario personale fatto di notti insonni, relazioni sbagliate e della costante sensazione di non essere mai abbastanza. Col tempo, quelle storie smettono di essere un semplice sfogo individuale e diventano una band vera e propria.

Nel 2025 la formazione si ufficializza: ai già presenti Alessio Zampierolo al basso e Federico “Steel” Rinaldi alla chitarra solista, si aggiunge Marco Ferrante alla batteria.Le canzoni dei Dear Lunacy raccontano il viaggio del Matto nel mondo reale: una figura che cade, si spezza e impara a sorridere mentre sanguina. Tra chitarre dirette, atmosfere emotive e testi viscerali, la band costruisce un diario di rabbia, ironia e disillusione, dando voce a chi non vuole più indossare le maschere imposte dal mondo.

ASCOLTA “ABBASTANZA”!

https://ffm.to/dearlunacy-abbastanza

“Empty Ego”, il nuovo singolo degli Ego Divided

 

Nascere dal nulla cosmico e scoprire di avere dentro un universo ancora inutilizzato. Il nuovo singolo degli Ego Divided, “Empty Ego”, parte da questa vertigine: “you were nothing and you will be nothing”, una sentenza che osserva l’essere umano davanti al proprio vuoto e alla difficoltà di scegliere una direzione mai realmente indicata.

Intorno, il rumore del mondo lavora per sottrazione. “Distract, distract, what they want for you is only distraction”: lo sguardo viene continuamente attirato altrove, nutrito di elementi inutili, mentre la coscienza resta affamata. Riempire l’ego con le cose sbagliate significa perdere progressivamente contatto con la propria immaginazione, descritta nel brano come un “divine power”, una facoltà capace di generare possibilità e dare consistenza ai sogni.

“Empty Ego” diventa così un comando rivolto a sé stessi: “wake up, wake up your ego”. Guardare dentro, affrontare i propri fantasmi, uccidere il proprio re interiore e insistere, anche quando la distrazione continua a richiamare lo sguardo. Il percorso cercato all’esterno era già nascosto nella coscienza.

Musicalmente, gli Ego Divided affidano questa battaglia mentale a un melodic death metal tecnico e affilato, con richiami a Necrophagist e Cynic. Le aperture più melodiche di maideniana memoria lasciano emergere una sensibilità più classica, ampliando il respiro di un brano che si nutre di tensione, coscienza e vuoto cosmico.

La storia degli Ego Divided inizia nel 2005, quando i chitarristi Massimo Masi e Alberto Zimone fondano la band partendo dalla reinterpretazione delle proprie cover preferite. Negli anni il gruppo si dedica alla scrittura di brani originali e definisce progressivamente la propria identità musicale. Nel 2012 entra in formazione il vocalist Mauro Tagliavia, autore di testi profondi e parte integrante dell’evoluzione del sound.

Nel 2014 gli Ego Divided iniziano a registrare il primo album, ma l’uscita del bassista e del batterista interrompe i lavori. Di quelle sessioni restano “Source” e “Fearless Reason”, successivamente pubblicate online. La formazione viene ricostruita nel 2018 con Elio Lao alla batteria e Alessio Lopes al basso, arrivando nel 2024 alla pubblicazione dell’album di debutto sulle principali piattaforme digitali.

Dopo l’uscita di Elio Lao, la band si affida a Phil Spinelli, batterista dei Tol Morwen, per le nuove registrazioni. Nel 2025 vengono pubblicati i singoli “Totally Blind”, “Reflections” e “Fury of Hatred”. Conclusi i lavori su “Reflections”, Alberto Zimone lascia il gruppo: entrano quindi Ermanno Siino alla chitarra e Manfredi Mansueto, batterista degli State of Neptune, che prosegue il percorso in studio della band.

ASCOLTA “EMPTY EGO”!

https://orcd.co/egodivided-emptyego

Gli E.A.R.S. presentano “Commander”, il loro nuovo singolo

 

Gli E.A.R.S. presentano “Commander”, il loro nuovo singolo, un brano che affronta con forza e spirito critico il tema della leadership nella sua declinazione più oscura e distruttiva.

La figura del “comandante” rappresenta colui che guida gli altri verso una meta comune, ma nella canzone assume i tratti del despota conquistatore: un leader dominato dalla propria brama di potere e ricchezza, incapace di governare sé stesso prima ancora che il mondo.

