giovedì 17 settembre 2026

NOTTURNA – ecco “TIVÙ”

La band, capitanata da Michele Rizzi, autore, compositore, chitarrista, cantante, produttore e tecnico del suono, presenta “Tivù”, il nuovo singolo che attraverso musica e parole propone una riflessione diretta e provocatoria sul ruolo della televisione nella società contemporanea.

Al centro del brano c’è uno sguardo critico nei confronti di quella televisione che, secondo l’artista, tende sempre più spesso a privilegiare l’intrattenimento facile e la ripetizione di format già collaudati, rischiando di distogliere l’attenzione da temi e questioni ben più rilevanti.

“Tivù” parte proprio da questa contraddizione: da una parte la televisione come strumento di svago, capace di entrare ogni giorno nelle case di milioni di persone; dall’altra la sensazione di trovarsi davanti a palinsesti sempre più prevedibili, nei quali la ricerca di idee nuove lascia spesso spazio a formule già sperimentate e considerate più sicure.

Non tutto, però, viene messo sullo stesso piano. Nel brano trova spazio anche il valore della divulgazione scientifica, storica e documentaristica, vista come una delle espressioni più interessanti del mezzo televisivo: una televisione capace di approfondire, stimolare curiosità e invitare alla riflessione, contrapponendosi alla velocità e alla frammentazione che caratterizzano buona parte dei contenuti consumati quotidianamente sui social.

La critica dei Notturna arriva inevitabilmente anche alla musica, spesso proposta al grande pubblico attraverso dinamiche che, nella visione dell’artista, tendono a privilegiare prodotti fortemente omologati e ripetuti fino a trasformarsi quasi in un mantra.

Il singolo è stato registrato e prodotto interamente da Michele Rizzi, che ne ha curato personalmente ogni fase della realizzazione: dalle chitarre alle tastiere, dal basso alle voci, fino al mixaggio e al mastering, con la preziosa partecipazione di Michele Manfredi alla batteria.

Il risultato è un brano compatto e potente, nel quale produzione e contenuto procedono nella stessa direzione: scuotere l’ascoltatore, provocarlo e, soprattutto, invitarlo a guardare con maggiore consapevolezza ciò che passa ogni giorno davanti ai suoi occhi.

I Notturna nascono alla fine degli anni ’80 da un’idea di Michele Rizzi, cantante, chitarrista e autore, oggi anche produttore e sound engineer della band. Il progetto propone un sound definito dallo stesso Rizzi new romantic rock progressive, caratterizzato da atmosfere avvolgenti e da una scrittura che unisce diverse influenze rock.

Dopo numerose esperienze live, nel 1994 pubblicano il primo EP “Un’altra Luna”, seguito nel 1998 dall’album “Illusioni”, registrato al Palace Recording di Udine e distribuito in collaborazione con Bluetattoomusic. Il disco ottiene riscontri positivi dalla stampa specializzata e nel 1999 la band riceve una nomination come miglior rock band emergente da Radio 105 Network.

Tra il 1999 e il 2001 i Notturna aprono i concerti di Timoria, Tiromancino e Meganoidi. Nel 2006 pubblicano “Le tue ali”, distribuito da Frontiers e accolto positivamente anche dalla stampa internazionale.

Dopo la scomparsa nel 2010 dello storico bassista e amico Stefano Simoni, la band attraversa un lungo e difficile periodo, tornando alla discografia nel 2013 con l’EP “Dentro me”, seguito dall’omonimo album nel 2014.

Nel 2021 esce “Tra gli Angeli”, album che vede anche la partecipazione alle tastiere di Derek Sherinian. Oggi i Notturna proseguono la loro attività con Michele Rizzi anche al basso e sono al lavoro su nuove produzioni e singoli previsti nel corso del 2026.

ASCOLTA “TIVÙ”!

Spotify: https://shortlink.win/1yi4k

mercoledì 16 settembre 2026

“Motel Pyranha” è il nuovo singolo dei SIKNA

 

“Motel Pyranha” è il nuovo singolo dei SIKNA, un brano diretto e senza compromessi che esprime un profondo disprezzo nei confronti di quelle figure manipolatrici che si muovono nell’ombra, sfruttando gli altri e agendo in maniera subdola per il proprio tornaconto.

