lunedì 12 ottobre 2026

“I AM ALL”, il singolo dei The NUV

 

FUORI IL VIDEO DEL BRANO CHE DIFENDE IL PENSIERO INDIPENDENTE E LA LIBERTÀ DI NON FARE UN PASSO INDIETRO

È online il videoclip di “I AM ALL”, il singolo dei The NUV realizzato con la partecipazione di Carol delle Go Go Ponies e secondo estratto dal quarto album della band, previsto per l’inverno 2026.

Pubblicato nei mesi scorsi, “I AM ALL” nasce dalla volontà di liberarsi dal peso degli errori, recuperare la memoria e il senso dell’amicizia e tornare a cercare semplicità e verità.

Un brano che guarda al passato per parlare del presente e che trova nella figura di Giordano Bruno il simbolo di un pensiero autonomo e indipendente, considerato pericoloso proprio perché difficile da controllare. Il riferimento diventa così una dichiarazione d’intenti: non fare un passo indietro davanti alla necessità di pensare, ricordare e scegliere liberamente.

A sostenere il messaggio c’è un sound essenziale e diretto. Chitarra, basso e batteria costruiscono un ritmo serrato sul quale si inserisce la voce ruvida e pungente di Carol delle Go Go Ponies. Energia e melodia convivono in un pezzo immediato e impulsivo, pensato per essere vissuto prima ancora che analizzato: da ballare, pogare o ascoltare con una birra in mano.

Non a caso proprio una birra aveva accompagnato l’uscita del singolo. In collaborazione con il birrificio brianzolo Menaresta, i The NUV hanno realizzato una IPA in edizione limitata dedicata a “I AM ALL”, con una grafica personalizzata e un QR code attraverso il quale ascoltare il brano.

Il nuovo videoclip aggiunge ora un ulteriore tassello al percorso di “I AM ALL”, riportando al centro l’energia e l’attitudine che caratterizzano il pezzo e accompagnando i The NUV verso l’uscita del loro quarto lavoro in studio.

THE NUV è una band alternative rock caratterizzata da un suono deciso e potente, nata alle porte della Brianza nel 2003. Formata da Demis Maloy Tripodi (voce e chitarra), Andrea Caristo (batteria) e Dante Brin (basso), ha realizzato vari EP e due LP (“Top Model Super Fashion” – 2010; “The Nuv Sucks [No, Really!]” – 2014) ai quali sono seguiti numerosi concerti in Italia e all’estero (Belgio, Germania, Austria, USA, Liechtenstein).

Dopo alcuni anni di inattività, i tre tornano con il terzo album “Belgian Hop[e]”pubblicato il 23 ottobre 2021 in collaborazione con Moquette Records (ITA) e Mottow Soundz (BEL). Questo lavoro ha segnato per il trio una forte evoluzione, sia per il sound che per la maturità compositiva, e ha rafforzato il legame con la scena europea.

Ad aprile 2026 hanno pubblicato il singolo “Atomic” che anticipa l’uscita del nuovo album previsto per la fine dell’anno. Si tratta del quarto capitolo in studio interamente autoprodotto dalla band e vedrà la collaborazione con I Dischi del Minollo (ITA), Waddafuzz Recors (ITA), Araki Records (FRA) e l’agenzia Sorry Mom!, seguito a giugno da “I AM ALL”.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=YUG-6tybAbQ

MARDI GRAS – Vent’anni di “Drops Made”

 

Ci sono dischi che continuano a raccontare qualcosa anche quando sono passati vent’anni dalla loro uscita. Per i Mardi Gras, sabato 24 ottobre 2026 sarà l’occasione per ritrovare “Drops Made”, l’album d’esordio che nel 2006 ha dato forma al percorso della band romana, portandone le canzoni nelle radio americane ed europee. L’appuntamento è al Largo Venue, dove il gruppo celebrerà questo anniversario dopo il concerto sold out all’Auditorium Parco della Musica di Roma e gli spettacoli teatrali del 2025.