Gli E.A.R.S. riflettono così su una realtà che, nonostante gli straordinari progressi tecnologici e culturali dell’umanità, continua a essere segnata da guerre e conflitti evitabili.

In “Commander”, il protagonista soggioga i propri sudditi inducendoli a combattere le sue battaglie attraverso la promessa di gloria e prosperità.

Il nemico viene disumanizzato, ma lo stesso destino tocca anche il suo esercito, ridotto a semplice strumento nelle mani del potere, come pedine su una scacchiera.

Il messaggio del brano è diretto e senza compromessi: se il comandante si considera il più forte, sia lui stesso a scendere in campo e a rischiare la propria vita, invece di sacrificare quella degli altri. Un invito provocatorio che mette in discussione la legittimità di chi esercita il potere senza assumersene fino in fondo le conseguenze.

Anche la copertina del singolo rafforza il significato dell’opera. L’illustrazione raffigura una caricatura del “comandante”, rappresentato come un sovrano tirannico immerso in un contesto bellico che richiama l’immaginario medievale, dominato da denaro, armi e sete di conquista. Un Medioevo simbolico che, nonostante appartenga al passato, continua purtroppo a riflettersi nella contemporaneità.

Chi conquista tutto perde se stesso.

Gli E.A.R.S. (Eddyin’ Around Roamin’ Sounds) sono una rock band della provincia di Varese attiva nella formazione attuale dal 2022. Il gruppo sviluppa un linguaggio definito Alchemical Rock, fusione di folk, celtic, oriental, flamenco, blues, punk, grunge e metal in una cornice hardrock. La band predilige l’inglese per la sua musicalità e universalità espressiva. Il progetto discografico segue un percorso simbolico basato sui colori, sulla mitologia e sugli elementi alchemici.

Ogni membro della band incarna un elemento alchemico (Acqua, Terra, Fuoco, Aria) e un animale mitologico corrispondente (Kraken, Drago, Fenice, Leone), strutturando un immaginario simbolico che attraversa musica e testi. I membri: Rich (chitarra – Acqua/Kraken), Tony (basso – Fuoco/Fenice), Mark (batteria – Terra/Drago) e Niel (voce – Aria/Leone). Rich porta un’impronta ’60-’70, Tony un background tecnico-strumentale, Mark un’anima hardrock-progressive e Niel un’esperienza vocale che spazia dal jazz al gospel al musical.

Insieme costruiscono un immaginario sonoro e narrativo che mira a unire energia rock, simbologia e introspezione.

ASCOLTA “COMMANDER”!

https://orcd.co/ears-commander

giovedì 16 luglio 2026

ZARA BROADWAY – ecco “Summer Love”

 

Zara Broadway, dopo l’ultimo brano “Ugly Face”, accoglie l’estate con un ritmo ballabile e orecchiabile sulle note di “Summer Love” in cui esprime quanto si sente avvolta e amata dai raggi del sole che le riscalda la pelle, ricorrendo alle serate della calda stagione in cui si esce e non si sa quando si rientra in compagnia di uno o più amici, dai tuffi in acqua alle fragole rappresentate in copertina con uno stile tridimensionale.

Zara sente l’estate come una stagione libera dalle preoccupazioni, dai problemi che ci circondano e dai complessi mentali che ci ammassano ogni giorno. L’estate va presa con leggerezza, a braccia aperte e a cuor leggero pieno di amore. Nel brano Zara invita l’ascoltatore ad uscire in una serata d’estate e a lasciare tutto alle spalle, chiudendo gli occhi e ad aprire le proprie braccia per sentire quel senso di leggerezza che proviamo una volta che mettiamo da parte le nostre preoccupazioni…almeno per un momento temporaneo che dura in eterno.

La copertina, realizzata da Giulia Migliorini in arte “Miglixrini”, porta uno stile alternativo rispetto ai lavori precedenti di Zara Broadway con un tocco tridimensionale rappresentando le fragole citate nel brano estivo accompagnate dall’acqua, dalle stelle delle notti d’estate e dal sole come elemento fondamentale che richiama la calda stagione che ci aspetta ogni anno e che risveglia qualcosa in noi.

