Visualizzazione post con etichetta USFIT. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta USFIT. Mostra tutti i post

lunedì 15 novembre 2021

AUSED: un webinar sulla Salesforce Platform grazie all’USFIT

 Dagli aspetti legali a quelli relativi alla sicurezza

AUSED ha organizzato un incontro con Salesforce durante il webinar “Salesforce Platform” del 10 novembre scorso nel quale si sono affrontati alcuni aspetti che ruotano attorno a questa rinomata piattaforma. Sono intervenuti Tommaso Fè, Stefano La Rosa e Marco Dragoni, rispettivamente Regional Sales Director, Legal Counsel e Cloud Architect di Salesforce. Nello specifico, oltre a una breve panoramica della soluzione, si è entrati in tre particolari tematiche. La prima ha riguardato gli aspetti legali delle piattaforme cloud, successivamente si è passati a presentare gli standard nella tecnologia Salesforce e, infine, sono stati illustrati gli scenari di sicurezza e privacy, sui quali ci soffermeremo più avanti. In questa particolare fase dell’incontro sono anche intervenuti, con il loro punto di vista da CIO, Luca Guerra (Prima Power) e Luigi Pignatelli (Zeiss).

L’evento è stato aperto dallo stesso Pignatelli che ha illustrato il ruolo dello User Group, all’interno di AUSED, che prende il nome di USFIT: si tratta dell’unico User Group ad essere riconosciuto ufficialmente da Salesforce in Italia. USFIT è in sostanza la community ufficiale degli utenti Salesforce che ha come principale obiettivo quello di mettere a disposizione delle aziende utenti delle soluzioni Salesforce una piattaforma e un network strutturato dove poter condividere esperienze, idee, progetti e best practice. La community rappresenta inoltre un tavolo di confronto continuo con Salesforce Italia, che riconosce con estremo interesse USFIT come interlocutore privilegiato per le proprie attività e strategie. Lo User Group al momento è focalizzato a un suo “revamp” dopo il periodo della pandemia e durante l’incontro si è detto aperto a nuove iscrizioni da parte di qualsiasi azienda utilizzatrice ma anche da parte di quelle aziende che ancora non utilizzano la piattaforma Salesforce e che vogliono avvicinarsi per conoscerla meglio.

Venendo a Salesforce, è stato ricordato che si tratta di un’unica piattaforma in grado di offrire soluzioni flessibili per le aziende in ambito SaaS. Da un punto di vista legal, indipendentemente dall’articolo 32 del GDPR, Salesforce protegge il dato del cliente utilizzando tutti gli strumenti standard o attraverso specifici add-on. Questo permette di assicurarlo nel suo intero processo, di avere una governance IT per renderlo disponibile nel più breve tempo possibile anche in caso di incidenti e a monitorarlo durante tutto il suo percorso all’interno dei processi aziendali e di vendita. In un modello di responsabilità condivisa, Salesforce prepara i clienti a evolvere in uno scenario in cui la sicurezza dei dati è sempre più a rischio. In questo senso offre soluzioni specifiche per mettere le informazioni sempre più in sicurezza e educa i clienti sulle differenti opzioni che mettono a loro disposizione. Allo stesso tempo, lato clienti, è necessario che essi adottino controlli sulla sicurezza all’interno della propria realtà aziendale, siano in grado di monitorare continuamente il comportamento degli utenti e i relativo log degli eventi, il tutto proteggendo i dati sensibili in accordo con la compliance.

Il problema della perdita dei dati è stato sviluppato attraverso la metafora del tubetto di dentifricio: una volta che il dentifricio è uscito (perdita di dati) è molto difficile farlo rientrare nel tubetto e ripulire il “tavolo” dove si è depositato. In Salesforce il lato Privacy e Sicurezza è “by design” e si sono accennati temi quali Trust & Compliance, certificazioni e audit, Data Process Addendum, meccanismi di data transfer e localizzazione dei dati.