Pubblicato da Goodfellas, “Drops Made” ha segnato l’inizio di una storia musicale con lo sguardo rivolto oltre confine. Lo dimostra anche “The Wait”, brano contro la pena di morte che Neil Young ha incluso nelle “Songs of the Times”, la raccolta ospitata sul suo sito ufficiale dedicata a canzoni di protesta e di pace. Un riconoscimento che restituisce il peso di una scrittura attenta alle questioni umane e sociali, oltre le coordinate geografiche della band.

Da quel primo capitolo a oggi, i Mardi Gras hanno ampliato la propria tavolozza sonora, passando dalla dimensione acustica a quella di una rock band capace di intrecciare pop, rock, soul, suggestioni country irlandesi e grunge. Un’identità che ha trovato spazio anche fuori dall’Italia, dagli studi di Abbey Road al palco dello Sziget di Budapest, passando per i tour in Irlanda e i club italiani, fino al Circo Massimo.

Il capitolo più recente è “Sandcastle”, quarto album pubblicato da Underground Symphony: un racconto musicale in otto episodi, nato da una storia originale ambientata nella Jersey City degli anni Ottanta e sviluppata anche in forma di graphic musical. Il disco ha conquistato i lettori di Onda Rock, mentre il video di “Don’t Touch the Sinner”, diretto da Manuela Kali, ha vinto il Premio Roma Videoclip 2026 e il Premio miglior video all Aprilia Film Festival.

Il concerto del 24 ottobre al Largo Venue riporta così al centro oltre

a “Drops Made”, il disco da cui tutto ha preso avvio, tutto il viaggio musicale della band indipendente romana.

Vent’anni dopo, quelle canzoni tornano a occupare il palco con il bagaglio di una band che nel frattempo ha attraversato luoghi, storie e forme musicali diverse, senza smarrire la propria inclinazione a cercare nelle canzoni uno spazio in cui le vicende personali incontrano quelle collettive.

Per acquistare i biglietti: https://link.dice.fm/MlHziTYJS6b

ASCOLTA “DROPS MADE”!

Spotify: https://short-url.cc/1A13J

venerdì 9 ottobre 2026

I Varego pubblicano il nuovo singolo “Sierra Nevada”

 

I Varego pubblicano il nuovo singolo “Sierra Nevada”, una rock ballad oscura e rarefatta, ravvivata da sorprendenti ritmiche tribali. Le chitarre e le atmosfere più malinconiche si aprono a passaggi ritmici dal carattere quasi rituale, seguendo il movimento di un testo che passa dalla durezza del presente alle immagini di una vita passata piena di colori. Un sound che richiama quella stagione dell’alternative rock americano filtrata dalle band italiane, con echi che ricordano i Timoria.

Al centro del brano c’è un personaggio immaginario: un senzatetto chiamato Sierra Nevada per le storie che racconta a chi si ferma ad ascoltarlo. Budapest, Berlino, Granada, Pechino, Madrid: luoghi e ricordi compongono una biografia forse vera, forse inventata, che prende forma davanti a uno sconosciuto disposto a sedersi accanto a lui, tracciando così una geografia della memoria, fatta di fughe, incontri e possibilità. Mentre oggi Sierra ammette che “Dormire è una parola che non conosco più”, il passato emerge con una lucidità diversa: “E penso a quante volte io ho ballato senza peso / Bevuto cieli senza accorgermi che l’alba già svaniva”.

Dietro questo brano affiorano anche frammenti autobiografici e una domanda silenziosa: quanto basta poco per ritrovarsi dall’altra parte della propria vita?

Il lyric video porta questa storia nelle strade, mostrando il lato più duro dell’esistenza ai margini e invitando chi guarda a sostituire il giudizio con uno sguardo più umano.

