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mercoledì 24 settembre 2014

MAX MANFREDI: DREMONG è il suo nuovo album



Un album dove l’inquietudine è musa ispiratrice per quattordici canzoni senza tempo. Brani nuovi e altri antichi che vedranno la luce con una veste volutamente “vintage”.
Il progetto è stato realizzato grazie al crowdfunding su MusicRaiser.


Il nuovo album di Max Manfredi si intitola “Dremong”: "Dremong" l'orso tibetano totem dell’album è un inquieto ed inquietante essere dal carattere – tradizionalmente – malvagio e che tende spesso ad alzarsi sulle zampe in posizione eretta, simile agli Umani, tanto da aver dato origine, secondo alcuni, alla leggenda dello Yeti, l’Abominevole Uomo delle Nevi. Un orso imprendibile che abita le altitudini e le solitudini himalayane, e ogni tanto si mostra al consesso umano... I suoni delle tastiere vintage si sposano con quelli della chitarra classica, della chitarra elettrica, di strumenti tradizionali come il glockenspiel, la concertina, gli orientali gu-qin e go-zen, i flauti, il violino, la batteria, le percussioni e il basso fretless.
Dremong” è un disco trasversale: progressive solo nei timbri, nostalgico della world music europea, affamato di accenni rock. In sostanza, è un album fatto da musicisti, con canzoni originali e inconfondibili, realizzate con passione artigianale senza imposizione di confini. Se infine di stile bisogna parlare, ecco lo stile "Dremong"!
Il progetto Dremong è stato realizzato con il sistema del crowdfunding, avviato e concluso su MusicRaiser, con la partecipazione di 201 raisers.

Trasversale, imprendibile sotto un'etichetta, vagabondo dalla musica al teatro, dalla letteratura alla didattica, Max Manfredi è un artigiano di musica e parole, ma anche uno dei pochissimi artisti della canzone che vale la pena di conoscere e amare oggi. Sulla scena da oltre vent’anni, Max Manfredi racconta di viaggi, climi, città e metropoli, storie d’amore e di disincanto, prende a schiaffi e carezze, evoca scene meridiane o crepuscolari in cui per riconoscersi basta un minimo di abbandono, e lo fa accompagnato da musicisti provenienti da esperienze disparate, eccezionali per tecnica e passione.
Una musica onnivora, meteoropatica, poeticissima. Una presenza magnetica sul palco. Un poeta della scena che, per lucidità ironica e potere visionario non ha eguali oggi in Italia.
Nel corso degli anni è nato nei suoi confronti un crescente culto, sin dalle vittorie della Targa Tenco e del Premio Recanati.
Definito da Fabrizio De André "il migliore in assoluto", da Roberto Vecchioni "uno che non posso limitare col termine di cantautore", apprezzato oltremodo da Dave Van Ronk (il musicista che ha ispirato il recente film dei fratelli Cohen), ascoltato dall'insigne linguista Tullio De Mauro, Max Manfredi è l'esempio di come si possano fare canzoni senza appoggiarsi a un genere o a un'etichetta, ma esplorando il "proprio" linguaggio, senza dimenticarne altri.
Poterlo ascoltare è, per chi già lo conosce e lo ama, un'occasione preziosa. Per i semplici curiosi può diventare un incontro fortunato, lampante e necessario.
Canzoni struggenti, sarcastiche, visionarie, liriche, a volte persino goliardiche; dove le parole sono musicali e la musica, poetica. Non "post" qualche "cantautorato", non "dopo" la "canzone d'autore", e non solo al suo fianco, ma attraverso e oltre le categorie.

