martedì 20 ottobre 2026

THE ROOWENS – esce “Motorcycle Blues”

Un’ode alla motocicletta e all’emozione della strada, tra atmosfere dilatate, spirito blues e il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle.

Chiudere gli occhi, ascoltare il rombo del motore e lasciarsi trasportare. Con “Motorcycle Blues”, i The Roowens trasformano la passione per le due ruote in un’esperienza musicale intima e viscerale, un omaggio alla libertà del viaggio e a quelle sensazioni che soltanto la strada sa regalare.

Una strada panoramica e deserta, il tramonto all’orizzonte, il profumo dell’aria che si mescola a quello della benzina: sono queste le immagini evocate dal brano, che racconta un legame profondo con la motocicletta e con l’emozione di viaggiare senza fretta, seguendo soltanto il proprio istinto. Perché chi ama le due ruote conosce bene quella sensazione di assoluta libertà, difficile da descrivere a parole, ma forse capace di trovare nella musica la propria espressione più autentica.

“Motorcycle Blues” si sviluppa come un viaggio sonoro disteso e dilatato, libero da costrizioni e convenzioni, proprio come un percorso in moto in cui a contare non è la destinazione, ma ogni singolo istante vissuto lungo la strada. Il brano invita l’ascoltatore a immergersi nelle sue atmosfere, lasciando spazio alle sensazioni e al piacere di perdersi nel momento.

Con questa traccia, i The Roowens condividono una passione che diventa linguaggio musicale e racconto personale. Basta immaginarsi in sella, mentre il sole scende all’orizzonte e la strada si apre davanti a sé: per qualche minuto, non esiste nient’altro.

Perché a volte la libertà ha il suono di un motore, il ritmo di un blues e tutto il tempo del mondo davanti.

Attivi dal 2022, i The Roowens nascono da una forte affinità con le sonorità punk rock, radice di un’identità musicale che nel tempo si è evoluta, aprendosi a nuove influenze e a un approccio più maturo e ricercato.

La crescita del progetto si riflette anche nel songwriting, che si orienta verso un rock diretto, immediato e accessibile, senza perdere l’energia delle chitarre distorte e l’attitudine rock che contraddistingue la band.

A definire l’immaginario dei The Roowens contribuiscono atmosfere e suggestioni ben precise: il sound californiano, il fascino della strada e la passione per le motociclette. Elementi che si intrecciano nella loro musica, dando forma a un’identità in continua evoluzione, capace di coniugare spontaneità, energia e una rinnovata ricerca sonora.

ASCOLTA “MOTORCYCLE BLUES”!

https://orcd.co/theroowens-motorcycleblues

 

“Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01

Un riff blues conturbante apre “Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01, e prepara il terreno a una voce che sembra aver perso ogni punto di riferimento. La linea vocale sale fino alla vetta, si sporge nel vuoto e precipita, come un carrello sulle montagne russe che non concede al passeggero il tempo di capire cosa lo aspetta. Le note riproducono così lo stesso sbandamento raccontato dal brano: un continuo cambio di quota per chi non riesce più a distinguere il confine fra immaginazione e sogno.

“Benzodiazepine” racconta il delirio provocato dalla privazione del sonno, quando il dolore impedisce di riposare e la coscienza rimane accesa, incapace però di governare ciò che accade nella mente.

Da settimane rabbia, paura e disperazione si rincorrono senza concedere tregua, fino a presentarsi ogni sera, puntuali alle sette, per riprendersi tutto lo spazio disponibile. Il corpo diventa estraneo, persino le mani sembrano appartenere a qualcun altro, mentre le lacrime non accennano a fermarsi.

In questo circuito, le benzodiazepine promettono una pausa: nove minuti di fila in cui il rumore può finalmente interrompersi, prima che la giostra riparta da capo. Non c’è una vera via d’uscita in quell’intervallo, soltanto il sollievo provvisorio di chi è arrivato al limite e vorrebbe smettere di combattere. Quando anche il riposo diventa irraggiungibile, resta un desiderio essenziale, quasi disarmante nella sua semplicità: essere stretti in un abbraccio, sentire qualcuno vicino, trovare un modo perché tutto questo finisca.

Gli After Midnight 00.01 affidano alla voce il compito di attraversare questo precipizio emotivo, seguendone gli scarti e le accelerazioni. Le montagne russe di “Benzodiazepine” non portano verso un traguardo: girano dentro una notte che sembra non finire mai, alla ricerca di una tregua abbastanza lunga da poter tornare a respirare.

“Benzodiazepine” è contenuta nell’album “After Midnight 00:01”.