Un tema già presente nel precedente disco dei Varego, qui ripreso da un’altra angolazione: quella di una vita parallela, diversa da quella che abbiamo vissuto, eppure possibile.

I Varego si formano ad Arenzano nel 2009 e arrivano alla formazione attuale a tre elementi nel 2020, con Davide Marcenaro alla voce e al basso, Alberto Pozzo alla chitarra e Simon Lepore alla batteria.

La loro discografia prende forma nel 2012 con “Tumultum”, seguito dall’EP “Blindness of the Sun” (2013), da “Epoch” (2016) e “I, Prophetic” (2019), pubblicati da Argonauta Records.

Nel corso degli anni il gruppo sviluppa una matrice che attraversa grunge, stoner rock, post-metal e progressive rock, con una scrittura sempre più orientata alla ricerca sonora.

Nel 2021 questa evoluzione confluisce nell’album omonimo “Varego”, registrato al Greenfog Studio con Mattia Cominotto.

Il disco affronta il disagio contemporaneo attraverso brani come “Tunnel”, “Limbo”, “Needles” e “Raptus (Un passo e muori)”, quest’ultimo cantato in italiano.

“Raptus” segna anche l’inizio di un nuovo percorso legato all’uso della lingua madre.

Nel settembre 2023 i Varego tornano al Greenfog Studio per registrare “Denti di Cane”, pubblicato l’8 febbraio 2024.

L’album è interamente cantato in italiano e prosegue la riflessione sulle inquietudini del presente attraverso brani come “Peste Bianca”, “Macchie”, “Giardini di Plastica” e “Denti di Cane”.
La nuova produzione porta avanti le coordinate sonore della band, inserendo nella scrittura temi legati al disagio, alla riflessione personale e all’osservazione della realtà contemporanea.

Con “Denti di Cane” i Varego consolidano il passaggio alla lingua italiana, mantenendo il percorso intrapreso nei cinque album pubblicati dal 2012 al 2024.

ASCOLTA “SIERRA NEVADA”!

https://orcd.co/varego-sierranevada

Kardon torna con “Destroyer”

 

Dopo la parentesi estiva di “Goodbye”, brano con cui aveva esplorato sonorità disco, Kardon torna con “Destroyer”, un nuovo singolo che segna il ritorno alle atmosfere potenti e ipnotiche della melodic techno.

Caratterizzato da un ritmo incalzante, sonorità dal sapore industrial e una forte vocazione club, “Destroyer” punta tutto sull’impatto sonoro e sull’energia. Una produzione intensa e travolgente, costruita per catturare l’ascoltatore fin dalle prime battute e trascinarlo in un crescendo di tensione e pulsazioni elettroniche.

Con questo nuovo lavoro, Kardon consolida la propria identità artistica all’interno della scena melodic techno, mettendo al centro una ricerca sonora che combina potenza, atmosfere ipnotiche e immediatezza.

“Destroyer” è un brano pensato per il dancefloor, capace di trasformare la forza delle sue sonorità elettroniche in un’esperienza d’ascolto ad alto voltaggio.

Kardon è un musicista, produttore e DJ italiano con base a Milano. Si avvicina al mondo del DJing negli anni ’90, imparando a mixare con i vinili grazie alla passione trasmessagli dal padre per la musica degli anni ’80 e ’90.

Nei primi anni 2000 inizia il suo percorso come produttore, dedicandosi inizialmente alla realizzazione di mashup e remix. Le sue produzioni arrivano sulle principali emittenti radiofoniche nazionali, tra cui Radio Deejay e m2o, all’interno del celebre Deejay Time di Albertino.

Nel 2019 pubblica “Virus”, il suo primo brano originale, dando il via a una nuova fase del proprio percorso artistico. Negli anni successivi realizza singoli e remix per diverse etichette italiane e internazionali, tra cui Blanco Y Negro, Ensis Records, Tactical Records, Major Underground (sublabel di Sony Music), Media Records, G-Mafia Records e Four Stripes Records.

