martedì 12 maggio 2026

“Augmented Humanity”, il nuovo singolo degli SKW

 

Ispirato al libro The Game di Baricco, il nuovo singolo degli SKW “Augmented Humanity” osserva da vicino il rapporto sempre più stretto tra esseri umani e tecnologia. Anche se il nostro presente non è ancora dominato dalle macchine, sarebbe opportuno accorgersi dello spazio che queste si stanno prendendo senza essere davvero messe in discussione, l’elefante nella stanza che, sebbene sia ben visibile, viene ancora ignorato o quasi.

Alcuni iniziano a confondere il piano reale con il virtuale, restando intrappolati nella gabbia digitale: “digital jail, you can leave it”.

Per incrinarne le sbarre, non è necessario rifiutare la tecnologia, basta ridimensionarla: “play game, you’ve been wasting your time / it’s a human extension not your entire life”.

Il videoclip, girato nello scenario desolato del deserto californiano, inquadra uno spazio vuoto e assoluto, coerente con il sound asciutto e polveroso dei Godsmack, attraversato dalla furia cieca dei Disturbed.

Al centro del racconto, tre figure: una immersa in un visore di realtà virtuale, una incollata al PC, l’altra con il telefono sempre in mano, nonostante la compagnia di persone intorno a loro. Ecco che ritorna il deserto: emotivo, sociale, che isola mentalmente da famiglia e amici.

Il narratore interviene a scuotere le spalle urlando, per spronare i protagonisti a lasciare i dispositivi e tornare a vivere nel mondo vero.

Prima o poi il corpo stesso impone uno stop ed è allora che la disconnessione arriva non per scelta, ma per necessità: liberare gli occhi e le mani rimane il modo per sopravvivere.

Gli SKW sono una delle realtà più longeve e affermate del panorama rock/metal italiano. La band nasce a Milano nel 1989 con il nome Skywalker, per poi adottare l’attuale denominazione nel 1998.

La formazione stabile dal 1996 include Marco Laratro (voce), Simone Anaclerio (chitarra), Mirko Voltan (basso) e Giancarlo Piras (batteria).La loro storia è costellata da successi e collaborazioni prestigiose: dal debutto con il demo-tape del 1992 fino alla svolta internazionale con l’album Techno-Logical del 1998, distribuito in tutto il mondo da Adrenaline Records. Il gruppo ha calcato palchi di rilievo, suonando al fianco di artisti del calibro di Soulfly, Amorphis e Jason Newsted dei Metallica.

Il sound degli SKW evolve nel tempo, integrando aggressività e melodia, con una costante tensione verso l’innovazione musicale. Ogni album, da “Connection” (2000) ad “Alter Ego” (2005) fino a “SIGNS” (2014), ha rappresentato un passo avanti nella maturità artistica della band.

Nel 2021, dopo anni di tournée internazionali, gli SKW tornano in studio sotto la guida del produttore Frank Andiver. Tra il 2022 e il 2023 pubblicano una serie di singoli di successo, tra cui “Mindset”, “Inside Out” con la partecipazione di Alteria, e la cover del classico anni ’80 “Face to Face”, “Heart to Heart”.

Il 2024 segna un momento cruciale per la band con l’uscita dell’album “Humans”, edito da Sorry Mom/Be Next Music e distribuito da Universal Music.

Da questo progetto, che conferma la loro identità potente e versatile, sono stati tratti diversi singoli e videoclip, tra cui il recente “Voice Of Fear” e l’ultima potente release, “Reversal”.

Dopo l’apertura nel 2025 ai Fear Factory per la data milanese del tour per il trentennale di “Demanufacture”, gli SKW volano negli USA per 4 date tra cui al celebre Whisky a Go-go di Los Angeles e registrano un documentario che uscirà in settembre 2026.