Gli After Midnight 00.01 nascono nel 2017 tra Nuoro e Dorgali dall’incontro tra Andrea Ledda e Mario Fancello, musicisti accomunati da una forte passione per il rock legato alla strada, al viaggio e alla dimensione live. Insieme a loro prendono parte al progetto Antonio Senette al basso e Francesco Masuri alla batteria, contribuendo alla costruzione delle prime basi sonore della band.

Dopo un primo periodo dedicato anche alle cover, il gruppo concentra progressivamente il proprio lavoro sulla scrittura di brani originali, sviluppando un’identità costruita attorno a hard rock, blues ed energia dal vivo.

Il nome After Midnight 00.01 nasce dalle prove notturne della band, ma col tempo assume un significato più simbolico: il momento esatto in cui qualcosa si mette in moto e il viaggio comincia.

Nel 2024 esce il primo singolo ufficiale, “Dirty Blues”, che inaugura il percorso discografico della band.

Nello stesso periodo la formazione cambia volto con l’ingresso di Andrea Burattin e Nicola Ceccato, musicisti già attivi nei Panorama Kaiser e nel progetto elettronico Ekreep.

Il 2025 porta diversi singoli e la pubblicazione fisica dell’album “After Midnight 00:01” in una limited edition di 100 copie numerate contenente il brano esclusivo “After Midnight”.

A gennaio 2026 il disco arriva finalmente sulle piattaforme digitali, accompagnato dal singolo “This Song Is a Lie”, dall’edizione in CD e dalla stampa in vinile. La band porta il progetto in tour tra Sardegna e penisola italiana con il “Rock in Progress Tour”, mentre prosegue il lavoro sul nuovo materiale in studio.

Oggi gli After Midnight 00.01 collaborano con Sorry Mom! per management, promozione e sviluppo del progetto.

ASCOLTA “BENZODIAZEPINE”!

https://ffm.to/aftermidnight0001-aftermidnight0001

 

I Latitudine45 tornano con “Fosforo”

 

I Latitudine45 tornano con “Fosforo”, un singolo introspettivo che esplora il peso del tempo, la perdita di identità e la ricerca di autenticità nella vita moderna.

Una traccia profonda, sincera e diretta, che racconta la lotta quotidiana per non smarrire se stessi e continuare a credere nei propri sogni.

Con “Fosforo”, i Latitudine45 danno voce a chi cerca di orientarsi in una quotidianità sempre più frenetica, dominata da convenzioni sociali, relazioni superficiali e connessioni filtrate dagli schermi. Il tempo scorre inesorabile, le maschere da indossare diventano parte della routine e il bisogno di rapporti autentici si scontra con una realtà cittadina che anestetizza, svuota e allontana da ciò che conta davvero.

In questo scenario, il rifugio nel mondo digitale sembra offrire una via di fuga, ma rischia di trasformarsi in un ulteriore elemento di alienazione. I ricordi si fanno sfocati, la memoria vacilla e l’identità personale sembra dissolversi in un avatar, fino a rendere difficile riconoscere chi eravamo e quanto siamo cambiati. È il ritratto di una società fredda e individualista, in cui la ricerca di connessioni profonde si scontra con una crescente sensazione di solitudine.

Eppure, “Fosforo” non si ferma alla disillusione. Sotto il senso di vuoto emerge una scintilla di resistenza, una spinta a reagire e a ritrovare la propria direzione. Il brano si apre così alla speranza e alla volontà di difendere la propria autenticità, senza rinunciare ai sogni e alla possibilità di costruire un futuro diverso.

Con una scrittura intima e diretta, i Latitudine45 trasformano il disorientamento contemporaneo in una riflessione personale e universale, dando voce a quella tensione tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che vorremmo ancora diventare.

“Fosforo” è una traccia da ascoltare e ritrovare nelle proprie giornate, capace di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio interiore che, anche nei momenti di maggiore incertezza, lascia spazio alla possibilità di ripartire.

I Latitudine45 (LTD45) nascono dall’incontro quasi casuale tra musicisti durante una festa di compleanno. È l’intuizione di Andreino a dare il via al progetto, riunendo Dj Ego e Bulby attorno a una visione musicale capace di superare i confini dei generi. Prende così forma un sound originale e contaminato, in cui hard rock, reggae, dub e hip hop si fondono in un mix dal forte impatto sonoro e dalla spiccata libertà espressiva.

Dopo una prima fase di ricerca e sperimentazione, la formazione si completa con l’ingresso di Phobia alla voce e Dj Raiz agli scratch, contribuendo a definire ulteriormente l’identità sonora della band.