Le sue produzioni ricevono il supporto di DJ a livello internazionale, mentre il suo radioshow “Kardon Selection” viene trasmesso da numerose emittenti italiane ed estere, tra cui Ibiza Underground Radio (Ibiza), Mystic Radio e Bang Radio (Argentina), Radio Milodica (Colombia), Electric Radio (Regno Unito), Radio Sirio (Sicilia), Radio Like (Lombardia) e Radio Top 1.

Parallelamente all’attività di DJ e produttore, Kardon conduce “AREA 51 CLUB CHART”, una delle classifiche dance italiane di riferimento, collegata alla prestigiosa Italian Club Chart.

ASCOLTA “DESTROYER”!

https://orcd.co/kardon-destroyer

giovedì 8 ottobre 2026

The Absolute presenta “It’s My Song”

 

I The Absolute presentano “It’s My Song”, un brano che racconta la scoperta della propria identità musicale attraverso un viaggio immaginario, in cui un suono misterioso si trasforma progressivamente in qualcosa di personale e autentico.

Tutto ha inizio in un momento di assoluta quotidianità: l’autrice è seduta sul divano di casa quando un battito, scandito da basso e batteria, rompe improvvisamente il silenzio. Quello che inizialmente sembra provenire dall’appartamento della vicina diventa sempre più insistente, dando il via a una ricerca che si muove tra realtà e immaginazione. Nessun altro sembra percepire quella musica, eppure il suo richiamo si fa sempre più forte.

È la chitarra a dare forma a questo percorso, trasformando il battito iniziale in progressioni armoniche incalzanti e riff carichi di energia. Le influenze di giganti del rock come Jimi Hendrix, Cream e Queen, esplicitamente citati anche nel ritornello, emergono in un sound potente e incendiario, che rende omaggio alla tradizione senza rinunciare alla ricerca di una propria identità.

Il momento di svolta arriva dopo l’assolo, quando un accordo dissonante rompe gli equilibri e accompagna la protagonista verso una rivelazione: quella musica che sembrava provenire dall’esterno, e che aveva cercato di inseguire, era in realtà sempre stata dentro di lei.

“It’s My Song” diventa così una dichiarazione di identità e libertà espressiva, un brano che racconta il passaggio dall’ispirazione alla creazione, dall’influenza dei propri miti alla conquista di una voce personale.

Perché ogni musicista parte inevitabilmente dai suoni che lo hanno formato, ma il vero traguardo è riuscire a trasformarli in qualcosa di unico e riconoscibile. Non una canzone già ascoltata, non la musica di qualcun altro, ma finalmente la propria.

Gli Absolute sono un quartetto milanese che affonda le proprie radici nel blues e nell’hard rock, dando vita a un sound energico e ricco di groove, caratterizzato da sonorità di ispirazione anni ’70 e da un’identità musicale personale e riconoscibile.

La formazione è composta da Salvo, voce potente e incisiva; Noemi, chitarrista dal tocco espressivo; Carlotta, bassista dalle linee ritmiche solide e incalzanti; e Antonio, batterista dinamico e trascinante. Quattro personalità musicali differenti che trovano il proprio punto d’incontro in un sound diretto e coinvolgente.

Pur considerando il palco la dimensione ideale per esprimere tutta la propria energia, negli ultimi mesi la band si è concentrata sul lavoro in sala prove e in studio di registrazione, dedicandosi alla scrittura e alla definizione dei primi brani originali.

Con un repertorio in continua evoluzione, gli Absolute portano avanti un progetto che rielabora le proprie influenze musicali con spontaneità e carattere, combinando la tradizione del rock con un approccio personale, senza rinunciare alla forza e all’immediatezza delle esibizioni dal vivo.

ASCOLTA “IT’S MY SONG”!

https://orcd.co/theabsolute-itsmysong

mercoledì 7 ottobre 2026

REMEDY – esce “Un Giorno in Più”

 

“Un giorno in più” è il nuovo singolo dei Remedy, un brano che racconta la fine di un amore e quel momento sospeso in cui separarsi non significa necessariamente aver smesso di provare qualcosa.

