martedì 16 giugno 2026

I Roman Krays tornano con “Sette Anni”

 

I Roman Krays tornano con Sette Anni, un brano ispirato da una storia reale e profondamente umana. La canzone infatti nasce dall’esperienza vissuta da una persona molto vicina alla band, che si è trovata ad affrontare la fine improvvisa e apparentemente inspiegabile di una relazione importante, vedendo crollare in un istante progetti, aspettative e anni di sacrifici condivisi.

Proprio da una frase pronunciata più volte durante quel difficile momento – “sono sette anni che faccio chilometri e sacrifici per starle accanto” – prende forma il concept del brano e il suo titolo.

“Sette Anni” si configura così come un potente sfogo emotivo contro il dolore di un amore perduto, nel quale era stato investito tutto se stessi, ma anche come il racconto della forza del legame fraterno e dell’importanza di avere accanto qualcuno disposto ad ascoltare e condividere il peso della sofferenza.Nella parte finale del testo emerge infatti il ruolo dell’amico, presenza fondamentale che invita a non chiudersi nel dolore e a trovare il coraggio di raccontarsi.

Dal punto di vista musicale, il brano presenta una ricerca sonora accurata che si inserisce nel percorso artistico tracciato dagli ultimi due singoli della band, introducendo però elementi più incisivi e diretti. Il basso assume una connotazione più hardcore, mentre i cori nei ritornelli conferiscono al pezzo un’anima street e coinvolgente.

La struttura ritmica è stata concepita per evocare simbolicamente il battito del cuore: una pulsazione energica e ben scandita che cresce progressivamente d’intensità, accompagnando l’ascoltatore verso una sezione finale più melodica ed emotiva.

Un crescendo che amplifica il messaggio di vulnerabilità, resilienza e vicinanza umana che costituisce il cuore di “Sette Anni”.

I Roman Krays nascono nel 2019 a Guspini, nella West Coast della Sardegna.Dopo diverse esperienze musicali individuali, prende forma il progetto Roman Krays, caratterizzato da un incontro di influenze personali che dà vita a un sound melodico ma al tempo stesso riconoscibile e distintivo.

Durante il periodo pandemico, il COVID non interrompe il percorso creativo della band, ma anzi ne rafforza la visione artistica. La volontà di trasformare la rabbia e il disagio in musica porta alla pubblicazione del primo singolo “Follia”, che racconta le contraddizioni e le distorsioni vissute durante l’emergenza sanitaria.

Successivamente, nel 2023, esce “Fumo”, brano che affronta una tematica sociale delicata e attuale come la depressione. I testi e la cura nella produzione diventano elementi centrali dell’identità del gruppo, contribuendo a definire una cifra stilistica sempre più precisa. Le prime esibizioni dal vivo e la partecipazione a diversi festival collocano i Roman Krays all’interno della scena punk rock sarda, distinguendosi per performance energiche e coinvolgenti. Nell’autunno dello stesso anno la band entra in studio di registrazione per realizzare il primo album, “Quanto Costa Sognare”, pubblicato il 10 maggio 2024 e anticipato dal singolo “Nicol”, brano di forte impatto tematico che ottiene un riscontro positivo anche a livello nazionale.

La collaborazione con Fix, cantante dei Madbeat, nel singolo “Sapore di Male”, rappresenta un ulteriore passo verso la scena nazionale, consolidando la presenza della band nel panorama alternativo e punk rock italiano.

Nel 2025 viene pubblicato “Lunedì”, ultimo singolo che affronta il tema dell’oppressione sul lavoro, confermando l’impegno dei Roman Krays nel raccontare attraverso la musica tematiche sociali e contemporanee.

ASCOLTA “SETTE ANNI”!

https://orcd.co/romankrays-setteanni

HUMANA – il nuovo singolo “Trovami un nome”

 

“Trovami un nome” è la quarta traccia di “Siamo solo umani”, il nuovo album degli Humana uscito a gennaio 2026.

Il brano è un’esplorazione dell’ansia e del senso di smarrimento che attraversa la vita nella città contemporanea, dove il rumore di fondo del quotidiano soffoca la voce dell’individuo. Il protagonista si muove come un’ombra tra le strade, alla ricerca di un’identità che lo definisca, di un nome capace di dare forma alla propria illusione di sé. È una lotta interiore combattuta su due fronti: i fantasmi del passato che riaffiorano e tormentano, e un presente che opprime e non lascia respirare.