Nel corso del tempo, il progetto attraversa diversi cambi di formazione. Dj Ego porta avanti anche il proprio percorso solista, continuando a collaborare attivamente con il gruppo attraverso idee e contributi creativi. Alla chitarra solista arriva Marco, che mette a disposizione la propria esperienza e personalità musicale, arricchendo il sound della band con nuove prospettive.

Tra prove, sperimentazioni e la realizzazione di un primo demo, i Latitudine45 iniziano a consolidare la propria identità e a farsi conoscere nella scena musicale.

Un percorso in continua evoluzione, sostenuto da una forte coesione, da un’attitudine live energica e dalla volontà di esplorare nuove possibilità sonore senza perdere la propria essenza.

Oggi i Latitudine45 sono al lavoro su un nuovo disco, previsto per il 2026, con l’obiettivo di spingere ancora più avanti i confini della propria musica e rinnovare un’identità che trova nella contaminazione, nella sperimentazione e nell’energia dal vivo i suoi tratti distintivi.

ASCOLTA “FOSFORO”!

https://benext.lnk.to/fosforo

domenica 18 ottobre 2026

EGO DIVIDED – ecco “The Abyss”

 

Chi ha detto che il death metal debba parlare soltanto di fiamme, sangue e distruzione, senza lasciare spazio a riflessioni filosofiche? Nel secondo album degli Ego Divided, Nietzsche e Schopenhauer diventano riferimenti palesi di un percorso che scava nelle contraddizioni dell’individuo e della società. L’obiettivo di “The Abyss” è squarciare il velo delle illusioni per guardare in faccia l’abisso interiore e collettivo.

Il riferimento è al velo di Maya, il concetto filosofico che descrive l’inganno dei sensi e la difficoltà di accedere alla realtà autentica delle cose. Nella visione di Schopenhauer, il mondo percepito è una rappresentazione e superarne le apparenze richiede vie di liberazione come la pietà, l’ascesi e l’arte, con un ruolo privilegiato per la musica.

Dal risveglio interiore e dalle ossessioni quotidiane di “R.U.S.T.”, “Empty Ego” e “From the Abyss” alle accuse rivolte a finzioni, paranoia e odio in “Reflections”, “Coward’s Mask” e “Fury of Hatred”, il disco allarga progressivamente lo sguardo. “Totally Blind” denuncia la cecità alimentata dai media, “Infernal Blood Sucker” affronta il ripetersi della violenza, mentre “Lake of Blood” mette in relazione la tragedia storica di Geronimo con i conflitti contemporanei. A tenere insieme questi temi è un Melodic Death Metal fatto di riff affilati, ritmiche serrate e aperture melodiche.

“The Abyss” è il secondo album in studio degli Ego Divided, band palermitana che consolida qui la propria identità musicale melodic death metal. Registrato, mixato e masterizzato al Rock Zone Studio di Palermo, il disco raccoglie nove brani dedicati alle zone più contraddittorie della psiche, alle distorsioni della società e alle ferite lasciate dalla storia.

TRACKLIST

R.U.S.T. (REPETITIVE UNCONSCIOUS STERILE THOUGHTS)

L’intro affronta il peso dei pensieri ossessivi e la ricerca di un senso nell’esistenza. Per interrompere il ciclo della sterilità mentale, invita a cambiare prospettiva e a riconoscere il valore di ciò che già ci circonda.

EMPTY EGO

Il brano invita a risvegliare la coscienza e a sottrarsi alle distrazioni del mondo esterno. Guardarsi dentro diventa il primo passo per ritrovare la propria direzione e riattivare l’immaginazione contro il vuoto esistenziale.

REFLECTIONS

La ricerca della ricchezza materiale e l’ossessione per la propria immagine finiscono per oscurare ciò che conta davvero. Il brano richiama il valore della semplicità e di ciò che resiste al tempo, lasciando un segno duraturo.

COWARD’S MASK

Un attacco alle insicurezze che alimentano paranoia e megalomania, nascondendosi dietro il vittimismo e una superiorità di facciata. La maschera protegge dal giudizio altrui, ma coltivare invidia e ostilità immaginarie conduce all’autodistruzione.

INFERNAL BLOOD SUCKER

Una presenza parassitaria attraversa i secoli, nutrendosi di sangue e conoscenza per giustificare i conflitti e deformare la realtà attraverso la menzogna. Di fronte al ripetersi della violenza, il brano esprime il desiderio di spezzare un meccanismo che sembra non conoscere fine.