Al centro della canzone c’è il desiderio di concedersi una seconda possibilità: tornare a incontrarsi, mettere finalmente in parole ciò che è rimasto in sospeso e capire se, dietro la distanza e gli errori, esista ancora qualcosa da recuperare.

I Remedy attraversano così nostalgia e rimpianto senza raccontare semplicemente il dolore di una separazione. “Un giorno in più” guarda soprattutto a ciò che potrebbe accadere dopo, quando il tempo trascorso permette di osservare una storia da una prospettiva diversa e nasce il bisogno di ritrovare quello che, nel frattempo, sembrava essere andato perduto.

Anche musicalmente il brano segue questo percorso emotivo, crescendo progressivamente fino alla parte finale. È qui che il ritornello raggiunge la sua maggiore intensità, trasformando il rimpianto iniziale in una possibilità ancora aperta.

La speranza prende così lentamente il posto della rassegnazione: non la certezza che tutto possa tornare come prima, ma il coraggio di chiedersi se valga la pena provarci ancora.

Perché alcune storie, anche quando sembrano essere arrivate alla fine, possono avere bisogno semplicemente di un giorno in più.

I Remedy nascono nel 2023 dall’incontro tra Carolina, Samuele, Leonardo e Lorenzo. Dopo aver completato la formazione, i quattro musicisti iniziano a costruire un progetto nato da un’idea condivisa e dalla volontà di trovare una propria identità musicale.

La band muove i primi passi dal vivo come cover band, partecipando a contest e cogliendo ogni occasione per suonare e maturare esperienza sul palco. Con il tempo, però, cresce l’esigenza di andare oltre la reinterpretazione di brani altrui e di dare forma a un repertorio originale.

Nascono così le prime composizioni dei Remedy e un sound che attraversa influenze diverse, dall’energia del rock degli anni Ottanta alle atmosfere più introspettive degli anni Novanta e dei primi Duemila. Elementi che la band rielabora in una scrittura personale, costruita sull’incontro tra immediatezza, intensità emotiva e una forte componente melodica.

Con i propri brani, i Remedy proseguono oggi un percorso orientato alla ricerca di un’identità sempre più definita, trasformando influenze ed esperienze condivise in musica originale.

ASCOLTA “UN GIORNO IN PIÚ”!

https://ffm.to/remedy-ungiornoinpiu

BLUE POLO FIRMA “ECO 14”, LA SIGLA ORIGINALE DI “ORE 14” SU RAI 2

 

I Blue Polo firmano “Eco 14”, la sigla originale di “Ore 14”, il programma condotto da Salvo Sottile in onda su Rai 2 dal lunedì al venerdì e, dal 24 settembre, anche in prima serata il giovedì.

Appena 14 secondi per costruire un’identità sonora immediatamente riconoscibile. La composizione nasce intorno al concetto di tempo, elemento centrale non soltanto nel titolo del programma, ma anche nel racconto dell’attualità e nel continuo susseguirsi di fatti, eventi e situazioni.

I Blue Polo traducono questa idea in un breve crescendo nel quale sonorità elettroniche e atmosfere cinematografiche si intrecciano, aumentando progressivamente la tensione. Il risultato è una sequenza essenziale e incisiva, pensata per accompagnare l’ingresso di “Ore 14” e anticiparne in pochi istanti il ritmo e la dimensione narrativa.

Più che un semplice accompagnamento, “Eco 14” è stata concepita come una vera e propria firma sonora: un frammento musicale capace di condensare in pochi secondi l’identità del programma e di diventare parte integrante del suo linguaggio televisivo.

La realizzazione della sigla arriva dopo un’estate significativa per i Blue Polo, che hanno pubblicato il singolo “West Coast”, entrato nella programmazione di Rai Radio 2 e di altre emittenti radiofoniche italiane.