BIO
Nel 1990 esce il suo primo album, “Le parole del gatto” (BMG Ariola / Cantare in Italiano) che si aggiudica la Targa Tenco per la miglior opera prima dell’anno. Nello stesso anno, vince la prima edizione del Premio Città di Recanati (l’attuale festival di Musicultura) con il brano “Via G. Byron, poeta” e duetta con Sergio Endrigo nel 45 giri “Tango rosso”.
Nel 1994 pubblica il secondo CD, “Max”, con la partecipazione di grandi musicisti e artisti, primo fra tutti l’indimenticabile Fabrizio De André, che canta con Max “La fiera della Maddalena”.
Ma Max non limita alla musica la sua attività di autore: sempre nel 1994 pubblica per Vallardi il “Libro dei Limerick” con Manuel Trucco, postfazione di Stefano Bartezzaghi.
Nel 1997 viene premiato dalla Regione Liguria come “Capostipite della nuova generazione dei cantautori genovesi”. Nel 1999 mette in scena lo spettacolo-concerto “La leggenda del santo cantautore” su testi di Giampiero Alloisio.
In questi anni, si dedica ad una intensa attività di concerti propri, ma anche di spettacoli di musica medievale, antica e folk. Collabora con il gruppo La Rionda, dedito alla rielaborazione del patrimonio musicale tradizionale ligure. Svolge attività didattica nelle scuole, nel corso di conferenze-concerto sulla sua musica oppure, insieme alla Accademia Viscontea, diretta dal Maestro Maurizio Padovan, proponendo lezioni sulla musica del Medioevo e brani eseguiti con strumenti d’epoca.
Nel 2000 è direttore artistico della “Festa della musica” di Genova e nel 2001 della rassegna “Via del canto”. Dopo il 2000 svolge acclamati concerti anche all’estero, a partire da Saint Malo, Monaco e Berlino. Nel 2001 esce, edito da Storiedinote, il terzo cd, “L’intagliatore di santi”, un album definito epocale, che accresce ulteriormente il suo seguito di pubblico.
Nel settembre del 2002 viene invitato, come rappresentante della musica italiana, alla Biennale di Belèm, in Brasile. Del 2002 è anche l’opera letteraria “Trita provincia” per i tipi di Liberodiscrivere. Come attore, svolge diversi “reading” di poesie, sue e soprattutto dei suoi autori preferiti, da Dante a Gozzano.
Nel 2004 partecipa al Concerto del Primo Maggio al Palasport di Genova. In autunno pubblica il cd dal vivo “Live in blu”, registrato a Milano qualche mese prima, e tiene uno spettacolo-concerto al Teatro Duse di Genova, dal titolo “I girovaghi sedentari” (con la partecipazione dell’attore Andrea Nicolini). Collabora attivamente con l’Academia do Fado del chitarrista Marco Poeta come coautore dell’album “Il poeta e la chitarra”. In questi anni scrive anche per Le Voci Atroci e Armando Corsi.
Nel 2005 riceve tre importanti riconoscimenti: il Premio Lunezia, il Premio Lo Cascio ed il premio come “miglior solista italiano” al MEI (Meeting Etichette Indipendenti) di Faenza. Il 24 maggio del 2006 tiene un concerto all’Auditorium di Santa Cecilia, a Roma, nella rassegna Generazione X.
Ospite, il musicista e sassofonista Daniele Sepe. Nello stesso anno presenta alla Galleria d’Arte Moderna di Genova la sua “silloge gracidante” “Batrax”: una lettura attenta e scanzonata de “Le ranocchie turchine” del poeta futurista Enrico Cavacchioli.
Intanto si occupano di lui riviste (Spiegel), giornali (Sueddeutsche Zeitung) e tv tedesche. In particolare, la Bayerisches Fernsehen nel 2005 trasmette uno speciale televisivo su Max ambientato nei luoghi tipici di Genova, in onda in tutti i paesi di lingua tedesca. Continua intanto una sempre più fitta attività dal vivo nei teatri, nei festival e nei più prestigiosi locali italiani, dal Folkclub di Torino, al Piccolo Eliseo di Roma. Nella primavera 2007 collabora, come musicista ed attore, con il Teatro della Tosse di Genova al recital “Poeti vs Cantautori”, con la regia di Tonino Conte. In estate si esibisce in Sardegna, in luoghi come l’anfiteatro di Orosei e la casa di Grazia Deledda a Nuoro. In autunno tiene un intero tour in Francia, Belgio, Svizzera, Germania e Turchia. Nello stesso anno è nuovamente ospite del Premio Tenco, dove presenta fra l’altro un inedito, “Il regno delle fate”.
Nel 2008 partecipa allo spettacolo teatrale “Viaggiatori viaggianti” di Sergio Maifredi, per i Teatri Possibili, e mette in scena, in luglio, lo spettacolo “Le vie del sale” (con la partecipazione di Gianni Ansaldi) che apre la rassegna “L’Isola in collina” di Ricaldone . Il 26 settembre esce il nuovo album, “Luna Persa”, pubblicato da Ala Bianca Group e distribuito da Warner. Come bonus track compare “La fiera della Maddalena” cantata con Fabrizio De André. Il brano “L’ora del dilettante” diventa la sigla del Mei (Meeting etichette indipendenti) di Faenza, mentre l’album viene insignito del Premio Lunezia Canzone d’Autore 2009. Da ottobre parte un lungo e fittissimo tour in tutta Italia. A fine anno, Gianni Mura, su “Repubblica”, lo inserisce fra i 100 personaggi dell’anno.
Nel 2009, in febbraio, viene pubblicato “Nitrito in velocità” (M&M edizioni), racconto per ragazzi di Max Manfredi con illustrazioni di Serena Giordano ispirato al dipinto di Fortunato Depero. In allegato Dvd con il racconto letto da Max.
In autunno “Luna persa” vince la Targa Tenco come miglior disco dell’anno al Premio Tenco.
Negli ultimi anni si sono susseguiti centinaia di altri concerti in club, piazze cittadine e teatri di tutta la penisola e nel mondo, manifestazioni e varie apparizioni in trasmissioni radiofoniche (radio nazionali e radio libere).
Seguono, negli ultimi anni, diversi altri spettacoli e concerti in Italia e in Europa. Fra l’estate 2013 e gli inizi del 2014 Max ha lavorato al progetto musicale del Cd “Dremong”, che esce ufficialmente con il 1 settembre 2014 per Gutenberg Music. Il progetto è stato curato da Primigenia Produzioni, con lo stesso Max e Fabrizio Ugas quali produttori artistici e si avvale della collaborazione di Matteo Nahum, Elisa Montaldo, Marco Spiccio e di numerosi altri musicisti. Fabrizio Ugas ha curato gli arrangiamenti, le chitarre e l’impostazione musicale generale, oltre a firmare 10 delle 14 canzoni del Cd quale autore insieme con Max. Altro progetto in corso è quello in collaborazione con il musicista torinese Giorgio Licalzi.