TOTALLY BLIND

La cecità collettiva di fronte ai problemi sociali viene ricondotta a una comunicazione manipolata, che orienta l’opinione pubblica e scoraggia la partecipazione. Il brano esorta a sottrarsi a questo condizionamento e a sviluppare un pensiero autonomo.

FURY OF HATRED

La psiche diventa teatro di un conflitto fra odio, misantropia, dipendenza e ricerca di solitudine. Rabbia e desiderio di controllo si alimentano a vicenda, fino a sfociare nell’impulso di possedere e distruggere.

LAKE OF BLOOD

Il massacro di Kaskiyeh del 1858 e la vicenda di Geronimo diventano il punto di partenza per un parallelismo con le guerre contemporanee. Tradimenti, espropriazioni e propaganda mostrano come la rappresentazione del nemico continui a giustificare la morte degli innocenti, lasciando aperta una domanda: chi perde davvero quando i massacri si ripetono?

FROM THE ABYSS

Squarciare le proprie illusioni significa precipitare in un territorio interiore fatto di angoscia e domande sull’identità e sul senso dell’esistenza. Una volta caduto il velo, tornare all’inconsapevolezza diventa impossibile: resta il confronto con i propri pensieri e la ricerca di una via d’uscita.

Gli Ego Divided sono una band death metal fondata a Palermo nel 2005 dal chitarrista Massimo Masi. Nel corso degli anni hanno sviluppato un linguaggio che accosta la velocità e l’impatto del death metal alle strutture articolate del progressive. Dal 2012, l’ingresso del cantante e paroliere Mauro Tagliavia ha contribuito a definire la dimensione lirica del progetto.

Dopo il debutto omonimo del 2024 e alcuni cambi di formazione, la band ha lavorato al secondo album, “The Abyss”, anticipato dai singoli “Totally Blind”, “Reflections”, “Fury of Hatred” ed “Empty Ego”. Il disco segna l’ingresso ufficiale del chitarrista Ermanno Siino e del batterista Manfredi Mansueto, già negli State of Neptune.

Le registrazioni documentano anche il passaggio fra diverse fasi della formazione: la maggior parte delle parti di chitarra è stata incisa da Siino al fianco di Masi, mentre due brani vedono la partecipazione dello storico chitarrista Alberto Zimone. Mansueto ha registrato quasi tutte le parti di batteria, con l’eccezione di tre tracce affidate a Phil Spinelli dei Tol Morwen.

La formazione attuale comprende Mauro Tagliavia (voce), Massimo Masi (chitarra), Ermanno Siino (chitarra), Alessio Lopes (basso) e Manfredi Mansueto (batteria).

ASCOLTA “THE ABYSS”!

https://orcd.co/egodivided-theabyss

venerdì 16 ottobre 2026

“In 13 Minuti Scarsi”, il nuovo EP di Marco Catch

 

“In 13 Minuti Scarsi”, il nuovo EP di Marco Catch, raccoglie in quattro tracce un racconto intimo e disincantato fatto di aspettative, piccole disillusioni quotidiane e momenti di consapevolezza. Un lavoro essenziale, costruito intorno a sonorità acustiche e a una scrittura diretta e introspettiva, che mette al centro la distanza tra ciò che immaginiamo e ciò che realmente accade. Sullo sfondo, il bisogno di fermarsi, fare i conti con la realtà e provare a ritrovare la propria direzione.

TRACKLIST

Vortice

Un susseguirsi di sensazioni e domande aperte che raccontano il caos della mente e una condizione di profonda inquietudine. Al centro del brano c’è il bisogno di fermarsi, prendere fiato e provare a ritrovare il proprio equilibrio.

Ci Spero Sempre

Una riflessione sulle aspettative, sugli ideali e sulla distanza che spesso li separa dalla realtà quotidiana. Tra ironia e disillusione, il brano racconta la difficoltà, ma anche la necessità, di continuare a credere in qualcosa nonostante tutto.

Per Le Strade

Un ritorno ideale all’infanzia e alla semplicità dei cortili, messi a confronto con un presente più complesso e disilluso. Il brano diventa così un invito a recuperare quella leggerezza e a vivere gli istanti prima che la realtà finisca per imporre le proprie regole.

Il Gitano

Il ritratto di un viandante solitario che attraversa luoghi e distanze alla ricerca di risposte e di qualcosa capace di riaccendere le sue passioni. Una figura in continuo movimento, sospesa tra il timore di lasciarsi alle spalle le proprie ferite e il bisogno di rimettersi in cammino.