Persone che la band identifica senza mezzi termini come “parassiti”: individui capaci di insinuarsi nelle relazioni e nelle dinamiche quotidiane, condizionando chi hanno intorno e traendo vantaggio dalle debolezze altrui.

Con “Motel Pyranha”, i SIKNA trasformano questa insofferenza in una presa di posizione netta, dando voce al rifiuto verso comportamenti tossici e manipolatori sempre più riconoscibili nella società contemporanea.

Ad accompagnare il singolo anche il videoclip ufficiale diretto da Marius Cherney (Imago Art Studios), una produzione realizzata nell’arco di tre giorni, tra due città e tre differenti location, con il lavoro di un’intera troupe al servizio della visione del regista.

Il risultato accompagna e amplifica l’immaginario di “Motel Pyranha”, traducendo visivamente l’attitudine e il messaggio del brano.

I SIKNA sono una band alternative rock di Novara nata dalle ceneri dei SIK.

Il loro sound affonda le radici nel grunge e nell’alternative rock anni ’90, con riferimenti a band come Nirvana, Soundgarden, Alice in Chains, Mudhoney e Seether, a cui si aggiungono influenze che spaziano dall’industrial al metal e al punk-rock. Distorsioni abrasive, feedback, riff pesanti e una forte attitudine live sono da sempre gli elementi centrali del progetto.

Dopo lo stop della fase pandemica, la band riparte con una nuova formazione e una nuova identità: nascono così i SIKNA, evoluzione naturale del precedente percorso, con un suono più compatto, oscuro e affilato.

Nel 2026 i SIKNA arrivano al debutto discografico con il primo album full-length “1.11”, in uscita per Sorry Mom!. Un lavoro costruito su riff pesanti, tensione emotiva e impatto fisico, che guarda al grunge e all’alternative rock senza nostalgia e mantiene al centro la dimensione live.

ASCOLTA “MOTEL PYRANHA”!

https://orcd.co/sikna-motelpyranha

“Red Burning Star” è il nuovo singolo dei Becoming Bellatrix

 

“Red Burning Star” è il nuovo singolo dei Becoming Bellatrix, un brano che sintetizza le influenze punk rock del gruppo attraverso un ritmo incalzante e un vero e proprio fiume di parole che accompagna l’ascoltatore per quattro minuti di euforia e velocità.

Come molti dei brani contenuti in “Don’t Kill My Dreams”, primo album del quartetto trentino, anche “Red Burning Star” affonda le proprie radici in esperienze realmente vissute. È proprio dal vissuto personale che nascono le canzoni più sincere della band: storie che diventano musica conservando tutta la loro immediatezza, unicità e forza.

“Red Burning Star” racconta quanto profondamente una persona possa entrare nella nostra vita, arrivando a scuotere certezze e convinzioni che sembravano ormai consolidate. Parla di quella sensazione di incompletezza che può nascere quando qualcuno diventa improvvisamente fondamentale, anche se prima del suo arrivo non ci si era mai sentiti davvero incompleti.

Ma parla soprattutto di chi riesce ad ascoltarci davvero. Di quelle persone capaci di vedere anche le parti più difficili di noi, comprenderne i demoni e, invece di combatterli, trasformarne lo sguardo.

Qualcuno che sa capire i tuoi demoni e disegnare piume sulle loro ali, mostrandoti così degli angeli.

Questa è “Red Burning Star”: una corsa veloce e viscerale che unisce l’urgenza punk rock a un racconto profondamente personale, nato dall’incontro con qualcuno capace di cambiare il modo in cui guardiamo noi stessi.

I Becoming Bellatrix costruiscono il proprio sound partendo dall’energia del punk rock, spingendola verso le sonorità dell’hard rock e del metal. La loro musica nasce dall’incontro delle diverse influenze con cui i componenti della band sono cresciuti e che continuano a far parte del loro percorso musicale. Senza la necessità di chiudersi all’interno di un’unica etichetta, il gruppo punta su brani diretti, energici e capaci di coinvolgere il pubblico.