Progetto Dremong su MusicRaiser:
Primigenia Produzioni: www.primigenia.it

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martedì 2 settembre 2014

KRIKKA REGGAE: IN VIAGGIO è il quarto album per la band lucana


Il disco, in uscita il 30 luglio (distribuito da Artist First), è autoprodotto dalla band dopo il riscontro positivo della campagna di crowdfunding sul portale MusicRaiser.com


Il disco esplora nuove frontiere sonore per la band, mescola la genuinità e semplicità del reggae con ambientazioni digitali, in alcuni casi strizza l'occhio all'hip-hop, ma resta ancorato ad una originalità che è ormai diventata un marchio di fabbrica della Krikka Reggae.
Undici brani, tante collaborazioni: dai 99posse a Roy Paci oltre a Fido Guido, Patto MC, Perfect, Fyah George .
IN VIAGGIO” sprigiona gioia, trasmette voglia di ballare ma, al tempo stesso, tratta temi importanti come l'attuale Crisi, il valore della Memoria Storica, l'Essere e l'Avere, la subalternità dei piccoli territori rispetto alle scelte dei potenti.
E' un concentrato di energia e good vibrations quello messo in campo dalla Krikka Reggae per questa nuova produzione discografica che, come consuetudine, fa ballare e pensare, rendendoci più consapevoli col sorriso sulle labbra.

Guarda qui il video del singolo CRISI con Zulù: https://www.youtube.com/watch?v=0GMzTFomFuw

La band nasce nell’estate 2001 in occasione di feste e dance hall, in Basilicata, sulle spiagge della costa jonica. L’uso del dialetto bernaldese e la rielaborazione della musica giamaicana sono elementi che generano un impulso creativo spontaneo nei ragazzi della KRIKKA REGGAE che, in pochissimo tempo, riescono a comporre un consistente repertorio di brani originali da suonare dal vivo.
Nei primi anni di attività il gruppo matura notevolmente e i risultati sono tangibili. Nel 2004, la KRIKKA REGGAE si aggiudica l’Italian Reggae Contest - promosso dal Rototom Sunsplash - come migliore gruppo reggae emergente italiano. Nel corso dell’estate suona in diversi festival precedendo i concerti di importanti artisti nazionali ed internazionali (Buju Banton, Sud Sound System, Bandabardò, Africa Unite, Junior Delgado,..) . Nello stesso anno, tra le band selezionate in ogni regione di Italia, vince il premio Fondazione Arezzo Wave Italia consistente nella coproduzione e nella distribuzione di un disco.
Il primo album della KRIKKA REGGAE esce a maggio 2005 (Ondanomala Record/Arezzo Wave distr. Edel). Il titolo è una chiara dichiarazione d’intenti “DA MO’ S’AVAL”, che in dialetto bernaldese vuol dire “adesso si fa sul serio”. Il tour 2005/2006 registra consensi ovunque, offre l’opportunità al gruppo di avere visibilità sui media nazionali e di esibirsi davanti a grandi platee (Arezzo Wave, Rototom Sunsplash, Salento Summer festival, Pollino Music festival, l’Acqua in testa, Istria in Reggae, …) .
A novembre 2006, la KRIKKA REGGAE dà inizio alla collaborazione con l’etichetta Etnagigante di Roy Paci che cura la supervisione artistica del secondo disco, “NA’ SOLUZION” (Etnagigante/V2 distr. Universal).
NA’ SOLUZION”, pubblicato a giugno 2007, vede la partecipazione dello stesso Roy Paci alla tromba e all’arrangiamento della sezione fiati dell’intera produzione e, nel brano “Strategia della Paura”, di Don Rico e Terron Fabio, voci dei Sud Sound System.
Il disco è recensito positivamente su varie testate nazionali ed è in rotazione radio in tutta la penisola; il videoclip del singolo “Na Storia” è trasmesso su All Music e gode di un’ampia diffusione sul web; in estate la band è ospite in diretta tv su Rai 2. Il tour di presentazione dell’album caratterizza la seconda parte del 2007 e tutto il 2008.
La KRIKKA REGGAE, in occasione di festival di interesse nazionale ed internazionale, si esibisce nello stesso contesto di artisti come Joe Zawinul, Skatalize, Bad Manners, Roy Paci & Aretuska, Elio e le storie tese, Caparezza, Morgan Heritage, Capleton,
A settembre 2008, la band suona a Brasov in Romania, in eurovisione sulla principale rete nazionale, in qualità di ospite del Cerbul de Aur .
Dall’inizio del 2009 la KRIKKA REGGAE è stata impegnata sia in tour che nella produzione del terzo album
Nel 2010 La Krikka partecipa al film BASILICATA COAST TO COAST DI ROCCO PAPALEO nel post scriptum del fortunato film dell’attore regista lucano, reinterpretando il famoso brano BASILICATA ON MY MIND
Il terzo album “LIBERATI” uscito a marzo 2011 (Etnagigante Ingegni- distr. Goodfellas). “LIBERATI” annovera la partecipazione di Roy Paci, Bunna (degli Africa Unite), Nando Popu (dei Sud Sound System), Mama Marjas, Macro Marco, Franziska. Rankin' Lele & Papa Leu, Hubu, Tonico 70. Ed è considerato tra i migliori album reggae dello stesso anno.
... Nelle 15 tracce di LIBERATI la band lucana si mantiene coerente alle sue radici ma espande i propri limiti espressivi con composizioni più mature rispetto al passato e con arrangiamenti più incisivi ed elaborati. Krikka Reggae è una roots reggae band nel senso ampio del termine: roots significa radici e le loro radici affondano nella genuinità del loro dialetto che diventa nella loro voce un testimone del nostro tempo, una denuncia delle ingiustizie, della violenza, delle guerre, una lancia contro la mediocrità e la superficialità generale che ci circonda” Piertosi 2011
Tra il 2011 e il 2013, oltre ad un intenso tour la Krikka produce due singoli, oltre a svariate collaborazioni con altri progetti musicali, nel 2012 esce LUKANIA il singolo diventato un vero e proprio inno della loro regione che riscuote un grossissimo successo, e nel 2013 partecipa al COMEBACKAGAIN riddim prodotto da TERRON FABIO dei SUD SOUND SYSTEM con il brano S’ADDUMM U’FUOK .
La Krikka Reggae esce con il suo quarto lavoro discografico il 30 luglio 2014. Un nuovo album che comprende importanti collaborazioni nazionali ed internazionali e con un suono sicuramente rinnovato, in cui vengono trattati forti e scottanti argomenti di attualità miscelati con la spensieratezza e la gioia della musica reggae. Un nuovo viaggio musicale che ha tutti i presupposti per farsi apprezzare da un pubblico sempre più vasto.