Marco Catch è un cantante e compositore attivo sulla scena musicale dai primi anni Duemila. Dal 2010 al 2015 è la voce della rock band Borderline, con cui si aggiudica diversi contest del circuito underground, tra cui Rock Targato Italia, Band of the Year e Zombie Rock, arrivando a esibirsi su palchi come l’Alcatraz di Milano e il Forum di Assago.

Nel 2023 intraprende il proprio percorso solista, orientandosi verso un cantautorato sperimentale nel quale confluiscono la sua esperienza rock e una ricerca musicale più personale. Dal 2024 è inoltre la voce degli Oslavia, formazione alternative rock con cui pubblica nuova musica e porta avanti un’intensa attività live.

ASCOLTA “IN 13 MINUTI SCARSI”!

https://album.link/in-13-minuti-scarsi

Luca & The Tautologists tornano con una nuova versione di “Julie Hit Her Head”

 

Luca & The Tautologists tornano con una nuova versione di “Julie Hit Her Head”, brano originariamente pubblicato all’inizio del 2025 e ora riproposto in una veste completamente rinnovata. Un reboot che, attraverso un nuovo mix e parti vocali interamente rivisitate, restituisce ulteriore profondità a una composizione in cui rock, alt-country e psichedelia si intrecciano con suggestioni rétro e atmosfere cinematografiche.

Il progetto, guidato dall’instancabile Luca Crippa e sostenuto dalla sezione ritmica dei Tautologists, composta da Paolo Roscio e Deneb Bucella, prosegue il proprio percorso musicale tra sperimentazione e richiami alla tradizione cantautorale del Greenwich Village. In “Julie Hit Her Head” convivono influenze progressive, jazz e funk, arricchite dagli interventi della chitarra lap steel, che contribuiscono a definire il carattere evocativo e imprevedibile del brano.

A rendere ancora più particolare la composizione è la storia che ne ha ispirato il testo: una fotografia vintage scattata durante le riprese del film cult “Il mostro della laguna nera” (1954), diretto da Jack Arnold.

L’immagine, reinterpretata anche nel disegno di copertina realizzato da Stefano Bonora, immortala un curioso momento fuori dal set: l’attrice Julie Adams, ferita alla testa durante le riprese di una scena, è inginocchiata mentre viene assistita da un’infermiera, dagli altri attori e dal regista. Accanto a lei compare persino un preoccupatissimo uomo-pesce, involontario responsabile dell’incidente dopo averle fatto urtare la fronte contro una stalattite durante la sequenza del rapimento e della fuga nella caverna.

Da questo episodio apparentemente marginale prende forma una riflessione più ampia sul fascino, sulla vulnerabilità e sulla capacità di un istante imprevisto di trasformarsi in qualcosa di eterno. Julie, immortalata in un momento di fragilità, diventa il simbolo di una bellezza destinata a sopravvivere al tempo, forse senza esserne pienamente consapevole.

La fotografia di Julie Adams ha rappresentato, infatti, anche il punto di partenza creativo per “Poetry In The Mean-Time”, album di Luca & The Tautologists che ruota attorno alla possibilità di riconoscere la poesia nei momenti apparentemente secondari della vita.

Il disco si prepara ora a tornare in una nuova versione, con mix aggiornati e nuove tracce vocali, a due anni dalla prima pubblicazione indipendente. Un lavoro che aveva già raccolto apprezzamenti dalla critica musicale e trovato una propria dimensione sul palco, attraverso numerose esibizioni dal vivo.

Con “Julie Hit Her Head”, Luca & The Tautologists anticipano così questa nuova fase del progetto, confermando una scrittura capace di trasformare immagini, suggestioni e piccoli incidenti della storia del cinema in racconti musicali originali, sospesi tra passato e presente.

Luca Andrea Crippa porta avanti il proprio percorso artistico come cantautore con il progetto Luca & The Tautologists, dando vita a una proposta musicale che intreccia la tradizione del songwriting del Greenwich Village con sonorità elettriche e psichedeliche.

Dopo oltre quarant’anni di attività nel mondo della musica, prevalentemente dal vivo, e diverse collaborazioni discografiche in veste di produttore e chitarrista, Crippa ha intrapreso con decisione una nuova fase creativa, caratterizzata da un’intensa produzione di brani e pubblicazioni discografiche che ne confermano la continua evoluzione artistica.

ASCOLTA “JULIE HIT HER HEAD”!