Con “Eco 14” il duo amplia ulteriormente il proprio percorso artistico, esplorando il punto d’incontro tra musica, immagini e linguaggio audiovisivo e portando la propria ricerca elettronica e cinematografica all’interno della programmazione di Rai 2.

Blue Polo è un progetto musicale nato dall’incontro e dalla lunga collaborazione tra due musicisti, polistrumentisti e compositori, uniti da una profonda amicizia e da un percorso artistico condiviso.

La loro musica nasce dalle esperienze vissute e dalle emozioni personali, muovendosi tra sonorità internazionali, elettronica di ispirazione francese e influenze alternative indie.

Il rapporto con il mondo audiovisivo accompagna il duo fin dagli esordi. Dopo una prima esperienza come compositori per la RAI con “JEUNESSE”, concept album strumentale di 22 minuti registrato tra Londra e Milano, i Blue Polo intraprendono una nuova fase del proprio percorso artistico.

Con “Bobcut Ninety5” introducono per la prima volta la componente vocale, facendo incontrare la dimensione strumentale del progetto con una scrittura cantata. Il percorso prosegue con “West Coast”, primo singolo in italiano, entrato nella programmazione di Rai Radio 2 e di altre emittenti italiane.

Nel 2026 tornano a confrontarsi con il linguaggio televisivo firmando “Eco 14”, la sigla originale di “Ore 14”, programma condotto da Salvo Sottile su Rai 2. Un nuovo tassello che conferma la natura trasversale dei Blue Polo e la loro ricerca al confine tra canzone, elettronica, composizione e immagini.

martedì 6 ottobre 2026

“Purgatory” è il nuovo singolo di The Ashes

“Purgatory” è il nuovo singolo dei The Ashes, un brano hard rock rabbioso che nasce da una richiesta elementare: fermare per un istante il rumore e riuscire finalmente a respirare.

“Give me a break!” ritorna come una frase istintiva, quasi una formula da ripetere quando il caos prende il sopravvento e la sensazione di essere intrappolati diventa insostenibile.

Il purgatorio evocato dal brano non è un luogo di condanna, ma una zona di passaggio, quella parte di noi in cui tutto sembra perduto e l’ignoto può ancora rivelare una direzione diversa.

La voce attraversa immagini tormentate senza arrendersi, mentre le chitarre danno forma alla rabbia di chi cerca un varco e continua a combattere anche quando non riesce ancora a intravederlo. L’assolo raggiunge il culmine, il limite della sopportazione, e grida come una richiesta di salvezza che non ha intenzione di restare inascoltata. La sezione ritmica sostiene il brano con una spinta compatta, facendo da contrappeso alla corsa delle chitarre e mantenendo il pezzo in movimento.

Ne nasce una dimensione sonora in cui il dolore non coincide con una fine: ciò che sembra definitivo può diventare il punto da cui cambiare direzione, lasciare andare ciò che eravamo e provare a reinventarsi.

“Purgatory” attraversa così il momento più buio senza fermarsi lì: nessuna oscurità, nessuna fiamma e nessun dolore sono destinati a durare per sempre.

The Ashes sono una rock band italiana nata nel gennaio 2024 nel territorio del Vulture-Melfese dall’incontro tra Andrea Di Palma (Ash), Marco Di Palma (Whiz_kid), Michele Sasso (Mike) e Giada Iannetta (Jade). Fin dagli esordi la formazione sceglie di concentrarsi sulla scrittura di brani originali in lingua inglese, costruendo il proprio sound a partire da influenze che spaziano da Guns N’ Roses e Foo Fighters ai Green Day, fino a contaminazioni provenienti da altri generi musicali.

Nel corso del 2024 la band avvia la scrittura del proprio primo concept album e parallelamente porta la propria musica dal vivo tra locali, manifestazioni ed eventi, sviluppando una dimensione live energica e diretta.