Il 6 dicembre 2025 pubblicano “Don’t Kill My Dreams”, album finalista al Trentin Music Award nella categoria Miglior Album. Il disco nasce con l’intento di unire le persone e incoraggiarle ad affrontare le proprie insicurezze, accogliendo il cambiamento anche nei momenti più complessi. Musicalmente, “Don’t Kill My Dreams” mescola pop punk, metal e rock alternativo in un muro sonoro eclettico ma coeso, diventando il biglietto da visita della band e un punto d’incontro tra ascoltatori di generazioni diverse.

La dimensione live rappresenta un elemento centrale nell’identità dei Becoming Bellatrix ed è sul palco che la loro musica trova la sua espressione più immediata. Nel 2026 la band raggiunge le finali dello Skyfall Rock Contest e del Vicenza Rock Contest, consolidando ulteriormente il proprio percorso dal vivo.

Con una nuova formazione e una rinnovata energia, i Becoming Bellatrix stanno attraversando una fase di cambiamento e rinascita. Il nuovo materiale segna un ulteriore passo nella loro evoluzione, con un sound ancora più potente, maturo e diretto.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=TqLA8XSf5-8

“Mal di Testa”, il nuovo singolo di Marika

 

“Mal di Testa”, il nuovo singolo di Marika, racconta il momento in cui una relazione comincia a sgretolarsi e il distacco dell’altra persona porta con sé comportamenti egoisti e ingiusti, capaci di trasformare il rapporto in una fonte continua di disagio.

Al centro del brano c’è una relazione diventata tossica, nella quale la distanza non arriva in maniera netta, ma si manifesta attraverso atteggiamenti che feriscono e creano una situazione sempre più difficile da sostenere. Un malessere che non rimane confinato alla coppia, ma diventa evidente anche agli occhi di chi le sta intorno.

“Mal di Testa” racconta così anche il peso dello sguardo degli altri: le battute, i commenti e quelle situazioni in cui le persone intorno sembrano accorgersi di ciò che sta succedendo e finiscono, volontariamente o meno, per mettere ancora più in imbarazzo chi sta vivendo quel rapporto.

Il titolo diventa la sintesi di una condizione emotiva logorante: quel “mal di testa” provocato da una relazione che, invece di essere un luogo sicuro, si trasforma in una continua fonte di tensione.

Con “Mal di Testa”, Marika porta in musica una dinamica sentimentale tanto dolorosa quanto riconoscibile, raccontando il momento in cui prendere le distanze da qualcuno significa anche fare i conti con ciò che quella relazione ha lasciato dietro di sé.

Marika è una giovane cantante e cantautrice di 14 anni. Si avvicina alla musica fin da piccola grazie al papà Alessandro e inizia il suo percorso studiando pianoforte, per poi dedicarsi anche al canto sotto la guida dell’insegnante lirico Simone Angippi.

Prosegue la sua formazione entrando nella Focus On You Academy e nel 2024 partecipa a “Io Canto Family”, in onda su Canale 5, riuscendo ad arrivare fino alla finale.

Nel 2026 firma con Sorry Mom! con cui inizia un nuovo capitolo artistico.

ASCOLTA “MAL DI TESTA”!

https://orcd.co/marika-malditesta

martedì 15 settembre 2026

ELENA LEY – “Paura di Vivere”, IL NUOVO SINGOLO

Dopo “Multitasking Queen” e “Andare via”, arriva “Paura di vivere”, il terzo brano estratto da “Connectando”, il nuovo album di inediti di Elena Ley in uscita il prossimo 16 ottobre.

“Paura di vivere” nasce da una domanda: quanto di ciò che ci hanno insegnato sulla felicità, sull’amore e sul vivere senza rimpianti è davvero così? La canzone riflette sulle pressioni, sulle scelte e sulle cose che spesso non abbiamo il coraggio di dire, confondendo il silenzio con la diplomazia. È un invito a comunicare con più sincerità, ad accettare che ogni scelta comporta una rinuncia e, soprattutto, a ritrovare un sorriso vero, non quello che indossiamo per non disturbare.

«Alla fine non si tratta di vivere senza paura, ma di trovare il coraggio di vivere con un sorriso vero».