Zara vi aspetta su tutte le piattaforme social e digitali per ascoltare e ballare a “Summer Love”, così da condividere con voi un’estate piena di amore, libertà e leggerezza a braccia aperte augurando una buona estate a tutti.

Zara Broadway, classe 2002, è una cantautrice inglese nata nel Regno Unito e cresciuta nel Nord Italia. Fin da bambina coltiva una profonda passione per la musica e la scrittura, trasformando nel tempo le emozioni e le esperienze personali in canzoni capaci di raccontare storie autentiche. Attraverso la sua voce, i suoi testi e la forte componente espressiva dei videoclip, Zara dà vita a un universo artistico personale e riconoscibile.

Sin da piccola sogna di arrivare al cuore delle persone attraverso la musica, condividendo sentimenti, fragilità e riflessioni. Un obiettivo che prende forma grazie a un percorso artistico costruito con dedizione, dopo anni trascorsi a scrivere e comporre i suoi primi brani nella sua cameretta.

Nel 2025 debutta con “Happy Pill”, pubblicato con l’etichetta Sorry Mom!, affrontando il tema della ricerca di sollievo nei momenti di ansia e di panico. Nel 2026 prosegue il suo percorso con “In My Dreams”, un brano dalle atmosfere R&B, intime e malinconiche, nato dall’elaborazione della fine di una relazione. Nello stesso anno pubblica “Ugly Face”, una canzone dal carattere deciso che affronta il tema della delusione dopo la fine di un’amicizia, trasformando il dolore in un messaggio di consapevolezza e forza.

Tutti i singoli sono disponibili sulle principali piattaforme digitali e accompagnati dai rispettivi videoclip ufficiali sul canale YouTube di Zara Broadway.

Con “Summer Love”, il suo nuovo singolo, Zara cambia prospettiva e lascia spazio a un’atmosfera luminosa e spensierata.

ASCOLTA “SUMMER LOVE”!

https://orcd.co/zarabroadway-summerlove

Con “Codici” i SARCO presentano un brano introspettivo e visionario

 

Con “Codici”, i SARCO presentano un brano introspettivo e visionario che indaga il rapporto tra individuo, coscienza e mondo esterno, attraverso una scrittura intensa che mette al centro la complessità dell’essere umano contemporaneo.

Il brano nasce da una riflessione intima e “cerebro-viscerale” sul funzionamento della mente e sulla sensazione di essere costantemente influenzati dagli impulsi che attraversano il nostro cervello.

In questa traccia il duo racconta di un essere umano che assorbe continuamente stimoli, informazioni ed emozioni dall’ambiente circostante, fino a percepirsi guidato da qualcosa di apparentemente invisibile, in un equilibrio fragile tra condizionamento e libero arbitrio.

Le prime strofe di “Codici” esplorano proprio questo spazio interiore: il “teatro della mente” dove pensieri, impulsi e percezioni si muovono in modo autonomo, trasformando il cervello in una sorta di spugna immersa nelle correnti della realtà. Una riflessione nata anche dalle conseguenze del periodo pandemico, dai suoi effetti sulla percezione del tempo, della solitudine e del rapporto con ciò che ci circonda.

Il brano amplia poi la propria prospettiva, spostandosi dalla dimensione mentale a quella esistenziale: la sensazione di fragilità e di estraneità verso sé stessi, quella condizione in cui l’individuo si sente esposto davanti a un mondo sempre più veloce e spietato, pronto a consumare ciò che incontra. La metafora del fiore essiccato diventa così il simbolo di una vulnerabilità umana messa alla prova da una realtà impietosa.

Nella parte finale, “Codici” allarga lo sguardo verso una dimensione sociale e ambientale, evocando i paesaggi della bassa padana e una progressiva rarefazione dei rapporti umani. In un contesto segnato dall’avanzare della tecnologia, l’uomo rischia di trasformarsi in una singola unità isolata, circondata da una quantità crescente di informazioni ma sempre più distante dall’ascolto reciproco.

Il titolo del brano racchiude il cuore della riflessione dei SARCO: siamo tutti attraversati da codici, quelli digitali che definiscono il nostro rapporto con la tecnologia e quelli genetici che appartengono alla nostra natura più profonda. Un intreccio di elementi invisibili che contribuisce a definire chi siamo e il modo in cui abitiamo il mondo.