Spotify: https://short-url.cc/1Al-r

giovedì 15 ottobre 2026

“Stanze d’hotel” è il nuovo singolo di Alan Michael

 

“Stanze d’hotel” è il nuovo singolo di Alan Michael, un brano che parte dalla fine di un amore per allargare lo sguardo a qualcosa di più universale: la continua ricerca di ciò che ci manca e la difficoltà di riconoscere quello che, invece, abbiamo già davanti.

Le stanze del titolo sono prima di tutto le persone. Stanze diverse, vicine o lontane, abitate da storie, ricordi e sentimenti che non sempre riescono a incontrarsi. Gli hotel diventano così la metafora di un mondo fatto di migliaia di luoghi e altrettante anime vaganti, alla ricerca di qualcosa che spesso non sanno nemmeno definire.

All’interno di questo immaginario prende forma anche la storia raccontata dalla canzone: un amore arrivato a un punto di distanza, ma non completamente dissolto. Due persone diventate quasi irraggiungibili, separate dalle incomprensioni e da tutto ciò che è rimasto in sospeso.

Tra baci fuggenti, nostalgie estive, notti insonni e sogni diventati “polvere al vento”, Alan Michael racconta il bisogno di trovare chiarezza e di dare un significato a ciò che è stato. Rimane soprattutto la ricerca di quell’unico momento capace di assumere il peso di “un per sempre”, anche quando tutto sembra ormai appartenere al passato.

Ma “Stanze d’hotel” porta con sé anche una riflessione più ampia. Passiamo molto tempo a cercare ciò che non c’è, immaginando che possa trovarsi chissà dove, in un altro luogo, in un’altra persona, metaforicamente in un’altra stanza d’hotel. Eppure, alla fine, ciò che riesce davvero a rimettere ordine nelle cose è spesso molto più vicino e molto più semplice: un incontro, una parola detta finalmente nel modo giusto, la capacità di ascoltarsi e di riconoscersi.

Alla dimensione intima del testo si contrappone una produzione energica firmata da Simonoize. “Stanze d’hotel” si muove tra italo-pop contemporaneo, suggestioni retrowave e richiami agli anni ’80, trasformando la malinconia in un brano dinamico e immediato.

Synth ampi e sognanti introducono il pezzo, prima dell’ingresso di un basso elettrico dal carattere funk e di una batteria serrata che ne definiscono il movimento. Nel ritornello gli arpeggiatori si intrecciano alle chitarre ritmiche, mentre doppie voci e riverberi ampliano una linea melodica costruita per arrivare in maniera diretta.

È proprio nel contrasto tra testo e musica che “Stanze d’hotel” trova la propria identità: mentre le parole raccontano distanza, ricerca e ricordi difficili da lasciare andare, la produzione risponde con una spinta vitale e un ritmo che porta nella direzione opposta.

Nel finale la ritmica si interrompe e lascia spazio a un momento più intimo, quasi parlato, riportando la canzone alla dimensione confessionale da cui era partita.

“Stanze d’hotel” diventa così il racconto di una ricerca che riguarda tutti: continuiamo ad attraversare stanze, persone e possibilità cercando qualcosa che sembra sempre trovarsi altrove, per scoprire che, molto spesso, sono le cose più semplici quelle di cui avevamo realmente bisogno.

Alan Michael, nato a Torino, sviluppa il proprio percorso artistico fin da giovanissimo, alternando musica, televisione, cinema e teatro. Negli anni prende parte a produzioni cinematografiche, programmi Rai e campagne pubblicitarie internazionali, costruendo un’esperienza trasversale nel mondo dello spettacolo. Autore dei propri testi e delle proprie canzoni, inizia a pubblicare musica a partire dal 2006, periodo in cui partecipa anche al reality “Vite Spiate”. Successivamente ottiene la vittoria al concorso “Voci Nuove” con il singolo “Istruzioni”. Nel 2024 inaugura una nuova fase artistica con l’uscita di “Uragani”, avviando un percorso che lo porta a pubblicare nuova musica con continuità. I risultati ottenuti sulle piattaforme digitali, con oltre 100.000 ascolti su Spotify in pochi mesi e milioni di visualizzazioni legate alle campagne promozionali, consolidano la crescita del progetto.

