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lunedì 29 aprile 2013

Insem: tecnologie mobile per le pmi sempre più alla base dei prodotti aziendali



strategie e tecnologie mobile



strategie e tecnologie mobile

In Italia è boom di strategie e tecnologie mobile per le aziende ed Insem è in prima linea nello sviluppo di applicazioni dedicate alle PMI, con lo scopo di migliorare la comunicazione aziendale,  il target  d’impresa ed arrivare ad un bacino di utenti sempre più ampio.

Sviluppare app per ipad è sempre stato al centro dell’operato e degli obiettivi del gruppo Insem, sin da quando l’azienda ha debuttato come start up, il 29 marzo 2010. Oggi Insem Spa, che ha chiuso il 2012 con un fatturato in attivo del 208%  e con forti previsioni di crescita per il futuro, si allinea alle considerazioni espresse sulla mobility dal 79% dei Chief information Office di 14 paesi, tra cui l’Italia, che dichiarano che smartphone e tablet sono  e  saranno sempre di più alla base dei prodotti aziendali.

strategie e tecnologie mobile

In base ad un’indagine svolta da Accenture, l’80% dei Cio, infatti, vede le applicazioni per smartphone e per ipad come un canale in grado di agevolare in maniera determinante le relazioni con i clienti, incidendo sul business in maniera positiva.

A fronte di questi dati c’è un investimento del budget di spesa  sulle tecnologie  e strategie mobile, da parte dei Cio, che oscilla tra il 31 ed il 40 %. In questo senso, i paesi più attivi risultano la Cina e, a sorpresa, proprio l’Italia, con il 53% dei Chief Information Office italiani che ritengono prioritario lo sviluppo di tecnologie mobile, l’adozione di dispositivi sempre connessi ad internet e di applicazioni di tipo B2B. Un dato in controtendenza, rispetto alla scarsa propensione all’innovazione del nostro paese.

“La ricerca di Accenture”  sottolinea Carmine Pappagallo, ceo di Insem Spa “ mette in risalto la vocazione tutta italiana verso lo sviluppo e l’implementazione di strategie di mobilità, tra i settori di punta della  Insem . Ad oggi, infatti, le app da noi realizzate per diverse tipologie di clienti e segmenti di mercato sono  il 10% rispetto  all’intera produzione aziendale, che comprende seo, ecommerce, web marketing e molti altri servizi B2B e B2C. Lo sviluppo di queste applicazioni, si concentra anche per noi della Insem, su soluzioni mobile sales force e mobile field force, in linea con  le tendenze espresse dalla ricerca Accenture.  Ma non solo. Abbiamo puntato sulle strategie di mobilità sin dal principio, con lo sviluppo dei siti mobile, aprendo una Business Unit facente parte del gruppo Insem con sede a Firenze e dedicata interamente al settore e al lancio del mobile. Le app e i siti per dispositivi mobile ”continua Pappagallo “ rappresentano per Insem, assieme al seo-search engine optimization- un settore trainante di sviluppo dell’azienda, perché hanno come obiettivo quello di migliorare il servizio al cliente fornendogli l’acquisizione e l’elaborazione immediata dei dati.  Lo scopo è anche quello di integrare lo sviluppo delle tecnologie di mobilità nelle varie attività aziendali e nel modo di fare business”.




Fonte: webcomunicati

martedì 12 febbraio 2013

Grafici freelance e diritto d’autore: i file sorgente.

Storie di professionisti freelance, di file sorgente e di clienti.
Un articolo sul diritto d’autore e i file sorgente, storie di grafici freelance e richieste illecite da parte dei clienti.

Questo post potrebbe essere l’ennesimo sfogo a tanta arroganza con la quale spesso il professionista si sente richiedere dal cliente di turno i file sorgente, ovvero quei file editabili creati con programmi di impaginazione, che non sono i file esecutivi di stampa che vengono invece forniti allo stampatore e spesso anche al cliente.

esigo l’assoluto rispetto per il mio lavoro

In passato ho affrontato una richiesta simile per un grosso lavoro. Il discorso era per certi aspetti più complesso, in quanto entravano in ballo situazioni ambigue che potevano giocare a sfavore dell’una e dell’altra parte. Ma persino in quel caso il diritto d’autore ha prevalso. Sono dovuta ricorrere ad un avvocato per ottenere il rispetto dei miei diritti (che dovrebbero invece essere garantiti): vi assicuro che non è un’esperienza piacevole. Innanzitutto perché, al contrario dei grafici di cui leggerete tra poche righe, avvocati che lavorano per hobby a costo zero non esistono. Per chi, come me, non vuole avere niente a che fare con questo genere di preoccupazioni, è qualcosa che non ti fa dormire la notte. E soprattutto è veramente mortificante per la nostra professione.