La scrittura, diretta e viscerale, restituisce il senso di vertigine di chi si sente sospeso, in cerca di un punto fermo. Musicalmente il brano si inserisce pienamente nella nuova virata indie punk rock del disco, con chitarre distorte e batteria incalzante che amplificano la tensione emotiva del testo. È un grido di smarrimento ma anche di resistenza, il tentativo di dare un nome a ciò che fa paura per poterlo finalmente affrontare. Un brano che incarna perfettamente lo spirito ribelle e introspettivo dell’intero album.

Gli Humana nascono tra Latina e Rimini dall’incontro tra Daniele Iudicone (voce, testi) e Lorenzo Sebastiani (musiche, arrangiamenti). Il loro sound fonde rock ed elettronica, con radici punk.

Lorenzo Sebastiani, produttore anche per Celentano e Jovanotti, dà il timbro al progetto.

L’album d’esordio “Humana” (2012) contiene la cover Rock ‘N’ Roll Robot di Camerini, successo nei club. Seguono il concept “Karma” (2018) (stile Blade Runner), l’EP “Human Electro” (2020) rimasterizzato a New York, e “Un altro giorno” (2022).

Nel 2026 esce “Siamo solo umani” (16 inediti), distribuito da BeNEXT Music con Universal Music. La band collabora con il batterista Alex Reeves (Justin Timberlake, Nick Cave) e il tecnico Ted Jensen (Green Day, Rolling Stones), e ha lavorato con il regista Cosimo Alemà (Ligabue, Tiziano Ferro).

Il tour Electro Rock Experience del 2022-2023, con formazione allargata, ha registrato date sold out in tutta Italia (Roma, Firenze, Torino) ed ha portato la band a partecipazioni come Sanremo Rock e Sanremo Live in the City.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=Agmaed3gxZI

lunedì 15 giugno 2026

“INSECURE SOUL”, il nuovo brano firmato The Absolute

 

Durante una lezione di fisica, tra i banchi dell’università, prende forma “INSECURE SOUL”, il nuovo brano firmato The Absolute.

L’ispirazione arriva da un’osservazione apparentemente quotidiana: la figura di una professoressa, il suo sguardo distante e la ripetizione meccanica di concetti già espressi infinite volte. In quel contesto emerge un’immagine carica di significato, una malinconia silenziosa che diventa il punto di partenza creativo del brano.

Da questa percezione nasce una riflessione più ampia sull’accettazione e sulla fatica emotiva del vivere. Il brano si sviluppa come un percorso interiore, in cui l’autrice riconosce uno stato di distacco emotivo e anestesia personale, interrotto proprio da quella tristezza osservata e interiorizzata.

“INSECURE SOUL” diventa così un risveglio: la riscoperta della sensibilità come elemento essenziale dell’identità. Un ritorno alla consapevolezza di essere qualcosa di più della materia, una presenza capace ancora di sentire, reagire e accendersi.

Un lavoro intimo e riflessivo, che trasforma un momento ordinario in un’esperienza emotiva profonda e universale.

I The Absolute sono un quartetto milanese nato dall’incontro tra radici blues e attitudine hard rock.

Il loro sound unisce energia, groove e sonorità ispirate al rock degli anni ‘70, mantenendo una direzione musicale personale e riconoscibile.

La band trova il proprio equilibrio nell’identità dei suoi quattro membri: Salvo, voce graffiante ed intensa; Noemi, chitarrista dal timbro caldo e dal gusto fortemente “Seventies”; Carlotta, bassista dal groove solido e dinamico ed Antonio, punto fermo della sezione ritmica.

Sebbene il palco sia l’habitat naturale in cui l’impatto sonoro si esprime in tutta la sua forza, i The Absolute hanno trascorso gli ultimi mesi tra sala prove e studio di registrazione. Questo intenso lavoro di ricerca ha portato alla finalizzazione dei primi singoli, prossimamente in uscita!

Con un repertorio in continua evoluzione, la band porta avanti un percorso che fonde rock e blues in modo diretto, autentico e senza eccessi, guardando alla scena emergente con un’identità chiara e una forte impronta live.