Ad accompagnare l’uscita del singolo anche un suggestivo VIDEOCLIP girato da Manuel Mira durante le caldissime giornate d’agosto di Barcellona tra il porto e le strade della città intorno alla celebre statua di Cristoforo Colombo.

La presenza dell’attore (Juan Soto) diventa il simbolo di ciò che desideriamo ma che, se ottenuto, può portarci a rinunciare ad altre parti della nostra vita. Il suo personaggio rappresenta quella possibilità apparentemente perfetta che ci attrae e ci mette davanti alle nostre scelte, alle priorità e alle conseguenze.

In alcune riprese Elena legge “Lettere d’amore” di Gabriele D’Annunzio, uno dei suoi autori preferiti, non solo come omaggio alla letteratura italiana, ma anche come simbolo delle parole che rimangono dentro di noi. Scrivere una lettera significa avere il coraggio di mettere nero su bianco ciò che proviamo, anche quando dirlo a voce fa paura.

Nel videoclip, quelle pagine diventano così un richiamo alla necessità di comunicare con sincerità, invece di nascondersi dietro il silenzio o dietro sorrisi di cortesia.

Il videoclip accompagna così la protagonista in un percorso fatto di desiderio, scelta e consapevolezza: perché vivere davvero non significa ottenere tutto ciò che desideriamo, ma imparare a scegliere senza paura e a ritrovare un sorriso autentico.

Elena Ley è una cantautrice, compositrice e poetessa italiana di Milano residente a Barcellona.

La sua musica unisce il cantautorato italiano contemporaneo a influenze Americana e alla sensibilità mediterranea, dando vita a canzoni personali, intime e profondamente narrative.

Ha vissuto e lavorato tra Italia, Germania (ha una seconda nazionalitá tedesca per scelta), Spagna e Stati Uniti, esperienze che hanno contribuito a definire il suo modo di scrivere e di guardare al mondo. Canta in italiano, spagnolo e inglese e porta nella sua musica il dialogo tra culture diverse.

Nel 2025 ha ottenuto il secondo premio a Sanremo Senior con “Camminando”, brano che fa parte del nuovo album “CONNECTANDO”.

È stata inoltre semifinalista ai MIN Awards in Spagna e agli International Songwriting Awards negli Stati Uniti.

Con la sua voce, la chitarra e testi che parlano di relazioni, libertà, cambiamento, paure e scelte, Elena Ley propone una musica autentica e senza confini, sospesa tra Italia, Spagna e Germania.

ASCOLTA “PAURA DI VIVERE”!

https://listen.music-hub.com/ethgu6

 

lunedì 14 settembre 2026

“Lebowsky Song”, nuovo singolo di Liqueedo

 

Con “Lebowsky Song”, Liqueedo apre una porta che nei suoi lavori precedenti era rimasta chiusa. Il dream pop e le atmosfere manchester lasciano spazio a chitarre distorte, ritmi serrati e una produzione spinta fino alla saturazione.

Il risultato ha il passo nervoso del post-punk contemporaneo, il rumore di A Place to Bury Strangers e una certa sporcizia lo-fi che richiama alcune produzioni di Damon Albarn.

Arturo Molinara prende l’universo surreale de “Il Grande Lebowski” e lo porta fuori dal film, dentro una realtà fatta di pubblicità, consumo, prestazioni, successo esibito e corse senza traguardo.

Al centro del brano c’è una scelta molto semplice: fermarsi.

Lasciare per un po’ il rumore del mondo, ascoltare musica, bere qualcosa, giocare a bowling con gli amici e smettere di chiedersi quale dovrebbe essere il prossimo obiettivo.

Il “Dude” diventa così una figura attraverso cui guardare alle nostre ossessioni quotidiane con maggiore distanza e una buona dose di sarcasmo.

“Lebowsky Song” propone una semplice sottrazione. Meno velocità, meno apparenza, meno bisogno di dimostrare qualcosa, solo vivere secondo una misura personale, anche quando tutto intorno spinge nella direzione opposta.

La traccia più imprevedibile del repertorio di Liqueedo diventa quindi anche una dichiarazione di libertà: cambiare suono quando serve, spostarsi dove la canzone chiede di andare e non concedere al proprio percorso il lusso di diventare prevedibile.