Quindi oggi ho la certezza assoluta di quanto affermo: i file sorgente creati dal professionista non sono cedibili, a meno che non sia l’autore a deciderlo e dietro congruo indennizzo. Io lo chiamo «indennizzo» poiché l’unico motivo per cui un cliente richiede i file editabili, è per incaricare un altro grafico ad apportare modifiche e aggiornamenti in seguito. Una cosa abbastanza strana, che sarà capitata a molti miei colleghi freelance: i clienti trovano sempre, e dico sempre, un grafico che lavora gratis. È incredibile: fino ad oggi hanno pagato te, anche poco, ma dietro l’angolo c’era già qualcuno che vive di rendita, o di rapine, e che ha l’hobby della grafica. Ma tu guarda, statisticamente è una cosa che andrebbe approfondita.

Facciamo una riflessione su quanto costa un file sorgente al professionista.

Costo dell’hardware, computer e monitor.
Costo delle licenze dei programmi.
Costo del lavoro di intelletto. Ecco l’umiliazione di doverlo specificare: un grafico non infila un cilindretto in un buco in catena di montaggio, bensì lavora di intelletto. Il procedimento attraverso il quale arriva ad ottenere un risultato è quindi il prodotto della sua esperienza, del suo metodo di lavoro, che può avvantaggiarlo rispetto ad altri grafici che lavorano in altre maniere, a loro volta seguendo il loro metodo di lavoro. Tale procedimento è di fatto paragonabile al segreto industriale. La legge sul diritto d’autore protegge il professionista dal dover rendere pubblico il suo metodo di lavoro. L’autore non è mai tenuto a fornire i file sorgente, nemmeno se il cliente li paga a parte, nemmeno se li paga tanto. Solo l’autore può decidere se fornirli o meno, a suo insindacabile giudizio.
Studi, corsi di specializzazione, anni di apprendistato. Gli anni di apprendistato sono un costo: dopo i primi tempi, lavori tanto quanto e come un professionista con qualifica, ma guadagni meno della metà. Guadagnarsi la qualifica con gli anni di apprendistato equivale a rimetterci dei soldi.

Le ore di lavoro, lo sviluppo del progetto e l’esecuzione sono invece costi che, se sei pagato il giusto, ti copre il cliente per quello specifico progetto. Infatti al cliente non fai pagare tutti i costi della tua preparazione e l’utilizzo degli strumenti di lavoro, ma il risultato. Il risultato, nei lavori di stampa, è il pdf ad alta risoluzione con tutte le caratteristiche richieste dallo stampatore, quindi profili colore, in alcuni casi una particolare risoluzione in dpi piuttosto che un’altra, maggiorazioni, compatibilità del pdf, e così via.

L’opera di ingegno non è in vendita: il cliente non paga il metodo di lavoro e non ha alcun diritto legale di venirne a conoscenza.

Inoltre, stando a quanto specifica la legge, il cliente non ha nemmeno il diritto di apportare modifiche all’opera senza che l’autore lo abbia autorizzato. Normalmente su questo si sorvola, nel senso che se l’anno seguente una brochure viene aggiornata da un altro professionista, mantenendo la grafica già creata in precedenza, è una cosa tollerabile, in quanto coinvolge comunque l’immagine aziendale e non si può pretendere che venga cambiata radicalmente. Il buon senso di solito lo fornisce il freelance (cfr Diritto all'integrità dell'opera art. 20 L. 633/41).

Diversamente invece funziona per le bozze: se un professionista fornisce delle bozze per un progetto al cliente, e questo le fa invece realizzare da un altro, è violazione del diritto d’autore.

La firma sull’opera

Il professionista ha il diritto di apporre o meno la firma sul suo lavoro, questo si basa anche sugli accordi presi con il cliente (cfr Diritto alla paternità dell'opera art. 20 L. 633/41).
È chiaro che il buon senso deve avere la meglio: firmare ad esempio un biglietto da visita non sarebbe certamente indice di grande professionalità da parte del grafico.