Il webinar ha successivamente introdotto degli esempi di perdita di dati con conseguenti punti di vista da parte dei due CIO citati inizialmente. L’articolo 32 del GDPR, ai punti a, b, c e d sottolinea l’importanza di proteggere, assicurare, poter gestire e monitorare i dati. Nel primo esempio l’operatrice telefonica di un customer service che lavora 12 ore al giorno riceve e accetta una proposta di lavoro da un’azienda concorrente molto più interessante. L’operatrice lascia il posto dove si trova non prima di salvare un report con tutti i suoi contatti in modo da sfruttare le sue relazioni anche nella nuova attività. Siamo davanti a un caso specifico di Internal Data Breach. Si tratta una azione fraudolenta da parte di chi si impossessa dei dati, ma anche da parte dell’azienda che ne farà uso attraverso la nuova assunta. Questo esempio porta a determinare la reale necessità per le aziende di capire cosa accade all’interno delle piattaforme e dei vari database. Occorrono controlli sull’integrità dei dati e per l’IT servono strumenti di controllo touch point per touch point. Si tratta evidentemente di un problema pressante per tutti i CIO e DPO in azienda che richiede un elemento di controllo con appositi log in caso di investigazione. Certo, in aziende di tipo strutturato questo esempio non dovrebbe accadere (e con il Transaction Security in funzione non accade), tuttavia è fondamentale che venga effettuata una formazione a tutta lo staff aziendale, instaurando una vera e propria cultura della protezione del dato.

Un secondo esempio ha prospettato il ruolo di un consulente esterno che lavora come partner certificato Salesforce e che sta implementando la soluzione presso un’azienda. Dovendo testare la soluzione stessa in un ambiente dove serve integrarsi con i dati reali del cliente egli ha accesso a ogni tipo di informazione (ordini, date, ecc) e decide di condividere questi dati con un suo conoscente non troppo onesto. In questo scenario il CIO si trova in una condizione in cui i dati sono persi per sempre, inclusa la lista completa dei clienti ora disponibile sul dark web, ovviamente non controllabile dalla sua azienda. Lo stesso ruolo del DPO si trova nella condizione di affermare che l’azienda non è in grado di garantire l’uso improprio dei dati ottenuti dai loro clienti. Per i CIO presenti al webinar si tratta di uno scenario plausibile dove è impossibile eliminare del tutto questo rischio, tuttavia il consiglio che emerge è quello di seguire al meglio l’obbligo normativo, scegliere sempre partner certificati e aumentare il controllo sulle persone attraverso un percorso formativo che instauri la cultura della sicurezza del dato. Altro punto è quello di segregare il più possibile le responsabilità delle persone, anche se questo risulta molto più semplice dal lato utente rispetto a chi lavora sugli aspetti tecnici. In questo ambito emerge la necessità di non avere l’IT come unico responsabile di ciò che accade al dato in azienda, ma occorrerebbe la responsabilizzazione di tutte le funzioni aziendali.

Come soluzione specifica all’esempio sopra riportato, Salesforce ha segnalato il mascheramento dei dati in ambito di test. Questo permette una pseudo anonimizzazione di alcuni campi (per esempio il nome Rossi diventa Bianchi) mentre altri campi, come il numero d’ordine, possono rimanere invariati dal momento che non c’è più un match specifico col nome vero del cliente. Naturalmente resta da sviluppare l’allineamento con tutti i sistemi aziendali.

Un ultimo esempio ha riguardato il tipico cliente b2c che condivide i propri dati con l’azienda. Avendo espresso le proprie preferenze inizialmente, decide di contattare il customer service o per farsi cancellare del tutto o per modificare le stesse preferenze. Questa attività porta via all’operatore del customer service molto tempo: il CIO sa che l’agente potrebbe spendere il suo tempo migliorando la customer satisfaction invece di ricercare e modificare dati esistenti. Per questo occorrerebbero strumenti automatici. L’agente stesso potrebbe erroneamente modificare le preferenze di contatto preso dall’alto carico di lavoro e andando così a scontrarsi, per altro, con la necessità del DPO che deve garantire la compliance con le regole più recenti. Questo ennesimo esempio ha ribadito che si tratta di un tema molto sentito dall’introduzione del GDPR. In molte aziende, inclusa quella rappresentata da Pignatelli, tutte le attività lato consumatore relative all’estrazione di dati, revoca consensi, diritto all’oblio sono gestite in tempo reale sul portale, ma anche allineate con tutti i sistemi in essere, tanto da avere in caso di restore uno script che tiene memoria di chi deve essere anonimizzato. Ciò che risulta molto importante è che i sistemi, in una fase di eventuale audit, siano dimostrabili come sistemi solidi di controllo. La complicanza è che lavorando in un ecosistema dove le informazioni vengono condivise all’interno e all’esterno con terze parti, per quanto qualificate e regolamentate da un punto di vista legale e GDPR, risulta essere un esercizio piuttosto complesso.

