venerdì 3 aprile 2026

Gli Hogans Alley presentano il nuovo singolo “Down the Highway”

 

Gli Hogans Alley presentano il nuovo singolo “Down the Highway” e, come suggerisce il titolo, mettono su strada un brano che sa di asfalto caldo e benzina, che sembra avere già percorso centinaia di miglia e che non ha alcuna intenzione di fermarsi. Miglia, non chilometri, perchè guarda dritto alla tradizione americana, creando una sintesi tra il blues di The Allman Brothers Band e Lynyrd Skynyrd e un taglio più attuale vicino ai The Black Keys.

Il groove terroso e arrogante e le chitarre con un’attitudine da corsia d’emergenza costruiscono uno strumentale con l’estetica dell’“highway anthem”, mentre la voce spinge sull’acceleratore con un piglio alla Guns N’ Roses. Il risultato è un brano carico, pensato tanto per l’autostrada che squarcia in due gli orizzonti sterminati quanto per il palco.

Le parole sono una provocazione che sa di gomma usurata e sabbia del deserto, un invito a lasciare andare le resistenze e a cercare qualcosa di concreto e tangibile. Sono il punto di non ritorno, a cui si arriva quando qualcuno ci costringe a guardare dentro e a tirare fuori ciò che resta nascosto. Per vivere la vita al massimo, scalda il motore e parti con gli Hogans Alley: saranno entusiasti di viaggiare con te.

Hogans Alley è un progetto che si forma alla fine del 2021.

Una grande passione ed affinità per l’hard rock; influenze prettamente 80s con colori sleaze, metal e glam,coronano il tutto con solidi groove e ritmiche funk. Un sound selvaggio, melodico e festaiolo, caratterizzato da live infuocati che trasudano energia e rock’n’roll allo stato brado. Sin da subito si concentrano principalmente sulla composizione di materiale originale.

Negli anni successivi rodano il progetto suonando principalmente in Toscana in locali come Megik Cult, Santomato, Circus Rock Club, Freesound e VHS Retro Club. Tra le esperienze più significative, l’apertura agli Enuff Z’Nuff al Borderline Club insieme ai Jolly Rox e la condivisione del palco con gli Speed Stroke, amici di vecchie date e scorribande, al Monteloud Rock Fest.

Conclusa la fase di pre-produzione dei brani originali, la band si prepara ora a rientrare in studio per completare l’album, che uscirà in autunno e sarà anticipato da alcuni singoli.

ASCOLTA “DOWN THE HIGHWAY”!

https://orcd.co/hogansalley-downthehighway

“Generazione Persa”, il nuovo singolo di Marika

 

Esce il nuovo singolo di Marika, “Generazione Persa”, un brano che affronta con energia e sincerità uno dei temi più attuali del nostro tempo: il confronto continuo tra generazioni. Attraverso il suo testo diretto e riflessivo, la canzone racconta la Generazione Alpha e il modo in cui spesso le diverse generazioni si osservano e si giudicano tra loro, quasi come in una gara per stabilire quale sia stata “la migliore”.

“Generazione Persa” mette in luce un fenomeno che riguarda tutte le età: il confronto costante tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che sta arrivando. Il brano invita ad ascoltare e comprendere le nuove generazioni, senza pregiudizi e senza etichette.

Dal punto di vista musicale, il singolo si distingue per un sound energico, diretto e ritmato. Le chitarre hanno un ruolo centrale nella costruzione dell’atmosfera del brano, mentre la batteria sostiene il pezzo con un ritmo coinvolgente e dinamico, capace di accompagnare e amplificare il messaggio del testo.

Con “Generazione Persa”, Marika propone una canzone che unisce riflessione e forza musicale, dando voce a una generazione spesso raccontata dagli altri ma raramente ascoltata davvero.

Marika è una giovanissima cantante e cantautrice. Fin da piccola il papà Alessandro la avvicina alla musica così inizia a studiare pianoforte e successivamente canto con l’insegnante lirico Simone Angippi. Successivamente entra nella Focus On You Academy. Nel 2024 partecipa a “io canto family” su canale 5 arrivando in finale.

Nel 2026 esce il suo primo singolo con Sorry Mom! dal titolo “Generazione Persa”.

ASCOLTA “GENERAZIONE PERSA”!

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giovedì 2 aprile 2026

“L’Oracolo”, il nuovo brano dei The Clown Society

 

C’è un punto esatto in cui il destino smette di essere una condanna e diventa una scelta. È lì che nasce “L’Oracolo”, il nuovo brano dei The Clown Society: un’esplosione hard rock viscerale, epica, senza compromessi.