I SARCO affondano le proprie radici nella terra padana, unendo le visioni sonore di Nicola Zanardi (musiche) e la scrittura viscerale di Nazario C. Rasori (voce e testi).

Amici di lunga data, dopo un primo tentativo artistico nato e poi interrotto nel 2017, i due tornano a collaborare nel 2024 dando vita a un nuovo progetto che trova la propria identità nell’incontro tra musica, parola e immaginario.

I SARCO costruiscono un universo oscuro e visionario, dove la scrittura attraversa territori al confine tra il body horror e la narrativa distopica, tra suggestioni letterarie e cinematografiche che richiamano l’alienazione di Philip K. Dick e la profondità emotiva di Krzysztof Kieślowski.

Un suono nato dall’incontro tra sacro e inquietudine, tra ritualità ancestrali e paesaggi sommersi: la Santeria incontra gli spiriti della palude, mentre compulsioni verbali, ritmi ossessivi e atmosfere disturbanti riportano in superficie il timbro della Farfisa filtrato attraverso una distorsione misofonica.

ASCOLTA “CODICI”!

https://orcd.co/sarco-codici

mercoledì 15 luglio 2026

The ClerX – il nuovo singolo “WITHOUT THE FIGHT”

 

Con il nuovo singolo “WITHOUT THE FIGHT”, i The ClerX danno voce a quel conflitto interiore che accomuna chiunque si sia trovato a fare i conti con la paura, le difficoltà e la sensazione di essere bloccato davanti a un cambiamento che sembra impossibile.

Il brano nasce da una riflessione sul delicato equilibrio tra la tentazione di arrendersi e la forza necessaria per rialzarsi.

Il messaggio è chiaro: nessuna trasformazione, personale o collettiva, può avvenire senza la volontà di combattere per ciò in cui si crede.

Anche quando la speranza sembra affievolirsi, “WITHOUT THE FIGHT” ricorda che esiste sempre la possibilità di ricominciare. È una possibilità che richiede determinazione, consapevolezza e la scelta di non arrendersi, trasformando ogni ostacolo in un’opportunità di crescita.

Sul piano musicale, i The ClerX traducono questo percorso emotivo in un sound punk rock melodico di grande impatto. Ritmi serrati, chitarre energiche e un ritornello potente danno vita a un brano capace di trasmettere tutta la tensione e la forza del suo messaggio, accompagnando l’ascoltatore in un crescendo di energia ed emozione.

Con “WITHOUT THE FIGHT”, ricordano che il cambiamento nasce sempre dalla scelta di affrontare le proprie paure e di continuare a credere in sé stessi, anche nei momenti più difficili.

I The ClerX nascono nel 2005 dall’amicizia e dalla passione musicale di Andrea(voce e chitarra) e Matteo (batteria), amici fin dall’infanzia che decidono di formare una band insieme ad alcuni musicisti della loro zona.

Dopo una prima fase dedicata principalmente ai live, entra nella formazione Adriano, chitarrista e cantante proveniente da una band metal, che sceglie di assumere il ruolo di bassista per completare l’organico. Con questa formazione i The ClerX registrano nel 2007 il primo album, “Silicon Sound”, raccogliendo riscontri positivi dalla stampa specializzata e dalle webzine di settore, oltre a una recensione sulla rivista Rock Sound nello speciale dedicato al punk.

Nello stesso periodo la band inizia a definire la propria identità musicale, partendo da un approccio pop punk arricchito da influenze rock’n’roll e da riff melodici. Le prime fanzine della scena accostano il loro sound alle sonorità delle band della Lookout! Records, evidenziando la capacità del gruppo di unire immediatezza melodica ed energia punk.

Successivamente Adriano torna alla chitarra, mentre il basso viene affidato a Tommaso, proveniente da un’altra realtà rock della zona. Con questa nuova formazione, nel 2009, viene pubblicato l’EP omonimo, un lavoro che accompagna l’evoluzione della band verso un punk rock di matrice californiana, influenzato dalla scena Fat Wreck Chords, caratterizzato da ritmi serrati, riff veloci e una forte attenzione alla melodia.

Nel corso degli anni i The ClerX portano la loro musica sui palchi di tutta Italia, condividendo concerti con diverse realtà della scena internazionale, tra cui Dr. Explosion, I Ray Daytona e Googoobombos. La loro proposta viene inoltre associata dalla stampa specializzata al movimento Flower Punk degli anni Novanta, grazie all’equilibrio tra melodie immediate, energia punk e influenze power pop.