Per Guerra il GDPR ha introdotto il concetto di “Privacy by design” che ha iniziato a far capire ai tecnici che certe attività vanno realizzate nello stesso momento in cui vengono disegnati i sistemi e i processi. Servirebbero semplicità e meccanismi di enbedding tra le piattaforme in grado di permettere di cancellare o tenere traccia della storicità del dato. Vi sono procedure da snellire il più possibile, perché il lavoro dell’IT non deve essere fatto di procedure ma di operatività e attenzione al business.

In conclusione, durante l’incontro, Salesforce ha ricordato che esistono soluzioni da parte loro in grado di semplificare il più possibile queste problematiche in modo da poter dedicare più tempo alle vendite, grazie all’integrazione personalizzata con gli strumenti aziendali e al reporting on-demand. Affidarsi a loro significa entrare in una community inclusiva di oltre dieci milioni di innovatori e pionieri chiamati trailblazer. E se qui in Italia si decide poi di entrare anche a far parte dello User Group USFIT, l’unica associazione ufficiale di Salesforce nel nostro Paese, si accede così a un canale diretto che permette di confrontarsi come utilizzatori privilegiati e contribuisce a definire strategie e servizi in collaborazione con l’azienda che ha sede a San Francisco e uffici in tutto il mondo.

mercoledì 13 gennaio 2021

AUSED: percorsi di innovazione aziendale sfruttando il Digital Marketing

 Tre casi di studio reali, nell’ottica di una accelerazione del proprio business

Durante il mese di dicembre 2020, nell’ambito della programmazione degli eventi organizzati dall’AUSED, definiti AUSED 2020, si è svolto un live webinar in cui la longeva associazione di CIO italiana ha affrontato assieme ad Atlantic Technologies il tema del Digital Marketing contestualizzato in questo particolare momento storico.

Stefano Lombardi, consigliere e responsabile della comunicazione di AUSED, ha sottolineato come durante l’incontro siano emerse “peculiarità e fattori comuni che hanno caratterizzano le tre aziende speaker del webinar. Realtà, di fatto, legate a settori molto diversi tra loro, ma che hanno ugualmente affrontato un percorso di innovazione attraverso il supporto del Digital Marketing”

Durante il webinar approntato dall’AUSED, col supporto dell’USFIT (il Gruppo Utenti Salesforce legato ad AUSED, presente all’evento con i consiglieri Luigi Pignatelli e Michele Vespasiani) e di Atlantic Technologies, le Industry che nell’ambito dell’utilizzo del Salesforce Marketing Automation hanno voluto raccontare le loro esperienze in un’ottica di accelerazione del business sono state Alpitour WorldPhoenix Contact e De Bona Motors. Si tratta di tre realtà che hanno portato in azienda il tema del “marketing” come priorità nel loro recente percorso di Digital Transformation.

Gli speaker di queste aziende sono stati Alessandro Ferrero, Head of CRM and Marketing Application di Alpitur, Gabriele Donato, Digital Transformation Manager di Phoenix Contact e Luca Villotta, Chief Technical Officer di De Bona Motors.