Dal 2026 collabora con Sorry Mom!, realtà che accompagna lo sviluppo del nuovo capitolo discografico inaugurato dal singolo “Caffè”. “Bilboa” e l’ultimo “Stanze d’hotel” proseguono questo percorso, confermando la volontà di Alan Michael di raccontare emozioni quotidiane attraverso una scrittura diretta e immediata.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=LQhzOiNqBxY&list=RDLQhzOiNqBxY

mercoledì 14 ottobre 2026

Galex999 – esce “Sex and Videogames”

 

Con “Sex and Videogames”, Galex999 esplora le contraddizioni delle relazioni sentimentali nell’era digitale, raccontando il tentativo di sfuggire a un amore doloroso attraverso il mondo virtuale. Un brano che unisce sonorità dance elettroniche e contemporary R&B, costruendo un contrasto tra una dimensione musicale coinvolgente e un testo attraversato da inquietudine e dipendenza emotiva.

Ispirato alle atmosfere di artisti come Bruno Mars, The Weeknd e Robin Thicke, il singolo si sviluppa a partire dalle note di un piano elettrico, sulle quali si innestano una ritmica dalle influenze new wave, un basso profondo, chitarre funk e leggere sfumature synth-pop anni Ottanta. Il risultato è un sound dinamico e immediato, che mantiene una componente introspettiva senza rinunciare alla propria vocazione dance. L’utilizzo dell’Auto-Tune, particolarmente evidente nel ritornello e nel bridge, contribuisce a definire l’identità sonora del pezzo attraverso effetti vocali, riverberi e distorsioni.

Dietro un titolo apparentemente provocatorio, “Sex and Videogames” affronta il tema della difficoltà di lasciarsi alle spalle una relazione sentimentale. In un presente dominato da social network, amicizie virtuali e videogiochi, il protagonista cerca rifugio nella dimensione digitale per distrarsi da un legame che continua a farlo soffrire. Ma quello che dovrebbe rappresentare una via di fuga finisce per trasformarsi in un ulteriore terreno di confronto con i propri sentimenti.

Il confine tra realtà e finzione diventa sempre più sottile: il videogioco si sovrappone metaforicamente alle dinamiche della relazione, mentre il ricordo della persona amata assume i contorni di una dipendenza dalla quale è difficile liberarsi. Il continuo ritorno agli stessi pensieri trova la sua espressione più evidente nel bridge, dove la ripetizione ossessiva del verso “I don’t wanna play these videogames” restituisce tutta la frustrazione di chi vorrebbe interrompere un circolo emotivo senza riuscirci.

Con “Sex and Videogames”, Galex999 utilizza il linguaggio della musica dance e dell’R&B contemporaneo per raccontare una forma di solitudine profondamente attuale, in cui le distrazioni offerte dal mondo digitale non riescono a cancellare il peso delle relazioni reali.

Galex999 è un producer musicale che si muove tra sonorità dance, pop e contemporary R&B, traendo ispirazione da artisti come Bruno Mars, The Weeknd e Robin Thicke. Più che un musicista, ama definirsi un “incasinatore di suoni”, un’espressione che riflette il suo approccio creativo e la voglia di sperimentare attraverso generi e influenze differenti.

Galex999 preferisce non svelare troppo di sé, scegliendo di lasciare che sia la musica a raccontare la sua identità artistica. “Sex and Videogames”, realizzato in collaborazione con Sorry Mom!, segna il suo debutto discografico e rappresenta il primo passo di un percorso ancora tutto da scoprire.

ASCOLTA "SEX AND VIDEOGAMES”!

https://linktr.ee/Galex.999

I Poveragiulia presentano “Golia”

 

I Poveragiulia presentano “Golia”, un brano che esplora le contraddizioni di una personalità apparentemente forte, ma segnata da una profonda fragilità interiore.

Una riflessione sui meccanismi dell’autodistruzione e sulla difficoltà di accettare l’aiuto degli altri, anche quando se ne avverte il bisogno.

Il protagonista della canzone vive intrappolato in un circolo vizioso dal quale non riesce a liberarsi. Dietro un’immagine di forza e sicurezza si nasconde una persona vulnerabile, incapace di interrompere quei comportamenti che continuano ad alimentare il proprio malessere. Ogni mano tesa, anziché rappresentare una possibilità di cambiamento, finisce per trasformarsi in un’ulteriore occasione per sabotare sé stesso, rendendo sempre più difficile trovare una via d’uscita.

Sul piano musicale, “Golia” rappresenta uno degli episodi più vicini al rock progressive nel repertorio dei Poveragiulia. Continui cambi di ritmo, variazioni e passaggi imprevedibili danno vita a una struttura volutamente articolata, che riflette il disordine emotivo e mentale del protagonista. La musica segue così le sue contraddizioni, alternando tensioni e cambi di direzione che restituiscono la complessità del suo mondo interiore.

In “Golia”, musica e testo raccontano la stessa inquietudine: quella di chi vorrebbe uscire da una situazione che lo fa stare male, ma continua, spesso inconsapevolmente, a ostacolare ogni possibilità di cambiamento.