Dietro il nome Liqueedo c’è Arturo Molinara, cantautore salernitano cresciuto con la musica britannica come punto di riferimento. A quindici anni canta Stone Roses, The Smiths, Oasis e Sex Pistols in una cover band composta da musicisti molto più grandi di lui.

Con gli Oceans arrivano i primi concerti, prima a Salerno e poi in diverse città italiane. Il primo demo raggiunge radio italiane e straniere, fino alla rotazione di Echoic Memories su Insomnia Radio UK.

Durante il periodo Covid prende forma Liqueedo, progetto nato dal recupero di vecchi provini e dalla scrittura di nuovo materiale. Il passato torna a dialogare con il presente senza trasformarsi in nostalgia.

Il progetto viene notato da Marco Biondi, storico dj e produttore discografico, e successivamente entra nel roster di SorryMom!.

Il primo anno porta due singoli: “Out of Nowhere”, diretto verso il rock’n’roll, e “1999”, più intimo e ipnotico. Nel 2026 arriva “English Rose”, immersione nelle atmosfere dream pop britanniche legate a Smiths e Stone Roses.

Con “Lebowsky Song” il percorso cambia ancora direzione e mostra quanto sia ampio il territorio musicale in cui Liqueedo decide di muoversi.

Dal vivo il progetto assume diverse forme: solo voce e chitarra, duo, trio oppure band completa.

In quest’ultima formazione Arturo Molinara è affiancato da Andrea Bruno al basso, Gaetano Di Iorio alla chitarra e Antonio Pappacoda alla batteria.

Negli ultimi mesi Liqueedo ha condiviso il palco, tra gli altri, con Cristiano Godano, Meganoidi, Gian Maria Accusani e Sick Tamburo, Morgan, Bandabardò, Modena City Ramblers, Gianluca Grignani, Cor Veleno e Francesco Di Bella.

Una storia che continua a svilupparsi dal vivo, con una certezza precisa: il rock suonato da una band davanti a un pubblico conserva ancora tutto il suo peso.

ASCOLTA “LEBOWSKY SONG”!

https://benext.lnk.to/lebowsky

mercoledì 9 settembre 2026

“Non vorrei che una parola”, il nuovo singolo degli InsideUp

 

Ci sono incontri che durano poco, ma riescono comunque a lasciare un segno profondo.

“Non vorrei che una parola”, il nuovo singolo degli InsideUp, nasce proprio dalla storia di due persone che si piacciono fin dal primo sguardo, ma che vivono troppo lontane per riuscire davvero a costruire qualcosa insieme.

Il tempo trascorso insieme è breve, eppure per lei è sufficiente a far nascere un sentimento che continua a portarsi dentro anche dopo essersi salutati. Rimane così sospesa nell’attesa di un messaggio, aggrappata alla speranza che possa esserci ancora una possibilità. Dall’altra parte, invece, lui sembra riuscire ad andare avanti con maggiore facilità.

“Non vorrei che una parola” racconta così il dolore di chi resta legato a un ricordo e a un’emozione che, nonostante la sua brevità, ha lasciato una traccia difficile da cancellare. Una storia fatta di distanza, aspettative e di quella diversa capacità che spesso hanno due persone di lasciarsi alle spalle ciò che hanno vissuto.

Sul piano musicale, il brano si muove su sonorità pop rock, guidate dai riff di chitarra elettrica. L’intensità cresce gradualmente nel corso della canzone, fino ad arrivare a un ritornello finale esplosivo, che dà ancora più forza al racconto.

“Non vorrei che una parola” germoglia nello spazio che rimane tra ciò che è successo e ciò che avrebbe potuto succedere. Gli InsideUp scelgono di non dare una risposta, lasciando aperta quella possibilità che, almeno per una delle due persone, non ha mai smesso davvero di esistere.

InsideUp è una band pop rock nata a Roma nel 2021. Il progetto unisce l’energia del rock internazionale alle melodie del pop contemporaneo, con influenze che spaziano da Måneskin e Placebo a Coldplay e U2.

La formazione è composta da cinque elementi: Angelica Barbati alla voce, Alexia Mersinaj a tastiera e cori, Alessandro Crescentini alla chitarra elettrica, Diego Barbati alla batteria e Maria Barbati al basso.