Dopo una pausa, nel 2024 il gruppo torna insieme, la reunion segna l’inizio di una nuova fase artistica, caratterizzata dalla stessa energia e dalla stessa attitudine che hanno sempre contraddistinto la band.

Nel 2026 i The ClerX pubblicano il nuovo EP “Loud Against the World”, un ritorno alle origini e allo stesso tempo una nuova dichiarazione d’intenti: un punk rock diretto, potente e melodico, capace di raccontare il presente senza rinunciare alla propria identità.

ASCOLTA “WITHOUT THE FIGHT”!

Spotify: https://short-url.cc/1zjl4

“Esta canción”, nuovo singolo di Naspi

 

Con “Esta canción”, i Naspi firmano un brano che unisce ironia, critica sociale e leggerezza apparente per raccontare, con uno sguardo disincantato, le dinamiche dell’industria musicale contemporanea.

Il singolo narra il percorso di un artista che, schiacciato dalle aspettative del pubblico e dalle logiche del mercato, sceglie di mettere da parte le proprie ambizioni artistiche per conformarsi alle regole del successo commerciale. Tra bilinguismi volutamente maccheronici, cliché estivi e ritmi coinvolgenti, il brano diventa una riflessione amara sul prezzo da pagare per ottenere visibilità.

“Esta canción” si sviluppa attraverso un forte dualismo. L’apertura, dal tono cinico e consapevole, rappresenta la presa di coscienza di un artista che vede infrangersi il sogno di un’arte libera dalle logiche commerciali. Il ritornello, invece, si trasforma volutamente in una melodia semplice, ripetitiva e immediata, arricchita da un passaggio in spagnolo che richiama la standardizzazione delle hit estive.

L’ironico verso “es para mi mujer” restituisce al racconto una dimensione quotidiana e profondamente umana: il compromesso con il mercato non nasce dall’ambizione, ma dalla necessità di garantire stabilità economica e mantenere la propria famiglia.

Nel cuore del brano compare la figura di un produttore senza scrupoli, simbolo di un sistema che impone formule preconfezionate, immaginari trap e reggaeton e modelli comunicativi ormai stereotipati. Il finale culmina in una successione di luoghi comuni balneari che, pur nella loro apparente leggerezza, raccontano con sarcasmo la liberazione di chi, accettando il compromesso, riesce finalmente a riempire il frigorifero.

Il continuo alternarsi tra italiano e spagnolo contribuisce a costruire l’immagine di un prodotto musicale globale, standardizzato e concepito secondo precise strategie di mercato. Allo stesso tempo, il contrasto tra riferimenti più ricercati e stereotipi della cultura pop mette in evidenza la frattura interiore di un artista costretto a scegliere tra autenticità e successo.

Con “Esta canción”, i Naspi propongono un brano che, dietro la sua veste estiva e accattivante, invita ad ascoltare oltre la superficie, trasformando la musica in uno strumento di riflessione sul rapporto tra creatività, mercato e libertà espressiva.

I Naspi fondono l’energia del rock classico con la profondità della musica d’autore, dando vita a un sound diretto, viscerale e ricco di sfumature, capace di unire impatto sonoro e contenuti che invitano alla riflessione.

Il progetto nasce nel 2021, quando Domenico Tenerelli, cantante e chitarrista, si trasferisce a Milano portando con sé un bagaglio di canzoni e idee. Qui incontra il batterista Filippo Loiacono: tra i due nasce immediatamente una forte intesa artistica che li porta a esibirsi dal vivo e a collaborare con diversi musicisti, affinando progressivamente un’identità sonora personale e riconoscibile.

Nel 2025 arriva l’incontro con il bassista Mattia Sammuri, tassello fondamentale che completa la formazione e dà vita all’assetto definitivo della band.

Nello stesso anno i Naspi firmano con Sorry Mom!, segnando l’inizio di un nuovo capitolo del loro percorso artistico. Con un rock ‘n’ roll autentico e senza compromessi, la band si prepara a portare la propria musica sui palchi, raccontando storie che intrecciano energia, ironia e uno sguardo lucido sulla realtà contemporanea.