Fin dalle prime battute, il pezzo si impone con ritmiche quasi rituali, che aprono la strada a una discesa più intima e riflessiva. La tensione si contrae, respira, e poi si rialza in un crescendo vocale carico di urgenza, fino a sfociare in un assolo di chitarra che non concede tregua, prima di un finale altisonante e liberatorio. Una costruzione sonora che richiama la tradizione più graffiante del rock italiano, ma con un’identità moderna e personale.

Al centro del brano, una narrazione potente e simbolica: quella di un moderno Paride, figura sospesa tra mito e contemporaneità. Un uomo segnato fin dall’inizio, costretto a fare i conti con un destino scritto e con una fragilità che sembra condannarlo: “sempre solo fin da piccolo / tutto per colpa di un oracolo / con la corazza ancora fragile / a sperare in un miracolo”. Ma “L’Oracolo” non è una storia di sconfitta. È un percorso di trasformazione.

Il testo si muove come un viaggio esistenziale, dove la partenza e l’arrivo coincidono per tutti — una lapide, un nome inciso — ma ciò che davvero conta è ciò che accade nel mezzo. Il protagonista attraversa la solitudine, la rabbia, la tentazione di costruirsi un’armatura fatta di potere e apparenza. Eppure, proprio quando tutto sembra piegarsi alla logica del più forte, emerge la verità più scomoda e più autentica: la forza non sta nella corazza, ma in ciò che si sceglie di proteggere.

Il momento chiave arriva come una rivelazione: rifiutare l’illusione per abbracciare l’essenza. “Hai scatenato l’ira degli dei / perché tra tutto hai scelto lei”. Una scelta controcorrente, quasi sacrilega, che rompe il ciclo del destino e restituisce all’individuo il potere di definirsi. Perché alla fine, non è l’oracolo a decidere chi siamo. Ma il coraggio di disobbedirgli.

I The Clown Society sono una band alternative/hard rock italiana nata nel 2021,fondata da Ruggero Vaccina (basso), Luca Tumiati (batteria), Matteo Racheli (chitarra) e completata poco dopo dal cantante Stefano Passanisi. Il nome riflette una critica alla società dell’apparenza, contrapponendosi a un approccio musicale autentico, essenziale e venato di ironia.

Dopo un primo repertorio in inglese, la band evolve verso testi anche in italiano, arrivando a oltre 20 brani originali. Inizia a esibirsi dal vivo tra Milano e Pavia, consolidando la propria presenza sul territorio. Nel 2022 partecipa al contest promosso da Feltrinelli e raggiunge il quarto posto alle finali lombarde di Sanremo Rock.

Nel 2024 appare su Rocker TV con “Fatti Scoprire” e viene selezionata per il Birthday Party dello Slaughter Club.

Nel 2025 prende parte al Vicenza Rock Contest, arrivando in semifinale nazionale e in finale regionale. Parallelamente, registra una puntata di “Mondo Live Radio e TV”, trasmessa su circuiti nazionali.

ASCOLTA “L’ORACOLO”!

https://orcd.co/theclownsociety-loracolo

mercoledì 1 aprile 2026

“Eyes of Tiger”, il nuovo singolo degli EARS

 

L’innamoramento è un sentimento fatto di complicità silenziosa: uno scambio di sguardi che permette di intendersi senza parole, senza bisogno di fingere o interpretare ruoli che superano la spontaneità dell’essere in sintonia. È da questa idea di connessione profonda e istintiva che nasce “Eyes of Tiger”, il nuovo singolo degli EARS.

Il brano esplora il tema dell’incontro tra due persone che si riconoscono attraverso una misteriosa affinità. Più che di anime gemelle, si tratta di affinità elettive, legami che nascono dalle contingenze del tempo e della vita. Ogni innamoramento diventa così la risposta a un richiamo del destino che unisce due individui per il tempo necessario a condividere un tratto di cammino.

In questa visione, l’amore non è inganno né illusione, ma la consapevolezza di un patto di intimità, un simbolico “cerchio di fuoco” che racchiude la relazione. Il desiderio non cerca altro che la sincerità di un abbraccio: intenso e avvolgente, come gli artigli di una tigre che stringono con forza senza ferire.

Il concept del singolo è sintetizzato nell’immagine evocativa:
“l’unione di due corpi in un solo spirito selvaggio”.