Il videoclip di “Augmented humanity” è stato girato con il regista Marco Bazzi nel deserto del Joshua Tree in California.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=K3ZAPCexuwI

Esce “Velvet Religion”, il nuovo singolo di Jaro Lynx

 

Esce “Velvet Religion”, il nuovo singolo di Jaro Lynx, un brano magnetico e coinvolgente che trasforma l’attrazione in un vero e proprio rito sensoriale.

Con sonorità ipnotiche e un’atmosfera seducente e notturna, “Velvet Religion” accompagna l’ascoltatore in un viaggio dove desiderio, emozione e spiritualità si fondono in un’unica esperienza intensa e totalizzante. Il singolo utilizza immagini e simboli religiosi per raccontare una connessione fisica ed emotiva profonda, quasi mistica, in cui il corpo, il movimento e la musica diventano il centro assoluto della narrazione.

Tra tensione, abbandono e confessione, il brano costruisce una dimensione viscerale e cinematografica, capace di coinvolgere chi vive la musica come un’esperienza autentica, carnale e senza filtri.

Jaro Lynx è un autore e compositore italiano che costruisce un immaginario sonoro tra pop contemporaneo, elettronica e suggestioni notturne. Il suo stile unisce melodie incisive, produzione moderna e testi che esplorano emozioni intense, attrazione, inquietudine e ricerca personale. Dopo “Midnight in my mind” e “Shadow on the wall”, pubblica “Velvet Religion”, terzo singolo del progetto, consolidando un’identità artistica sensuale, cinematografica e riconoscibile.

ASCOLTA “VELVET RELIGION”!

https://bit.ly/4wjcuGh

lunedì 11 maggio 2026

“Niente da perdere”, il nuovo singolo di V!ktoria

 

“Niente da perdere”, il nuovo singolo di V!ktoria, racconta una relazione sospesa, mai davvero definita, in cui il legame emotivo si scontra con l’incapacità di scegliere. Un racconto intenso e autentico che esplora quella zona emotiva in cui amore, dubbi e consapevolezza convivono fino a rendere inevitabile il cambiamento.

Al centro del brano emerge una presa di coscienza lenta ma profonda: quella di chi, pur continuando a restare, inizia a riconoscere il proprio valore e comprende di meritare qualcosa di più autentico e completo.

Tra momenti di intimità capaci di mettere tutto in pausa e una realtà fatta di incertezze e non detti, i protagonisti si muovono in un equilibrio fragile, dove lasciarsi appare inevitabile, ma non per questo più semplice.

“È più facile lasciarsi con un motivo per odiarsi” diventa il filo conduttore del brano, una frase che racchiude il bisogno umano di rendere meno doloroso un distacco che, in fondo, nessuno dei due vorrebbe davvero affrontare.

Con “Niente da perdere”, V!ktoria dà voce a una tensione emotiva universale: quella tra il desiderio di restare e la necessità di andare via, trasformando fragilità e consapevolezza in un racconto sincero e profondamente contemporaneo.

V!ktoria, nome d’arte di Greta Sannino, è una cantautrice e songwriter di Torino. Il suo progetto musicale nasce nel 2022 e si muove all’interno di un pop dalle influenze punk, caratterizzato da una scrittura personale, diretta ed emotiva, che si affianca anche all’attività di autrice per altri artisti.

Dal debutto ad oggi ha pubblicato 16 brani, costruendo un percorso artistico in continua evoluzione e definendo un’identità sonora riconoscibile e autentica.

Pur essendo un progetto solista, V!ktoria si esibisce dal vivo insieme alla sua band di fiducia — una formazione stabile composta da batteria, basso e due chitarre — portando sul palco un sound energico, intenso e immediato.

Nel 2024 entra a far parte del roster management di Sorry Mom! e, nell’aprile 2025, viene pubblicato il singolo “Le cose che non so”.

Nello stesso anno partecipa alla settimana del Festival di Sanremo presentando il brano “Respirare” attraverso interviste su diverse emittenti radiofoniche, oltre che negli spazi di Casa Sanremo e Casa Bontempi, e a giugno pubblica “Cocktail Bar”, seguito a settembre dal remix ufficiale, entrambi distribuiti da Visory Records e pubblicati sotto l’etichetta Elisir Records.