I brani vengono registrati con la collaborazione di Savino Lavalle (Lavalledilacrime), mentre mix e master sono affidati ad Antonio Archetti. Successivamente, grazie alla collaborazione con Pietro Foresti, i The Ashes entrano in contatto con Sorry Mom!, con cui intraprendono il proprio percorso discografico.

Nel 2026 pubblicano i singoli “7 Seconds of Peace”, “Freedom of Na Na Na” e “Purgatory”, anticipazioni dell’album di debutto “Like a Phoenix”.

Il disco nasce come un concept dedicato alla caduta e alla rinascita dell’essere umano, attraversando difficoltà, conquiste, rabbia, amore e trasformazione. Come suggerisce il titolo, al centro del progetto c’è l’idea che ogni caduta possa rappresentare non soltanto una fine, ma anche il punto di partenza per ricominciare.

ASCOLTA “PURGATORY”!

https://ffm.to/theashes-purgatory

 

MARCO BARONI – ecco “Fiamma e Cero”

Lei è una fiamma, lui un cero. È da questa immagine semplice e immediata che nasce “Fiamma e Cero”, il nuovo singolo di Marco Baroni, una storia d’amore raccontata attraverso due elementi destinati a incontrarsi, illuminarsi e, inevitabilmente, consumarsi insieme.

La fiamma ha bisogno del cero per continuare a bruciare, il cero della fiamma per poter fare luce. Due esistenze che acquistano senso nel momento in cui si incontrano, ma il cui legame porta con sé fin dall’inizio anche la consapevolezza della propria fragilità. Amarsi significa illuminarsi a vicenda, anche quando questo comporta consumare una parte di sé.

Con “Fiamma e Cero”, Marco Baroni torna così a utilizzare uno degli elementi ricorrenti della propria scrittura: l’immaginazione come strumento per raccontare sentimenti ed esperienze umane attraverso il punto di vista degli oggetti. Una fiamma e un cero diventano protagonisti di una relazione e permettono di osservare da una prospettiva insolita qualcosa di profondamente quotidiano come l’amore e la necessità reciproca.

Il brano nasce nella sua forma più essenziale, semplicemente da chitarra e voce, per poi svilupparsi in studio mantenendo intatta la dimensione intima della composizione.

Ad arricchire l’arrangiamento sono il contrabbasso di Alessandro Maria Ferrari, storico collaboratore di Baroni, e la fisarmonica di Claudio Ughetti, che contribuiscono a costruire intorno alla canzone una veste sonora raccolta e organica.

“Fiamma e Cero” è così il racconto di due elementi che da soli possono esistere, ma soltanto insieme riescono davvero a fare luce.

Marco Baroni, nato a Sassuolo nel 1983, si avvicina alla musica prima di tutto come appassionato e collezionista di dischi, trasformando successivamente questa passione in un percorso da musicista, cantautore e autore.

Dopo diverse esperienze lavorative, tra cui quella di commesso in un negozio di dischi, pubblica i primi due singoli per MBO di Mario Ragni, distribuiti da Warner Music. Nel 2007 partecipa al 57° Festival di Sanremo, raggiungendo la finale con il brano “L’immagine che ho di te”. Nello stesso anno pubblica l’album “Marco Baroni” per EMI/Virgin, dal quale viene estratto anche il singolo “Marta Piange”, accompagnato da un videoclip girato a San Francisco.

Negli anni porta avanti un’intensa attività dal vivo, con centinaia di concerti. Nel 2015 pubblica “Una Corsa Senza Freni” per DMB Music, anticipato dai singoli “Aria Di Settembre” e “Il primo Natale”, quest’ultimo arrivato al primo posto della classifica radiofonica indipendente italiana.

Nel 2023 esce per Sorry Mom!/Sony il terzo album “Luoghi Comuni”, dal quale vengono estratti i singoli “Cenere”, “Piuma”, “Bravissimo cantautore” e la ballad “Rapporti”. Il disco accompagna una nuova fase dell’attività live dell’artista.