Anche la copertina riflette questa visione simbolica. Su uno sfondo notturno di cielo stellato emerge lo sguardo magnetico di una donna-tigre, che affiora da un cerchio di fuoco. La figura appare attraverso una nube onirica dalle tonalità bluastre, come un’apparizione sospesa tra immaginazione e sogno a occhi aperti. Un’immagine potente che richiama il lato istintivo, misterioso e magnetico dell’innamoramento.

Gli E.A.R.S. (Eddyin’ Around Roamin’ Sounds) sono una rock band della provincia di Varese attiva nella formazione attuale dal 2022. Il gruppo sviluppa un linguaggio definito Alchemical Rock, fusione di folk, celtic, oriental, flamenco, blues, punk, grunge e metal in una cornice hardrock.

La band predilige l’inglese per la sua musicalità e universalità espressiva. Il progetto discografico segue un percorso simbolico basato sui colori, sulla mitologia e sugli elementi alchemici. Ogni membro della band incarna un elemento alchemico (Acqua, Terra, Fuoco, Aria) e un animale mitologico corrispondente (Kraken, Drago, Fenice, Leone), strutturando un immaginario simbolico che attraversa musica e testi.

I membri: Rich (chitarra – Acqua/Kraken), Tony (basso – Fuoco/Fenice), Mark (batteria – Terra/Drago) e Niel (voce – Aria/Leone). Rich porta un’impronta ’60-’70, Tony un background tecnico-strumentale, Mark un’anima hardrock-progressive e Niel un’esperienza vocale che spazia dal jazz al gospel al musical. Insieme costruiscono un immaginario sonoro e narrativo che mira a unire energia rock, simbologia e introspezione.

ASCOLTA “EYES OF TIGER”!

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MORTO. – è uscito “Come gli altri stronzi”

 

“Come gli Altri Stronzi”, il nuovo singolo di Morto., prende in prestito la struttura e le melodie tipiche della canzone pop italiana per poi tradirle deliberatamente. L’impianto musicale richiama infatti le forme più riconoscibili del pop, ma viene progressivamente incrinato da scelte sonore cupe e da un testo che mette in discussione i presupposti stessi della classica canzone d’amore.

Il brano si muove tra familiarità e rottura: da un lato utilizza un linguaggio melodico immediatamente riconoscibile, dall’altro lo contraddice attraverso atmosfere scure e una narrazione disillusa. Il risultato è una canzone che ribalta l’aspettativa romantica e smonta l’idea di un amore salvifico o straordinario.

Al centro del pezzo c’è una dichiarazione brutale nella sua sincerità: “Smettila di attribuirmi qualcosa di speciale. Sono come chiunque altro, con le stesse mediocrità di chi ti ha amato prima. Voglio le stesse identiche cose di quella gente anonima dalla quale mi consideri tanto diverso. Non aspettarti niente di più, o ti deluderò.”

Con “Come Gli Altri Stronzi”, Morto. utilizza il linguaggio del pop per metterne a nudo i cliché emotivi, trasformando la forma più riconoscibile della canzone italiana in uno spazio di disillusione e consapevolezza.

Morto. – pseudonimo di Gabriele Castagna – è un cantautore della scena alternative romana.

I brani del cantautore, tutti in italiano, trattano soprattutto le tematiche della solitudine e della diversità come disagio, fino a toccare temi più oscuri come le dipendenze e il lutto.

La poetica di Morto. è legata principalmente al mondo degli insetti, che simboleggiano cambiamento e rinascita. Scarabei, larve, blatte e altre piccole creature sono onnipresenti nel suo immaginario visivo, ogni specie con il proprio significato.

Morto. identifica il suo genere come dark pop. I brani strizzano l’occhio all’indie italiano, ma sono “disturbati” da scelte sonore scure e a volte dissonanti.

Durante i live è accompagnato da un quartetto elettrico e da alcune presenze mascherate che, interagendo con l’artista e con il pubblico, danno vita ai mondi descritti nei brani.

ASCOLTA “COME GLI ALTRI STRONZI”!

https://benext.lnk.to/cgas

martedì 31 marzo 2026

Gli Oslavia annunciano l’uscita del loro nuovo singolo “Kabul Hostel”

 

Gli Oslavia annunciano l’uscita del loro nuovo singolo “Kabul Hostel”, un brano che cattura il ricordo di un viaggio sospeso nel tempo. Ambientato tra le strade di Barcellona, il pezzo racconta con lucidità e malinconia il passaggio tra la giovinezza che si chiude e la nuova consapevolezza che avanza, trasformando la spensieratezza in memoria.