“L’incontro – ha proseguito Lombardi – ha portato alla luce diverse informazioni utili mostrando come queste soluzioni possano diventare un concreto strumento di marketing a 360°. Dalle tre esperienze è emerso come sia fondamentale perseguire la cultura digitale con coraggio intercettando le nuove sfide e i nuovi canali che si vengono a creare. Al contempo, ancora più importante si è visto come sia determinante creare una totale sinergia tra le aree di business, come nuovo abilitante per l’innovazione. In fine, l’utilizzo del Digital Marketing è stato mostrato come venga utilizzato da queste aziende anche come uno strumento di valutazione e misurazione delle diverse iniziative, permettendo di operare in modalità interattiva e ottenendo risultati importanti.”

Risultati tangibili sono emersi, per esempio, dal caso Alpitour, con una redemption che si è attestata al 70% in caso di carrello abbandonato, oppure nelle DEM in automatico del Car Dealer di De Bona Motors che, con solo 20 di queste attività auto-generate, ha ottenuto 150 contratti, pari al 4,5% dei contratti, sui 3.450 nominativi che non avrebbero altrimenti firmato.

“Un altro aspetto sostanziale emerso da questi tre progetti – ha proseguito Lombardi – è di come la soluzione di CRM centrale intrapresa dalle aziende si sia integrata molto bene con altre soluzioni a compendio (ad esempio attorno ai clienti del gruppo Alpitour ruotano piattaforme e sistemi in grado di occuparsi delle informazioni demografiche con integrazione del CMS Sitecore, Marketing Cloud e MS Dynamics)”.

Altre integrazioni spinte emerse, per esempio in Phoenix Contact, hanno riguardato l’integrazione di dati e processi tra Salesforce , SAP, Outlook, allargando poi il perimetro ai partner e al motore di marketing automation Pardot. Si è anche integrato LinkedIn Sales Navigator, Chatbot (MVP) e, per meglio condividere la conoscenza, una piattaforma di live webinar.

Nel caso Phoenix Contact, azienda che opera in ambito B2B, il progetto di generazione del nuovo CRM (denominato C1, ovvero Customer First, con l’Italia filiale pilota) ha previsto l’integrazione di Sales, Service, Marketing, Analytics & KPI. La soluzione è stata resa disponibile anche ai partner e alle agenzie, permettendo a tutti la gestione delle informazioni che transitano nel CRM. Il tutto sviluppato in pochi mesi.

Si è poi visto come, anche valorizzando il Change Management e l’approccio Agile, ben supportati dal system integrator, questi progetti di Marketing – alcuni nati in pieno lockdown – puntino di fatto a far guadagnare alle aziende una più veloce ripresa del mercato.

“Da un punto di vista del marketing automation – ha concluso Lombardi – queste soluzioni permettono l’importazione di interviste, l’invio di SMS, la clusterizzazione dei clienti, l’import dei lead degli eventi e i reminder degli appuntamenti. Queste attività sono spalmate su diversi piani. C’è quello che viene definito Customer Loyalty Journey, dove nel caso De Bona Motors spicca per importanza la raccolta della Privacy Lead o il suo rinnovo, ma anche i messaggi di benvenuto o di buon compleanno e l’invito agli eventi. Al contempo c’è l’attività di Customer Satisfaction con tutti i relativi Survey (ticket, vendita, post-vendita, feedback, ecc), così come l’attività di Business Value, dove ci si occupa delle scadenze e delle DEM promozionali”.

Quello che è chiaramente emerso da questo evento AUSED è che tramite il Digital Marketing, più che pensare in termini di B2B o B2C è ormai tempo di ragionare in ottica H2H. Occorre, quindi, saper personalizzare i contenuti con comunicazioni tailor made (e non a tappeto in modo invasivo), segmentare la target audience sulla base di tag applicati, misurare e analizzare metriche, e generare azioni specifiche sui singoli clienti.