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lunedì 21 luglio 2014

MGZ: DISCO INUTILE è il nuovo disco del Profeta

Dopo il primo singolo che dà il titolo all’album in top20 sulla IndieMusicLike per oltre due mesi, esce adesso il secondo singolo EASY PIU' EASY: mentre corri cerca almeno di ritrovare quella dolce sensazione di provar stupore


«Adorabile terrestre! Le tue giornate sono vuote e faticose? L'amore ha cambiato indirizzo? Odi il tuo lavoro, la tua città, la tua epoca e credi di valere molto di più? Ti senti prigioniero nei rituali sbiaditi del tuo ridicolo pianeta? Oppure tutto scorre e funziona magnificamente, ma hai un rumorino nella mente?
Non farti risucchiare dal Nulla ma sintonizzati con la Buru-Parola del Profeta MGZ nel Disco più Inutile e fondamentale della storia galattica.
UN DISCO CHE TI ADERISCE E CREDE IN TE.
Un disco incredibilmente sano e MODERNO.
Un disco che suona in testa anche se dormi.
DISCO INUTILE! UN DISCO CHE TI AMA!»

Guarda il video del singolo Easy Più Easy: https://www.youtube.com/watch?v=q3Z4M_qkBqY

HANNO DETTO DI LUI:

- Arriva dal Pianeta Burulandia il Profeta pazzo che ci salverà... un live show che è un rituale, una cerimonia, una festa. E' il momento clou del profeta, quando finalmente ci si può toccare tra di noi." (XL/La Repubblica)
- ...la deformazione grottesca è al servizio di un'osservazione sociale critica, lucida e coerente. (Mucchio Selvaggio)
- Un rito di passaggio scandito con precisione da un implausibile extraterrestre, e scaraventato su un baccano dance saltato in padella: mirabile!" (Internazionale)
- ...i testi delle sue opere sono meglio del migliore consiglio del vostro migliore amico." (Il Venerdì di Repubblica)
- cabaret psychotechnodemenziale.. alternativa a sindromi autistiche da social network. (Rockerilla)
- …una cultura musicale mostruosa.. Re dello sberleffo, profeta disco-trash, erede del punk proiettato su un cubo felliniano.." (Rumore)
- stanchi della solita sbobba? Stufi marci di concerti tutti uguali, con i soliti cretini che suonano la solita musica cretina? Volete emozioni forti epperò autentiche, non costruite a tavolino per turlupinare i gonzi? Beh, segnatevi questa sigla: MGZ. MGZ & Le Signore è l'act più tosto e ruspante oggi in circolazione... ( La Stampa)
- La fama di MGZ come lucignolesco provocatore, performer a tutto campo, sperimentatore della comunicazione totale e multimediale, è confermata in pieno dall’orgia sonico-visual-cabarettistica … è farsa decadente, distruzione del mito, gioia del coinvolgimento rituale… (Il Manifesto)
- Militanza concettuale, "messaggio", disperazione da una parte e divertissement, gioco, teatro dall'altra... Il paravento della follia... (Rockerilla)
- Pazzi, geniali, istintivi, senza alcun riguardo per i canoni attuali... (Suburbia Magazine)
- Basi pompate, ironia tagliente e il miracolo di coniare gli unici slogan che amiamo ancora ripetere in coro...MGZ è Beetlejuice che si è impadronito della CNN e, ben lungi da alcuna gratuita demenzialità, spernacchia dall'alto... ( Rumore)
- Tra le musiche che compongono la colonna sonora del film "Preferisco il Rumore del Mare" di Mimmo Calopresti, presente al Festival di Cannes, ecco fare irruzione le note di MGZ (Il Secolo XIX)
- Una nuova cartucciera di caricature della vita contemporanea. MGZ ironizza su quest'epoca, sui luoghi comuni da conservatori indignati e anche su se stesso. Caricature sciorinate in un cantato-recitato grottesco su basi elettroniche a metà tra cattiveria Prodigy e timbriche Subsonica (benché il gruppo - perché di tale in realtà si tratta - facesse queste cose sia prima dei torinesi che di Hewlett e soci). (sentireascoltare)
- Uno spettacolo fra i più folli, satirici e divertenti in cui sia dato imbattersi nell'intera penisola, capace di richiamare platee oceaniche e far cantare in coro perfino le sedie...I testi di MGZ, all'apparenza alieni, parlano in realtà un linguaggio molto "normale" e quotidiano, che ottiene un curioso effetto iperrealistico... (Rumore)
- Sotto un grande cervello di plastica appeso al soffitto si colloca Brainzuk dietro la console e fa partire una ritmica dura ma ballabile, che scalda il pubblico. Dopo pochi minuti accompagnato da Bob Stones alla chitarra fa il suo ingresso sul palco MGZ ed è subito delirio.(Il Secolo XIX)
- …i suoi spettacoli sono un’abile miscela di teatro, surrealismo, provocazione e musica… (Rocksound)
- MGZ si conferma l'eclettico giullare post elettronico capace di far divertire e meditare in maniera sferzante e intelligente il suo pubblico cult in compagnia delle sue Signore... ( Aktivirus)
- ...a volte fanno pop di plastica ma perfetto, a volte hard-techno molto tamarra ma perfetta, a volte del perfetto punk metal, a volte sembrano i Prodigy ma sono meglio... come se Antonio Fatur (l'artista del popolo dei CCCP, ricordate?) fosse l'art director dei Bluvertigo e cacciasse via Morgan e Andy per sostituirli con un vocalist da discoteca di provincia e con un dj di gabber... ( Rockit)