I Poveragiulia sono una band nata a Santo Stefano Magra, in provincia della Spezia, dall’incontro tra Luca (batteria), Niccolò (chitarra) e Davide (ex bassista), ai quali si unisce successivamente Giulia alla voce.

Il gruppo propone un sound diretto e stratificato, che mescola influenze progressive rock, grunge, pop e cantautorato, alternando sonorità distorte ad atmosfere più melodiche e introspettive. Un ruolo centrale è affidato alla voce di Giulia, il cui timbro, capace di passare dalla delicatezza alla potenza, crea un contrasto con la componente più ruvida e intensa degli arrangiamenti.

Nel primo anno di attività, i Poveragiulia si dedicano alla scrittura e alla produzione di brani originali, sperimentando diverse soluzioni sonore e valorizzando le influenze musicali dei singoli componenti.

Oggi il progetto mantiene come nucleo artistico e creativo originale Luca, Giulia e Niccolò, attorno ai quali continua a svilupparsi l’identità musicale della band.

ASCOLTA “GOLIA”!

https://orcd.co/poveragiulia-golia

lunedì 12 ottobre 2026

“I AM ALL”, il singolo dei The NUV

 

FUORI IL VIDEO DEL BRANO CHE DIFENDE IL PENSIERO INDIPENDENTE E LA LIBERTÀ DI NON FARE UN PASSO INDIETRO

È online il videoclip di “I AM ALL”, il singolo dei The NUV realizzato con la partecipazione di Carol delle Go Go Ponies e secondo estratto dal quarto album della band, previsto per l’inverno 2026.

Pubblicato nei mesi scorsi, “I AM ALL” nasce dalla volontà di liberarsi dal peso degli errori, recuperare la memoria e il senso dell’amicizia e tornare a cercare semplicità e verità.

Un brano che guarda al passato per parlare del presente e che trova nella figura di Giordano Bruno il simbolo di un pensiero autonomo e indipendente, considerato pericoloso proprio perché difficile da controllare. Il riferimento diventa così una dichiarazione d’intenti: non fare un passo indietro davanti alla necessità di pensare, ricordare e scegliere liberamente.

A sostenere il messaggio c’è un sound essenziale e diretto. Chitarra, basso e batteria costruiscono un ritmo serrato sul quale si inserisce la voce ruvida e pungente di Carol delle Go Go Ponies. Energia e melodia convivono in un pezzo immediato e impulsivo, pensato per essere vissuto prima ancora che analizzato: da ballare, pogare o ascoltare con una birra in mano.

Non a caso proprio una birra aveva accompagnato l’uscita del singolo. In collaborazione con il birrificio brianzolo Menaresta, i The NUV hanno realizzato una IPA in edizione limitata dedicata a “I AM ALL”, con una grafica personalizzata e un QR code attraverso il quale ascoltare il brano.

Il nuovo videoclip aggiunge ora un ulteriore tassello al percorso di “I AM ALL”, riportando al centro l’energia e l’attitudine che caratterizzano il pezzo e accompagnando i The NUV verso l’uscita del loro quarto lavoro in studio.

THE NUV è una band alternative rock caratterizzata da un suono deciso e potente, nata alle porte della Brianza nel 2003. Formata da Demis Maloy Tripodi (voce e chitarra), Andrea Caristo (batteria) e Dante Brin (basso), ha realizzato vari EP e due LP (“Top Model Super Fashion” – 2010; “The Nuv Sucks [No, Really!]” – 2014) ai quali sono seguiti numerosi concerti in Italia e all’estero (Belgio, Germania, Austria, USA, Liechtenstein).

Dopo alcuni anni di inattività, i tre tornano con il terzo album “Belgian Hop[e]”pubblicato il 23 ottobre 2021 in collaborazione con Moquette Records (ITA) e Mottow Soundz (BEL). Questo lavoro ha segnato per il trio una forte evoluzione, sia per il sound che per la maturità compositiva, e ha rafforzato il legame con la scena europea.

Ad aprile 2026 hanno pubblicato il singolo “Atomic” che anticipa l’uscita del nuovo album previsto per la fine dell’anno. Si tratta del quarto capitolo in studio interamente autoprodotto dalla band e vedrà la collaborazione con I Dischi del Minollo (ITA), Waddafuzz Recors (ITA), Araki Records (FRA) e l’agenzia Sorry Mom!, seguito a giugno da “I AM ALL”.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=YUG-6tybAbQ