ASCOLTA “INSECURE SOUL”!

https://shortlink.uk/1x6bE

“Sigma Circle Jerk”, il nuovo singolo di AUT!

 

È disponibile “Sigma Circle Jerk”, il nuovo singolo di AUT!, un brano diretto e provocatorio che punta il dito contro le derive tossiche del maschilismo contemporaneo e la crescente influenza della cosiddetta manosfera online.

Il brano denuncia i meccanismi con cui forum, meme e contenuti costruiti per alimentare rabbia e polarizzazione riescono a intercettare le fragilità di una generazione di giovani uomini spesso isolati e insicuri, trasformando il disagio in risentimento e odio.

“Sigma Circle Jerk” mette in discussione la narrazione seducente di chi promette risposte semplici a problemi complessi, vendendo l’illusione di poter comprendere il mondo attraverso il filtro distorto di una rete sempre più individualista e tossica. Un fenomeno che, dietro slogan accattivanti e dinamiche virali, rischia di alimentare visioni semplificate della realtà e relazioni basate sull’esclusione e sul conflitto.

AUT! è il progetto di un giovane operaio mantovano che trasforma il rumore della provincia in post-punk ruvido, abrasivo e pulsante.

Debutta a ottobre 2024 con due EP che gli valgono l’apertura agli Afterhours a Firenze, l’inserimento nelle compilation Carne Fresca e Tribal Cabaret n°12 e live tra Milano, Veneto ed Emilia.

Tra grida, chitarre, campionamenti e drum machine, AUT! dà voce alla frustrazione e alle nevrosi della nuova provincia italiana, un luogo dove produzione, mercato e divertimento diventano ossessioni quotidiane.

A marzo 2026 esce il full lenght “No Attitude”, seguito a giugno dello stesso anno dal singolo “Sigma Circle Jerk”.

ASCOLTA “SIGMA CIRCLE JERK”!

https://benext.lnk.to/scj

MAGAZZINI MUSICALI – è uscito “Di Necessità Virtù”

 

Dopo poco più di due anni dal primo lavoro (Lost in The Grandi Magazzini), i Magazzini Musicali tornano con la nuova fatica discografica: “Di necessità Virtù”.

Il titolo, che riprende un motto di antica tradizione e di larga diffusione popolare, incuriosisce già l’ascoltatore ancor prima di “accedere” alla musica stessa.

Anche la presentazione delle tracce è a dir poco curiosa e tutt’altro che usuale: la band ha infatti deciso di raccogliere e rendere fruibili le 11 canzoni dell’album tramite dei QR code collocati all’interno di un fumetto, dove vengono raccontate le avventure del leader del gruppo, Zino il manichino, che insieme ai quattro musicisti scapestrati attraversa in lungo e in largo l’intero globo terracqueo affrontando mille avventure e peripezie.

Il tutto è magistralmente illustrato da Giorgio Credaro — grafico ormai onnipresente nei lavori dei Magazzini Musicali — e piacevolmente raccontato, con spirito, anche in forma di prosa all’interno del fumetto stesso.

Si può quindi parlare di un concept album in cui il viaggio fa da filo conduttore alle 11 tracce.

TRACKLIST

Eurovision

Il viaggio inizia dalla Svizzera e, più precisamente, da Basilea. Il brano, di chiara matrice funk/rock dal groove incisivo e ritmato, è costruito attorno a un riff incalzante. Il pezzo cattura fin da subito per la sua energia e il suo impatto sonoro. Il brano cresce dinamicamente fino ad arrivare a una sezione quasi caotica, dove brevi frasi di chitarra si rincorrono e si sovrappongono su un tappeto ritmico ipnotico, creando una tensione che cattura e trasporta l’ascoltatore oltre l’ignoto.

Polonia

La seconda tappa è la Polonia, con l’omonimo brano. Qui la matrice funk esce ancor più allo scoperto. Sopra il solido groove intessuto dalla batteria, dal basso e dalle tastiere, la chitarra “saltella” folleggiando allegramente. Anche in questo caso l’uso delle dinamiche, dei piano, dei forti e dei fortissimo è ben bilanciato e muove parecchio il brano.