- Satira multimediale ? Musical ? Rocky Horror Picture Show dell'era tecnologica ? Splatter ? ... sonorità tecnologiche e melodie aliene... (Uscita di Sicurezza)
- Il deragliamento mentale dell'evidenza, nasconde profonde stilettate nel ventre molle delle nostre coscienziose dabbenaggini morali, della cattiva coscienza di questi tempi, mai sufficientemente illuminata per comprenderne la feroce assurdità...un'esperienza rara... (Rockerilla)
- Il coloratissimo gruppo MGZ & Le Signore ha smosso il sempre più numeroso pubblico dello Psyco Stage di Arezzo Wave, invitandolo ad un ballo sfrenato... (C.dell'Umbria).
- Che dire poi dei Residents?Che,se me lo consentite,MGZ e le Signore se li sono mangiati (Rumore).
- Unico nel suo campo, in Italia e non solo (Flash). - Terroristi della multimedialità (La Repubblica).
- Il Profeta MGZ è un filosofo contemporaneo... (sulpalco.com)
- MGZ vi farà piroettare come dervisci in trance... (Rockerilla)
- Teatralità tecnologica ed assassina... (Fare Musica)
- Allucinati costumi post-tutto che mutano ad ogni brano, anzi episodio della saga... (XXXSkate)
- Un successo garantito in tutte le feste e discoteche.. (Tutto)
- Se siete stanchi di fiabe che vi rimboccano le coperte... Sado-maso musicale (Buscadero)
- L'inquietante technosciamano torna a diffondere il verbo (Rockit)
MGZ viene avvistato per la prima volta sulla Terra intorno alla metà degli anni ’90. Il sedicente “Profeta” afferma di giungere dal Pianeta Burulandia e di essere atterrato qui per una non meglio precisata “missione”.
Si rende ben presto conto che le canzoni sono una delle strade per arrivare più velocemente al cuore della gente, e si improvviva rockstar, mutuando look, movenze e filastrocche dagli improbabili protagonisti delle trasmissioni televisive intergalattiche della sua mirabolante infanzia. “muovete le manine/ muovete le antennine/ giro giro tondo/ cambiamo il mondo".
La costante empatia che egli avverte per il genere umano, lo spinge a condividerne le esperienze in maniera viscerale, fino a confondersi tra la folla e diventare “UNO DI NOI”. A questo punto, da “testimone” e possibile "salvatore”, finisce per farsi travolgere dagli eventi, perdendone completamente il senso (o il senno?), e divenendo altresì, affermano alcuni, decisamente più simpatico. "sopravvivo senza motivo/ prima ero gentile ora sono cattivo/ sopravvivo senza uno scopo/ perchè non mi sparo, te lo spiego dopo".
Dopo un improvviso ritiro ludico-spirituale, parcheggiato nell'universo tra videogiochi e cinegiornali di un’epoca lontana, MGZ non resiste all’accorato richiamo dell’Umanità dolente e torna a rendersi visibile invocando la “felicità consapevole” in un mondo mai prima così “brutto” ma proprio per questo bisognoso di partecipazione e socialità. “mi sento bene.. mi sento bene.. mi sento bene bene bene bene bene!”.
Da quel giorno l'Astronave del Profeta esplora instancabile il globo terrestre alla ricerca di esseri meritevoli di un soggiorno su Burulandia, dove tutti sono uguali, immortali, liberi e felici. “Vivo in una bolla/ la mia notte più bella/ con la gente che balla/ nel mio mondo che brilla”.
MGZ sta anche ragalando agli adorati umani un sogno di pace e voluttà, sprigionando tra loro la Grande Energia dell' "Amore Libero"! "lasciam dormire famiglia e benpensanti/ mettiam la sveglia e godiamo tutti quanti!"
MGZ ha diffuso tra i terrestri 4 cd “da domani Cambio Vita” (Wide), “Non riesco più a starmene tranquillo” (Alternative), "Ho visto tempi migliori" (Green Fog), "La Bolla-Greatest Hits" (BigRamona). Ha realizzato diversi spettacoli con il collettivo teatrale “Le Signore” (regia Grazia Stella). Ha collaborato, tra gli altri, con Madaski e gli Africa Unite e con i Mutoid di Pisa. E’ stato “The Being” nel “Frau Frankenstein” per il Gran Teatro La Fenice di Venezia. Ha cantato con i Negazione. Ha preso parte ai programmi tv “Music Zoo” e “Space Girls”. E’ presente con un brano nella colonna sonora del film “Preferisco il rumore del mare” di Mimmo Calopresti (53° Festival Cannes). Ha condiviso il palco con Roy Paci, Blue Vertigo, CSI, Mad Professor, Not Moving, Tying Tiffany, Meganoidi. La band che lo ha accompagnato ha visto alternarsi alle chitarre Tax, Dome La Muerte, Bob Stones e Steven Guitar. Nell'ultimo show messo in scena,"La Bolla Tour", le scenografie erano di Ruben Esposito, e i relativi costumi di rorror. Ha condiviso per anni l'intera attività con DJ Brainzuk (musiche, arrangiamenti, programmazioni), ed insieme hanno realizzato il nuovo album "Disco Inutile", con Richy Zen alle chitarre. Nel 2014 l'Astronave del Profeta sta volteggiando sul Pianeta Terra con un nuovo spettacolo, "L'Inutile Show", colorato da miriadi di macchine sonore, musicisti alieni, lo Chevalier, cervelli luminosi, cubi magici e le splendide ballerine psichedeliche BuruBuruGirls !!!!!!!!!!!!!