Sul piano musicale, gli Oslavia esplorano un territorio originale, intrecciando post-punk, indie rock e pop, fino ad arrivare a ritmiche latine, in una contaminazione personale e mai scontata. Le dinamiche del brano sono marcate, con continui salti tra tensione e rarefazione: l’inciso propone una lunga jam strumentale, uno spazio di respiro e dialogo tra le chitarre, prima di ricondurre l’ascoltatore all’ultimo ritornello, più consapevole e centrato.

“Ascoltare ‘Kabul Hostel’ significa immergersi in un viaggio sonoro, tra malinconia, consapevolezza e ritmi sorprendenti.”

Gli Oslavia nascono a Milano nel 2015. Fin dall’inizio trovano la loro dimensione più autentica sul palco, suonando nei principali club della scena milanese: Rock’n’Roll Milano, Rock’n’Roll Rho, Barrio’s, Baraonda, East End, Hard Rock Café e molti altri.

Con l’ampliarsi del repertorio originale pubblicano il primo album autoprodotto, Vicoli e altre strade (2017), seguito da Stereotipi (2019) e Fragili (2023), scritto durante il lockdown e presentato con un live al Rock’n’Roll di Milano.

Nel corso degli anni la band ha costantemente cercato di contaminare linguaggi e registri artistici diversi, alla ricerca di nuove prospettive per il rock italiano. Tra i progetti più significativi spiccano la cover di La Peste (2022) di Giorgio Gaber, riletta in chiave rock, e i concerti annuali all’ADI Design Museum di Milano in occasione della chiusura del Salone del Mobile.

Il 2025 segna una svolta importante: con l’ingresso di un nuovo cantante, gli Oslavia evolvono verso un suono più maturo e alternative rock, portando la propria musica oltre i confini della Lombardia.

Sempre nel 2025 inizia la collaborazione con Sorry Mom!, che supporta la band nei live (tra cui le finali del Vicenza Rock Festival), nelle produzioni discografiche e come ufficio stampa.

A luglio 2025 esce il primo singolo della nuova formazione, La Ragione, seguito a novembre da Cosa Resta: un ulteriore passo nel percorso di una band che continua a reinventarsi senza perdere la propria identità.

Nella seconda parte del 2026 gli Oslavia entreranno in studio per le registrazioni del nuovo album, attualmente in fase di scrittura, tra una pausa e l’altra di un’intensa attività dal vivo.

ASCOLTA “KABUL HOSTEL”!

https://orcd.co/oslavia-kabulhostel

NRG1 – esce “Redemption in Love’s Glow”

 

Redemption in Love’s Glow è un EP che racconta un percorso emotivo di rinascita, guidato dall’amore nelle sue forme più luminose e contraddittorie. Attraverso quattro brani, il progetto esplora il passaggio dall’attrazione istintiva alla consapevolezza, fino al confronto finale con i propri limiti e desideri.

Un viaggio sonoro ed emotivo che parla di cadute e risalite, di desiderio e guarigione, illuminato dal bagliore intenso dell’amore.

TRACKLIST

The Way You Play

Il singolo apre l’EP con l’energia del primo incontro: un gioco di sguardi, di seduzione e di libertà, dove l’altro diventa specchio e sfida.

Let The Sweet Heart Recite

Con questa traccia il racconto si fa più intimo e vulnerabile: il cuore prende voce, lasciando emergere sentimenti autentici e confessioni che non possono più essere taciute.

New Horizons

Rappresenta il punto di svolta, lo slancio verso il cambiamento e la crescita interiore. È il brano della rinascita, in cui l’amore diventa forza propulsiva per immaginare un futuro diverso.

Red Lights

A chiudere l’EP è il momento della consapevolezza finale: luci rosse come segnali di pericolo, passione e verità, dove il cammino di redenzione si compie accettando anche le ombre.

NRG1 è un duo elettrosynthpop di Verona che fonde energia elettronica e sensibilità live in un sound pulsante e contemporaneo. Il progetto nasce dall’incontro tra Nico Dibono (batteria, percussioni) e George Bora (chitarre, synth), unendo groove organici e trame sintetiche in un equilibrio costante tra istinto e tecnologia.

La loro musica attraversa territori synthpop, house ed elettronici, alternando atmosfere immersive a ritmi ipnotici, pensati per coinvolgere il corpo e la mente. Beat incisivi, linee melodiche evocative e un forte impatto emotivo definiscono l’identità del Duo, un progetto che guarda al dancefloor senza rinunciare alla profondità sonora.