Nel febbraio 2026 torna durante la settimana del Festival di Sanremo per presentare il singolo “Le Sei”, e a maggio torna con “Niente da perdere”, consolidando ulteriormente la propria presenza nel panorama emergente italiano.

ASCOLTA “NIENTE DA PERDERE”!

https://benext.lnk.to/ndp

Fuori il nuovo singolo di Claudia Cantisani, intitolato “Il venditore di rose”

 

UN CUPIDO CONTEMPORANEO TRA ROMANTICISMO E REALTÀ QUOTIDIANA

Fuori il nuovo singolo di Claudia Cantisani, intitolato “Il venditore di rose”.

Scritto dal giovanissimo pianista Marco Pizzicara e arrangiato da Giovanni Laterza, il brano si presenta come un piccolo gioiello di poesia contemporanea. La semplicità delle parole, dei personaggi e delle situazioni descritte nelle strofe si contrappone al respiro universale del ritornello, che esprime un bisogno d’amore profondo e condiviso.

“Il venditore di rose” nasce da un equilibrio raffinato tra intimità cantautorale e ricerca sonora. Il sound fonde il calore degli strumenti acustici — archi, chitarre e batteria — con elementi più moderni, come sub elettronici profondi e texture sintetiche. Il risultato è un paesaggio sonoro emotivo e contemporaneo, capace di sostenere la narrazione con delicatezza e intensità, in una dimensione sospesa tra tradizione e innovazione.

Dal punto di vista tematico, il brano restituisce dignità poetica a una figura spesso marginale nell’immaginario musicale: il venditore ambulante di rose. Riletto attraverso una lente romantica, diventa una sorta di Cupido contemporaneo, fedele al proprio ruolo fino ad accettare il rischio del ridicolo pur di portare avanti la propria missione. In questa prospettiva, il venditore di rose apre uno scorcio inaspettato sull’universo della passione quotidiana, offrendo uno sguardo delicato e intenso sull’eros nelle sue forme più semplici e autentiche.

Claudia Cantisani è didatta, vocalist e compositrice laziale d’origine e lucana d’adozione. Formata in canto lirico al Conservatorio “Gesualdo Da Venosa” di Potenza, approfondisce la scrittura al C.E.T. di Mogol e si specializza nel jazz con la tecnica Vocal Power di Elisabeth Howard, di cui è insegnante certificata.

Artista poliedrica, pubblica diversi album tra cui “Storie d’amore non troppo riuscite”(2013), “Non inizia bene neanche questo weekend” (2018) e “Sabrina sul petrolio”(2023), collaborando con nomi come Joe Amoruso, Sergio Caputo, Andrea Agresti e Alessandro Haber. Nel 2025 esce il singolo “L’uomo del sì” in duetto con Petra Magoni e, nel 2026, pubblica il singolo “Il Venditore di Rose”, con cui dà avvio a un nuovo capitolo artistico.

Vincitrice di premi e riconoscimenti sin dagli esordi, è protagonista di un’intensa attività concertistica in festival, jazz club e teatri in Italia e all’estero, oltre a numerose partecipazioni radiofoniche e televisive RAI. Nel gennaio 2026 registra il sold out al Blue Note di Milano, confermando il forte riscontro del suo percorso musicale.

ASCOLTA “IL VENDITORE DI ROSE”!

https://benext.lnk.to/ivdr

venerdì 8 maggio 2026

EPIGRAFI – “THE ROOM” – L’essenza fragile dei sogni

 

Il nuovo singolo degli Epigrafi, “The Room”, chiude la sezione dell’Inferno all’interno del concept “Dedalus”.

