A-Frame, il nuovo album di Stenox, non nasce come un progetto discografico unitario, ma prende forma nel corso degli anni, attraverso viaggi, incontri e suggestioni raccolte in luoghi lontani: dal Rajasthan al Ladakh, dal nord della Thailandia al sud dell’India, dal Nepal all’Iran. È in questi territori che i brani hanno progressivamente trovato la propria identità, spesso insieme alle immagini, dando vita anche ad alcuni dei cortometraggi che accompagnano il progetto.
Da esperienze apparentemente distanti è emerso, nel tempo, un filo conduttore: una riflessione sulla possibilità di coesistere, con l’altro, con ciò che è diverso e con la natura, di cui l’essere umano è parte integrante.
Sul piano sonoro, A-Frame attraversa elettronica, pulsazioni tribali e rituali, elementi acustici, canto e spoken word, costruendo un paesaggio musicale cinematico e materico, attraversato da una dimensione temporale arcaica e profonda. Lingue, voci e suggestioni raccolte lungo il viaggio confluiscono in dieci brani che diventano frammenti di un unico percorso: un’esplorazione che si muove tra paura e fiducia, identità e trasformazione, distanza e appartenenza.
A Journey in Search of Coexistence.
TRACKLIST
Hands Shaking (The Man Is Shaking)
Ad aprire il disco una miscela di elettronica, pulsazioni rituali e melodie orientali che costruiscono una tensione ipnotica, mentre la voce attraversa paura, fiducia e affidamento al Dharma. Il brano culmina in una chiusura graffiante costruita sul suono campionato di una chitarra distorta. È accompagnato da un cortometraggio girato in Ladakh, dove acqua e roccia raccontano nascita, conoscenza, morte e rinascita.
No Pares de Crear
Nasce da una base musicale di Bashmantan (Beppe Piol), dove batteria elettronica e chitarra acustica effettata si intrecciano alle melodie e alle tastiere di Stenox. La sua voce calda attraversa dialetto veneto, spagnolo e basco, evocando il tempo come una forza trascendente. Un brano intimo e sognante, un invito a non smettere di creare, a immaginare e a rinnovarsi.
LÀ MI DO
Preludio teatrale che evolve in una trance electro sperimentale e ipnotica: sillabe musicali diventano mantra, tra ironia e tensione spirituale.
No More Piss On Earth
Brano essenziale e tagliente, con un groove ripetitivo di ispirazione kraut rock e un’energia electro/industrial. Il titolo gioca volutamente tra peace e piss: una provocazione netta, senza giri di parole.
Ja Ma Tacu Sulawe
Brano sperimentale e rituale in cui Stenox intreccia ritmi etnici, elettronica e acustica. Intrecci improvvisati, una percussione giapponese e inserzioni imprevedibili di voce e suono accompagnano liriche in una lingua inventata dal sapore mediterraneo, dando vita a un paesaggio sonoro giocoso, enigmatico e immaginifico.
A-Frame
Il singolo che accompagna l’uscita dell’album, è stato inciso nell’oasi di Siwa e intreccia elettronica graffiante e atmosfere orchestrali epiche. Dalla trama sonora affiora la parola “acqua”, pronunciata in diverse lingue come un mantra. Il cortometraggio che lo accompagna, girato interamente a mano in un acquario, richiama nei suoi fondali il lago Titicaca e l’idea di questo elemento primordiale come custode della memoria dell’umanità.
Iran Iran
Nasce da un giro di chitarra di Bashmantan (Beppe Piol), sul quale la voce di Stenox si sviluppa come un monologo meditativo, facendo affiorare la componente cantautoriale della sua scrittura. Un leggero innesto di synth nel finale amplia il respiro emotivo del brano. Nato da un lungo viaggio in Iran, è un tributo al suo popolo, alla sua cultura e alla sua resilienza, e una denuncia della repressione del governo.
Honkey Donkey
Pop-electro globale a groove ipnotico: tarantella, accenti indiani e pulsazioni tribali si fondono in un mantra ritmico. In dialetto, da un detto di guerra, riflette su isteria collettiva e distruzione delle risorse; dal vortice iniziale a un finale più dolce e aperto. Parte del progetto audiovisivo Honkey Donkey girato in India.
Tous Pareils Tous Differènts
Ritual/tribal techno elettroacustica con spoken-word multilingue. Uno scioglilingua astratto mette a nudo gli automatismi umani, trovando nel richiamo all’ascolto reciproco (“Mi scolte ti parla” — lo ascolto, tu parli) la bussola per riscoprirci tutti compagni di viaggio, eppure ognuno con la propria irriducibile diversità.
Mille non più
Una lode a Madre Terra nata durante un viaggio in bicicletta tra i Pirenei. La musica, dolce e avvolgente come il testo, nasce da un gesto spontaneo su GarageBand e mantiene l’autenticità del momento. Con un tono cantautoriale intimo e meditativo, il brano esplora il legame fragile tra l’uomo e la natura, l’istinto perduto e la trasformazione continua che attraversa ogni cosa.
Stefano Curto, in arte Stenox, è un autore sonoro e materico la cui ricerca artistica si sviluppa attraverso un linguaggio multidisciplinare che intreccia musica, cinema, arti visive, installazione, scultura e pratica di ricerca sul campo. Al centro del suo lavoro si trovano il viaggio, l’ascolto e la trasformazione come strumenti di indagine e creazione.
L’esperienza diretta di lunghi percorsi attraverso Europa, Asia, Medio Oriente e Africa rappresenta la principale fonte di ispirazione e materia viva della sua produzione. Da questi attraversamenti nascono opere che fondono dimensione sensibile e sperimentazione, oggi presenti in importanti collezioni private e istituzionali.
Nel suo percorso artistico, Stenox è parte del macro-progetto “Aframe”, dedicato alla relazione tra essere umano e natura. Tra i suoi lavori figurano inoltre “L’Om”, presentato all’India Art Fair presso l’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, e il cortometraggio “Honkey Donkey”, realizzato in India in collaborazione con l’artista Nitin Chauhan.
Parallelamente alla musica, Curto sviluppa una ricerca nell’arte materica. Attraverso l’uso di migliaia di cristalli e minerali applicati individualmente, costruisce superfici e figure nelle quali materia, luce e percezione mutano con il punto di osservazione.
Le sue opere sono entrate in importanti collezioni museali e private internazionali, tra cui il MONA Museum e i Musei Vaticani.
Il suo lavoro continua a evolversi attraverso nuove progettualità e collaborazioni internazionali. Il 9 ottobre 2026 ha presentato a Venezia durante biennale musica “SONA”, un progetto sviluppato insieme a Sebastian Meyer e dedicato al tema dell’acqua e dell’ascolto profondo.
Musica, cinema, viaggio, materia e ascolto della natura convergono nel percorso di STENOX. Il suo primo album solista, A-FRAME, raccoglie esperienze, immagini, e
incontri nati in diversi luoghi del mondo e li porta verso una nuova dimensione musicale, cinematografica e performativa.
ASCOLTA “A – FRAME – A Journey in Search of Coexistence”!
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