Tundra Blues

Nella Tundra, tra muschi, licheni e, come raccontato nel fumetto, lemmings mannari, il brano inizia con un’atmosfera quasi tetra, con effetti sonori che sembrano simulare il vento gelido e le nebbie di quelle terre. Poi, invece, partono repentinamente batteria e percussioni, le nebbie si diradano, il groove porta di primo acchito allegria. Poi, però, le cose cambiano nuovamente: il tutto diventa “affannoso” sino alla fine.

Come stile, il brano si distacca decisamente dai primi due: qui sono presenti sfumature più etniche legate alla world music.

Male male, molto male, anzi malissimo

Si ritorna in pompa magna in un territorio funk/rock. Brano senza dubbio elaborato, con degli unisono “scoppiettanti” tra i vari strumenti. Il pezzo è “frenetico” e sincopato e non lascia l’ascoltatore inerme e “senza vita”. Il famoso “piedino che batte” è quasi inevitabile. Insomma, brano tenero e spregiudicato allo stesso tempo. Finale al fulmicotone!

Tendenza Africana

Il quinto brano catapulta direttamente nel “Continente nero”: l’intro caratterizzato dal dialogo tra varie percussioni è di chiaro sapore afro, come anche il magnetico groove che segue, accarezzato dal suono del vento del deserto, seguito dall’incedere maestoso del basso e dalla chitarra che tesse immediatamente melodie “antiche”. L’entrata delle tastiere, con un suono somigliante a una marimba, è la ciliegina sulla torta Afrika. Anche questo brano pare trasportare all’interno di un viaggio all’interno del viaggio.

Peach Hoot

Eccoci al giro di boa di questo interessantissimo viaggio di Zino e della sua band. Si va negli Stati Uniti con Peach Hoot. Brano che naviga tra sonorità slow funk, medium rock e jazzy.

Fermo The fionk

Il viaggio prosegue con un excursus nel trash/metal “vecchia scuola” con tappetone di doppia cassa in unisono col basso. Così si apre Fermo the Monk, con una chitarra “crunch” leggera.

Ziguevara

Si va verso il Sud America con un brano dove la tastiera la fa da padrona con riff in stile “montuno” che fa muovere il sedere anche ai più reticenti. Il tutto è farcito da batteria, percussioni, ammennicoli vari che, “sposati” con una linea di basso lontana dall’essere banale, supportano egregiamente il lavoro di tastiera e chitarra, la quale, nella parte dell’assolo a lei dedicata, sprigiona un sound assolutamente in stile e di pregevole fattura. Anche in questo caso unisoni e uso delle dinamiche sono assolutamente presenti e ben calibrati.

Il Surf Non è Per Tutti

Quasi alla fine del percorso i 4 portano l’ascoltatore col surf sull’onda più alta e fanno sentire il momento del “point break” con un fragoroso riff di tastiera, l’incedere sicuro della parte ritmica e con la chitarra che fa da legante “riempiendo” gli spazi vuoti, cucendo addosso la muta per una cavalcata dell’onda di tutto rispetto. Il brano è “frenetico”, ma con momenti di break (in questo caso non point, n.d.r.) che fanno riprendere aria dopo la divertente caduta in acqua.

La fiorra Jam

Penultima tappa e, come in un cerchio che si chiude, si ritorna a parlare di funk. In questo caso le atmosfere funkeggianti anni ’60 si intersecano sinergicamente con sonorità più moderne, ma sempre rispettando quel canone “storico” che caratterizza il genere.

Di Necessità Virtù

Il disco si chiude con questa suggestiva ballad che dà anche il titolo al lavoro dei Magazzini Musicali. Qui le atmosfere sono eteree, gli arrangiamenti sono curati, i “piano” e i “crescendo” sono i punti cardine del brano, come anche gli spazi che si creano. Un bel modo “rilassato” per finire un percorso pieno di “esperienze” molto diverse le une dalle altre, anche se tenute assieme dal filo conduttore del viaggio.