NRG1 è energia in movimento: un viaggio elettronico dove il suono diventa esperienza.

ASCOLTA “REDEMPTION IN LOVE’S GLOW”!

https://ffm.to/nrg1-redemptioninlovesglow

lunedì 30 marzo 2026

“Discern”, il nuovo singolo degli Orbitlane

 

Un personaggio inquietante che assume il ruolo di guida, circondato da uno stuolo di seguaci che hanno appena firmato la loro condanna.

Il nuovo singolo degli Orbitlane, “Discern”, si sviluppa come un racconto stratificato, in cui ogni passaggio mette a fuoco uno stato diverso: rabbia, lucidità, pesantezza. L’apertura è nervosa, rabbiosa, poi il brano rallenta e vira verso sonorità cupe, plumbee e compatte mentre la narrazione prende forma.

“I’m sick of you all fooling yourself into martyrs” è uno sfogo netto contro il vittimismo atto al solo far prevalere la propria parte, alimentando il “same old devil in disguise” che logora e divide. Nel mirino c’è anche chi “stare in awe at the swing of the guillotine”, spettatore affascinato dalla condanna altrui, ignaro di essere il prossimo. Un circolo di odio, bugie e cecità volontaria. Ma non temere, il giudizio arriva per tutti. E questa volta non c’è spazio per il perdono. Le false guide cadono, e i loro seguaci con esse.

L’impatto tecnico, che richiama la precisione di Architects e Polaris, si fonde qui con un’estetica cinematografica oscura, magistralmente tradotta in immagini dal videoclip di Damiano Affinito. Tra dinamiche metalcore in costante tensione e un ritornello dalla forte carica emotiva, “Discern” trascina l’ascoltatore verso un finale soffocante, ricalcando il peso di un giudizio già scritto. Un tassello decisivo per gli Orbitlane, che con questo brano tracciano la rotta per ciò che verrà.

Originari di Venezia, gli Orbitlane sono una band metalcore che fonde potenza sonora pura con profondità emotiva. Traendo ispirazione da pesi massimi come Architects, Polaris e Currents, stanno inondando la scena con un’energia travolgente e una capacità di scrittura di alto livello.

Grazie alle aperture a band internazionali e all’impressionante numero di date alle spalle, la band è ora pronta a pubblicare “Discern”, l’ultimo singolo prima del loro album di debutto.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=GrXEBgbkAPU

venerdì 27 marzo 2026

“Phantom Humanity”, il nuovo singolo di Pino Scotto

 

Fuori il nuovo singolo di Pino Scotto “Phantom Humanity”, brano estratto dall’ultimo album “The Devil’s Call”.

“Phantom Humanity” fotografa una società svuotata, ormai assuefatta a ogni nefandezza. “God of game and God of war bring me to insanity / you turn away still you want more from this phantom humanity”: l’umanità è ridotta a uno stuolo di fantasmi, da cui gli dei del gioco e della guerra continuano a pretendere sempre di più. Agli occhi di chi muove le pedine, l’essere umano diventa invisibile, ridotto a semplice ingranaggio.

Nel videoclip si osserva un Pino disorientato, che vaga tra palazzi moderni con uno sguardo perplesso, come se cercasse una risposta che non arriva. Che senso ha tutto questo? Che senso ha un mondo in cui la violenza si espande e l’odio diventa abitudine, mentre l’essere umano perde progressivamente contatto con sé stesso, intrappolato tra nuove forme di schiavitù, dipendenze e una direzione che si dissolve?

Con il suo linguaggio diretto, Pino Scotto mette a nudo le crepe del presente: una realtà in cui si cercano appigli in dogmi religiosi, ideologie e identità culturali, come se potessero riempire un vuoto che continua ad allargarsi. Eppure nulla sembra davvero muoversi.

L’hard blues di “Phantom Humanity” si inserisce in questo scenario come un tentativo di riportare calore umano dentro città fredde, automatiche, disumanizzate, per ridare corpo alla società inconsistente in cui viviamo.

Pino Scotto, carismatico e grintoso singer dalle marcate influenze blues, dotato di una voce profonda e graffiante, incarna da sempre la rappresentazione iconica del rocker nazionale.

La sua carriera inizia al termine degli anni ’70, quando incide il primo45 giri con i Pulsar; dopo qualche tempo diviene frontman dei Vanadium, con cui realizza nove grandi album, l’ultimo nel 1995. Il suo primo album solista in lingua italiana “Il Grido Disperato di Mille Bands” è del 1992 e lo porta in tour con il suo Jam Roll Project.