È un brano che lascia intravedere qualcosa oltre il buio, una soglia che introduce alla fase successiva del racconto: il Paradiso perduto. Anche il suono segue questa direzione, mantenendo il legame con le proprie radici ma spingendosi oltre: prog-death metal moderno sulla scia dei Persefone, con aperture atmosferiche vicine agli Opeth e inserti metalcore freddi e leggeri ispirati agli Imminence.

Dopo l’oscurità assoluta in cui era stato lasciato il protagonista, compare una porta. Una luce attraversa le fessure e interrompe il vuoto. Da lì prende forma “la stanza”, uno spazio soffuso e fuori dal tempo in cui lui e Amal riescono finalmente a ritrovarsi.

La scena ha la consistenza del sogno e infatti è proprio questo che emerge lentamente. Amal non parla, eppure la sua voce risuona nella mente del protagonista. È lei ad aver costruito questo luogo onirico, modellandolo per proteggerlo dall’abisso e offrirgli una possibilità di esistere ancora. In quella stanza convivono amore, salvezza e dissoluzione.

Ma qualcosa inizia a incrinarsi. Amal sta per svegliarsi e con il suo ritorno alla realtà l’incantesimo rischia di spezzarsi. Il protagonista comprende allora la natura fragile della propria esistenza: nato da quel sogno, potrebbe svanire insieme ad esso. Le lacrime di Amal fanno intuire il seguito, lo annunciano: “As I cross this veil I see your despair / now is the time to break this spell”.

“The Room” resta sospesa in questo equilibrio instabile che si affaccia sulla dissolvenza, lasciando aperta la porta verso ciò che verrà dopo.

Gli Epigrafi nascono nel 2016 a Bassano del Grappa dall’incontro tra Pietro, Enrico, Riccardo e Jacopo, uniti dalla volontà di costruire un linguaggio personale partendo da influenze come Death, Opeth e Dimmu Borgir. Dopo i primi brani pubblicati online e l’esordio con “Sublime and Vain”, la band inizia un’intensa attività live tra concerti e contest nel circuito veneto. Negli anni successivi la formazione cambia con l’ingresso di Alberto alla batteria e Mattia al basso, aprendo il suono a influenze prog e metalcore senza perdere l’impronta estrema delle origini.

Durante il periodo pandemico entra anche il chitarrista Riccardo, contribuendo alla nascita di “Dedalus”, concept diviso in tre sezioni — Purgatorio, Inferno e Paradiso Perduto — ispirato a un immaginario distopico di matrice dantesca. Nel 2022 la band registra l’EP “PH1 (Purgatorio)” presso La Distilleria Produzioni Musicali, mentre nel 2023 torna dal vivo conquistando il primo posto come miglior band metal e miglior gruppo vicentino al Vicenza Rock Contest.

Attualmente gli Epigrafi collaborano con Sorry Mom! e proseguono lo sviluppo di “Dedalus”, pubblicando i singoli “Arcadia” e “Maelström” e l’EP “Ep2silon”, che accompagna il passaggio dal Purgatorio all’Inferno del concept.

ASCOLTA “THE ROOM”!

https://ffm.to/epigrafi-theroom

Lunacy è il nuovo lavoro in studio dei Dear Lunacy

 

Lunacy è il nuovo lavoro in studio dei Dear Lunacy: un EP che attraversa quattro momenti diversi dello stesso viaggio emotivo.

Tra atmosfere cupe, ritornelli esplosivi e derive pop-punk più dirette, la band racconta il passaggio dalla confusione mentale a una disillusione più lucida. I brani oscillano tra tensione e sfogo, paranoia e malinconia, dando vita a un piccolo diario sonoro sospeso sul confine sottile tra perdere il controllo e imparare a conviverci.

TRACKLIST

Tarot:

“Tarot” apre l’EP con un’atmosfera tesa e notturna: strofe scure, quasi sospese, che poi esplodono in un ritornello più largo e potente. Il brano segue il percorso di qualcuno che prova a capire chi è davvero mentre cambia volto per stare al passo con il mondo. Un inizio inquieto, che mette subito in chiaro il tono del viaggio.