Nel corso della sua carriera Baroni ha inoltre aperto i concerti di Fabrizio Moro, Pier Cortese e Alberto Bertoli e affiancato all’attività di interprete quella di autore. Ha scritto per artisti come Nek, con cui ottiene il disco di platino per “E da qui” e successivamente il Premio Lunezia con “Hey Dio”, Alessio Bernabei, Matteo Camellini, Cixi e Alberto Bertoli.

Con “Qui e ora” Marco Baroni ha inaugurato un nuovo percorso discografico che prosegue nel 2026 con nuovi brani, tra cui “Fiamma e Cero”, confermando una scrittura nella quale esperienze quotidiane, immagini e immaginazione diventano strumenti per raccontare emozioni e relazioni.

ASCOLTA “FIAMMA E CERO”!

Spotify: https://short-url.cc/1Fskt

 

lunedì 5 ottobre 2026

“Milano d’Estate” è il nuovo singolo di Nottetempo

 

“Milano d’Estate” è il nuovo singolo di Nottetempo, un brano indie dalle sonorità fresche che si muove tra la malinconia di una relazione che si interrompe e quella voglia di leggerezza che inevitabilmente accompagna l’estate.

Al centro della canzone c’è una coppia che, con l’arrivo della bella stagione, prende strade diverse. Lui resta a Milano, quasi “prigioniero” di una città che progressivamente si svuota; lei parte invece per le vacanze con le amiche, tra mare, spiagge e giornate che sembrano appartenere a un mondo completamente diverso.

Due estati parallele che diventano il racconto di una distanza non soltanto geografica. Da una parte ci sono le strade sempre più deserte della città e il tempo per ripensare a ciò che è stato; dall’altra quella leggerezza che sembra possibile soltanto lontano da tutto.

Tra malinconia, ironia e un finale sospeso tra rivalsa e rassegnazione, “Milano d’Estate” racconta così una di quelle storie che sembrano destinate a finire proprio quando tutti gli altri iniziano a divertirsi. Il ritornello immediato accompagna questo contrasto trasformando una separazione estiva in un brano che conserva, nonostante tutto, la voglia di ballare e di partire.

Prodotto da Vincenzo Mario Cristi (Vanilla Sky), il singolo fotografa quel momento particolare in cui una relazione finisce ma l’estate è appena cominciata: resta la malinconia, certo, ma anche il desiderio di lasciarsi alle spalle la città e andare finalmente verso il mare.

Nottetempo è il progetto solista in italiano di Rachel O’Neill, già frontman della hard rock band Cream Pie. Nato nell’estate del 2023 dopo anni trascorsi sui palchi della scena hard rock internazionale, il progetto prende forma dall’esigenza di rallentare e trovare uno spazio più intimo e personale per la scrittura.

Per la prima volta Rachel sceglie di esprimersi in italiano, costruendo un universo musicale fatto di melodie essenziali, atmosfere notturne e testi che affrontano fragilità, relazioni e dialoghi interiori. Il DNA rock delle esperienze precedenti rimane parte integrante del progetto, ma si confronta con una dimensione più vulnerabile e introspettiva.

Anche dal vivo Nottetempo mantiene questa doppia anima, alternando set acustici, più raccolti ed essenziali, a una veste elettrica nella quale emerge maggiormente la componente rock.

Ad oggi il progetto ha pubblicato sei singoli e portato la propria musica su diversi palchi, arrivando nel 2026 ad aprire due date de Le Vibrazioni. Parallelamente all’attività live prosegue la scrittura di nuovi brani, con l’obiettivo di trasformare esperienze ed emozioni personali in canzoni nelle quali anche chi ascolta possa riconoscersi.

ASCOLTA “MILANO D’ESTATE”!

https://benext.lnk.to/milanodestate