Nel 1997 viene pubblicata la compilation “Segnali di fuoco”, accompagnata dall’omonimo libro “Lo scotto da pagare” e nel 2000 “Guado”. Nel 2003 torna sulle scene con i Fire Trails, un progetto creato assieme al chitarrista Steve Angarthal, con cui incide due nuovi album e da subito partono in tour aprendo il concerto dei Deep Purple a Milano. Già dall’inizio della sua storia con i Fire Trails, collabora con l’emittente televisiva Rock Tv che gli affida la conduzione del programma Database ancora in onda oggi su Plex.

Nel 2008 esce “Datevi Fuoco”, una raccolta dei migliori brani in italiano da solista riarrangiati e cantati con tanti “special guest”, che dà origine a un tour di oltre 150 concerti in tutta Italia. “Buena Suerte”, album di inediti RnR (2010), ospita artisti come Caparezza, i The Fire e Kee Marcello (ex Europe). Nel2012 Pino Scotto pubblica il settimo album “Codici Kappaò” e devolve gli introiti del secondo CD dell’edizione speciale al progetto Rainbow, iniziativa a sostegno dei bambini meno fortunati. Dopo il cover album “Vuoti di memoria” (2014), nel 2018 esce “Eye for an Eye”, ottavo album di inediti in inglese. L’album del 2020 “Dog Eat Dog” ottiene un grande successo di pubblico e di critica.

Il ritorno post pandemia sui palchi di Pino avviene nel 2023 in duo acustico; questo gli fa ritrovare l’entusiasmo per cui riparte con un lungo tour con la sua band e pubblica l’album “Live n’ Bad”,un progetto intenso e coinvolgente, che racchiude tutta la grinta e l’anima della sua musica.

L’ultimo disco “The devil’s call”, uscito nel 2025, abbraccia le sonorità delle origini, blues, rock ‘n’ roll, southern senza dimenticare la potenza dell’hard rock. Anticipato dai singoli “True friend” e “No fear no shame”, questo album riflette la ruvidità della voce di Pino anche nei testi, rabbiosi e di denuncia. Forte dell’ottimo riscontro ricevuto dalla critica di settore, l’artista sta portando “The devil’s call” in tutta Italia grazie a un lungo tour insieme alla sua band.

ASCOLTA “PHANTOM HUMANITY”!

https://benext.lnk.to/thedevilscall

giovedì 26 marzo 2026

“My City” è il nuovo singolo dei The Roowens

 

“My City” è il nuovo singolo dei The Roowens, un brano che si presenta come una dedica intensa e nostalgica alla propria città natale. Attraverso un racconto fatto di ricordi e immagini del passato, la band ripercorre gli anni della giovinezza, quando tutto sembrava possibile e le strade della città erano il palcoscenico delle prime esperienze e dei primi sogni.

Il brano è uno sguardo malinconico ma pieno di affetto verso una città che cambia nel tempo, ma che continua a vivere e a cantare nonostante gli anni e la stanchezza che si accumula. “My City” diventa così una riflessione sulla memoria, sull’appartenenza e sul legame profondo con il luogo in cui si cresce.

Il sound richiama il classic rock più autentico, dal sapore senza tempo, proprio come Ravenna, la storica capitale bizantina. Una città che al tramonto si accende di arte, colori, vino e musica, trasformandosi in un luogo sospeso tra passato e presente.

“My City” è, prima di tutto, una dichiarazione d’amore: è qui che siamo nati, è qui che vogliamo vivere.

I The Roowens, attivi dal 2022, nascono con un forte legame alle sonorità punk rock. Con il passare del tempo la band ha però sentito l’esigenza di ampliare il proprio orizzonte musicale, esplorando sonorità più mature e ricercate.

Anche il songwriting si è evoluto, orientandosi verso un rock diretto e di facile ascolto, senza però rinunciare all’energia delle chitarre distorte e all’immaginario che da sempre accompagna la band: il sound californiano, la strada e le motociclette.

Negli ultimi due anni i The Roowens hanno scelto di concentrarsi soprattutto sul lavoro in studio e sulla scrittura di nuovi brani, mettendo temporaneamente in secondo piano l’attività live.

Da questo percorso è nato un lavoro più intimo e curato, che la band non vede l’ora di condividere con nuovi ascoltatori e con chi li segue fin dagli inizi.

ASCOLTA “MY CITY”!

Spotify: https://bit.ly/4sA78Ex