Nati nel 2022, i Magazzini Musicali sono un collettivo eclettico formato da Andrea Bona (chitarra), Mirco Franchetti (tastiere), Ivan Romeri (batteria) ed Emanuele Rusconi (basso), con il carismatico Zino come portavoce e voce narrante del gruppo. Le loro composizioni, ispirate da artisti come Calibro 35, Delvon Lamarr, Mark Lettieri, The Meters, Frank Zappa e Oz Noy, mescolano groove funk, potenza rock e influenze world, in un continuo processo di ricerca e sperimentazione.
Nel 2024 la band ha pubblicato il primo album in studio, “Lost in the Grandi Magazzini”, presentato con uno spettacolo teatrale multisensoriale che ha coinvolto attori e ballerini.

Dopo le esibizioni in festival come il B.EST Rock Festival, l’Openair Cavaglia e la Festa della Musica di Mendrisio, i Magazzini Musicali hanno partecipato a format radio e TV tra cui “We Have a Dream” di Red Ronnie e “Fatti Scoprire” di Rocker TV.

Nel 2025 fanno uscire i singoli “Eurovision” e “Polonia” e nel febbraio 2026 esce “Male Male Molto Male… Anzi, Malissimo”, seguito a giugno dello stesso anno dall’album “Di necessità Virtù”.

ASCOLTA “DI NECESSITÁ VIRTÚ”!

https://orcd.co/magazzinimusicali-dinecessitavirtu

sabato 13 giugno 2026

“Concordia”, il nuovo singolo dei Mystic Alma

Il nuovo singolo dei Mystic Alma, “Concordia”, racconta l’incontro di due anime che si riconoscono oltre il tempo e oltre la materia. È una storia di corrispondenze profonde, in cui musica e poesia diventano linguaggi complementari capaci di condurre i protagonisti verso la propria essenza più autentica.

In questo legame, l’arte assume il ruolo di forza creatrice e rinnovatrice.

Le melodie dell’uno e le parole dell’altra si cercano, si completano, generando uno spazio condiviso in cui ogni frammento trova il proprio posto e la rinascita interiore che ne consegue diventa un patto silenzioso, destinato a lasciare traccia ben oltre la dimensione terrena.

L’atmosfera del brano si sviluppa come una fiaba dalle tinte sinfoniche, attraversata da immagini celesti e da un sentimento che sembra espandersi insieme al respiro dell’universo. La “concordia” evocata dal titolo diventa così un principio vitale, una presenza che continua a vibrare tra le stelle e nella memoria del mondo.

Il cuore del racconto emerge nel ritornello, quando la protagonista celebra l’incontro con la sua anima gemella attraverso una dedica che racchiude l’intero significato del brano: «Quando tu, la tua arte, donavi assorto in armoniche note, il mio cuore la esternava in frasi sublimi». Un dialogo tra musica e parola che custodisce la promessa di un legame destinato a durare oltre ogni confine.

Il progetto Mystic Alma nasce dall’incontro artistico tra Salvatore Lucchesi – musicista e produttore eclettico, polistrumentista dalla vasta esperienza – ed Elisa Fortuna, soprano lirico con una brillante carriera in Italia e all’estero, animata da una forte passione per il rock e la contaminazione tra generi. Da questo incontro nasce un percorso di sperimentazione audace, che fonde voce lirica e sonorità rock e metal orchestrali in una formula tanto personale quanto affascinante.

I testi, scritti da Elisa, trasmettono messaggi di positività e bellezza, ispirati dalla natura, dalla vita e da una visione profonda del mondo. Le musiche, composte da Salvatore, spaziano con grande maestria dal gotico al sinfonico, dal celtico al metal, con soluzioni armoniche complesse e coinvolgenti.

Dopo una lunga fase creativa, il duo ha ampliato la formazione coinvolgendo altri musicisti provenienti da background diversi, dando vita alla band Mystic Alma. Il progetto, già apprezzato in importanti eventi e festival internazionali, si distingue oggi come una proposta musicale notevole nel panorama attuale, capace di emozionare e sorprendere attraverso la sua carica evocativa e la sua identità fuori dagli schemi.

ASCOLTA “CONCORDIA”!

https://orcd.co/mysticalma-concordia

 

giovedì 11 giugno 2026

Club Privé – è uscito “Luci Statiche Dimensionali”

 

“Luci Statiche Dimensionali” è uno dei brani più rappresentativi del primo album dei Club Privé, “Delenda Mundi”, e ne sintetizza pienamente l’immaginario estetico e concettuale.