Etichetta: Volume!Records MGZ: voce, arrangiamenti - brainzuk: programmazione, arrangiamenti - Richy Zen: chitarre, basso



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giovedì 26 giugno 2014

METROMORALITÀ è il nuovo album di Adolfo Dececco


Il primo disco del giovane cantautore abruzzese uscito il 16 maggio distribuito da Universal



Andare via o restare tra i problemi di un Paese che “pretende le rivoluzioni” ma è capace solo di “reazioni” è il dubbio di una generazione, caratterizzata al contempo dall’eccesso di comunicazione e dal rischio di incomunicabilità, che sta scegliendo oggi la strada della propria vita: forse “non farà storia” ma non può prescindere dal dovere della memoria e di una partecipazione disincantata alle vicende della propria società, sempre riflettendo sul rapporto tra sé e l’altro, tra l’uomo esistenziale e l’individuo sociale, tra la metro e la moralità.

Metromoralità, nuovo album di Adolfo Dececco, è nato sotto il segno della produzione artistica di Vince Tempera e Guido Guglielminetti, con la collaborazione di musicisti come Elio Rivagli, Pier Mingotti, Alessandro Arianti, Paolo Giovenchi, Andrea Morelli, Stefano Parenti, Carlo Gaudiello, Fabrizio Barale, Alex Valle e Ivano Zanotti; per alcuni testi, invece, Dececco ha scelto la collaborazione di Giorgio D’Orazio. Nei 10 brani di cui è composto, Metromoralità rispecchia i concetti sottesi a questo neologismo che dà il titolo al primo brano e all’intero lavoro, concetti caratterizzati, sia nei testi che nelle melodie e negli arrangiamenti, da una visione del tutto personale di Dececco. Tra musica e parole è costante il binomio di dimensione intimistica e riflessione collettiva, da quell’osservatorio che è l’Italia del 2014, un momento storico in cui guardare soprattutto alla generazione dei ventenni e trentenni, fra problematiche e sogni, che se dubita sul mondo del lavoro e della politica può ancora credere in una soddisfazione della propria vita nella società attuale grazie alla capacità di vivere la contemporaneità pagando il biglietto alla metropolitana dell’arte: il ruolo dell’artista oggi coincide con quello del pubblico nel senso di lasciare aperte tutte quelle domande che vanno alla ricerca dei possibili riferimenti culturali odierni, per una generazione che non sa bene dove appoggiarsi. Il problema, secondo Dececco, è proprio questo, capire anzitutto se possono essere ancora validi i miti del passato, i quali, anche se costituissero ancora un riferimento, lo stesso in fin dei conti apparirebbe “tragico”, perché significherebbe non poter trovare nel presente nessun ancoraggio culturale.