Lunacy:

Qui la tensione cresce ancora. Le strofe restano cupe e introspettive, ma il ritornello arriva più grande e più violento, come uno sfogo che rompe la pressione accumulata. È il momento in cui la mente si riempie troppo di pensieri, e il confine tra lucidità e follia inizia a diventare pericolosamente sottile.

Drops:

“Drops” sposta il suono verso territori più emotivi e diretti, con un’anima decisamente emo e pop-punk. Il brano racconta notti confuse, paranoie e piccoli disastri quotidiani con un tono più umano e vulnerabile. È uno dei momenti più esposti dell’EP, dove l’ironia amara convive con la sensazione di stare lentamente perdendo il controllo.

Stone Diary:

Questa traccia chiude l’EP su coordinate più pop-punk, veloci e malinconiche allo stesso tempo. Il pezzo racconta la fine di una storia mai nata e quella strana lucidità che arriva quando l’emotività si spegne e resta solo stanchezza. Tra notti insonni e messaggi che non arrivano, il cuore si indurisce un po’ alla volta.

I Dear Lunacy sono una band emo-punk nata in Brianza dal progetto solista di Davide Pasquale, in arte David Lunacy, voce e chitarra ritmica del gruppo.

Il progetto prende forma nel 2023, quando Davide inizia a trasformare in canzoni un diario personale fatto di notti insonni, relazioni sbagliate e della costante sensazione di non essere mai abbastanza. Col tempo, quelle storie smettono di essere un semplice sfogo individuale e diventano una band vera e propria.

Nel 2025 la formazione si ufficializza: ai già presenti Alessio Zampierolo al basso e Federico “Steel” Rinaldi alla chitarra solista, si aggiunge Marco Ferrante alla batteria.

Le canzoni dei Dear Lunacy raccontano il viaggio del Matto nel mondo reale: una figura che cade, si spezza e impara a sorridere mentre sanguina. Tra chitarre dirette, atmosfere emotive e testi viscerali, la band costruisce un diario di rabbia, ironia e disillusione, dando voce a chi non vuole più indossare le maschere imposte dal mondo.

ASCOLTA “LUNACY”!

https://orcd.co/dearlunacy-lunacy

martedì 5 maggio 2026

VAN FOR A DIME – è uscito “Off the Rails”

 

Le relazioni tossiche restano un terreno familiare a molti, non per tendenza ma per esperienza. Entrarci significa perdere orientamento, lucidità, senso delle cose. Dopo la rottura, ciò che era quotidiano cede di colpo, mentre mente e cuore deragliano: finiscono “Off the rails”, appunto.

Il nuovo singolo dei Van For A Dime parte da qui, cercando di mettere a fuoco il punto in cui tutto si spezza: “splitted your heart in two, the words don’t rule, that shadow over you”. Le parole non bastano più e resta solo un’ombra difficile da scacciare.

A parlare è uno sguardo esterno, quello di chi resta accanto e prova a intervenire. Nessun giudizio, solo consapevolezza, quella che serve per riconoscere il peso e provare a sollevarlo dalle spalle di chi ci è dentro. “I’ll take you out, ‘cause no one wants to / I’ll take you out and you’ll break the wall” diventa un invito diretto, un gesto concreto per riaprire uno spiraglio e interrompere l’isolamento.

“Off The Rails” osserva la caduta e offre la possibilità di rialzarsi. Il suono spinge e trascina, con l’energia adrenalinica dei Wolfmother, quella sfrontata e festaiola rubata ai Mötley Crüe e picchi vocali dal sapore halfordiano, senza perdere il legame con ciò che racconta. Incanalare il dolore nel movimento aiuta a scaricare tensione e a lasciare andare il veleno accumulato. Da qui può iniziare qualcosa di diverso, anche quando l’equilibrio è ancora precario.