Il singolo si inserisce nel nucleo tematico che attraversa l’intero progetto: la ricerca di una possibile liberazione da ciò che limita l’essere umano e la sua espressione artistica, fino all’idea di un “reset” dell’umanità attraverso un processo di progressiva alienazione dalla tecnologia e dai suoi effetti disumanizzanti.

Anche sul piano sonoro, il brano si distingue per un’atmosfera rarefatta e avvolgente, che agisce come vero e proprio attivatore emotivo del concept. La struttura musicale accompagna l’ascoltatore in una dimensione sospesa, in cui percezione e realtà tendono a confondersi.

Il ritornello, costruito attorno a una singola frase ripetuta e incisiva, rafforza il messaggio centrale del brano: il desiderio di allontanarsi dalle “luci del giorno”, simbolo di una realtà apparentemente chiara ma ingannevole, per lasciarsi avvolgere dalla notte. Quest’ultima diventa metafora di introspezione, mistero e possibilità creativa.

Il videoclip di “Luci Statiche Dimensionali” traduce in immagini il concept del brano e dell’album “Delenda Mundi” attraverso una sequenza di visioni evocative e frammentate. Le atmosfere visive alternano astrazione e suggestioni immersive, restituendo un senso di spaesamento e sospensione che riflette la ricerca di distacco dalla realtà contemporanea e dalla sua componente tecnologica disumanizzante. Il risultato è un viaggio visivo rarefatto e ipnotico, in perfetta continuità con la dimensione sonora del brano.

Con “Luci Statiche Dimensionali”, i Club Privé confermano la propria identità artistica, costruita su un equilibrio tra tensione concettuale e ricerca sonora, delineando un universo musicale coerente e profondamente visionario.

Sono i primi mesi del 2025 quando tre componenti di una storica band veronese si ritrovano quasi casualmente dopo la fine del vecchio progetto artistico.

Il cantante chitarrista Antonio Bombara sta lavorando su pezzi con una deriva rock più alternativa rispetto alle passate esperienze musicali, insieme ad altri musicisti coinvolge nelle registrazioni di una demo due vecchi compagni di viaggio. Il suono è caratterizzato fin da subito da un utilizzo misurato ma determinante dell’elettronica.

Il resto è storia, le demo diventano un disco firmato da Carlo Canteri, al basso, Damiano Vendramini, ai synth ed il già citato Antonio Bombara. Nascono così i Club Privé.

Il nome della band sottolinea questa coesione ed intimità musicale tra i suoi componenti che intraprendono una strada artistica evoluta e ricercata.

Il disco d’esordio del 2026 si intitola “Delenda Mundi” ed è un vero e proprio manifesto di una poetica musicale volta ad eliminare dalla propria esistenza e dal mondo, ciò che in qualche modo impedisce la libera espressione umana ed artistica, o ciò che si frappone come verità mediata allo sviluppo di un’arte libera dai condizionamenti. Le canzoni dal sapore vagamente cinematografico sviluppano la tematica attraverso metafore o situazioni di vita urbana.

A metà del 2026 l’incontro con Luca Bernardoni e Marco Biondi dell’etichetta discografica Sorry Mom! sposta il progetto su più ampia scala ed il futuro è tutto da scrivere.

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=UcudZM1n3V4

Drop Circles – il nuovo singolo “Slegami”

 

Con il nuovo singolo “Slegami”, i Drop Circles mettono in campo la componente più riconoscibile del loro linguaggio musicale: il crossover.

Dieci gocce di nu metal e dieci di grunge danno origine a un’ebollizione controllata in provetta, che finisce per scoppiare in meno di due minuti. Il finale è un’esplosione fumosa dominata da chitarre ingombranti e voce pungente.

“Slegami” è un invito a spezzare quei meccanismi che deformano il rapporto con la realtà. Convinzioni accettate senza interrogarsi, maschere costruite per convenienza e verità tenute a distanza sono le sbarre della gabbia da cui, prima o poi, si sente l’urgenza di scappare. Per riuscirci diventa fondamentale cambiare il modo in cui l’individuo osserva sé stesso e ciò che lo circonda.