Adolfo Dececco, classe 1986, all'età di tredici anni inizia a suonare e studiare privatamente la chitarra, affascinato dai grandi musicisti di ambito rock-blues come Angus Young, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jimmy Page. Abbandonati gli studi per continuare da autodidatta, inizia anche a cantare e ad esplorare la via della composizione accompagnata dalla scrittura di testi per brani propri.
Dopo una serie di demo (“Aèdo”, “Per chi vive e muore il 32 dicembre”) e dopo essersi avvicinato al cantautorato dei maestri italiani, da De Andrè a De Gregori, da Tenco a Dalla, da Fossati a Bertoli e a Lolli, senza mai dimenticare il maestro Dylan, incide con l’etichetta Microcosmo di Milano l’album “O si scrive o si canta” (2006) composto da brani scritti da Dececco sia nel testo che nella musica eccetto il brano "Cosa vuoi che sia" al cui testo collabora Giorgio D'Orazio.
Sono anni in cui, sempre a Milano, studia filosofia all’Università “San Raffaele”, una scuola di pensiero dove le lezioni di pensatori come Severino, Donà, Reale e altri lo accompagnano alla laurea, conseguita nel 2008, lasciando una traccia di questa esperienza anche tra i versi delle nuove canzoni che continua a scrivere. Alcune di queste, per quanto concerne i testi, le firma assieme a Giorgio D’Orazio, amico di sempre. Ed è sempre con lui che Adolfo Dececco pubblica “Giocando a Scacchi”, una raccolta di poesie a due mani (Edizioni Tracce, 2005), ed “Eolocrasia vomitevole”, un libello in versi e prosa (ilmiolibro.it, 2009), firmati con lo pseudonimo congiunto “CoroReVerso”. Sempre insieme, nel 2011, redazigono il bisettimanale “L’Altrolato”, un “foglio culturale” a distribuzione locale.
Tra le esperienze dal vivo (con scaletta di canzoni proprie affiancate da cover in versione rivisitata), vanno menzionati il Premio “Pigro” di Urbino del 2006, i Festival “G.R.I.F.” e “Tener-a-mente” di Pescara, rispettivamente del 2010 e 2011, il “Petit tour” organizzato nell’estate del 2010 dall’Associazione Culturale Rimmel per sostenere l’A.I.R.C. (concerti presso l’Auditorium “Fermi” di Celano, il Teatro “Vittoria” di Ortona e lo Spazio “ex Aurum” di Pescara), il Galà della solidarietà "Un sogno in corsia" organizzato dalla onlus Adricesta presso il Teatro Circus di Pescara (2011), oltre a decine di serate e concerti in Abruzzo, che tra il 2012 e il 2013 lo vedono accompagnato dai musicisti della band di De Gregori, prima, e da quelli della band di Guccini poi.
L'intento è di fondere le sonorità rock e blues dei suoi esordi con il folk e con la musica cantautorale più pura, basata sulla centralità del testo. In quest’ottica ha inciso alcuni brani con la produzione di Guido Guglielminetti, da circa trent'anni "capobanda" di Francesco De Gregori, e gli strumenti di Alessandro Valle, Stefano Parenti, Paolo Giovenchi, Alessandro Arianti, Elio Rivagli, Lucio Bardi, Carlo Gaudiello e Fabrizio Barale. Da queste collaborazioni è nato anche il singolo “L'amore paziente”, distribuito da Believe su iTunes e su tutti gli altri digital stores, che in poco tempo ha raggiunto quasi 60.000 visualizzazioni col videoclip su Youtube. Un esordio nel quale risuona la volontà di cercare una nuova via per il cantautorato italiano, del tutto personale nei testi, incisivi ma godibili, e fuso di nuove idee musicali. La musica è firmata da Adolfo Dececco che per il testo si è avvalso della collaborazione di Giorgio D'Orazio. Dalla primavera del 2013 Adolfo è seguito, in studio e sul palco, dal maestro Vince Tempera, che ha deciso di assumerne la direzione artistica, avvalendosi della collaborazione di Pierluigi Mingotti (Guccini), Ivano Zanotti (Bertè) e Andrea Morelli (Cremonini), con i quali Dececco ha inciso anche nuovi brani per l'album di prossima uscita “metromoralità” (Zelda Music/Warner) distribuito da Universal nel maggio 2014.















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mercoledì 14 maggio 2014

ALESSIA D’ANDREA: IL 27 MARZO È USCITO “LUNA D’INVERNO”, IL SUO PRIMO ALBUM IN ITALIANO

Composto da dieci brani, il disco è stato prodotto tra Italia, Svezia, Germania e USA, dall’etichetta indipendente RENILIN “Luna d’inverno per me è come un album di fotografie. Ho sempre […]



Fonte: webcomunicati

ALESSIA D’ANDREA: IL 27 MARZO È USCITO “LUNA D’INVERNO”, IL SUO PRIMO ALBUM IN ITALIANO

Composto da dieci brani, il disco è stato prodotto tra Italia, Svezia, Germania e USA, dall’etichetta indipendente RENILIN “Luna d’inverno per me è come un album di fotografie. Ho sempre […]