I membri della band si conoscono tra i banchi di una scuola di musica, dove nasce una passione comune che li porta inizialmente a esibirsi dal vivo con un repertorio di cover. Nel 2021 decidono di trasformare quell’esperienza in un progetto originale: nascono così gli InsideUp, che iniziano a lavorare alla scrittura dei propri testi e delle proprie musiche.

Nell’estate del 2025 la band entra per la prima volta in studio di registrazione, segnando un passaggio importante nel proprio percorso artistico. Da questa esperienza nasce il singolo d’esordio e prende forma una nuova fase del progetto, con l’obiettivo di portare avanti un sound personale e creare, attraverso le proprie canzoni, una connessione autentica con chi ascolta.

ASCOLTA “NON VORREI CHE UNA PAROLA”!

https://orcd.co/insideup-nonvorreicheunaparola

RED RIVER – “Unchain Me”- Un brano sulla dipendenza e sul bisogno di spezzare un legame

 

“Unchain Me”, il nuovo singolo dei Red River, affronta il tema della dipendenza sentimentale e di quei legami dai quali, anche quando diventano fonte di sofferenza, può essere estremamente difficile allontanarsi.

Il brano parte dalla dipendenza all’interno di una relazione, ma sceglie volutamente parole capaci di allargare il racconto a forme diverse di dipendenza. Il rapporto descritto nel testo può così diventare la rappresentazione di qualsiasi situazione in cui qualcosa o qualcuno finisce per assumere un controllo sempre maggiore sulla propria vita, fino a rendere complicato immaginare di poterne fare a meno.

Un meccanismo che può riguardare una relazione affettiva, ma anche dipendenze come quelle legate all’alcol o alle droghe: situazioni differenti, accomunate dalla difficoltà di interrompere un rapporto che continua a esercitare la propria presa anche quando se ne riconoscono le conseguenze negative.

Questa sensazione attraversa anche l’atmosfera di “Unchain Me”, caratterizzata da toni cupi e da una tensione che accompagna le strofe. È nel ritornello, però, che emerge un cambio di prospettiva. La voce narrante non vuole più rimanere prigioniera della propria condizione e manifesta il desiderio di spezzare ciò che la tiene legata. Il titolo stesso, “Unchain Me”, diventa così una richiesta di liberazione. Alla dimensione più oscura delle strofe si contrappone un messaggio di speranza: riconoscere una dipendenza e desiderare di uscirne può rappresentare il primo passo per riprendere il controllo della propria vita.

I Red River sono una giovane rock band nata nel 2025 in provincia di Treviso dall’incontro di cinque musicisti accomunati dalla passione per il rock classico e il blues.

Nonostante la giovane età, la band ha già definito un sound energico e diretto, in cui la potenza del rock incontra le sfumature più grezze e viscerali del blues.

Alla base del progetto c’è soprattutto la voglia di suonare, sperimentare e divertirsi, senza seguire formule prestabilite. L’obiettivo dei Red River è infatti semplice: uscire dagli schemi e fare musica senza porsi limiti, seguendo ciò che li diverte e li rappresenta.

ASCOLTA “UNCHAIN ME”!

https://orcd.co/redriver-unchainme

giovedì 3 settembre 2026

“Sarà Per Un Altro Giorno”, il nuovo singolo di Farmakon

 

“Sarà Per Un Altro Giorno”, il nuovo singolo di Farmakon, rappresenta il terzo e ultimo capitolo del percorso tematico iniziato con “Maledetto Ciao” e proseguito con “Te Ne Vai”.

Al centro del brano c’è ancora una volta un incontro desiderato e mai realmente avvenuto. Con l’arrivo della fine dell’estate, la quiete e l’immobilità della stagione riportano alla mente un amore rimasto soltanto una possibilità, frenato dalla timidezza e dall’incapacità di agire. Ma mentre l’estate scivola via, arriva anche il momento di abbandonare le speranze e accettare ciò che non è stato.