Mentre il tempo si limita a nascondere le crepe invece di risolverle, la ricerca di autenticità passa attraverso il coraggio di guardare oltre le proprie certezze. Umiltà, rispetto e umanità diventano così punti di riferimento concreti in un contesto dominato dall’apparenza, gli unici a cui puntare per la crescita personale.

Anche sul piano sonoro il brano è un fiume in piena. La matrice legata al Seattle sound resta ben presente, assumendo però una forma più nervosa e tagliente. La sezione ritmica sostiene con passo serrato le chitarre che amplificano l’urgenza, mentre le aperture melodiche concedono brevi boccate d’aria prima di essere nuovamente risucchiati dalla corrente.

I Drop Circles nascono nella primavera del 2011 dalle ceneri di alcune band della scena rock fiorentina. Fin dagli esordi sviluppano una proposta radicata nelle sonorità di Seattle, arricchita nel tempo da influenze che spaziano dal nu metal all’indie rock, mantenendo una forte coerenza stilistica e una chiara identità compositiva.

Dopo diversi cambi di formazione, il gruppo raggiunge una line-up stabile che permette di consolidare il lavoro in studio e l’attività dal vivo. Nel corso degli anni i Drop Circles si esibiscono su numerosi palchi tra Toscana, Emilia-Romagna e Lazio, costruendo un percorso fondato soprattutto sulla produzione di materiale originale.

Tra le esperienze più significative figurano la finale nazionale di Sanremo Rock 2021 al Teatro Ariston e le aperture per Marlene Kuntz, Manuel Agnelli, Punkreas e Sick Tamburo.

ASCOLTA “SLEGAMI”!

https://orcd.co/dropcircles-slegami

mercoledì 10 giugno 2026

“Iran Iran”, nuovo brano di STENOX

 

“Iran Iran”, nuovo brano di STENOX, è un progetto artistico che unisce musica e immagini in un’opera intensa e profondamente umana. Composto da un brano musicale e da un cortometraggio della durata di otto minuti, il lavoro nasce dall’esperienza diretta di un viaggio e si configura come una dichiarazione d’affetto verso il popolo iraniano.

Lontano da ogni intento di denuncia politica, “Iran Iran” vuole restituire voce a una società troppo spesso raccontata esclusivamente attraverso la lente della cronaca e delle tensioni internazionali. L’opera mette al centro le persone incontrate lungo il percorso, evidenziandone la generosità, l’ospitalità e il desiderio sincero di instaurare relazioni autentiche, facendo emergere la loro umanità nonostante il peso della repressione quotidiana.

Concepito prima dell’attuale conflitto che coinvolge la regione, il progetto assume oggi un significato ancora più profondo. Ricorda come l’identità di un popolo e la ricchezza della sua cultura non possano essere ridotte alle dinamiche geopolitiche che ne segnano il presente.

Il cuore visivo del cortometraggio prende forma da una serie di fotografie realizzate nei mercati di Isfahan. Tra le immagini emergono i manichini delle vetrine, percepiti dall’autore come presenze inattese, quasi portatrici di una voce silenziosa. Attraverso questi frammenti di corpi inanimati, il film indaga il rapporto tra ciò che viene imposto e ciò che continua a resistere, mostrando come anche ciò che appare immobile possa custodire una potente traccia di umanità.

Dal punto di vista musicale, “Iran Iran” nasce da un arpeggio di chitarra composto da Beppe Piol e si sviluppa come un racconto intimo e contemplativo. La voce accompagna l’ascoltatore senza fretta, lasciando emergere impressioni e ricordi sedimentati nel tempo. Nel finale, un delicato intervento di sintetizzatori amplia ulteriormente l’orizzonte emotivo della composizione, accompagnando il viaggio verso una dimensione più universale.

La vera destinazione del percorso narrato da “Iran Iran” non è un luogo geografico, ma un’esperienza umana. Il titolo custodisce il ricordo di una parola persiana ricevuta in dono, simbolo di un incontro che ha lasciato un segno profondo. Il brano e il cortometraggio diventano così un omaggio alle persone che, attraverso la loro presenza, trasformano il viaggio in memoria e la memoria in racconto.