Fonte: webcomunicati

ALESSIA D’ANDREA: IL 27 MARZO È USCITO “LUNA D’INVERNO”, IL SUO PRIMO ALBUM IN ITALIANO

Composto da dieci brani, il disco è stato prodotto tra Italia, Svezia, Germania e USA, dall’etichetta indipendente RENILIN “Luna d’inverno per me è come un album di fotografie. Ho sempre […]



Fonte: webcomunicati

ALESSIA D'ANDREA: IL 27 MARZO È USCITO "LUNA D'INVERNO", IL SUO PRIMO ALBUM IN ITALIANO

Composto da dieci brani, il disco è stato prodotto tra Italia, Svezia, Germania e USA, dall’etichetta indipendente RENILIN

Luna d’inverno per me è come un album di fotografie. Ho sempre “visto” i miei brani mentre li scrivevo su un foglio di carta e ne tracciavo i contorni tra i tasti di un pianoforte.
E come attraverso un album di fotografie si ricordano momenti diversi, in Luna d’inverno ho raccolto alcuni brani che avevo scritto in passato, aggiunto altri nuovissimi ed altri ancora presi in prestito da un caro amico come Maurizio Lauzi.
I testi non spiegano mai alla lettera il significato dietro ogni canzone e questo perché mi piace lasciare molto spazio all’immaginazione di chi ascolta. Ma una volta data la chiave di lettura, come per magia, ogni parola acquista il suo senso.”

Il 27 marzo è uscito “Luna d’Inverno”, il primo album in italiano di Alessia D’Andrea, che contiene anche il singolo “Blu occhi” - scritto da Maurizio Lauzi - attualmente in promozione su tutte le radio della penisola ed in salita nella classifiche radiofoniche nazionali.

Contemporaneamente l’artista è ad un passo dal suo esordio negli States, all’uscita di un duetto in Sud America ed ha già pubblicato da poco un disco in Nord Europa destinato al mercato scandinavo.

BIOGRAFIA
Dopo aver vinto il “Premio Mia Martini” ed il “Premio Musicultura”, nel 2004 Alessia D’Andrea “incontra” Ian Anderson dei Jethro Tull col quale incide Locomotive Breath.
Da quel momento iniziano i consensi internazionali, infatti il suo singolo Time To Pray (remixato da Molella, Future Funk ed altri dj) viene licenziato in molti Paesi del mondo, tra i quali: UK, Australia, Spagna, Polonia, Norvegia, Sud Africa, Romania, Canada, Nuova Zelanda, Russia, Messico, Singapore, Repubblica Ceca, Israele, ecc.
Lo stesso anno firma un contratto con la storica etichetta inglese Ministry of Sound.
Dall’estate 2006 iniziano i concerti fuori dall’Italia che vedono Alessia D’Andrea esibirsi anche di fronte a 100.000 persone in diretta su radio e TV nazionali.
Nel luglio del 2008 è ancora sul palco insieme ai Jethro Tull, questa volta al Pistoia Blues Festival per il loro 40° anniversario. Unica ospite del tour.
Nel marzo 2009 esce il suo album “Alessia D’Andrea” che viene licenziato oltre che in Europa, anche in Canada, Cina, Hong Kong, Macau, Taiwan, ecc. e col quale sostiene la campagna “Riscriviamo il Futuro” di Save the Children. Inoltre Alessia è ospite nelle più importanti trasmissioni televisive e radiofoniche di alcuni Paesi dell’Europa dell’Est.
Nei primi mesi del 2010 il suo videoclip 8 o’ clock va in rotazione su diversi canali musicali tra cui RAI Music e viene scelto anche da un programma TV in Cina, mentre il videoclip Tonight viene inserito da MTV Europe nella World Chart Express.
Nella seconda metà del 2010 realizza un altro successo insieme a DJ Molella, il brano Paradise, che diventa sigla del programma radiofonico “Lo Zoo di 105” nonché una delle hit più ballate dell’estate 2010.
Nell’ottobre del 2010 si esibisce come special guest durante il concerto tributo a Fabrizio De Andrè, al Teatro dell’Opera di Sofia, di fronte alle maggiori autorità nazionali.
Nel 2011 esce il DVD “Live in Studio” che presenta il suo spettacolo acustico - elettrico.
Nel 2012 esce Set Me Free Set Me On Fire in 3 diverse versioni (dubstep, ballad, progressive) che mostrano ancora una volta la versatilità di questa artista.
È proprio attraverso questo brano che Alessia D’Andrea viene notata in Inghilterra dalla Music House di Londra che decide di diffondere il singolo in tutti i club del Regno Unito. Anche negli USA alcuni giornalisti recensiscono la sua musica portandola all’attenzione di “addetti ai lavori” con i quali firma accordi per la prossima uscita e distribuzione del suo EP in lingua inglese, destinato al mercato americano.
Il 28 febbraio 2014 è uscito, per il mercato Scandinavo, il singolo I Close My Eyes in duetto con Jussi Mikkola, cantante e attore Finlandese. La produzione è tutta italiana, dell'etichetta RENILIN, e le edizioni sono Spiridom Oy e Warner Chappell Music Finland.



 

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