In passato, contravvenendo al contratto firmato regolarmente in corso in quel periodo, un cliente mi ha fatto togliere, all’ultimo momento, la firma da un catalogo prodotti. Un lavoro che mi è costato il doppio delle ore causa la disorganizzazione cronica del cliente, e che mi è costato nottate in ufficio e giorni persi di lavoro per febbre in pieno agosto. Un lavoro pagato poco, ma che accettavo di fare proprio perché così il mio nome girava tra i loro clienti.
Ho rognato un po’, poi ho desistito, consapevole che in qualsiasi momento posso pubblicare sul mio portfolio qualsiasi dettaglio dell’opera realizzata. Di tutte le opere che realizzo.

Non ho chiesto un indennizzo per la mancata firma sul lavoro e non ho impugnato il contratto chiedendo i danni derivanti, perché voglio evitare questo genere di azioni con i clienti: io faccio il grafico, non l’avvocato. Voglio passare il tempo a disegnare, progettare, impaginare, fotografare…creare, non distruggere.

Ma in cambio esigo l’assoluto rispetto per il mio lavoro.


Se vuoi approfondire la legge sul diritto d’autore, puoi trovare un interessante approfondimento su Wikipedia redatto in gergo facilmente comprensibile ai più: http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d'autore_italiano.

Oppure puoi anche tu, come me, consultare pesanti libroni mentre te ne stai comodamente seduto nello studio del tuo avvocato di fiducia, pagando la consulenza :)


Autore: Studio Lifestyle | grafica · comunicazione · web design

Immagine: Junial Enterprises © Fotolia

giovedì 24 gennaio 2013

Search Engine Optimization (seo): ecco perché il sito della mia azienda si trova facilmente sui motori di ricerca

Search Engine Optimization (seo): ecco perché il sito della mia azienda si trova facilmente sui motori di ricerca


Quali sono i rischi di avere un sito non ottimizzato e non correttamente indicizzato dai motori di ricerca?

L'obiettivo delle aziende che hanno un sito web è quello di essere presenti in internet. Essere presenti in rete significa essere facilmente raggiungibili: una grandissima parte delle visite al tuo sito arrivano dai risultati delle ricerche su internet.

Se il tuo sito non è tra i primi posti per le parole chiave che caratterizzano i tuoi servizi o prodotti, il rischio è che l'utente non arrivi mai alla tua pagina web. Se addirittura non sei nella prima pagina di risultati, quasi nessuno scoprirà la tua azienda: è un dato accertato che pochi utenti prendono in considerazione le pagine di risultati oltre alla prima.

Quanto hai investito nel tuo sito?

L'investimento nella realizzazione di un sito web solitamente comprende la grafica e lo sviluppo. L'ottimizzazione per i motori di ricerca viene visto dal cliente come un lavoro a parte, una sorta di optional, spesso eseguito solo dopo che il sito è stato già messo online. Lavorare solo a questo punto al seo di un sito comporta maggiori difficoltà, sia tecniche che di sviluppo dei contenuti.

Quando decidi di far realizzare il nuovo sito della tua azienda, considera anche l'importanza di comparire sui motori di ricerca: a conti fatti, ci guadagni!

Con il tuo vecchio sito hai ottenuto i risultati prefissati?

Il contenuto va pianificato

Per ottimizzare al meglio è necessario valutare anche i testi pubblicati, al fine di includere specifiche parole, ovvero quelle chiavi di ricerca che vengono utilizzate più spesso dagli utenti nell'ambito del settore dell'azienda. Ogni pagina deve avere le giuste keyword e includere la descrizione breve che meglio si adatta ai contenuti pubblicati.

Sai quali sono le parole chiave con le quali la maggioranza degli utenti cercano in internet i tuoi servizi?

Ottimizzare i testi del sito e scegliere le giuste keyword è un lavoro che richiede ricerche specifiche basate sul settore di prodotti/servizi offerti dall'azienda, anche in base ai trend di ricerca degli utenti, suddivisi per zone geografiche.

I vantaggi di un sito ottimizzato

I vantaggi di un sito ottimizzato

Il vantaggio dell'impostare fin dall'inizio un sito ottimizzato per i motori di ricerca è che in seguito ci saranno, eventualmente, solo pochi perfezionamenti da apportare. Ma soprattutto, il vantaggio è che la vostra azienda riceverà più contatti da parte di potenziali clienti, senza perdersi nel mare di prodotti e servizi presenti su internet, ma difficilmente raggiungibili.

CONTATTI: Studio Lifestyle | grafica, comunicazione, webdesign