Sul piano musicale, “Sarà Per Un Altro Giorno” prosegue il percorso pop-punk già esplorato da Farmakon nel precedente “Zeitgeist”. La sezione ritmica mantiene una presenza costante anche nei passaggi più raccolti, alternandosi all’apertura più energica e dinamica dei ritornelli.

A completare il sound tornano gli elementi ambientali ormai caratteristici del progetto: synth e tastiere accompagnano batteria, basso, chitarre e voci, creando un’atmosfera sospesa che attraversa l’intero brano e ne sottolinea il senso di malinconia e attesa.

Con “Sarà Per Un Altro Giorno”, Farmakon mette così il punto finale a una storia fatta di desiderio, distanza e occasioni mancate: la consapevolezza che, a volte, ciò che abbiamo aspettato non arriverà e che non resta che lasciarlo andare.

Davide Cera, cantante e polistrumentista piemontese già apertosi la strada nell’universo musicale con la rock band Thunder System, nel 2023 decide di aprire il progetto solista Farmakon, imponendosi la più totale libertà stilistica.

I suoi brani, scritti in italiano, amalgamano il rap (passione sepolta riscoperta dopo quasi dieci anni) con il pop, il rock e il metal, senza rinunciare al cantato e agli hook melodici.

Il 23 agosto 2024 ha pubblicato il suo primo singolo intitolato “Segno Di No”, che rappresenta un tentativo di comprendere come affrontare un futuro affatto incerto e di cui non si conosce la destinazione.

Il 20 giugno 2025 esce il singolo “Uno Alla Volta”, apripista per l’EP “Farmakon” – il suo primo lavoro da solista, pubblicato poi il 15 agosto 2025; il brano, incentrato sulle violenze umane che dominano il mondo di oggi, presenta l’unione di sonorità rap e hard rock, muovendosi tra barre, riff, assoli e breakdown.

Il 18 luglio è la volta di “Te Ne Vai”, brano emo/pop-punk dall’aria estiva che racconta di un amore desiderato ma incapace di essere messo in atto.

Il 20 marzo 2026 Farmakon torna con il singolo “Zeitgeist”, il primo in anticipazione del full-length album di prossima uscita, in cui è evidente la riflessione sul passato e sui conti da fare con la crescita personale, spesso foriera di ricordi malinconici e nostalgici, seguito dall’ultimo “Sarà per un altro giorno”.

ASCOLTA “SARÁ PER UN ALTRO GIORNO”!

https://ffm.to/farmakon-saraperunaltrogiorno

“Monet”, il nuovo singolo di Aguzzi

 

Un amore impressionista, tra fragilità, cicatrici e il desiderio di lasciarsi andare, questo il cuore di “Monet”, il nuovo singolo di Aguzzi, un brano che racconta una bellezza lontana dalla perfezione, fatta di sfumature, malinconia, fragilità e cicatrici. Una bellezza autentica, difficile da definire e proprio per questo capace di lasciare un segno.

La canzone nasce dal tentativo, quasi impossibile, di cogliere questa bellezza e riuscire a raccontarla attraverso le proprie parole. Al centro c’è una persona che porta con sé le proprie ferite, ma che proprio da quelle ferite riesce a far emergere alcune delle parti più belle di sé, trasformando la fragilità in qualcosa di nuovo.

Il riferimento a Claude Monet diventa così la metafora attorno alla quale si costruisce il brano: quella raccontata da Aguzzi è una sorta di amore impressionista, da osservare nelle sue sfumature più che nei suoi contorni. Luminoso, imperfetto e impossibile da afferrare completamente, proprio come un’immagine che cambia a seconda della luce e dello sguardo di chi la osserva.

Tra la voglia di comprendere l’altro e la consapevolezza che non tutto possa essere spiegato, “Monet” lascia infine spazio a un invito semplice e liberatorio: ballare insieme e smettere, almeno per un momento, di pensare a tutto il resto.

Aguzzi è un cantautore pop italiano che trasforma impressioni, momenti, ricordi e contraddizioni in canzoni sincere. Ogni brano nasce da esperienze vissute e dalla ricerca di qualcosa che rimanga, anche quando tutto cambia.

Il suo ultimo singolo si intitola “Monet” .

ASCOLTA “MONET”!

https://orcd.co/aguzzi-monet