Van For A Dime è un blend tra hard rock e stoner metal, che a tratti accenna al funky/fuzz rock. Il quartetto si rifà a pilastri come Black Sabbath; Mountain; Grand Funk Railroad. Questi ultimi principalmente vengono omaggiati, con la scelta artistica di inserire due voci; a tratti principali che creano contrasto tra le due voci distinte di Matt e Toby. Completano l’opera le solide ritmiche e i “Big-Riffs” di Fulvio (Mack) e Simo che anch’essi, a loro volta, creano un sound compatto ed incisivo. Non manca mai una buona dose di Hammond ed assoli che caratterizzano il sound del Van.

Il Van segue la scia di realtà più attuali come Wolfmother; Rival Sons; Dirty Honey autoalimentando il motore in un infinito viaggio alla ricerca di un sound sempre più caratteristico.

Nei testi del Van si raccontano storie di tutti i giorni; una routine fatta di persone comuni che affrontano la vita. Questi per noi sono i veri Supereroi di quartiere, quelli irriducibili, che viaggiano verso una meta a noi sconosciuta ma sanno perfettamente che, alla fine; non molleranno mai.

ASCOLTA “OFF THE RAILS”!

https://orcd.co/vanforadime-offtherails

I Mardi Gras vincono il prestigioso Premio Roma Videoclip con “DON’T TOUCH THE SINNER”

 

Grande riconoscimento per i Mardi Gras, che si aggiudicano il prestigioso Premio Roma Videoclip nella categoria “Premi Speciali – sezione Indie” con il brano “DON’T TOUCH THE SINNER”, tratto dal loro ultimo album “Sandcastle”, per la regia di Manuela Kalì.

La cerimonia di premiazione si è svolta il 27 aprile negli spazi di Officina Pasolini, in occasione della XXIII edizione del premio, appuntamento di riferimento dedicato al dialogo tra musica e linguaggio audiovisivo.

La manifestazione ha celebrato videoclip, artisti, registi e produzioni distintisi nel panorama italiano e internazionale, con particolare attenzione ai progetti indipendenti e a forte impatto sociale.

Il videoclip premiato è stato realizzato tra le suggestive rovine della città perduta di Canale Monterano (Roma), dove le atmosfere sospese del Casale di Bonaventura e delle antiche mura medievali fanno da scenografia a un brano symphonic rock intenso e avvolgente.

Nel video, due presenze enigmatiche – Rey (Lupo) e Paloma (Cavallo) – si muovono in un gioco di sguardi e silenzi, accompagnate dalle interpretazioni di Simone De Bianchi (“Come un gatto in tangenziale”, “Accattaroma”) e Angelica Aureli (“Romulus”). Un continuo rincorrersi che cela un’inquietudine profonda, mentre la musica si sviluppa in un flusso sonoro ipnotico e senza tempo.

La serata è stata condotta da Antonio Panzica e Simone Bartoli, mentre la direzione artistica è stata affidata a Francesca Piggianelli.

Con questo importante traguardo, i Mardi Gras consolidano la propria identità artistica, portando avanti una ricerca sonora e visiva capace di emozionare e lasciare un segno profondo, in perfetto equilibrio tra musica e immagine.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=OWsdOYIfPc8

venerdì 1 maggio 2026

“Live” è il nuovo EP de La Fottuta Band

 

Diretto, sporco, senza filtri. “Live” è il nuovo EP de La Fottuta Band: cinque tracce che catturano l’essenza più cruda del loro suono e la restituiscono senza compromessi.

Registrato con l’urgenza di chi ha qualcosa da dire e poco tempo per dirlo, “Live”suona esattamente come deve: vero. Chitarre che graffiano, una sezione ritmica che pulsa come un cuore accelerato e una voce che non chiede permesso. Ogni traccia è un frammento di palco, un’esplosione di energia che trascina dentro chi ascolta.

In questi cinque brani La Fottuta Band mette a nudo la propria identità, mescolando rabbia, ironia e un’attitudine che non si piega. Non c’è spazio per sovrastrutture: solo musica vissuta, suonata e sputata fuori con sincerità.