ASCOLTA “ESTA CANCIÓN”!

https://orcd.co/naspi-estacancion

“Sole nel temporale” è il nuovo singolo degli Officina Blu

 

“Sole nel temporale” è il nuovo singolo degli Officina Blu, un brano che racconta la capacità di trovare la forza per rialzarsi anche quando tutto sembra perduto.

La band, attraverso un intreccio di energia rock ed emozione, dà voce a quei momenti in cui la vita mette alla prova, ma dentro di noi continua a resistere una luce impossibile da spegnere.

La canzone nasce come un inno alla resilienza e alla trasformazione: le ferite, le cadute e le difficoltà diventano parte di un percorso che può portare a una nuova consapevolezza e a una maggiore forza interiore. “Sole nel temporale” parla a chi ha attraversato tempeste personali e ha imparato a trasformare il dolore in energia per ripartire.

Gli Officina Blu uniscono così la potenza del rock alla profondità del messaggio, creando un brano capace di trasmettere speranza senza negare la complessità delle esperienze vissute.

Il titolo racchiude il significato più profondo del singolo: anche durante il temporale più difficile, il sole continua a esistere. A volte resta nascosto, ma aspetta soltanto il momento giusto per tornare a splendere.

“Sole nel temporale” è una canzone dedicata a chi cade, resiste e trova dentro di sé la forza per ricominciare.

Officina Blu è una rock blues band italiana che fonde il sound classico del rock con un’impronta moderna e personale. Le influenze blues, il rock d’autore e un’attitudine diretta danno vita a brani intensi, costruiti su chitarre incisive, una sezione ritmica solida e testi che raccontano storie, emozioni e frammenti di vita.

La band è composta da Matteo Favretto (MisterMat) alla voce e chitarra, Mattia Fattoretto al basso e Davide Piovesan alla batteria. Insieme portano sul palco uno spettacolo energico e autentico, dove ogni canzone nasce dalla passione per la musica suonata senza compromessi.

Con un’identità sonora riconoscibile e uno sguardo rivolto al futuro, Officina Blu continua il proprio percorso artistico attraverso la scrittura di musica originale e l’attività live, affermandosi come una realtà capace di parlare sia agli amanti del rock più classico sia a chi cerca un sound contemporaneo e genuino.

ASCOLTA “SOLE NEL TEMPORALE”!

Spotify: https://short-url.cc/1tKLF

martedì 14 luglio 2026

PONCH – ecco il singolo “Fuori Fase”

 

Con “Fuori Fase”, Ponch racconta una storia di infatuazione, idealizzazione e consapevolezza, esplorando le emozioni contrastanti che accompagnano un sentimento vissuto in modo totalizzante. Il brano nasce dal racconto di una cotta travolgente, capace di mettere in discussione ogni certezza e trasformare anche un semplice sguardo in un momento di smarrimento.

Nel singolo, Ponch descrive la sensazione di essere completamente coinvolto da una persona che suscita un’attrazione profonda, fino al punto di sentirsi vulnerabile, impacciato e incapace di comunicare pienamente ciò che prova. La presenza dell’altra persona diventa così un elemento destabilizzante, capace di far perdere lucidità e di amplificare ogni emozione.

“Fuori Fase” racconta anche il contrasto tra il desiderio di vivere una storia intensa, quasi cinematografica, e la mancanza di un reale percorso condiviso. La ricerca di un “gran finale” emozionante si scontra con l’assenza di un vero copione e con la difficoltà di costruire un rapporto fondato sulla reciprocità e sulla responsabilità emotiva.

La parte centrale del brano rappresenta il momento più doloroso del racconto: l’allontanamento dell’altra persona e le conseguenze che lascia nella quotidianità. Attraverso immagini semplici e sincere, Ponch dà voce alla sofferenza, alla delusione e al vuoto lasciato da una relazione in cui aveva creduto profondamente. Per questo passaggio particolarmente intenso, l’artista ha scelto di affidare l’interpretazione a Vinx, dando ulteriore profondità emotiva al brano.

Il bridge segna invece il momento della consapevolezza: Ponch riconosce di aver costruito un’immagine idealizzata dell’altra persona e comprende che una parte del dolore nasce anche dal confronto tra la realtà e ciò che aveva immaginato. Un passaggio intimo e personale, che racconta un percorso di crescita e di maggiore conoscenza di sé.