Il dettaglio dei tre casi specifici è possibile approfondirli richiedendo ad AUSED il link del webinar scrivendo alla segreteria: aused@aused.org


mercoledì 4 settembre 2019

USFIT: Esperienze di adozione di Salesforce nelle vendite (Sales Cloud)

Appuntamento il 19 settembre 2019, dalle ore 16,30 presso il Centro Copernico, sede dell’associazione AUSED
Il prossimo 19 settembre, presso la sede dell’AUSED al Centro Copernico di Via Copernico 38 a Milano, il Gruppo Utenti SalesForce (USFIT) organizza l’incontro aperto anche ai non soci AUSED dal titolo: “Esperienze di adozione di Salesforce nelle vendite (Sales Cloud)”.
Verranno approfonditi i seguenti punti:
  • Esperienze di adozione di Salesforce nelle vendite
  • Diverse declinazioni e business model
  • Approfondimento delle nuove funzionalità di Sales Cloud.
Com’è noto, Sales Cloud rappresenta per buona parte delle aziende il punto di inizio nel viaggio di implementazione della soluzione CRM Salesforce.
Molto è stato detto e molto è già stato utilizzato, ma sappiamo bene che il processo di vendita rappresenta il motore di diversi processi.
Le previsioni di vendita (forecast), la gestione della opportunità, la relativa creazione di offerte, la gestione dei listini e degli sconti, sono dinamiche che impattano ogni organizzazione.
Salesforce offre una soluzione “plug & play” che permette di attivare le funzionalità all’occorrenza, fino addirittura all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale con Einstein che guida gli step di vendita, basando la propria azione sullo studio delle inferenze sui dati storici.
Durante la sessione verranno presentate aziende che hanno utilizzato in modo tradizionale o creativo le funzionalità di Sales Cloud.
I partecipanti avranno l’opportunità di condividere liberamente le proprie esperienze non solo e non tanto con Salesforce, o con il proprio business partner, ma con altri user di altre aziende da cui poter mutuare best practice (o almeno non ripetere worst practice).
Seguirà un momento di networking accompagnati da un cocktail.
Per registrarsi all’evento del prossimo 19 settembre: http://tiny.cc/dssybz
N.B. Per un confronto produttivo il numero massimo degli ammessi è di 20 con priorità per i Soci AUSED che hanno aderito allo Scudo Data Protection.

mercoledì 3 aprile 2019

USFIT: nasce la comunità per gli utenti di Salesforce

Appuntamento presso la Sala Falck dell’Assolombarda per la presentazione della Prima Comunità italiana di utenti di Salesforce.
Sala Falk ImmagineGiovedì 11 aprile, alle ore 16:00, l’associazione AUSED organizza presso la Sala Falck dell’Assolombarda in via Chiaravalle 8 a Milano la presentazione della Prima Comunità italiana di utenti Salesforce. La comunità si chiamerà USFIT e invita gli interessati a non perdere l’occasione di entrarne a far parte sin dall’inizio!
Tramite USFIT, che nasce sotto l’egida dell’AUSED, si vuole mettere a disposizione degli utenti italiani una piattaforma ed un network dove poter condividere esperienze, idee, progetti e Best Practice.
La community rappresenterà anche un tavolo di confronto continuo con Salesforce Italia.
Chi può farne parte? Figure sia tecniche che di business, che si confronteranno su tavoli tematici di comune interesse.
Di seguito i contenuti del primo incontro.
AGENDA
16:00 – 16:30Registrazione
16:30 – 16:40Introduzione USFIT – Finalità e Regole di associazione, benefici per chi partecipa. 
Luigi Pignatelli, consigliere AUSED ed IT Manager Carl Zeiss Vision Italia
16:40 – 16:50Benvenuto SalesForce – Come Salesforce vede ed intende relazionarsi con lo User Group.  Ezio Russo, Area Vice President Italy
16:50 – 17:10L’evoluzione del mercato tecnologico – La visione di Salesforce. Ezio Russo, Area Vice President Italy
17:10 – 17:20Success Story Cliente – Intervento Fedegari – Riccardo Massari, CIO
17:20 – 17:35Coffee break       
17:35 – 17:55Success Story Cliente – Intervento UNOX – Gabriele Ballarin, IT Manger
17:55 – 18:30Wrap-up, panel di discussione e sessione di Q&A – Riepilogo, osservazioni e raccolta adesioni alla fase costitutiva dello User Group. Moderatore Luigi Pignatelli
18:30Networking cocktail

Per registrarsi all’evento: http://tiny.cc/p99o4y