TRACKLIST

NULLA CALMA
“Nulla Calma” racconta una routine infernale che consuma la vita giorno dopo giorno. È l’irrequietezza di chi non si sente mai davvero appagato, mai davvero felice — nemmeno nei momenti in cui sembra possibile risorgere. È una corsa continua, una lotta fino all’ultimo secondo, aggrappati a qualsiasi spiraglio mentre un’altra settimana è già pronta a ricominciare. E noi restiamo lì, sospesi, a renderci conto che, in fondo, siamo soltanto polvere.

SANGUE
Nel 1680 gli Zuni, popolo nativo del sud-ovest degli Stati Uniti, furono travolti dalla violenza e dall’imposizione di un nuovo ordine. Una storia di sopraffazione, identità negate e culture costrette a piegarsi sotto qualcosa di più grande e feroce. È successo allora, succede ancora oggi. “Sangue” porta addosso il segno di quella lotta e lo trasforma in suono: ritmiche serrate, impatto diretto, un’energia che scuote e non concede tregua. Perché alcune storie — come certe guerre interiori — devono essere raccontate prima che il rumore del mondo le cancelli.

ROCK’N’ROLL
“Rock’n’Roll” è un punto di rottura. Un brano diretto e viscerale, il momento esatto in cui si smette di chiedere il permesso. Qui la libertà non è un’idea astratta, ma una scelta concreta, immediata, istintiva.
In poco più di tre minuti, la traccia diventa un invito a scegliere se stessi senza compromessi, anche quando significa fare rumore, disturbare, uscire dagli schemi. È una dichiarazione urgente, senza filtri: perché vivere davvero non si può rimandare. E forse non esiste una seconda possibilità.

MENTE DIVORO
“Mente Divoro” affonda nell’alienazione dell’uomo nella società contemporanea. Non esiste più un confine netto tra lavoro e vita: tutto si mescola, tutto invade. L’operaio moderno — in fabbrica, in ufficio o davanti a uno schermo — finisce il turno, ma non si ferma davvero. Si rifugia nella tecnologia, scorre, consuma, si distrae. Crede di staccare, ma si svuota ancora di più. È un’alienazione nuova, più silenziosa e subdola. Ti tiene occupato mentre perdi il contatto con te stesso. Ti illude di riposare mentre ti consuma.

DELLA MORTE DELL’EGO
Un viaggio interiore, viscerale e senza difese. Racconta la fragilità umana e la forza che nasce proprio dalle crepe. Il contrasto tra “sole e ruggine” diventa il simbolo di un equilibrio instabile: luce e oscurità, bellezza e consumo, vita e decadimento. È una traccia che attraversa domande esistenziali e visioni oniriche, dove lo smarrimento diventa terreno fertile per una trasformazione. Nel vuoto si accende un’energia nuova: l’ego muore, ma proprio in quella fine nasce qualcosa di più autentico. Non è una risposta, ma un passaggio. Un grido che ferisce e cura insieme, trasformando la vulnerabilità in forza e il dolore in una forma di rinascita.

La Fottuta Band nasce dall’unione di due progetti in duo con Andrea (batteria) come punto in comune, insieme a Francesco (voce e chitarra) e Marco (basso). Dopo tentativi, incastri difficili e una crescente urgenza di portare dal vivo idee e provini, i tre decidono di fondersi in un power trio, trasformando un percorso incerto in una direzione chiara e condivisa.

Il suono è diretto, viscerale e senza filtri: chitarre distorte, sezione ritmica serrata e testi che mescolano ironia, rabbia e consapevolezza. Più che un progetto, la band diventa un manifesto: suonare come necessità, tra disincanto e libertà.

Con la produzione di Roberto (L’Amor Mio Non Muore, Forlì), danno forma ai primi brani, fino all’uscita dell’album di debutto ROCK’N’ROLL (21 novembre 2025), presentato in un’intensa release in sala prove. Tra temi esistenziali e tensione istintiva, le loro canzoni oscillano tra filosofia e realtà, mantenendo un approccio crudo e autentico.