“Fuori Fase” diventa così il racconto di un viaggio emotivo: dall’euforia dell’attrazione alla sofferenza della perdita, fino alla capacità di guardare con maggiore lucidità ciò che è stato. Un brano che parla di amore, fragilità e maturazione, trasformando un’esperienza personale in un sentimento universale.

Cristian Poerio, in arte Ponch, è un cantautore naïf nato nel 1987 in provincia di Parma. La passione per la musica lo accompagna fin da bambino, quando a soli sette anni partecipa al suo primo concorso canoro. Dopo le prime esperienze in una band rock/reggae, con cui si esibisce dal vivo dal 2007 al 2010, nel 2011 pubblica il suo primo EP interamente autoprodotto.

Dal 2022 collabora con DF Music e partecipa al Tour Music Fest e a Sanremo Rock. Nello stesso anno forma la nuova band Ponch, insieme a Davide Montanari, Danilo Tavaini e Roberto Settomini. Con Sorry Mom! pubblica nel 2023 i singoli “Fenice” (simbolo della sua rinascita), “Tra le mie braccia” (dedicata ai figli) e “Andromeda” (ispirata al mito greco).

Nel 2024 escono “Musgravite”, metafora di un amore raro e prezioso, e “Meraviglia”, brano dedicato a una persona speciale.

Dopo un periodo difficile e una separazione, Ponch torna in studio con “Respiro a metà”, prodotto da Vinx dei Vanilla Sky, in cui racconta con sincerità e sensibilità il tema degli attacchi di panico, seguito dall’ultimo brano “Fuori Fase”.

ASCOLTA “FUORI FASE”!

https://orcd.co/ponchcristianpoerio-fuorifasefeatvinx

“Wolf Eats Wolf”, il nuovo singolo di Glimmer Void

 

In natura il branco è sinonimo di protezione. Nell’uomo, a volte, diventa l’ambiente in cui si impara a diffidare di chi ci cammina accanto.

Con “Wolf Eats Wolf”, i Glimmer Void raccontano relazioni governate dalla competizione, dall’opportunismo e dall’istinto di sopraffazione, dove appartenere a un gruppo può significare rinunciare a una parte di sé.

La protagonista rifiuta questa logica e sceglie l’isolamento come atto di fedeltà alla propria identità. “I’d rather be a lone wolf than lose myself” non ha nulla a che vedere con l’orgoglio, è solo semplice consapevolezza: da certi compromessi è doveroso prendere le distanze. Attorno, il branco si muove seguendo la propria ombra, pronto a divorare chi rallenta il passo: “you’d rather eat and spit my bones if you had the chance” riassume la brutalità di rapporti fondati sull’interesse, in cui troppo spesso bisogna scegliere tra fiducia e sopravvivenza.

Il titolo, “Wolf Eats Wolf”, ribalta l’immagine del lupo come simbolo di appartenenza e lo restituisce come metafora di una società in cui l’uomo finisce per consumare l’uomo. Restare soli diventa allora una scelta, l’unico modo per sottrarsi a un gioco in cui ogni legame rischia di rivelarsi una trappola.

Musicalmente il brano oscilla tra l’alternative di matrice Audioslave e uno stoner asciutto e desertico vicino ai Kyuss. Prima di trovare forma, titolo e arrangiamento definitivi, all’interno della band era conosciuto come “Messa”, per l’affinità con le atmosfere della formazione doom veneta e per la linea vocale femminile limpida e cristallina, ispirata anche a Sara Bianchin.

I Glimmer Void sono una band alternative metal della provincia di Milano formata da Matteo (basso e voce), Veronica (tastiere e voce), Francesco (chitarra), Paolo (chitarra) e Luca (batteria).

Il loro sound fonde alternative, stoner e progressive, combinando atmosfere dense e ipnotiche. Tra le principali influenze del gruppo si trovano band come Tool, A Perfect Circle, Queens of the Stone Age, Elder e Porcupine Tree.

Nel 2025 i Glimmer Void pubblicano i loro primi singoli, tra cui “Chirality”, ispirato all’universo narrativo di Death Stranding, e “Stained With Red”, un brano intenso che denuncia il bracconaggio Nel 2026 la band pubblica il suo album di debutto “Echoes of Life”.

ASCOLTA “WOLF EATS WOLF”!

https://linktr.ee/glimmervoidband