“Iran Iran” è un invito a guardare oltre gli stereotipi, a riconoscere la complessità e la bellezza di una cultura millenaria e, soprattutto, a ricordare che dietro ogni Paese esistono volti, storie e relazioni capaci di parlare un linguaggio universale.

Stefano Curto, in arte Stenox, è un autore sonoro e materico la cui ricerca artistica si sviluppa attraverso un linguaggio multidisciplinare che intreccia musica, cinema, arti visive, installazione, scultura e pratica di ricerca sul campo. Al centro del suo lavoro si trovano il viaggio, l’ascolto e la trasformazione come strumenti di indagine e creazione.

L’esperienza diretta di lunghi percorsi attraverso Europa, Asia, Medio Oriente e Africa rappresenta la principale fonte di ispirazione e materia viva della sua produzione. Da questi attraversamenti nascono opere che fondono dimensione sensibile e sperimentazione, oggi presenti in importanti collezioni private e istituzionali.

Nel suo percorso artistico, Stenox è parte del macro-progetto “Aframe”, dedicato alla relazione tra essere umano e natura. Tra i suoi lavori figurano inoltre “L’Om”, presentato all’India Art Fair presso l’Ambasciata Italiana a Nuova Delhi, e il cortometraggio “Honkey Donkey”, realizzato in India in collaborazione con l’artista Nitin Chauhan.

Il suo lavoro continua a evolversi attraverso nuove progettualità e collaborazioni internazionali. Il 9 ottobre 2026 presenterà alla Biennale Musica di Venezia “SONA”, un progetto sviluppato insieme a Sebastian Meyer e dedicato al tema dell’acqua e dell’ascolto profondo.

Attualmente Stefano Curto vive e lavora tra Venezia, le colline del Prosecco e i numerosi luoghi che continua ad attraversare, traducendo le esperienze vissute in opere sonore e visive che indagano la relazione tra spazio, memoria e percezione.

ASCOLTA “IRAN, IRAN”!

https://orcd.co/stenox-iraniran

“Un giorno qualunque” è il nuovo brano di Sargassi

 

“Un giorno qualunque” è il nuovo brano di Sargassi, un’esplosione di rock lucido e nervoso che trasforma la routine quotidiana in un vero e proprio campo di battaglia emotivo.

Il singolo racconta il risveglio di un’anima disillusa, intrappolata tra sogni rincorsi senza una direzione precisa e gesti ripetuti che sembrano non portare da nessuna parte. Tra ironia e amarezza, il brano indaga la difficoltà di continuare a credere in sé stessi quando anche le certezze più profonde iniziano a vacillare.

Le immagini evocate dal testo sono concrete e spietate — il frigo vuoto, le cinque del mattino, le illusioni che cambiano forma — ma si trasformano in simboli universali di smarrimento, resistenza e fragilità contemporanea.

Sotto la superficie resta però una tensione vitale: la volontà ostinata di ricominciare, anche ripercorrendo gli stessi errori. Tra chitarre elettriche e un’energia trattenuta pronta a esplodere, “Un giorno qualunque” diventa così un inno imperfetto alla sopravvivenza quotidiana.

Sargassi è il progetto musicale del cantautore umbro Gabriele Martelloni e nasce nel 2020, con il lavoro al Bonsai Studio di Orvieto per registrare il disco d’esordio “Circolo Polare Catartico”, uscito nel maggio 2021.

Nel 2021, la partecipazione alla finale regionale di Sanremo Rock e al premio Tenco nella categoria miglior disco d’esordio.

Nel 2022 l’inizio della collaborazione con il management Sorry Mom! A settembre del 2022, la finale nazionale di Sanremo Rock all’Ariston con il brano Vita di Prova. All’inizio del 2023, Sargassi diventa anche un fumetto, realizzato da Gabriele Martelloni, che ha per protagonisti un’anguilla e una band.

Nel giugno 2024, l’inizio delle registrazioni al Bonsai Studio del secondo album. A marzo 2025, l’uscita del singolo “Arsenali”. A luglio, è la volta di “Colpa dei Cure”, mentre il disco “Va’ dove t’importa, cuore” esce il 30 gennaio 2026 per Be Next Music con distribuzione Universal e ufficio stampa e management di Sorry Mom!.

ASCOLTA “UN GIORNO QUALUNQUE”!

https://benext.lnk.to/vadove