Nel 2026 esce l’ EP “Live”, pensato per catturare l’energia pura del trio sul palco, senza filtri né compromessi.

ASCOLTA “LIVE”!

https://orcd.co/fottutaband-live

mercoledì 29 aprile 2026

Simone Pittarello pubblica “Sole Nero”

 

Simone Pittarello firma con “Sole Nero” un incontro improbabile che prende forma tra legno consumato e bicchieri vuoti: un’osteria veneta fuori dal tempo, dove Charles Baudelaire, Jimi Hendrix, Johann Sebastian Bach e Andy C condividono lo stesso tavolo. Da lì nasce un brano che tiene insieme tensioni lontane, scrittura d’autore e aperture sonore che sfiorano la world music.

”Sole Nero” entra in una zona sospesa, dove il dolore non si esaurisce ma resta in circolo, come una presenza costante.

L’immagine centrale è chiara e insistente: “quel Sole Nero che brucia fin qui tutta la notte / e non tramonta più” e che diventa protagonista del lyric video, creando ambientazioni di ombre suggestive.

Non c’è alternanza, non c’è sollievo, solo una luce rovesciata che scalda e consuma allo stesso tempo. Il protagonista si muove dentro questa esposizione continua, cercando un modo per restare intero mentre qualcosa si sgretola.

Il tradimento si insinua senza dichiararsi apertamente, lasciando spazio a una frattura più sottile: “colpiscimi alle spalle e poi fidati di me”. È una dinamica che confonde, che tiene insieme bisogno e difesa, desiderio di abbandono e resistenza.

Da qui nasce una tensione che attraversa tutto il brano, fino a farsi richiesta esplicita nel ritornello: “non lasciarlo andare via, come fosse niente / Sole Nero che ha portato via un’altra parte di me”. Trattenere o lasciar andare diventa un equilibrio instabile, continuamente rimesso in discussione.

La scrittura segue questa oscillazione, alternando immagini fredde e improvvisi slanci, fino a un punto in cui la fragilità prende parola: “piccolo cuore mio di tenebra che splendi”. Dentro questa contraddizione si apre uno spazio inatteso, dove ciò che ferisce continua anche a illuminare, senza risolversi mai del tutto.

Musicalmente, il brano si muove tra cantautorato e rock d’autore, lasciando filtrare suggestioni ritmiche e timbriche che ampliano il paesaggio sonoro senza disperderlo. Le influenze convivono senza sovrapporsi, come se provenissero davvero da quel tavolo affollato e fuori asse.

Alla fine resta una domanda sospesa, quasi detta a mezza voce: il conto, chi lo paga davvero?

Simone Pittarello è un polistrumentista e cantautore padovano dotato di una voce potente e versatile. Attivo dalla fine degli anni ’90, ha lavorato come turnista, compositore SIAE e docente. Suona batteria, basso, chitarra, pianoforte, tastiere, tromba, percussioni e naturalmente la voce.

Nel corso degli anni ha partecipato a più di 35 progetti discografici, collaborando con numerose formazioni tra rock, cantautorato e ricerca vocale.

Parallelamente alla carriera musicale, ha svolto un intenso percorso di studio sulla vocalità, collaborando con il CNR e approfondendo gli esperimenti di Demetrio Stratos, esperienza che lo ha portato alla pubblicazione del trattato divulgativo “La Voce Libera” e all’attività di insegnante di canto dal 2009.

Nel 2013 vince tre premi al concorso nazionale Note d’Autore e nel 2014 il suo album autoprodotto “Esco un attimo” riceve una nomination al Premio Tenco. Dopo varie produzioni e collaborazioni, nel 2023 torna al percorso solista con l’album “Lo Sconosciuto”, seguito da una serie di singoli pubblicati con Sorry Mom! ed Engine Records.

ASCOLTA “SOLE NERO”!

https://orcd.co/simonepittarello-solenero